speronamenti e pattuglie per frenare le migrazioni

Primo passo del governo di tranisizione per frenare l’ondata di sbarchi di clandestini dal nordafrica. Un sito arabo annuncia lo speronamento al largo di Gabes da parte di una motovedetta tunisina, riferendo anche di 86 persone salvate. Frattini: ripristinare pattugliamenti

La Tunisia pronta a cooperare Web, "Barcone speronato, 29 morti"

Tunisini approdati a Lampedusa nei giorni scorsi

LAMPEDUSA – Le autorità di transizione della Tunisia si sono dette “pronte a cooperare” con gli altri paesi per far fronte all’ondata di immigrazione clandestina che si sta riversando in Europa, e in particolare in Italia. Un passo avanti dopo che il ministro dell’interno Roberto Maroni ha puntato il dito contro l’Unione europea. A riferire la nuova posizione di Tunisi è il ministero degli Esteri nel giorno dell’arrivo del ministro Franco Frattini in Siria, prima tappa della visita giù prevista anche in Giordania per discutere degli scenari del dopo-Mubarak. L’emergenza immigrati si è imposta nella fittissima agenda di Frattini, al punto da inserire all’ultimo momento una tappa serale in Tunisia, dove la ‘rivoluzione dei gelsomini’ ha alimentato il flusso ininterrotto di migranti verso le coste italiane, oltre 4mila nel giro di pochissimi giorni. Per fare fronte alla nuova ondata di sbarchi, Frattini ha annunciato nuovi pattugliamenti delle coste italiane. “Finora il meccanismo ha funzionato – ha osservato il titolare della Farnesina – e noi vogliamo ripristinare quel meccanismo che fino a un mese fa”, ha ricordato, “aveva riportato a zero l’immigrazione clandestina”.

Lampedusa allo stremo In 1500 nel campo di calcio

“Credo che Tunisia e Italia – ha spiegato il titolare della Farnesina che da ieri sera è a Damasco – abbiano un interesse comune a frenare questo traffico. L’Italia può offrire molto alla Tunisia”, a partire da “un aiuto logistico in termini di equipaggiamento delle forze di polizia, ivi compresa la messa a disposizione di strumenti importanti, sia navali sia terrestri, per il pattugliamento della costa tunisina”.

Gli sbarchi. Un sito in lingua araba, “Attounisia”, riferisce che un barcone carico di migranti clandestini è stato speronato da una motovedetta tunisina al largo di Gabes causando 29 morti. Dal naufragio dell’imbarcazione, che secondo il sito sarebbe stato causato deliberatamente, sono state tratte in salvo 86 persone. Gabes è una città della Tunisia meridionale, circa 380 km a sud di Tunisi.

Un piano per uscire dall’emergenza

La notte è stata relativamente tranquilla sul fronte degli sbarchi, dopo le ultime convulse giornate contrassegnate da ben 5000 arrivi in cinque giorni sulle coste siciliane: una media di mille al giorno. A Pantelleria i primi approdi avvenuti all’alba: secondo quanto riferito dalla Capitaneria di porto, si tratterebbe di unidic tunisini, cinque dei quali sono stati fermati intorno alle 5.30 dai carabinieri del luogo. Le stesse fonti della Guardia costiera confermano l’avvistamento di due barconi già segnalati in acque tunisine e in avvicinamento verso l’Italia: “La situazione viene monitorata con attenzione”, affermano.

Riapre il Centro di accoglienza di Lampedusa

L’ultimo sbarco a Lampedusa ieri: circa 200, al termine dell’ennesima giornata convulsa contrassegnata da un migliaio di arrivi. In serata sono arrivati ieri sull’isola, a bordo di un aereo di linea, i primi cinquanta carabinieri inviati dal Viminale per fare fronte all’emergenza immigrati. Per oggi è previsto l’arrivo di altri cinquanta poliziotti. “Ho chiesto al ministro Maroni un aiuto -ha spiegato il sindaco di Lampedusa, Bernardino de Rubeis – che ci ha accontentato. Non si poteva fare fronte alle centinaia di immigrati arrivati in queste ore soltanto con pochi rappresentanti delle forze dell’ordine”. Da Agrigento è stato inviato il Comandante della Compagnia, capitano Giuseppe Asti e un funzionario di Polizia.

(14 febbraio 2011)

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