ASSOLUZIONE PER COMPAGNO ANTI RAZZISTA SENEGALESE

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Stamattina Cherif, amico senegalese e compagno di molte
battaglie, antirazziste e non solo, è stato assolto dal
tribunale di Cagliari, perchè il fatto non sussiste

Il fatto insussistente da cui il nostro compagno è stato assolto,
risale al pomeriggio dell’11 Maggio 2013, quando alcune guardie municipali,
come ogni giorno, si presentano provocatoriamente
nel Largo Carlo Felice a Cagliari e intimano in modo arrogante
sempre alle stesse persone, tutte senegalesi,
di mostrare i documenti. Un modo come un altro per “mostrare chi comanda”.
E’ in atto l’implacabile lotta della nostra sinistrosa giunta comunale
contro i temibili venditori senegalesi, e le guardie municipali sono sotto
pressione, come ebbe a specificare il loro comandante, rispondendo alle
nostre contestazioni, al margine del processo.
Le guardie sono le stesse del pestaggio avvenuto pochi giorni prima,
sempre nel Largo, ai danni di un ragazzo senegalese, poi arrestato tra le
proteste dei presenti e sottoposto a un provvedimento di espulsione
(risultato poi illegale e annullato dal tribunale). Cherif era uno di
quelli che aveva contribuito a raccogliere i filmati del pestaggio, poi
messi in rete,
con grande scorno delle guardie (che in quella occasione si erano
pure scordate di verbalizzare tutta la merce sequestrata, che hanno poi
fatto sparire).
Quell’11 maggio del 2013 alcuni  avevano risposto
di non avere i documenti con se: non te li faccio vedere, chi sono lo sai,
vieni qui tutti i giorni a chiedermeli. Una polemica di dignità.
Cherif si era pure allontanato per evitare le solite inutili discussioni,
poi, all’interno del quartiere della marina, viene raggiunto da una
volante della polizia, chiamata dai municipali. Lo fermano e lo portano al
comando della guardia municipale in viale Trieste, dove lo arrestano con
l’accusa
di resistenza e di rifiuto a fornire le generalità. Lo trattengono per la
notte e lo portano il giorno dopo al tribunale al processo per
direttissima. Il solito tentativo di non fargli avere un difensore di
fiducia viene vanificato dall’intervento di compagni antirazzisti, amici e
solidali.
Guardacaso la provocazione che ha portato all’arresto di Cherif è scattata
puntualmente il giorno della scadenza del suo permesso di soggiorno.
Lo scopo evidentemente è quello di rendere impossibile per lui ottenere il
rinnovo.
Il verbale riempito dai municipali è pieno di poderose panzane:
si racconta di un roccambolesco inseguimento e addirittura di una
collutazione. Poi, nel processo, le guardie, non dotate
di grande perspicacia, finiscono per contraddirsi e ingarbugliarsi
nelle loro stesse bubbole, e l’avvocato Carlo Monaldi riesce
così ad ottenere l’assoluzione per un fatto che non sussiste.

O meglio, un fatto sussiste,
anche se non è quello sostenuto dalle guardie.
Il fatto è che questi infami agiscono costantemente, con il sostegno della
giunta comunale, per rendere la vita impossibile ai ragazzi che lavorano
in
centro come ambulanti. E naturalmente non possono tollerare gli individui
che, con dignità, gli resistono.

La lotta continua, buona fortuna fratello

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