Nuova casa per 102 profughi Arrivati i richiedenti asilo: saranno accolti in tutta l’Isola

Giovedì 18 agosto 2011
Tre nel Cagliaritano, gli altri verranno ospitati in strutture ricettive tra Seulo, Meana Sardo, Ulatirso, Berchidda e Austis.

Vedi le foto I n una mano avevano una busta di plastica con dentro appena qualche vestito, nell’altra una bottiglia d’acqua fresca donata dai volontari della Protezione civile per sfidare il sole che ieri mattina batteva implacabile tra i container del porto canale di Cagliari.
Complessivamente sono 102 i migranti africani provenienti da Lampedusa che, poco dopo le 10 di ieri, sono scesi dall’Audacia, il traghetto speciale della Grimaldi che ha attraccato nel terminal industriale del capoluogo per poi ripartire verso Genova, con altri 354 immigrati destinati alle altre regioni del nord Italia.
ASILO POLITICO «Sono qui come richiedenti asilo politico», ha chiarito il capo della Protezione civile sarda Giorgio Cicalò, «andranno quasi tutti in strutture alberghiere dell’entroterra, ma auspichiamo di trovare presto alternative: cooperative sociali o strutture d’accoglienza che siano dotate anche di supporto legale e psicologico».
A bordo della nave, oltre all’esercito di disperati arrivati nei giorni scorsi nelle coste siciliane, c’erano anche medici e volontari, assieme a una quindicina di carabinieri e poliziotti inviati per evitare tensioni durante la traversata.
Quelli sbarcati nell’Isola sono tutti giovani, una decina le donne e, tra queste, due tenevano in braccio dei bambini poco più che neonati. Arrivano da Togo, Senegal, Ghana, Nigeria, Somalia, Niger, Mali e Costa d’Avorio, alcuni dei quali sbarcati a Ferragosto a Lapedusa dopo un viaggio da incubo.
Tutti parlano arabo, pochissimi francese, uno solo – a stento – l’inglese: è un somalo di 30 anni, arrivato con la moglie ed il bambino piccolissimo.
LE STORIE «Mio padre e mia madre sono stati uccisi», ha detto, «io sono rimasto per tre anni in Libia a cercare lavoro. In Somalia si rischia di morire: ci piacerebbe andare in Olanda o in Norvegia, ma anche l’Italia è bella». Una breve visita alla madre e al bambino su un’ambulanza, grazie all’organizzazione messa in piedi da Protezione civile, Provincia di Cagliari e Caritas, poi anche la famiglia è salita nei due autobus per l’ennesimo viaggio verso le sedi provvisorie di accoglienza a Seulo, Meana Sardo, Ulatirso, Berchidda, Austis.
Tre donne marocchine saranno ospitate nel Cagliaritano, ma non tutta la Sardegna sembra aver risposto uniformemente alla richiesta di disponibilità. «La risposta non è uniforme in tutto il territorio regionale», ha rimarcato Cicalò, «le province del centro-nord hanno qualche difficoltà: è indispensabile che vengano stimolate le cooperative sociali o le strutture ricettive perché diano la propria disponibilità».
I NUMERI Con quelli arrivati ieri, sale a 587 il numero dei migranti attualmente ospitati nell’Isola: cifra che potrebbe essere destinata a crescere già dalle prossime settimane, visto che la soglia calcolata in base agli abitanti è quella di 1430 profughi. Ad aumentare le probabilità sono soprattutto gli sbarchi di Ferragosto a Lampedusa: in 3 giorni 2300 immigrati (280 ieri mattina), con oltre 50 mila arrivati dall’inizio dell’anno da Tunisia e Libia.

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