28 aprile, Poligono di Quirra – CORTEO CONTRO LE BASI MILITARI E LA GUERRA

Venerdì 28 aprile al PISQ, Poligono Interforze del Salto di Quirra, ci sarà un nuovo corteo contro la presenza militare in Sardegna, contro la guerra, contro la militarizzazione. Continua a leggere

Mappa sulla distribuzione della presenza militare in Italia

Come sono distribuiti i militari all’interno dello stivale? Quali porti, strade e aeroporti usano più frequentemente? Continua a leggere

Aggressione razzista agli ambulanti bengalesi in piazza yenne

Nella notte del 26 Marzo ennesima aggressione razzista in centro a Cagliari. Verso mezzanotte quattro individui, con le divise dell’Union Rugby, hanno rovesciato i banchi di alcuni ambulanti bengalesi, condendo il tutto con un aggressione fisica, insulti e minacce razziste. Uno dei ragazzi è stato preso al collo e picchiato finché non ha cancellato una foto dell’accaduto scattata con il telefonino.

Come al solito le divise blu della polizia e dei carramba hanno sogghignato sull’accaduto, e non hanno trovato niente di meglio da fare che dire anche ai ragazzi bengalesi di andarsene”per evitare problemi”.17553836_1298584036921506_3010372972883351806_n

Ciao Donatello

Comunicato per Donatello Dedoni
La mattina del 20 marzo 2017, l’amico e compagno Donatello Dedoni è morto
precipitando dal tetto di un capannone in disuso nella zona industriale di Elmas (CA),
per una tragica fatalità il tetto ha ceduto ed è caduto da diversi metri d’altezza.
La persona che lo accompagnava ha tentato di rianimarlo e dato l’allarme al 118,
nonostante il loro intervento non c’è stato niente da fare.
Chi ha conosciuto Donatello sapeva quanto fosse prezioso come amico e compagno,
sempre pronto a mettersi in gioco con coraggio ed entusiasmo.
La sua propensione all’azione gli è costata diverse detenzioni, da cui è uscito sempre a testa alta e senza rimorsi.
Ci mancherà tantissimo, abbiamo perso una parte di noi, della nostra vita e della nostra storia.
Il suo esempio ci fa riflettere su quanto troppo teniamo alla nostra pellaccia,
mentre molto di più dovremmo fare in termini di rischi e azione, perchè senza ciò ogni discorso ogni teoria perde significato.
Non sarà facile ma cercheremo di andare avanti nella lotta contro lo stato, il capitale e i suoi forzieri.
                                              Is kumpanjus e is kumpanjas de su Fraria

Nuove telecamere a Nuoro

i giornali parlano di nuove telecamere a Nuoro per donare maggiore sicurezza ai cittadini.

Sarebbero ottanta le telecamere ad alta definizione (4 k) inserite nel circuito cittadino, : ingressi alla città,piazze, scuole etc.

L’occhio della repressione è sempre piu’ lungo e le telecamere fanno da ausilio con il benestare delle amministrazioni locali.

il sindaco Zedda, a Cagliari, ad esempio, firmò un accordo a nome “Mille occhi sulla città” per l’installazione di telecamere in tutti i luoghi sensibili : dalle gioiellerie alle vie simbolo della gentrificazione passando dai pullman e dalle pensiline con video accessibili alle forze dell’ordine con effetto immediato. il sindaco di Nuoro, a quanto pare, non vuol essere da meno.

La ricerca disperata alla soddisfazione del bisogno di sicurezza della non ben delineata categoria dei cittadini è sempre piu’ morbosa e i video diffusi dalla sbirraglia circa i cosiddetti reati ha sempre piu’ uno scopo autocelebrativo e mediatico a curare l’immagine limpida che sbirri e militari vogliono mantenere. Non saranno un paio di video sui quotidiani on line a farci dimenticare chi sono gli oppressori e gli oppressi.

Non resta che seguire un consiglio di un adesivo che circolava . “Apriamo gli occhi, spegniamo i loro”

21/3 Nuovo carico di bombe della RWM diretto in Arabia Saudita

Nella notte fra lunedì e martedì, poco dopo mezzanotte è stato effettuato l’ennesimo carico di bombe prodotte nello stabilimento della RWM di Domusnovas. Bombe dirette in Arabia Saudita, a confermarlo la presenza della solita Bahri Tabuk, gigantesca porta container battente appunto bandiera saudita.

