NO TAVLa cassazione annulla gli articoli 280 e 280 bis, cioè la finalità di terrorismo e rimanda gli atti al Tribunale della libertà

Da Lastampa.it:

Per la Cassazione il terrorismo non c’entra con gli attacchi al cantiere dell’Alta Velocità in Val di Susa. Un punto a favore per i quattro attivisti No Tav, Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, legati all’area anarchica, in carcere da cinque mesi per aver lanciato petardi e bombe molotov durante un attacco messo a segno nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013.

Le motivazioni non sono ancora note, ma la Cassazione, ieri sera, ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame di Torino, che lo scorso gennaio aveva confermato le accuse della procura e respinto le istanze di scarcerazione dei difensori. «Questa è una piccola vittoria, per lo più sul piano giuridico, ma è uno spiraglio importante in vista del processo che si aprirà il 22 maggio di fronte alla corte d’Assise di Torino» dice Claudio Novaro, uno degli avvocati dei quattro No Tav, insieme ai colleghi Eugenio Losco, Giuseppe Pelazza. «Per ottenere la loro scarcerazione – aggiunge il legale – bisognerà attendere ancora un po’: la questione è complessa e dobbiamo prima esaminare le motivazioni. Intanto ci godiamo il risultato. Era importante sottolineare che è stato commesso un errore nell’applicare la legge. Finalmente qualcuno ci dà ragione». Adesso dovrà essere lo stesso tribunale del Riesame, in una nuova composizione, differente da quella precedente, a decidere sulla scarcerazione dei quattro imputati. Ma seguendo i criteri di diritto fissati dalla Cassazione, appena saranno noti.

La questione di fondo, in questo caso, è il terrorismo. O meglio la «veste» attribuita agli attacchi condotti contro il cantiere in quella notte di maggio. Secondo l’accusa furono lanciate dieci bombe molotov: nell’attacco un compressore prese fuoco e il fumo si propagò all’interno del tunnel esplorativo, dove stavano lavorando 11 operai. I legali dei No Tav, a prescindere dalla responsabilità individuali che saranno valutate dalla corte d’Assise, non hanno mai negato l’attacco, né l’intenzione dei manifestanti di sabotare il cantiere. Ma hanno sempre respinto con forza le finalità terroristiche delle loro proteste, la volontà di mettere in pericolo la vita di operatori e personale delle forze dell’ordine, e il tentativo di legare una lunga serie di attacchi alle condotte contestate ai quattro No Tav. «La violenza non è sinonimo di terrorismo». I giudici del riesame, invece, avevano confermato l’ordinanza del Gip, ritenendo «ravvisabile la finalità di terrorismo tenuto conto che: l’azione è idonea, per contesto e natura, a cagionare grave danno al Paese, è stata posta in essere allo scopo di costringere i pubblici poteri ad astenersi dalla realizzazione dell’opera». Da Notav.info:

E’ arrivata da pochi minuti la sentenza della Corte di Cassazione che annulla la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. Cade quindi il reato di terrorismo e il tentativo spregiudicato della procura di Torino che tiene in carcere dallo scorso dicembre Chiara, Claudio,Mattia e Niccolò.

L’estrema forzatura dei pm con l’elmetto che hanno basato tutta l’accusa sul reato del “270 sexies’(connesso al 280 ):, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti” va in pezzi se giudicata fuori dalle mura amiche della città di Torino.

Esiste un ‘caso Torino’ perchè di fatto la Cassazione è da 13 anni annulla le fantasie della procura

2001: la cassazione annulla le sentenze di Torino che condannavano Edo, Sole e Baleno per associazione sovversiva.
2012: la cassazione annulla l’ordinanza del tribunale del riesame di Torino che ha tenuto in carcere per mesi due no tav accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale
2014: la cassazione annulla l’ordinanza del tribunale del riesame di Torino che aveva confermato l’accusa di terrorismo contro 4 no tav, tenendoli in carcere per 6 mesi.
Tutte misure richieste dalla procura di Torino, oggi come 13 anni fa e tutte puntualmente smentite dalla cassazione di Roma.

Tutte richieste che sembravano e sembrano smisurate, sproporzionate, assurde, gonfiate, senza bisogno di essere giuristi.

Sarebbe ora di prendere atto dell’anomalia in corso nella procura torinese e nel pool di pm con l’emetto che oggi, dopo il dossier sulle strane amicizie del pm Rinaudo, la bufala dell’aggressione all’autista (montata poi da pm e media)e la sentenza odierna, ha perso definitivamente credibilità.

 

Da informa-azione.info:

Brutta giornata per i pm torinesi…

Apprendiamo in nottata che la Corte di Cassazione di Roma ha annullato la sentenza del tribunale della libertà di Torino in merito alle accuse di terrorismo contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, in carcere dallo scorso 9 dicembre.
Viene quindi respinta la legittimità degli art. 280 e 280 bis (attentato con finalità di terrorismo e attentato terroristico con ordigni micidiali ed esplosivi), mentre il 270 sexies e gli altri reati di cui sono accusati i compagni e la compagna, non sono stati contestati da questa sentenza.
Questo comporta che il tribunale della libertà di Torino dovrà tornare a esprimersi sulle misure cautelari disposte, ma non interviene direttamente sulle imputazioni che i pm continueranno a utilizzare in sede processuale.
Pur nella tristezza e sterilità delle aule dei palazzi della Giustizia, questa piccola notizia rappresenta comunque un primo vacillare del piano accusatorio e segnala le falle del teorema orchestrato dal duo Rinaudo-Padalino sotto l’egida del pensionando Caselli.

A margine si apprende anche di come l’autista del pm Rinaudo, che ad aprile aveva lamentato un aggressione effettuata da tre incappucciati armati di taglierini, si fosse inventato tutto. Subito la balla, smascherata da evidenti incongruenze nella ricostruzione proposta dall’autista, era stata utilizzata per vittimizzare la magistratura torinese e la propria servitù, puntando il dito contro gli anarchici. Viene da chiedersi se questa messa in scena, giustificabile con lo stress solo dal collega Massimo Numa – un altro contaballe di professione, non mini la credibilità di chi aveva subito colto l’occasione per giocare a fare l’eroe minacciato, ma sempre pronto al sacrificio.
Certi del momento stressante per la magistratura torinese non ci resta che dire… compagna gastrite pensaci tu!

Da Repubblica.it:

Attesa per ore, la sentenza della sesta sezione della Corte di Cassazione è arrivata pochi minuti prima della mezzanotte: annullata la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. I ricorsi sono stati presentati dai legali di Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, i quattro attivisti in carcere da cinque mesi con l’accusa di terrorismo. Soddisfatto uno dei legali degli attivisti, Claudio Novaro, che afferma: “Era un’accusa che non stava in piedi in alcun modo. Non stiamo parlando di una manifestazione di piazza e quello che accadde non ha nulla a che vedere con fatti di terrorismo”. Nella vicenda sotto la lente della Suprema Corte per la prima volta è stato applicato il reato del ‘270 sexies’, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti”.
L’accusa della Procura è stata appoggiata anche dal Tribunale della libertà di Torino lo scorso 9 gennaio. “E’ ravvisabile la finalità di terrorismo – ha scritto il riesame – L’azione è idonea, per contesto e natura, a cagionare grave danno al Paese. E’ stata posta in essere allo scopo di costringere i pubblici poteri ad astenersi dalla realizzazione di un’opera pubblica di rilevanza internazionale”. Ma quella sentenza è stata annullata dai giudici della Suprema corte e ora andrà riformulata.

 

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