DAVIDE DELOGU TRASFERITO

da ROUND ROBIN :

Davide è stato trasferito da Augusta (Sicilia) al carcere di Rossano Calabro, il cui indirizzo è:
Davide Delogu, Contrada Ciminata snc, 87067 Rossano (CS)

pubblichiamo inoltre, anche se con ritardo, le notizie delle proteste di Davide e del suo sciopero della fame, datate 15/03:

dall’11 marzo Davide era in sciopero della fame perché la neo direttrice, tale Angela Lantieri, appena arrivata ad Augusta ha subito revocato il permesso di colloquio che Davide fa con una compagna sarda.
La direttrice pare sia una tipa decisamente tirannica, trasferita dal carcere precedente per proteste continue anche dei secondini.
Lui non fa colloqui con nessunx familiare (da quanto ho capito per motivi di salute dex familiari) e perciò era l’unico colloquio che faceva.
Lui è su col morale e accompagna allo sciopero un atteggiamento conflittuale (testuali parole “mando a cagare il brigadiere ogni volta che viene a farmi la perquisa: ne ho 2 al giorno”) mancati rientri in cella di 30/60 minuti e battiture in cella sempre ogni giorno di durata variabile.
Ci tiene che venga diffusa notizia di questa ennesimo colpo basso (senza mai vittimizzarsi), ennesima vendetta, l’ennesima cioè dimostrazione della natura dello Stato e dei suoi apparti: una macchina divoratrice di esistenze

Annunci

COME SE I POLIGONI NON BASTASSERO

Riceviamo e diffondiamo :

Mattinata di mobilitazione contro le esercitazioni a Cagliari

Questa mattina 20 militanti di “A Foras contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna” si sono trovati tra la caserma Villasanta e la Monfenera in viale Poetto, per disturbare l’esercitazione che si stava svolgendo all’interno delle caserme e sulla Sella del Diavolo. Muniti di torce, fumogeni e razzetti di segnalazione hanno mostrato la loro contrarietà alla manovra militare in atto. Elicotteri, spostamenti di mezzi e uomini hanno invaso lo spazio cittadino e il quartiere del sole, in lontananza boati e spari hanno raccolto la preoccupazione di molti residenti. Continua a leggere

Anna, Agnese e Silvia trasferite a L’Aquila

Riceviamo e diffondiamo :

SEZIONE FEMMINILE A.S.2: DA ROMA-REBIBBIA A L’AQUILA.
Stamattina chi si è trovato allo sportello dei colloqui di Rebibbia Femminile ha potuto vivere personalmente quegli istanti misti di sconcerto e rabbia raccontati più e più volte da chi, dopo aver fatto magari diverse centinaia di chilometri per poter incontrare in carcere il proprio figlio, la propria compagna, il proprio padre, ecc… si è sentito rispondere: “Il detenuto, la detenuta è assenteper trasferimento”. “Trasferimento per dove”? Stamattina la guardia di Rebibbia ha risposto. “Per L’Aquila”. Continua a leggere

Nicco LIBERO

Ieri è arrivata la bella notizia che il nostro carissimo compagno Niccolò è stato liberato.

Da qualche giorno era recluso nel carcere di Cuneo, dovrà firmare tutti i giorni presso il commissariato più vicino a casa sua.

Vallette, Ferrara, Ivrea e Cuneo, questo è stato il percorso detentivo che sbirri e giudici gli hanno fatto percorrere per cercare di isolarlo, di neutralizzare la solidarietà attraverso la corrispondenza, di fiaccarne lo spirito.

Siamo contenti di poterlo riabbracciare, ma adesso tocca agli altri e alle altre ancora prigionieri.

Daje  Nicco!

TUTTE LIBERI

Il carcere è una merda e i carcerieri anche

Ci giunge dal carcere di Uta una notizia alquanto brutta.

Un inserviente maliano, dipendente della struttura, è stato aggredito da un suo “collega” secondino (che l’ha fatto cadere per terra), quando è andato a lamentarsi con i suoi superiori questi gli hanno detto che avrebbero preso le dovute conseguenze. Poco dopo altri secondini l’hanno invitato a entrare in uno stanzino dove gli hanno rifilato una sonora lezione. A sorreggere e celare tutta la vicenda ci sono gli immancabili dottori e infermieri del carcere che quando hanno visitato il ragazzo maliano non hanno riscontrato nulla di grave. Ma possiamo immaginare anche tutto lo stuolo di lavoratori di di cooperative esterne, assistenti sociali e affini, anche loro sempre supinamente silenziosi.

Il carcere è negazione della libertà, è tortura, ma il carcere è anche quello di questo spregevole raccontino.

Uno schifo contro cui lottare finché sarà necessario.

 

 

Uta -Tolta la censura a Paolo

Dopo 7 mesi di corrispondenza sottoposta a censura Paolo può finalmente ricevere di nuovo lettere e libri senza troppe ingerenze da parte della direzione del carcere. E’ stata quindi accolta la richiesta dell’avvocato, che solo un mese fa era stata respinta.

 

Vive la france!

Riceviamo e pubblichiamo:

Ieri (24 marzo), dopo una due giorni di dibattiti e pranzi benefit in
solidarietà con l’Asilo di Torino in alcuni luoghi solidali a Parigi,
alcune compagne e alcuni compagni hanno dato vita a un presidio davanti
al Cra (il Cpr francese) di Vincennes.

Continua a leggere

AGGIORNAMENTI SUL PRIGIONIERO DAVIDE DELOGU

Apprendiamo che Davide Delogu ha intrapreso uno sciopero della fame nel carcere di Augusta, dov’è tutt’ora detenuto, per protestare contro il divieto di colloquio con una compagna sarda imposto dalla direzione carceraria senza particolari motivazioni.

Ricordiamo come Davide sia sottoposto a diversi regimi punitivi e di vessazione ormai quotidiani perchè si rifiuta di piegarsi davanti alle regole imposte dal regime carcerario.

Il suo allontanamento nella prigione di Augusta è un ulteriore esempio di come sia preferibile per le istituzioni carcerarie tenerlo lontano da affetti e compagni della sua isola per isolarlo e cercare di spezzarlo. Il divieto di colloquio con una compagna ne è l’ennesimo esempio.

Lo sciopero è momentaneamente sospeso poichè Davide concede tempo sino al 30 marzo perchè la direttrice si metta in contatto con lui.

Se questo contatto non avvenisse Davide è intenzionato a riprendere lo sciopero della fame e le azioni dimostrative che riterrà piu’ opportune.

A lui va la nostra solidarietà, sempri ainnantis!

 

Ultime parole lasciate da Lorenzo, caduto in Kurdistan

Pubblichiamo la nota lasciata dal compagno anarchico fiorentino Lorenzo “Orso”, caduto combattendo per la libertà in Rojava, militando tra le fila delle Ypg Internazionaliste. 

Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli, e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà.
Quindi, nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio.
Vi auguro tutto il bene possibile, e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo.
Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza.
Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza; mai!
Neppure per un attimo.
Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, e di infonderla nei vostri compagni.
E’ proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve.
E ricordate sempre che “ogni tempesta comincia con una singola goccia”. Cercate di essere voi
quella goccia.
Vi amo tutti, spero farete tesoro di queste parole.
Serkeftin!

Orso,
Tekoser,
Lorenzo

Un piacevole domino

Oggi pomeriggio ci è giunta la notizia che il riesame del tribunale di Trento ha ritenuto insussistenti le accuse di 270 bis e 280 per gli arrestati e gli indagati dell’operazione Renata. Continua a leggere