Racconto del corteo del 15

Mercoledì 15, ci siamo ritrovati nel primo pomeriggio all’appuntamento, a pochi metri dalle reti del poligono di Teulada, in una cinquantina di persone.

Con un piccolo corteo abbiamo raggiunto il primo dei cancelli della parte ovest del poligono, ad aspettarci c’era la DIGOS, celere, militari, jeep e perfino motociclette..

Arrivati davanti al cancello si è formato un presidio di alcuni dei manifestanti mentre altri hanno iniziato a sparpagliarsi lungo la recinzione, ben seguiti da DIGOS e Carabinieri all’esterno e dai militari all’interno, lungo il perimetro stazionavano a ogni chilometro mezzi della celere o della DIGOS, a complicare il tutto c’erano anche un notevole numero di api incazzate nere dal disturbo causato alla loro impollinazione. Visto il gran dispiego di forze messo in campo dalla questura di Cagliari il pomeriggio è proseguito senza grandi sussulti, all’interno del poligono la Brigata Aosta si esercitava in manovre di mezzi alzando un gran polverone visibile a chilomentri di distanza. I tentativi per sviare i pedinamenti degli sbirri sono andati tutti, o quasi, a vuoto.

A differenza del 5 Dicembre, quando il superamento delle reti da parte di alcuni militanti causò il blocco delle esercitazioni, l’altro giorno ci siamo ritrovati contro un’organizzazone molto più efficace da parte degli sbirri che nonostante ciò, a detta di alcune lepri solidali con la lotta, non sono riusciti del tutto a impedire alcuni tagli alle reti.

La giornata è proseguita fin verso le sei quando i manifestanti cotti dal sole, impanati dalla polvere e stufi di essere circondati dagli sbirri hanno deciso di andarsene. Sicuramente la giornata del 15 non si può considerare come un passaggio esaltante della recente lotta antimilitarista, però è chiaro che la pratica che abbiamo provato a mettere in campo è quella giusta, altrimenti non credo che la questura avrebbe mobilitato tutta quella sbirranza, d’altronde abbiamo ripetuto più volte quanto siano importanti strategicamente i poligoni sardi nei disgni di guerra italiani e non solo, quindi non c’è da stupirsi che le contromisure aumentino, sta a noi capire come renderle inefficaci.

Un’ultima, ma non per questo poco importante, cosa da raccontare è la presenza per la seconda volta su due in questo punto del poligono, di pastori e pescatori locali, che hanno aggredito a parole e non solo, alcuni manifestanti. Questi idioti venduti allo stato e che vivono di elemosina, sono stati imbeccati dagli sbirri e si sono presentati in cricca a metà del pomeriggio a minacciare ritorsioni a chi si oppone al poligono, il tutto chiaramente protetti dalla DIGOS. Purtroppo non si finisce mai di scoprire la demenza umana dove può arrivare, questi sono quelli che si spacciano per pescatori (nel senso che si sono comprati una barca solo per poter fare richiesta), e così godono degli indenizzi statali per tutti i giorni dell’anno in cui non possono pescare perchè la parte del poligono a mare è attiva e quindi chiusa alla pesca. Oppure sono i pastori che hanno terreni e ovili attaccati alla base e mandano le loro greggi a pascolare dentro il poligono (una delle zone più inquinate d’Italia) tutto l’anno anche durante le esercitazioni, proprio come mercoledì scorso. Il ricatto che i militari fanno a queste componenti di popolazione è enorme, ma questo non li rende meno colpevoli e complici del disastro etico e ambientale che si svolge per nove mesi all’anno a Teulada.

SEMPRE PIU’ DETERMINATI, NO BASI NE’ QUI NE’ ALTROVE.

Uno dei presenti

 

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