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BENEFIT CASSA ANTIREPRESSIONE SARDA – 24 NOVEMBRE 2018

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Paolo Pachino, di ritorno dalle YPG, arrestato a Torino.

PAOLO PACHINO LIBERO!
Paolo Andolina, conosciuto come Pachino, questa mattina si e costituito alla questura di Torino insieme all’avvocato e da li e stato condotto al carcere delle Vallette.
Su di lui era stato emanato dalla procura di Torino, un mandato di arresto, dopo aver violato a marzo le misure cautelari per ritornare nel Nord della Siria, tali misure lo obbligavano a firmare quotidianamente alla caserma dei carabinieri, per gli scontri del 31 Dicembre davanti al carcere delle Vallette, per quella serata il 12 Ottobre c’è stata la sentenza di primo grado.
Da parte dell’avvocato sono stati richiesti per Paolo Pachino i domiciliari e tra qualche giorno il tribunale si pronuncerà se concedere o meno i domiciliari.
ecco il suo comunicato: Continua a leggere

Parole sui muri

Camminando per la città, ci si può accorgere che i muri parlano.

Questi, ad esempio, parlano forte e chiaro.

Carceri piene a Sassari, magistrati insoddisfatti a Cagliari

Un servizio recente del giornaletto CastedduOnline ha come protagonista Enrico Altieri, un magistrato cagliaritano, interrogato sul tema parcheggiatori abusivi, a seguito della proposta del decreto di sicurezza che prevede arresto e fino a un anno di prigione per chi viene incriminato per la sorveglianza delle macchine e vendita abusiva.

Come ci si può aspettare da un magistrato, Altieri ritiene l’attività dei parcheggiatori una pratica infame, che a Cagliari non conosciamo troppo, a differenza di Napoli e Roma, ma che sicuramente va prevenuta in qualche modo. Per cui il decreto, a sua detta, è utile nell’intenzione ma bisogna vederne gli effetti, ossia come verrà applicato nelle sua amate aule dei tribunali.

Perché, secondo l’illustre, in carcere non ci va nessuno né ci si rimane tanto. Ormai non c’è più la giustizia di una volta: un tempo potevi felicemente mandare dentro per 16 anni un rapinatore di banche, ora invece “se la cava con un giudizio abbreviato”.

Curioso questo, visto che invece sembra essere palese il contrario, dal momento che lo Stato di polizia prende forma e le carceri sono oggetto di finanziamenti sempre più esosi. Anzi ci sono le polemiche nelle stesse carceri sarde. È di pochi giorni fa la notizia che le carceri di Mamone e Sassari sono stracolme e che i secondini non riescono a gestire i troppi incarcerati e a fare il loro (sporco) lavoro. Il sindacato delle guardie carcerarie (Sappe) si lancia in una critica verso il troppo tempo all’aria aperta che passano gli “ospiti” (addirittura 8 ore fuori dalla cella! Troppo!) e verso la loro nullafacenza riguardo le tante possibilità lavorative che (i privati interni al business penitenziario) il carcere offre. Si lamenta quindi della mancanza di sentinelle a favore della vigilanza dinamica, ritenendo le evasioni prova evidente che questo nuovo regime penitenziario aperto non funziona.

Dal canto nostro, non possiamo che condannare come schifoso questo decreto contro i poveri che cercano di arrangiarsi. Non possiamo sorprenderci dell’elogio alle carceri che fa un magistrato, seppur in pensione, in quanto complice di questa guerra alla povertà, felice di mandare dentro quanti più possibile e di gettare via la chiave. Non possiamo fare altro se non incoraggiare i detenuti e le detenute nel sassarese a continuare a rendere invivibile per i secondini il clima delle carceri, l’evasione dalle quali è sempre cosa ben sperata.

Nella speranza che non si parli più di sole 8 ore fuori dalle celle, ma di tutta la vita in libertà sulle loro macerie.

Spagna – Manifesto delle manifestazioni antirazziste dell’ 11 novembre

Ripubblichiamo da: https://hurriya.noblogs.org/post/2018/11/05/spagna-manifesto-manifestazioni-antirazziste-11-novembre/