Come al solito la notizia è uscita in ritardo, o comunque troppo tardi per poter organizzare un qualche tipo di disturbo alle manovre di trasporto e carico. Il solito Mauro Pili ha dato la notizia, questa volta in diretta, con un video direttamente dal porto canale mentre i container veniva caricati sulla nave (per chi volesse vedere il video: https://www.facebook.com/mauro.pilibis/videos/1327363357342365/ ).

Non possiamo far altro che registrare questo ennesimo passaggio di bombe a pochi chilometri dalle nostre case, e renderci conto di come sia a pieno regime la produzione sulcitana di bombe. Per questo ricordiamo l’appuntamento di LUNEDì 3 APRILE  DALLE 11 NEL PIAZZALE DELLA RWM, PRESIDIO E POI CORTEO VERSO IL PAESE. RWM PRODUCE MORTE – STOP BOMBE – NON LASCIAMO IN PACE CHI VIVE DI GUERRA

 

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25 MARZO Corteo antifascista a Sassari

Locandina (italiano - colore) WEB

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STOP ALLA FABBRICA DI MORTE RWM

LUNEDÌ 3 APRILE 2017 A DOMUNOVAS

PRESIDIO AL PIAZZALE DELLA RWM
DALLE 11.00 ALLE 16.00
CORTEO DAL PIAZZALE DELLA FABBRICA
AL PAESE – PARTENZA ALLE 16.00

Ormai è un dato di fatto: la RWM Italia spa produce bombe, lo stabilimento di Domusnovas fabbrica ed esporta gli ordigni che devastano lo Yemen e tanti altri paesi, per alcune centinaia di posti di lavoro e decine di milioni di fatturato.
In nome del profitto si uccidono centinaia di migliaia di civili, si coprono le complicità delle istituzioni e in nome del ricatto occupazionale si giustifica chi lavora e contribuisce manualmente alla costruzione di strumenti di morte.
Fermiamo la filiera di questa produzione di morte, dal padrone all’operaio, dai trasporti dei materiali a chi li prende in carico.
La produzione di bombe deve cessare qui e ovunque, produrre e vendere morte non può essere un’attività da svolgere serenamente né ora né mai.
Per questi motivi ci ritroviamo il 3 aprile nel piazzale dello stabilimento RWM a Domusnovas per un presidio dalle 11:00 alle 16:00, cui seguirà un corteo verso il paese.
Vi invitiamo a partecipare per provare tutti insieme ad inceppare anche se per poche ore questo macchinario e rimarcare che chi contribuisce ai suoi ingranaggi “per quanto si creda assolto è lo stesso coinvolto”

Non lasciamo in pace chi vive di guerra!

Comunicato del Collettivo S’Idea Libera sull’aggressione fascista di Casapound

I FATTI

Nella notte tra sabato 11 e domenica 12 Marzo, un gruppo di persone a volto coperto, armate di bastoni e cinture ha cercato di entrare nello spazio sociale del collettivo S’idea libera dove si era da poco conclusa una cena in sostegno alla lotta antifascista delle popolazioni del Donbass. Chi era ancora all’interno dello spazio è riuscito a respingere gli aggressori sulla porta, facendoli indietreggiare, e riuscendo, dopo uno scontro, a metterli in fuga. Questi i fatti. Risultato: tre teste rotte fra chi si è difeso dall’attacco. La lotta ha provocato la perdita della bardatura a tre dei cinque fascisti, che sono stati così identificati come appartenenti all’organizzazione fascista Casapound Italia, delle sezioni di Sassari e Cagliari.

PERCHE’ SAPPIAMO CHE E’ STATA CASAPOUND?

Non ci interessa se questi individui siano regolarmente iscritti all’associazione, ma risulta inequivocabilmente (da conoscenza diretta e dalle molte fotografie che loro stessi diffondono) la loro militanza in Casapound. Inoltre, siamo altrettanto sicuri che siano loro per altre “coincidenze”. La presenza di militanti di Casapound di tutta la Sardegna in occasione di una loro iniziativa ad Alghero proprio sabato e la comparsa, poche ore prima della nostra cena, di adesivi, di CP Sassari, “Difendi Cagliari” e “Cagliari fascist crew” sulla nostra bacheca esterna, sulla cassetta della posta e in tutto il vicinato. Durante lo scontro, uno dei fascisti ha parlato in cagliaritano, cosa che ha permesso di riconoscerlo e ha inoltre perduto un cappello con una runa, simbolo utilizzato da alcuni reparti delle SS naziste.

