Mappa sulla distribuzione della presenza militare in Italia

Come sono distribuiti i militari all’interno dello stivale? Quali porti, strade e aeroporti usano più frequentemente? Continua a leggere

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Antimilitarismo, giornalismo e pacifismo: una risposta.

Riceviamo e pubblichiamo:

Questo scritto non vuole essere una posizione collettiva o propria di un gruppo, ma solo la posizione personale di un compagno antimilitarista sardo, in risposta a due articoli riguardanti dei fatti che hanno visto protagonista chi scrive.                                               Sono gradite critiche e contributi.

ANTIMILITARISMO, GIORNALISMO E PACIFISMO: UNA RISPOSTA.

“Noi non siamo terroristi né criminali. È proprio perché amiamo la vita, perché gioiamo di fronte allo spirito umano, che siamo diventati combattenti per la libertà contro questo sistema razzista, imperialista e mortifero.”

David Gilbert

 Sono passati due mesi esatti dalla Due Giorni contro la RWM (7-8 aprile 2018), un’iniziativa in cui un gruppo di compagni/e si è impegnato, con energia, tempo e determinazione.

 È necessario, per me, mettere bocca su una questione nata durante la Due Giorni: la cacciata di due giornalisti di Videolina/TG3. Non ho commentato finora l’accaduto, se non in prima persona, confrontandomi con alcuni/e compagni/e:  perché credo che il report mandato in televisione parli per sé, perché ritengo che chiunque possa solidarizzare con la causa antimilitarista possa capire, non dico condividere, un gesto simile, una risposta a tono al comportamento di quei due giornalisti. Perché, nonostante io sappia che una parte del movimento contro le basi militari e l’occupazione della Sardegna non condivida quanto ha visto in televisione (anche se il tutto è caduto nel nulla, com’era ovvio che fosse), non faccio un passo indietro sulle mie azioni e me ne assumo completa responsabilità, davanti a chiunque voglia recriminarmi qualcosa. Rispondo io, delle mie azioni e delle mie scelte. Continua a leggere

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Proiezione del documentario “’77 no commercial use”

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La questura scrive sopratutto d’Estate

La questura cagliaritana ha ormai da anni un oscuro rituale : all’inizio della stagione estiva inizia a mandare provvedimenti o letterine di vario tipo alle compagne ed ai compagni.

Gli argomenti sono ogni anno i piu’ disparati : dagli avvisi orali, alle richieste di sorveglianza , ai fogli di via piu’ denunce e amenità varie.

Anche quest’anno per non smentirsi arrivano le letterine. A circa una decina tra compagne e compagni è arrivata o e’ in arrivo l’avviso di conclusione indagini per l’ingresso arbitrario all’interno dei confini militari del poligono di Teulada del 3 Novembre 2015.

Nell’occasione l’ingresso cosiddetto arbitrario fece interrompere le esercitazioni della piu’ grande esercitazione NATO considerando i vent’anni precedenti : la TRIDENT JUNCTURE.

Una grande esercitazione congiunta tra le forze armate nazionali e del blocco NATO comprensiva di aspetti puramente pratici di guerra simulata e di tempi di reazione nelle situazioni di conflitto.

A rovinare i giochi di guerra però si mobilitò un grande numero di persone che riusci’ con astuzia e determinazione ad entrare nel poligono.

Nonostante il periodo poco proficuo da un punto di vista delle lotte, non possiamo che auspicare altre 10,100,1000 giornate come quella o come altre in passato dall’11 giugno a Decimomannu o ai cortei a Capo Frasca.

Per le lettere questurili seguiranno aggiornamenti, per le lotte non resta che guardarsi dentro e scoprire quanta rabbia possiamo ancora dare.

NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA

 

Il presidio contro la Vitrociset

Alle 15 di oggi si è svolto un presidio, organizzato purtroppo con poco preavviso, di contestazione a un convegno organizzato dalla Vitrociset. La partecipazione non è stata ampia, ma la giornata non è comunque andata male. Una ventina di partecipanti con striscione e volantini hanno presidiato l’ingresso della sede dell’Unione Sarda per due ore, ben controllati da uno spropositato numero di forze dell’ordine (erano quasi quante quelle schierate per il corteo del 2 giugno), camionette di celere di polizia e carabinieri, volanti e un assortimento di digossini di varie generazioni. Purtroppo hanno partecipato al convegno più persone di quanto ci si possa aspettare (specialmente studenti di ingegneria), e questo fa riflettere sull’importanza delle forme di contrasto a queste iniziative. Ovviamente Cao (presidente del DASS) e Solferino (a.d. Vitrociset) non si sono fatti vedere, saranno entrati dal retro ben scortati. Andando via sono stati attacchinati dei manifesti su tutta la piazza e nelle vie antistanti.

“Tanti modi un’unica lotta”, è dal 2014 almeno, che in tanti lo ripetono, ed è stato proprio questo atteggiamento, questa scelta, uno dei punti di forza delle lotte antimilitariste. Proprio nell’opposizione alla Vitrociset possiamo ricordare varie pratiche di lotta: dal sabotaggio ai mezzi della ditta, al corteo del 28 aprile, alle scritte sui muri, al presidio di oggi. Su questa varietà di pratiche, basata sul rispetto reciproco delle sensibilità e dei gusti continueremo a portare avanti la nostra lotta.

NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA

Qui di seguito i materiali distribuiti oggi:

Vitrociset merda

Vitrociset

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VENERDì 8 h 14.30 PRESIDIO CONTRO LA VITROCISET

Venerdì 8 giugno alle 15.00 si svolgerà presso la sala stampa dell’Unione Sarda un convegno chiamato “Sardegna regione spaziale”. Gli organizzatori sono la Vitrociset e Airpress (un mensile sulle politiche per l’aerospazio e la difesa).

La Vitrociset è, insieme alla RWM, una delle due aziende belliche più importanti esistenti in Sardegna. Da pochi mesi è nota l’intenzione di aprire una nuova sede a Cagliari, all’interno del progetto di riorganizzazione del porto, chiamato Port2020.

Proprio ieri invece è uscita la notizia che sono arrivati i fondi per l’installazione dello space propulsion test facility, una rampa di lancio missilistico che verrà costruita nel territorio comunale di Villaputzu, proprio a pochi chilometri da capo San Lorenzo, sede principale della Vitrociset.

Al convegno di venerdì ovviamente non potrà mancare Giacomo Cao, presidente del DASS partner garantito per i prossimi affari della rampa di lancio.

In questa fase di piena espansione dell’industria bellica ci sembra fondamentale far sentire la voce di chi non è d’accordo ed è pronto a opporsi a qualunque nuova forma di attività militare.

Non ci facciamo abbindolare dalla retorica della ricerca, dall’uso duale delle tecnologie, dal ricatto occupazionale che questi investimenti creano. Siamo contrari e basta.

Per questo invitiamo tutti e tutte al presidio di venerdì pomeriggio, alle 14 e 30 nel piazzale antistante la sede dell’Unione Sarda in via Santa Gilla.

Antimilitaristi e antimilitariste

Cagliari, 6 Giugno 2018

Di seguito la locandina del convegno:SARDEGNA-REGIONE-SPAZIALE-8-giugno

Seguiranno aggiornamenti e materiali. Per info contattateci sulla mail del blog.

Sull’incendio dei mezzi a Roverè della Luna

Pubblichiamo qui di seguito uno scritto a cura di romperelerighe in merito all’attacco incendiario di sabato scorso:

Trentinosull incendio dei mezzi militari

OCCHI SULLE CITTA’

Siglato a Cagliari il patto per l’utilizzo dei fondi statali sull’installazione di telcamere in 256 comuni sardi su 377.

I sindaci di Cagliari,Quartu, Sanluri, Settimo, Portoscuso, Nuraminis, Pauli Arbarei e Villamar insieme al Prefetto ed alle forze dell’ordine hanno firmato il patto che prevede 37 milioni dallo Stato e 20 milioni dalla Regione Sardegna.

Le nuove telecamere saranno installate dal prossimo Autunno e saranno direttamente collegate con le FF.OO. che avranno delle password di accesso per il controllo anche in tempo reale.

L’intervista al prefetto Tiziana Giovanna Costantino è interessante : parla di un calo della criminalità ma lamenta la percezione d’insicurezza dei cittadini disquisendo sul controllo e la repressione come dei vantaggi per il vivere comune.

La giunta Zedda non è nuova alla passione per gli occhi elettronici, già dal primo mandato il Sindaco firmò il patto “mille occhi sulla città” per l’installazione di nuove telecamere e ne ha favorito e incentivato l’utilizzo per tutti gli atti cosiddetti vandalici nelle vie della città.

L’aumento di controllo e repressione incarna perfettamente la spinta legalitaria che proviene dalle politiche nazionali, Minniti disse “sicurezza è libertà”, e dai cittadini sempre piu’ protesi alla denuncia e alle infamate specie per la salvaguardia dal cosiddetto degrado e per questa percezione di insicurezza che non ha nessun nemico preciso ma resta appunto una percezione, quasi una paranoia.

Ora per resistere ai freddi occhi elettronici non resta che coprirsi bene.

 

Trentino – incendiati mezzi militari

Apprendiamo da numerosissimi siti di informazione che nella notte fra il 26 e il 27 maggio un attacco incendiario ha distrutto 7 mezzi dell’esercito all’interno della caserma di Roverè della Luna. Questa la descrizione della notizia fatta da fanpage.it: Continua a leggere

PERLE RARE

Dai giornali arriva una notizia a dir poco strana,nei tempi in cui viviamo.

Un abitante di Mamoiada ,possessore di alcune telecamere, rifiuta di fornire alle forze dell’ordine le immagini che avrebbero ripreso due ragazzi mentre svaligiavano una casa. La polizia lo accusa di favoreggiamento.

Al giorno d’oggi in cui sicurezza viene confusa con libertà e in cui le telecamere sono ad ogni angolo di strada, suona strano sentire un rifiuto del genere e fa tornare un pò di fiducia nelle persone.

Il pericoloso ricorso alla legalità come valore fa si che le infamie siano sdoganate come un atto di giustizia e vengano così premiate e incensate da istituzioni e mass media.

La non accettazione dell’illegalità come pratica consona alle condizioni di disagio risuona sempre piu’ spesso, specie tra i giovani che, formati dalle scuole del capitale,  vedono nell’inosservanza delle regole una vera e propria minaccia sociale.

La sicurezza e il suo macchinario di repressione e controllo sono il vero pericolo.

 

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