Una brutta storia che ci riguarda tutti

Giovedì 16 giugno, a Roma, verrà discusso il ricorso in Cassazione presentato dalla difesa di Antonella Lai e Paolo Anela, dopo la vergognosa sentenza emessa esattamente un anno fa dalla Corte d‘Appello di Cagliari: 7 anni e 10 mesi invece dei precedenti 3 anni e 2 mesi, pena ritenuta troppo lieve.
Ivano Fadda ha rinunciato al ricorso ed è attualmente in carcere.

breve cronaca di una persecuzione

Antonella Lai, Paolo Anela e Ivano Fadda vengono arrestati il 31 marzo 2006 con l’accusa di essere gli autori del fallito “attentato” del 22 marzo contro una sede di Alleanza Nazionale a Nuoro.
Sin dal primo mese vengono deportati nelle galere del continente, Antonella a S.M Capua Vetere, Paolo a Palmi e Ivano a Palermo.
A gennaio 2009 la Corte d’Appello, sulla base dell’Art. 280 bis “atto di terrorismo con
ordigni micidiali o esplosivi”, li condanna a 3 anni e 2 mesi con multa di 3000 € per aver posto l’ordigno, chi materialmente, chi moralmente, nella sede elettorale di A.N., facendo cadere l’accusa di associazione sovversiva.
Contro la sentenza di II grado il pubblico accusatore ha ricorso in Cassazione facendola annullare, da cui la nuova condanna nel giugno del 2010.
Questo processo è un processo politico perché politico é il tipo di accusa e la motivazione che spinge gli inquisitori a perseguitarli. A causa del loro attivismo politico i tre compagni erano da tempo seguiti e spiati dalla Digos, hanno dovuto subire il carcere duro e pressioni psicologiche. Quel genere di rappresaglie che il potere riserva da sempre ai suoi nemici.
Le accuse nei loro confronti sono infatti basate esclusivamente su intercettazioni telefoniche e ambientali manipolate e reinterpretate in modo tendenzioso ed arbitrario e sostenute da indizi risibili.
Tra il loro arresto e il processo di primo grado ci fu persino la confessione di un minorenne che ammise di essere stato l’autore della rivendicazione del fallito attentato alla sede di An. Ma questa confessione, mettendo in crisi il delirante impianto accusatorio orchestrato dal p.m. Paolo De Angelis, fu deliberatamente ignorata.
Il suddetto personaggio, spinto da personali ossessioni e ambizioni, si è reso inoltre protagonista di numerosi altri fallimentari tentativi di confermare il cosiddetto teorema Pisanu, quello per cui l’allora Ministro degli Interni sollecitò varie azioni repressive,sostenendo che in Sardegna si fosse creata una “centrale del terrore” composta da anarchici, indipendentisti e marxisti-leninisti.
Questo è uno dei tanti casi della repressione che dilaga ogni giorno in tutta Italia con perquisizioni, misure restrittive, arresti.

Qualunque sarà il verdetto
INGIUSTIZIA è FATTA!

Rivendichiamo la loro e la nostra libertà.
.

Non permettiamo
che ci rubino la vita

non lasceremo soli Antonella Paolo e
Ivano, né altre/i compagne/i che
ogni giorno subiscono la repressione

LiBerEtuTTi

NOBORDERSARD

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