RICREAZIONE PERMANENTE

‪…Tutti in strada finalmente

Cagliari, Ottobre Novembre 2013.‬

ricreazione_permanenteNon essendo amanti della trita e ritrita dialettica movimentista non descriveremo un possibile o palpabile autunno caldo, ma un insieme di situazioni che intiepidiscono l’ambiente, coinvolgono giovani, meno giovani e giovanissimi e sono un interessante spunto di analisi per chi nonostante tutto vorrebbe un autunno bollente.

I protagonisti di queste situazioni, un po’ a sorpresa o forse no, sono gli studenti e non certo i lavoratori che continuano le loro patetiche proteste sotto ministeri e palazzi regionali.

Troppo spesso le lotte studentesche non sono state capaci di andare oltre le mura delle scuole e delle università. Su tutto l’esempio recente della risacca subita dalla stragrande maggioranza degli universitari che parteciparono all’onda.

Sicuramente queste situazioni sono un contesto privilegiato per la nascita collettiva ed individuale di una coscienza politica che però deve trovare in altri contesti nuova linfa per crescere e alimentarsi, il rischio è altrimenti un continuo accendersi e spegnersi di focolai con precise tempistiche dettate dall’andamento di quadrimestri ed anni accademici.

Nel frattempo la classe lavoratrice o disoccupata è troppo presa a raccontare e raccontarsi le proprie miserie e disgrazie perdendo ancora tempo su tempo, adeguandosi perfettamente al gioco dei padroni che non vogliono altro che docili masse fintamente incazzate che rafforzino un senso di democrazia sempre più latente ma comunque necessario allo status quo; da qua ben vengano i grandi cortei, le delegazioni e i capipopolo, purché non si sfoci mai nello scontro, nell’attacco o nella riappropriazione perché questi si, potrebbero mandare in crisi la democrazia dimostrandosi immediatamente utili, divertenti e efficaci.

Sono proprio alcuni di questi aspetti che caratterizzano positivamente le iniziative degli studenti, che finalmente slegatisi dalle paranoie dei partiti studenteschi e dai ricatti di professori in preda al riflusso hanno deciso di manifestare a modo loro, facendo tesoro di alcuni insegnamenti diretti e indiretti che la loro seppur giovane carriera li ha già riservato.

Due su tutti, avversione nei confronti della polizia, sfiducia nei confronti della politica istituzionale, dei partiti e dei personaggi politici di rilievo.

Con queste basi si muovono per le strade della città con una naturalezza disarmante sia per gli spettatori che per i poliziotti. Cortei spontanei si snodano in città facendo impazzire i digosini sempre piu’ spesso costretti a correre e ad alzare la voce, a ricorrere a minacce e quant’altro per far desistere i giovani.

L’autonomia di movimento è la novità; l’adeguamento della risposta delle forze di polizia è la conferma che questi percorsi possono essere esperienze conflittuali che lasciano un segno in chi le vive.

A Cagliari, perlomeno negli ultimi dieci anni l’atteggiamento delle forze dell’ordine nei confronti degli studenti, fossero essi medi o universitari, è sempre stato basato sul tentativo di recupero delle lotte, sul rapido autoconsumo della disponibilità degli studenti, che infatti ogni anno dopo Natale ritornavano bravi bravi dietro i banchi a testa china. Non si ricordano facilmente cariche ai cortei studenteschi, si ricordano piuttosto tentativi di intimidazione, isolamento di alcune persone o frange apparentemente meno recuperabili. Torniamo sempre qua, il recupero delle lotte.

Gli studenti storicamente sono fra le categorie meno ricattabili, hanno poco da perdere, non hanno certo un padrone che li ricatta o una famiglia da mantenere, se sono giovani non possono votare e non hanno neanche la malizia del calcolo politico. Proprio per questo possono fare paura, possono innescare delle abitudini di piazza diverse dallo sfilare tutti belli autorizzati, muti e inutili. Magari non porteranno all’insurrezione, ma di certo non ringrazieranno la celere per aver protetto la sede del Banco di Sardegna da possibili attacchi… E infatti la pressione e l’attenzione riservatagli dai bellimbusti in divisa e in borghese sta aumentando, ricordando poco per volta quella usata in altre situazioni.

Le attenzioni che questo movimento ha attirato su di se non sono solo quelle poliziesche ma anche quelle della destra, dei fascisti. Presentatisi col nome accattivante di STUDENTI SARDI IN RIVOLTA i fascistelli di CasaPound hanno provato più volte a inserirsi nelle assemblee, nei cortei e nelle scuole, le parole d’ordine da 90 anni sono le stesse, siamo tutti studenti, lottiamo tutti per la stessa cosa, fascisti o comunisti se siamo studenti siamo uguali. E anche questa situazione è stata gestita bene, i fascisti sono stati allontanati smascherati e umiliati, le loro iniziative boicottate e contestate, tutto quello che i prodi lavoratori sardi non hanno mai saputo e voluto fare negli ultimi anni quando note figure dell’estrema destra sarda hanno cavalcato l’onda del malcontento per portare acqua al loro mulino.

Forse tutto si rivelerà l’ennesima bolla di sapone, scoppierà di nuovo sulle più classiche contraddizioni, ma forse non lascerà il tempo che aveva trovato. L’abitudine a prendersi i propri spazi come quando e dove si vuole non è cosa da poco. Negli ultimi anni i gruppi che si sono mossi seguendo queste pratiche sono stati perseguitati, condannati e anche manganellati. Chissà che in Via Amat non stiano prendendo precauzioni in questo senso.

Forse quest’anno varrà la pena tenere d’occhio come avanza l’autunno, preparandosi anche a partecipare attivamente a partire dal 15 novembre quando ci sarà un corteo studentesco preparatorio alla chiamata regionale del 22 a cui ci auguriamo ci sia una risposta numerosa ed eterogenea. Sarebbe bello per questa volta lasciare a casa mediazioni, pensieri, calcoli politici e snobismo.

La redazione

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...