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Non c’è due senza tre

Il 13 Marzo sono stati recapitati 7 nuovi decreti penali di condanna per alcuni compagni e compagne fermati durante il campeggio antimilitarista dell’ottobre 2016. Durante il fermo erano stati loro sequestrati degli oggetti, identificati ora come “atti ad offendere”.

Non ci stanchiamo di ribadire la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne colpite dalla repressione e rinnoviamo il nostro odio nei confronti di sbirri, galere, giudici e militari.

Da https://nobasi.noblogs.org

Comunicati solidali a S’idea libera attaccata dai fascisti(in aggiornamento)

15/03/2017

Immaginate uno spazio sociale in cui è appena finita un’iniziativa antifascista, dentro ancora si chiacchiera. Da fuori si sentono dei rumori, un militante va verso la porta del circolo e la apre, arriva una bastonata.

No, non si tratta di un mero esercizio di immaginazione, è un fatto accaduto realmente e no, non decenni fa, è accaduto sabato scorso, a Sassari
Un’ aggressione fascista in piena regola, condita con bastoni e cinghie, ai danni dei compagni e delle compagne del circolo autogestito S’Idea Libera.

Non ci interessa che CasaPound abbia negato il suo coinvolgimento in quest’episodio, conosciamo bene il loro continuo impegno nel cercare di rendersi presentabili attraverso attività di “promozione sociale” quali raccolte vestiti, ridicole campagne di pulizia cittadina e strumentalizzazioni di malcontenti di varia natura. Una facciata da “bravi ragazzi” ben studiata per nascondere quello che sono realmente: dei fascisti che di nuovo hanno solo l’apparenza patinata che si confa a questo terzo millennio.

Quello che ci interessa è sottolineare come questo grave episodio non possa essere preso come un “caso isolato”. Da tempo le realtà neofasciste stanno cercando di riprendersi spazi d’azione attraverso i più disparati strumenti, dalle vie istituzionali alle minacce personali passando per l’aggregazione sociale. Basta farsi una passeggiata per le vie delle città aguzzando la vista per notare continue scritte di chiara matrice fascista e miriadi di adesivi con grafiche accattivanti ma di contenuto non fraintendibile.

I fascisti non sono delle creature mitologiche che vivono nella fantasia di alcuni, né delle figure che rimangono ormai solo nei libri di storia: per i più scettici la riprova è proprio quanto accaduto sabato a Sassari.

Pensiamo sia compito di tutte e tutti agire in modo che i gruppi neofascisti non abbiano più spazio d’azione. È necessario difendersi attivamente dalle loro logiche, dall’amnesia storica che sembra attanagliare i più, ma soprattutto dalla loro presenza nelle nostre città.

Per questo la nostra piena solidarietà va alle compagne e ai compagni di S’Idea Libera.

Per questo saremo al loro fianco in piazza sabato 25 marzo a Sassari, insieme a tutte le realtà e le individualità convinte che l’antifascismo non sia anacronistico, che non possa essere delegato, che vada diffuso e praticato.

Coordinamento antifascista cagliaritano

 

13 – 3 – 2017

Ancora Fogne, ancora topi..

Sabato notte a Sassari un gruppo di merde fasciste ha attaccato i compagni del circolo autogestito S’Idea Libera, mentre era in programma una serata di solidarietà e autofinanziamento per la carovana antifascista nel Donbass, ferendone alcuni in modo serio.

Ormai anche in Sardegna si moltiplicano i segnali della loro presenza, con scritte e aggressioni, probabilmente lasciati per troppo tempo liberi nel loro agire, ben protetti nelle loro scorribande, sottovautati, troppo e ovunque.

Ancora una volta assistiamo all’ennesimo attacco di gruppi neofascisti a compagni e a spazi politico-sociali dove si esprimono punti di vista non asserviti alla marea montante reazionaria e che criticano il sistema di potere dominante, il suo modello capitalistico-razzista.

