Fuga di massa e assalto ai treni tafferugli a Taranto, poi lo sbarco

 

Dovevano essere 3000. Ma il campo di Manduria invece di riempirsi si è svuotato. Gli immigrati hanno lasciato il campo e hanno preso d’assalto i treni per raggiungere il nord nella stazione di Oria. Tensione anche nello scalo di Taranto, dove le forze dell’ordine provano a riportarli indietro. Nel porto, i migranti sono stati bloccati a bordo, a tarda sera lo sbarco. Malori e disordini. I cittadini manifestano e raccolgono firme: “Benvenuti a Lampedusa 2”

Fuga di massa e assalto ai treni tafferugli a Taranto, poi lo sbarco

Il primo carico di esseri umani partiti da Lampedusa della giornata era appena arrivato quando è scoppiata la rivolta, seguita a una vera e propria fuga di massa con assalto alla stazione. Dovevano essere 3000, sono non più di 400. Perché chi è in gabbia da giorni cerca la libertà. La urla e prova a prendersela. Tensione nel campo profughi di Manduria dove prima si è accesa la protesta degli immigrati al grido di “vogliamo partire, vogliamo la libertà”, poi è cominciato l’esodo mentre altri 600 migranti attendevano chiusi su una nave di sbarcare per raggiungere gli altri.

Hanno appeso alcuni striscioni ai cancelli della tendopoli: “Vogliamo le vostre promesse”. Nei giorni scorsi sono arrivati in 1300, per poi rimanere in 300, viste le fughe e gli allontamenti. Oggi, con i nuovi, il copione si ripete. Invece di riempirsi, il Cai di Manduria, il centro che si cela dietro l’inesistente sigla per Centro di accoglienza e identificazione, si svuota. Sotto gli occhi di autorità in visita e delle forze dell’ordine. Altri immigrati erano attesi dal porto di Taranto, dove sono stati bloccati a bordo visto il caos. Dalle 14 hanno aspettato in porto sulla nave Catania nella base di Chiapparo. Tensioni, tafferugli sedati dalla polizia. Malori, con il via vai delle ambulanze dalla base della Marina. Fino all’ordine di sbarcare alle 22. Per primi 150
tunisini con destinazione Manduria; gli altri diretti nel Centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza.

Due le navi che li hanno portati in Puglia da Lampedusa. La prima, con 1716 persone è arrivata intorno alle 8 del mattino, la seconda con gli altri 600 ha atteso il via libera aspettando che la situazione a Manduria si fosse “stabilizzata”. Alla stazione ferroviaria di Oria i migranti hanno preso d’assalto i treni in transito verso Taranto da dove puntano a raggiungere Roma e il nord. Altri hanno deciso di aspettare quello che da Brindisi potrebbe portarli verso Milano e la Francia. Seicento di loro sono stati rintracciati alla stazione di Taranto, dove sono arrivati con un treno proveniente da Oria. Gli immigrati sono scesi dal convoglio regionale e hanno cercato di salire su treni diretti al nord. Per impedire la fuga di massa, in stazione sono arrivati gli uomini delle forze dell’ordine – 300 – per riportarli nel campo sui bus. Circa 300 profughi si sarebbero dileguati, gli altri 300 sono stati circondati e sorvegliati a vista da poliziotti, carabinieri e vigili urbani.

FOTO ASSALTO AI TRENI NELLA STAZIONE DI ORIA

Le fughe in massa
– Un varco che si trova all’altezza di un cancello della piccola recinzione, alta non più di due metri. E’ da lì che se ne vanno dal campo. Il varco è stato fatto nelle scorse ore dai vigili del fuoco che stanno compiendo lavori nell’area per alzare le reti e impedire le fughe. Gli immigrati lo hanno scoperto e lo hanno utilizzato per fuggire, prima che venisse riparato, dicono dal campo: si sono nascosti per alcuni minuti in vecchi ruderi diroccati di ex dormitori di quello che era un aeroporto militare e poi via nelle campagne dopo aver attraversato la strada provinciale che collega Manduria con Oria. Le reti sono basse. Le scavalcano quelli che sono qui da giorni e chi è arrivato solo qualche ora prima. E le hanno scavalcate già circa 1000 profughi prima dell’arrivo della seconda ondata, arrivati nei loro disperati viaggi anche fino a Milano, dove alla stazione erano stati ‘riacciuffati’ in quaranta. Attorno al Centro di accoglienza e identificazione è in costruzione una nuova recinzione con reti più alte.

