Auxilium, quando i Cie sono un business

da dinamo press

In occasione delle mobilitazioni meticce del 1 marzo, questa mattina un gruppo di attivisti delle Reti Antirazziste di Roma ha compiuto un blitz nella sede della cooperativa Auxilium, che in questo momento gestisce il Cie di Ponte Galeria. “I Cie non si possono riformare ne umanizzare, chi garantisce il funzionamento di queste strutture è complice e specula sulla pelle dei migranti reclusi”

1 marzo 2010 – 1 marzo 2014. Quattro anni di business al CIE di Ponte Galeria. “Facciamo la festa” alla cooperativa Auxilium.

Oggi le reti anti razziste metropolitane hanno protestato sotto la sede della cooperativa Auxilium, in via Sicilia 50 al centro di Roma, che dal primo marzo 2010 gestisce il CIE di Ponte Galeria e consegnato una lettera nei sui uffici Dopo la manifestazione dello scorso 15 febbraio che ha attraversato le strade di ponte Galeria, siamo tornati in piazza per reclamare a gran voce la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione. Due settimane fa abbiamo sradicato 50 metri di reti del CIE per dimostrare come le vite di persone innocenti non possono essere rinchiuse dietro spesse mura e recinzioni invalicabili. Oggi siamo venuti sotto la sede della cooperativa Auxilium per gridare la nostra rabbia contro la società che grazie a questo sistema criminale si arricchisce.

La cooperativa Auxlium da quattro anni gestisce il centro di Identificazione ed Espulsione. Oggi esattamente a quattro anni dal loro insediamento siamo venuti a “fargli la festa”. Purtroppo questa è una triste ricorrenza, in questi quattro anni la cooperativa ha incassato 41 euro giornaliere di rimborso per ogni persona detenuta in questo lager. Questa grande quantità di denaro è stata incassata sulla pelle dei migranti rinchiusi ingiustamente. I soldi versati dallo Stato sarebbero dovuti servire per coprire le spese quotidiane e per gestire la struttura. Le continue rivolte per le pessime condizioni di vita e per ultimo il malfunzionamento dell’unico fax del Cie, ci mostrano palesemente come gran parte del denaro è diventato profitto nelle casse della cooperativa.

Auxilium è complice della continua violazione dei diritti fondamentali che avviene nel lager di Ponte Galeria. Non ci stupisce che questa azienda sia vicina a Comunione e Liberazione e faccia parte di quel mondo marcio che con la gestione dei centri di accoglienza e detenzione ha fatto dei migranti un business. Nemmeno ci stupisce come nel 2008 la stessa cooperativa sia stata al centro di un’indagine per l’affidamento di un centro di accoglienza per richiedenti asilo in Basilicata.

Negli atti di questa inchiesta sono finiti anche il cardinale Tarcisio Bertone, l’ex sottosegretario Gianni Letta e l’ex ministro Clemente Mastella, una rete politica/ecclesiastica di altissima caratura. Un’ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, come sia stata applicata una sistematica connivenza tra governi e cooperative sociali per accaparrarsi gli appalti sui centri. Tutto questo sulle pelle di migliaia di migranti.

Per questo oggi alla vigilia della giornata di mobilitazione dei migranti del “Primo marzo” ribadiamo la chiusura di tutti i CIE, non è possibile nessuna umanizzazione né riforma.

Reti Antirazziste

il link per il video dell’azione

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GD20koedqAo

DI SEGUITO LA LETTERA CONSEGNATA NEGLI UFFICI DI AUXILIUM DAGLI ATTIVISTI

Al Presidente della cooperativa Auxilium Angelo Chiorazzo

Siamo una parte di quelle persone che sabato 15 febbraio sono scese in strada, in diverse migliaia, per chiedere la chiusura del C.I.E. di Ponte Galeria e per portare la loro solidarietà ai migranti reclusi.

Sui loro corpi la cooperativa Auxilium continua ad accumulare profitti, dal momento che lo Stato italiano paga oltre 40 € al giorno per ogni persona. Voi li chiamate “ospiti”, ma loro sono detenuti, privati senza motivo del bene più prezioso: la libertà. Sul vostro sito internet pubblicate una presunta lettera scritta da un recluso per ringraziarvi del vostro lavoro, ma le cronache raccontano un’altra storia: dentro il C.I.E. le persone si cuciono la bocca, tentano in tutti i modi di fuggire e provano perfino a uccidersi, come è successo per l’ennesima volta il 23 febbraio. Vi vantate di aver costruito un campetto di calcio e di offrire condizioni di vita migliori di quelle degli altri centri di detenzione, ma una partita di calcetto o una rinfrescata di vernice non possono rispondere all’ingiustizia di vivere dietro le sbarre soltanto per non essere riusciti ad ottenere o rinnovare un permesso.

Sulle condizioni di vita dentro il lager di Ponte Galeria avremmo molte cose da dire, ma preferiamo riportare le parole di chi lo ha visitato in diverse occasioni sotto la vostra gestione. Lo facciamo perché è necessario rispondere alle menzogne che Auxilium diffonde, tentando di accreditarsi come una cooperativa sociale che promuove il “benessere di chi versa in stato di disagio […] nel rispetto della dignità e della centralità della persona” (da “Chi Siamo”, http://www.coopauxilium.it/).

Il rapporto “Arcipelago Cie”, redatto dall’associazione Medici per i Diritti Umani, afferma testualmente che “le aree di trattenimento del centro appaiono strutturalmente del tutto inadeguate a garantire un soggiorno dignitoso dei migranti reclusi”, denunciando le “condizioni fatiscenti” degli alloggi e dei servizi igienici e facendo presente come la permanenza sia “particolarmente afflittiva” a causa delle disposizioni di sicurezza, come il “divieto di utilizzare alcuni oggetti di uso quotidiano quali pettini, penne, libri e giornali”. Divieto esteso, durante la nostra manifestazione e nei giorni seguenti, anche all’utilizzo della televisione, in modo da impedire ai reclusi di sapere che fuori da quelle mura e da quelle sbarre ci sono migliaia di persone che stanno dalla loro parte e che hanno intenzione di lottare fino alla chiusura del lager. Divieto che ha interessato negli ultimi giorni perfino la possibilità di servirsi del fax, strumento necessario ai reclusi per comunicare in forma privata e protetta con i propri legali.

Ancora, il 26 febbraio il Consiglio Comunale di Roma ha votato una mozione per esprimere ufficialmente la richiesta al Governo dichiudere  il C.I.E. di Ponte Galeria, definito in questo modo: “un luogo strutturalmente disumano di privazione e sospensione della dignità e dei diritti fondamentali”.

Oggi veniamo nella sede di Auxilium per consegnare questa lettera e per affermare senza mezzi termini che questa cooperativa è complice delle politiche di reclusione dei migranti ed è direttamente responsabile della violazione dei diritti fondamentali di queste persone nel lager di Ponte Galeria. Auxilium specula sulle vite dei reclusi, accaparrandosi i soldi pubblici che lo Stato italiano paga per delegare la carcerazione dei cittadini migranti.

Auxilium deve interrompere la sua attività di gestione del CIE! Ponte Galeria deve chiudere!

Reti antirazziste

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