SBARCHI NEL SUD SARDEGNA 1

Riprendono gli sbarchi e riprende immediatamente la campagna razzista della stampa isolana, riportiamo qui sotto un articolo di oggi, al più presto aggiorneremo su questo e sulla riapertura del CIE di Elmas.

Domus de Maria Ripresi gli sbarchi dei clandestini

A Chia e Tuerredda
fermati quindici algerini

L i hanno intercettati alle sette del mattino divisi in vari gruppi. Il primo a Tuerredda, altri davanti davanti alle spiagge di Chia mentre camminavano sul ciglio della Provinciale 71. Altri ancora avevano ormai raggiunto il centro abitato di Domus de Maria. I quindici emigrati nordafricani, tutti algerini, sono stati bloccati dai carabinieri della stazione del paese al comando del maresciallo maggiore Fabrizio Pilia e della tenenza della Guardia di Finanza di Sarroch coordinata dal maresciallo Diego Casu. Dopo le verifiche e l’assistenza, sono stati tutti trasferiti nel Centro di identificazione ed espulsione di Elmas.
Due ore dopo, mentre ancora carabinieri e finanza stavano setacciando il territorio alla ricerca di altri clandestini, al centro operativo della Capitaneria di porto di Cagliari era arrivata la segnalazione. Un barchino sarebbe stato avvistato in mare aperto. Per questo una delle motovedette della Guardia costiera ha lasciato le banchine della darsena per navigare verso il largo in direzione Capo Spartivento. Da Roma, su disposizione del Comando generale delle Capitaneria di porto, è partito anche un aereo per controllare, dall’alto, un vasto tratto di mare tra la Sardegna e il Nordafrica. C’era la possibilità che altri immigrati irregolari tentassero di raggiungere le coste meridionali dell’Isola, ma solo più tardi (la motovedetta, ancora nel tardo pomeriggio, stava navigando in lungo e largo davanti tra Capo Teulada e Spartivento) la conferma che nessun’altra imbarcazione aveva lasciato i porti algerini e africani.
I quindici giovani fermati a Chia e Tuerredda, insomma, sarebbero gli unici ad aver attraversato il canale di Sardegna e raggiunto la costa sud-occidentale.
Dopo un periodo di tregua, i viaggi della speranza sembrano ancora una volta ripresi. Il timore è che nelle prossime settimane, anche a causa delle tensioni politiche in Tunisia, con gli algerini possano arrivare anche altri numerosi gruppi di immigrati. Per questo la vigilanza sarà particolarmente intensa.

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