Ancora una volta abbiamo di fronte il problema sul che fare per difendere ogni processo antagonista, di comunicazione, di aggregazione emerso in questi anni dalle lotte contro la militarizzazione e la guerra, il razzismo, lo sciovinismo, i progetti di saccheggio della terra dove viviamo, contro la criminalizzazione dell’antagonismo, il carcere e la tortura del 41bis.

D’ora in poi il che fare non può che essere difesa attiva dei nostri spazi di agibilità politico-sociale-culturale.

Difesa attiva per noi non significa solo richiamare alla memoria i significati dell’antifascismo e della Resistenza, che sono già patrimonio acquisito della nostra identità e prassi.

Difesa attiva significa impedire con ogni mezzo il diffondersi della reazione, istituzionale e non, nelle città e nei quartieri, gestita dal neofascismo, che col suo agire cerca capillarmente di inserirsi nelle maglie sempre più deboli di questa società.

Difesa attiva significa allargare il campo della costruzione di ulteriori spazi di agibilità politica-sociale-culturale, perché questi sono i veri presidi di resistenza al neofascismo attuale, figlio infame della brutalità capitalista-razzista di questo periodo storico.

Ai nostri compagni e compagne di S’Idea Libera va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ma aggiungiamo che l’attacco da loro subito è un attacco a tutt* quell* che in questi anni stanno cercando di costruire resistenza e lotta per l’autodeterminazione, contro la guerra, la militarizzazione e le ingiustizie sociali.

Solidarietà e/é lotta antifascista

 

http://www.moras.noblogs.org


12 – 3 – 2017

Stanotte c’è stato un attacco fascista alla sede di S’Idealibera a Sassari durante un’iniziativa di solidarietà del Coordinamento Ucraina Antifascista. I fascisti di Casa Pound di Sassari e Cagliari hanno aggredito i presenti con cinghie e bastoni: per fortuna i bambini del quartiere di Sant’Apollinare che sono soliti frequentare la sede, in quel momento non erano presenti. Esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne di S’Idealibera. Teniamo alta l’attenzione su questi soggetti che, coperti dal silenzio mediatico, si spacciano per benefattori e “bravi ragazzi” mentre altro non sono che fascisti violenti. Il “fascismo del Terzo Millennio” resta fascismo e non cambia mai volto: FASCI AL ROGO!
A Piazzale Loreto c’è ancora posto!

Antifasciste/e solidali – Nuoro.


Esprimo la mia piena solidarietà ai compagni e alle compagne del Collettivo S’idea libera, per la vile aggressione subita da parte dei fascisti sabato notte. Conosco molto bene le compagne e i compagni di Sassari e l’impegno e le importanti iniziative che hanno organizzato in questi mesi . Oltre la loro presenza assidua nelle manifestazioni antimilitariste e importanti per la Sardegna .

L’espandersi e il dilagare delle aggressioni neofasciste richiede sempre di più il coordinamento delle forze politiche e sociali che individuano in questi fenomeni non una manifestazione di ribellismo giovanilista bensì il rafforzamento di un tessuto culturale e politico intriso di sopraffazione, di razzismo, di sessismo e violenza.

L’unità antifascista è l’unica risposta per per prevenire e difendere gli spazi di libertà e di partecipazione che riusciamo a costruire nelle nostre città contro la barbarie e l’ignoranza della destra.

Le forze “dell’ordine” come al solito si accaniscono contro i compagni, gli operai e gli studenti e non muovono un dito contro i fascisti tollerati se non foraggiati dalle istituzioni e dalla politica. Non siamo nati ieri e tutto questo non ci stupisce affatto. Quando i padroni e i loro servi della politica o delle istituzioni non reggono più il peso delle proteste arrivano i fascisti sempre pronti ad intervenire contro chi si ribella. E’ questo il loro ruolo storico, quello dei cani da guardia dei padroni.

La nostra solidarietà deve essere attiva: in Sardegna gli antifascisti sono attenti e risponderanno sempre ai fascisti, ai razzisti e a chi prova ad alimentare l’odio verso i più deboli. Il fascismo non avrà da noi un minimo di agibilità politica. Non un passo indietro!

Antonello Tiddia