CONTRO I CIE

Una visita a Kairòs

18 marzo. Ignoti vandali visitano di notte la sede del consorzio Kairòs, in via Lulli 8 a Torino, danneggiando l’ingresso e le insegne, e lasciando come ricordo alcune scritte contro i Centri di identificazione ed espulsione. Kairòs, infatti, è un pezzo importante del mega-consorzio Connecting People che, tra l’altro, gestisce il Cie di Gradisca. O meglio, che gestisce quel che ne rimane dopo le recenti rivolte dei reclusi.

 

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Una risposta a “CONTRO I CIE

  1. Le rivolte in Tunisia ed Egitto contro la miseria e la dittatura,
    e la solidarietà di regimi come quello italiano e francese,
    ai regimi al potere nei due paesi, sottolineano
    ancora una volta la dipendenza coloniale dei regimi dei primi,
    a partire dalla gestione delle risorse nazionali
    e proseguendo con la gestione poliziesca della migrazione.
    La propaganda razzista europea
    vuole far credere al proletariato nazionale
    che fricani, asiatici e sudamericani
    stanno invadendo l’ europa con propositi minacciosi
    (in particolare i musulmani ovviamente),
    ma la miseria che spinge ad emigrare americani,
    africani e asiatici è la conseguenza del colonialismo antico
    che si rinnova ancora oggi con l imposizione di dittature,
    e con la rapina delle risorse di quei paesi.
    Nel giorno della memoria molti si chiedono ipocritamente
    da dove sia spuntata la ferocia nazifascista,
    come se si trattasse di un evento improvviso.
    Così non è. La ferocia nazifascista ha le sue origini
    nella benedizione vaticana degli eserciti criminali inviati alle crociate,
    nella benedizione dei roghi degli ebrei e delle cosiddette streghe,
    nella deportazione di oltre 40 milioni di africani
    molti dei quali morti durante il viaggio
    come tanti immigrati muoiono anche oggi sulle carrette del mare.
    La prima legge razziale è del 1511 contro gli ebrei,
    ma ancora oggi, dopo quelle nazifasciste degli anni 30,
    l’ europa vota e approva leggi razziali,
    come gli accordi di Schengen, le leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini.
    La creazione dei CIE, se non ha come finalità lo sterminio,
    come la avevano i campi di concentramento nazifascisti,
    ha però una logica punitiva nei confronti di persone
    che non hanno commesso altro reato che quello di fuggire dalla morte
    probabile provocata da miserie e guerre nell’ interesse del capitalismo.
    La privazione della libertà per la sola mancanza di un permesso di soggiorno,
    invenzione gia in se contraria ai diritti umani,
    è aggravata dalle violenze subite dalle donne e dagli uomini
    rinchiusi nei Centri di Identificazione ed Espulsione,
    violenze fisiche e psicologiche che colpiscono persone indifese,
    perche alla merce dei loro carcerieri.
    Un nuovo cavaliere ha ridotto il parlamento ad un bivacco di delinquenti,
    assunti come portaborse e comprimari e difesi con autoassoluzioni in parlamento, ma la cosiddetta opposizione parlamentare
    non contesta le nuove leggi razziali che ha contribuito a far nascere,
    ne la demolizione dei diritti dei lavoratori italiani e stranieri,
    essa trema al pensiero che la protesta sociale e politica
    possa spazzarla insieme al partito del cavaliere golpista.
    Contro ogni forma di colonialismo e di dittatura,
    e per la chiusura dei CIE.
    ———————-
    Questo testo è stato redatto prima della rivolta in Libia e dell intervento
    coloniale NATO, per il dibattito contro i CIE che si terra a Napoli venerdi
    8 aprile presso la Libreria e Biblioteca 7 mari, dal titolo . Hanno aderito : Noi Non Siamo Complici, Federazione Romani, Centro Impastato, Lucciole, etc

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