Traduciamo il Manifesto di convocazione delle manifestazioni contro il razzismo istituzionale previste a Madrid e in altre città della Spagna per l’11 novembre. Si tratta di una manifesto e di una mobilitazione promossa da collettivi di persone razzializzate. I contenuti critici del testo, la messa in discussione del “privilegio bianco”, la denuncia dell’atteggiamento antirazzista eurocentrico e paternalista che silenzia  e vittimizza le persone che subiscono il razzismo istituzionale sono inusuali in Italia. Proprio il giorno precedente, a Roma si terrà una manifestazione nazionale antirazzista e contro il governo. Non si può non notare come nella piattaforma di questa manifestazione non si parli dello strutturale razzismo istituzionale, di libertà di movimento, del regime delle frontiere, dei campi di concentramento detti CPR , dei lager in Libia. Nel testo non si esprime solidarietà e supporto a chi è sotto processo o paga con la galera per essersi ribellato nei CPR, negli hotspot e centri di accoglienza, a chi lotta nei ghetti e tendopoli di stato. Non si accenna nemmeno una volta ai controlli, retate, rastrellamenti, che avvengono ogni giorno nelle strade e nei luoghi dove vivono le persone razzializzate. L’assenza di questi temi non sorprende, perché, come affermano le persone che hanno dato vita alle rete che organizza queste manifestazioni “tutto questo razzismo istituzionale e strutturale è rivolto contro di noi. Sono i migranti che sono colpiti dalla violenza delle leggi razziste, sono le persone razzializzate che sono rinchiuse nei ghetti, che vengono criminalizzate e tutelate infantilizzandole, a cui viene negato il diritto di voto nonostante risiedano qui , ai musulmani/e, che sono strumentalizzati oggi per esercitare un maggiore controllo sul resto delle comunità, che vengono criminalizzati, che vengono fermati per strada o nella metropolitana dopo che un attacco terroristico è accaduto qui o centinaia di chilometri, che sono segnalate nelle aule; partendo da questo, rivendichiamo il diritto di guidare le nostre lotte. Dovremmo porre fine al complesso industriale del salvatore bianco. Questa sindrome filantropica eurobianca “che mira a salvarci”, parlare per noi e mettere sotto tutela le nostre lotte. Questo gesto di infantilizzazione è un gesto razzista, ed è portato avanti da molti gruppi bianchi, dalla sinistra o dalle ONG – può essere con buone intenzioni – ma che però mira a toglierci autorevolezza come soggetti politici. Questa è una marcia che nasce dalla propria pelle. Ciò significa che siamo noi che viviamo quotidianamente situazioni razziste, siamo noi che attraversiamo le frontiere e affrontiamo l’impalcatura degli ostacoli presenti nelle istituzioni e nelle leggi che compongono questo stato, chi meglio di noi può organizzare questa lotta?”. Continua a leggere

Carcere di Uta – Cagliari, un altro saluto

Il 27 Ottobre un gruppo di solidali ha portato sotto le mura del carcere di Uta un pò di rumore ed un saluto solidale.

Dal carcere di Uta arrivano ancora notizie poco incoraggianti : La settimana scorsa ai detenuti è stata servita carne con contorno di vermi ed i detenuti hanno deciso di iniziare uno sciopero del carrello.

Ormai da alcuni giorni sui quotidiani locali è riportata la notizia dell’ennesimo tentativo di suicidio tra le mura del carcere, ovviamente i secondini riportano la notizia solo per il gesto “eroico” della guardia che ha salvato il detenuto e rimarcano la necessità di nuovo personale e migliori condizioni di lavoro.

Altre indiscrezioni ci rimandano ai giorni del diluvio in cui il carcere si è trovato in parte sott’acqua. Ai detenuti sarebbe stato proibito di prendere delle scope per pulirsi le celle dal fango mentre le guardie stavano al riparo. Alcune celle sarebbero state evacuate ed i danni sarebbero ben maggiori di quanto riportato sui giornali. Continua a leggere

Antimilitarismo, qualche novità

Se anche l’autunno non sembra essere arrivato per le temperature estive che avvolgono la Sardegna, l’attività militare invece ha ripreso a girare a pieno regime.

La settimana scorsa un’importante esercitazione è stata svolta da vari corpi di militari nei cieli di Ales, l’obiettivo era la simulazione di recuperi di civili da contesti di alta insicurezza causata da insorgenze improvvise e violente. La consueta MareAperto svolge le sue operazioni nel quadrante meridionale del mare sardo e anche nei poligoni a terra si spara quasi ogni giorno, insomma se anche un pò più celata rispetto a qualche anno fa’, l’attività addestrativa non si ferma mai. Continua a leggere

E’ uscito il numero 2 di NurKuntra

Dall’indice:

  • De sas galeras ne ‘eten sos baratros
  • complici e solidali
  • sabato 15 settembre la digos di Nuoro
  • la peste e i maiali
  • su porchittu orgolesu
  • lotta per la casa
  • storie di classe e di razzismo
  • il bracconaggio in Sardegna
  • eterosessualità è potere
  • interferometri e potere
  • la medicina popolare in Sardegna
  • c’era una volta una nazione
  • il singhiozzo
  • lezittima difesa

Per contatti e copie: nurkuntra@inventati.org Continua a leggere

Cagliari – “Benetton complici della strage di stato di ponte Morandi”

Dai media online apprendiamo che stanotte sono state prese di mira le vetrate di un negozio Benetton nel centro di Cagliari, più precisamente in via Dante.

Sul posto è anche stata lasciata la scritta: “Benetton complici della strage di stato di ponte Morandi”. Pare però non essere l’unico, anche sulle vetrate del mega negozio di via Manno sono tuttora visibili grandi macchie rosse di vernice. Continua a leggere

Sul CPR di Macomer

Pubblichiamo un contributo ideato in collaborazione con hurriya.noblogs.org e altri compagni che lottano contro le frontiere:

Macomer è un comune di circa 10.000 abitanti, situato nel centro Sardegna, alle pendici della catena del Marghine, di cui è anche il centro principale.

Macomer ospita il 5° reggimento del genio guastatori e il comando della 45° brigata fanteria Arborea: questi due ingombranti ospiti ne fanno una succursale della Brigata Sassari, la storica brigata dell’esercito italiano, macchiatasi di incredibili massacri in tutte le guerre del ‘900 e ancora oggi presente su tutti i fronti di guerra aperti. Continua a leggere