Piccole soddisfazioni

Per la prima volta il saluto al carcere si e’ svolto lontano dalle mura cittadine e i solidali si trasferiscono a Uta, di fronte al nuovo maxi carcere isolato ed isolante dal tessuto umano.

Uno sparuto gruppo di solidali si e’ avventurato, il 31 notte, nelle selve oscure della zona industriale di Macchiareddu per portare un grido di libertà e qualche botto ai detenuti.

Ad aspettarli un posto di blocco con qualche secondino armato di mitra ed incappucciato(per il freddo o la vergogna) ed un gruppetto di digossini che girava in macchina attorno ai solidali  con la compagnia della telecamera d’ordinanza.

Impedito dai secondini il passaggio verso una zona piu’ visibile dal carcere, i solidali, spostatisi, hanno lanciato petardi ed acceso torce. Qualche grido, dal carcere alla strada e dalla strada al carcere, ha ,speriamo, spezzato la monotonia della detenzione almeno per qualche istante.

Ci sono però piccole soddisfazioni, un gruppetto di sbirri che passa al freddo ed al gelo il primo dell’anno , con la compagnia di una telecamera e di un mitra ci ha rincuorato un momento. Per loro niente cenone.

Resta il fatto che il nuovo carcere vuole mantenere l’isolamento dal resto del mondo e con ogni probabilità le istituzioni carcerarie hanno impedito anche ai soliti parenti ed amici, che ogni anno festeggiavano con botti e fuochi d’artificio il nuovo anno. di avvicinarsi al carcere.

Non lasciamoli soli, fuoco alle galere!!!

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