LE IMMAGINI I DISORDINI E LE FUGHE

L’attesa e la tensione nel porto di Taranto – La seconda nave, la Catania, è giunta nella rada del porto militare di Taranto con a bordo 600 migranti e 300 uomini delle forze dell’ordine perché si temevano disordini. La “Catania”, in un primo momento, era diretta in Tunisia e avrebbe cambiato la rotta in seguito, forse perché Tunisi non ha accettato il suo arrivo. Dopo i disordini e le fughe di Manduria, le autorità hanno valutato bene la situazione prima di far sbarcare gli altri immigrati. I migranti a bordo hanno perso la pazienza e hanno cominciato a gridare e battere i piedi in segno di protesta. Un’ambulanza del 118 ha soccorso altri due tunisini che si sentivano male. Alle 22 l’ordine di sbarcare. E la nuova meta: 500 nella tendopoli di palazzo San Gervasio. Orari previsto di arrivo: l’una, le due di notte.

Il presidio dei cittadini – Un piccolo presidio di cittadini si è sistemato nei pressi dell’ingresso del ‘campo base’, attendendo sulla strada provinciale l’arrivo degli ultimi immigrati sbarcati a Taranto. “Maroni e Berlusconi vi saluta Lampedusa 2”: così un cartello affisso su un camper di fronte all’ingresso. Sul camper sono stati appesi altri cartelli di protesta: “Cercasi presidente che onori l’Italia”, “Maroni e Berlusconi costruiscono campo di fuga a Manduria Lampedusa 2” e “Cittadini – 000 sicurezza politici tanti tanti tanti tanti tanti soldi”. All’ingresso dell’area che ospita la tendopoli si è creato gran disordine in coincidenza dell’arrivo del sindaco dimissionario, Paolo Tommasino, e dei consiglieri comunali che hanno tenuto una riunione all’aperto del consiglio. Andirivieni di mezzi delle forze dell’ordine con a bordo immigrati rintracciati nelle campagne che vengono ricondotti nella tendopoli. Polizia, carabinieri e vigili urbani a fatica riescono a smaltire il traffico lungo la piccola provinciale. Gruppi di persone residenti nella zona hanno portato scatole di vestiti e medicine. Altri hanno organizzato per domani pomeriggio in piazza Garibaldi una raccolta di firme per chiedere una equa distribuzione sul territorio nazionale degli immigrati. Gli organizzatori: “Siamo solidali con gli immigrati ma chiediamo anche rispetto per la popolazione”.

La rivolta nella tendopoli – Alcuni profughi lamentano di non aver mangiato e bevuto. Grida, slogan, e le voci dei migranti che chiedono libertà. Un ragazzo di 27 anni ha spiegato in italiano: “Io non voglio scappare, ma voglio subito la carta che mi permetta di trovare un lavoro in Italia. Perché sono venuto in Italia e resterò in Italia”. Un gruppo ha protestato a gran voce all’arrivo di alcuni politici, chiedendo di andare via e il rilascio dei permessi di soggiorno. In molti si sono arrampicati sulla rete di protezione del campo, altri hanno issato un lenzuolo all’esterno del cancello. Nel campo di Manduria gli arrivi sono continuati per ore. Alla fine della giornata dovevano essere più di 3000 gli accampati. L’ex sindaco Pdl, dimissionario a causa delle “bugie del governo” contestatore anche lui: “Abbiamo il dovere di protestare se il progetto è quello di portarli qui e poi farli scappare sbagliano”. Nella tendopoli di Manduria i migranti dovrebbero essere identificati. Solo successivamente, ma non è ancora chiaro quando, potrebbero essere trasferiti in un altro campo di accoglienza che è stato allestito a palazzo San Gervasio in provincia di Potenza.

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