L’Italia acquista i “super-radar” per fermare le barche dei clandestini

Prodotti in Israele, non si sa ancora dove saranno dislocati

controllano oltre 100 imbarcazioni contemporaneamente ma possono essere dannosi per i pesci e la flora marina

GERUSALEMME – Arrivano i radar che respingono i migranti. Se l’emergenza umanitaria «è senza

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precedenti» (come dice il ministro Roberto Maroni), se «l’Italia non può essere il Bengodi di tutti i disperati» (come avverte il suo collega Ignazio La Russa), se il Nord Africa è in rivolta e nemmeno Gheddafi tampona più nulla e «l’Europa deve dare una mano perché da soli non possiamo farcela» (come sostiene l’intera maggioranza), tanto vale portarsi avanti. Acquistando da Israele un particolare sistema di controllo delle coste, una rete di sensori radar di profondità, che fra qualche settimana verrà installato nei parchi naturali italiani e sulle spiagge più isolate del Belpaese. Non sono radar qualunque. Si tratta d’occhi e d’orecchie sensibilissimi: a livello del mare, e fino a 50 chilometri, possono scoprire motoscafi veloci, gommoni, piccoli aerei, sottomarini e tutto ciò che si muove, utilizzando lettori ottici e raggi infrarossi, registrando all’istante velocità, rotta, provenienza, dimensioni e numero di persone a bordo, “spiegando” subito se si tratti d’imbarcazioni regolari o di carichi di clandestini. «I radar trasmettono immagini ad altissima risoluzione – dicono fonti dell’azienda che li fabbrica, l’Elta Systems, una controllata della Israel Aerospace Industries (Iai) – e sono progettati per individuare mezzi di piccole dimensioni. Risultano molto utili per prevenire la pesca illegale, il traffico di droga, gli attacchi terroristici, il contrabbando, ma anche per organizzare operazioni di salvataggio. Possono tenere sotto controllo, 24 ore su 24, oltre cento barche contemporaneamente».

DA GAZA AL MARE NOSTRUM – La fornitura delle cinque potenti antenne a microonde, dalla sigla complicata (El/M-2226 Acsr, ovvero Advanced Coastal Surveillance Radar) ma dall’efficacia (pare) indubbia, rientra in un pacchetto sicurezza concordato nei mesi col governo Netanyahu e finanziato con fondi europei. Da Maroni al capo della Polizia, Antonio Manganelli, il tema dell’immigrazione è stato discusso durante alcune visite a Tel Aviv. E sono questi particolari radar acchiappamigranti, esposti di recente a una fiera israeliana dedicata alla sicurezza, usati da tempo per controllare a distanza le acque della Striscia di Gaza e vicino al Libano, sono questi gingilli elettronici che il governo italiano ha voluto comprare. Un’ordinazione da decine di milioni di dollari, destinazione Guardia di finanza: “Da Roma ci hanno spiegato che il loro problema è la legislazione dell’Unione europea – racconta una fonte militare israeliana -: una volta che l’immigrato sbarca, diventa difficile e costoso rimpatriarlo. Meglio respingerlo quand’è in altomare, allora, prima che entri nelle acque territoriali. I nostri radar sono esattamente quel che serve”.

PERICOLI PER LA SALUTE – I radar funzionano in qualunque condizione atmosferica, sono a prova di hackeraggio e di qualsiasi disturbo elettronico, ma non sono strumenti innocui, come riconosce la stessa Elta Systems che li produce: emettono onde molto corte in X-band e, secondo vari esperti, possono essere dannosi per i pesci e per la flora marina. L’Italia ha comprato solo i modelli a struttura fissa, scartando (per ora) quelli mobili e più sofisticati per navi e motovedette. Non si sa esattamente dove saranno dislocati, ma si vedranno bene perché di solito vengono montati su piattaforme alte 40 metri: fra le località prescelte, vi sarebbero Capo Murro nel Siracusano, Gagliano del Capo in provincia di Lecce e l’isola di Sant’Antioco, in Sardegna. «Questi radar li utilizziamo da anni – dicono dal ministero della Difesa dello Stato ebraico -. Ci hanno permesso di bloccare i tentativi d’infiltrazione dalle coste egiziane. Ma il capolavoro lo fecero con l’operazione Karin A»: la nave carica d’armi che gl’israeliani scoprirono nel 2002 nel Mar Rosso. I corpi speciali la bloccarono a 500 chilometri da casa. Nel cuore d’una tempesta. E il capitano, un palestinese finito in galera, ancora si chiede come fecero.

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Una risposta a “L’Italia acquista i “super-radar” per fermare le barche dei clandestini

  1. datemi il vostro ind. mail per spedirvi in pdf alcuni libri (Razzismo democratico e altri)
    fraterni saluti
    s.palidda

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