25 Aprile, cronaca di una lunga giornata

Cagliari, sabato 25 Aprile, ore 9 e 30, Piazza San Michele. Al concentramento del corteo indetto dal Coordinamento Antifascista Casteddu iniziano ad arrivare le persone, in contemporanea in centro città c’è la rappresentazione teatrale del corteo istituzionale, dove qualche esponente dei partiti di sinistra cerca di ridarsi un tocco di antifascismo…e dove come al solito sventola la bandiera biancoazzurra di Israele.

Per la prima volta, da molto tempo, quest’anno Cagliari ha vissuto due cortei del 25 Aprile, uno istituzionale e uno autorganizzato, indipendente che ha scelto di partire da un quartiere popolare e di comunicare con esso non con la banda musicale, ma con volantini, speakeraggi e attacchinaggi, cercando l’interazione con quei segmenti di popolazione urbana più difficili da coinvolgere, dove spesso si annida quell’indifferenza sulle tematiche sociali, etiche e politiche che favorisce il dilagare dei luoghi comuni razzisti sui quali i fascisti continuano a lavorare da almeno cento anni.

Più di centocinquanta persone verso le dieci e mezzo sono partite lungo Via Is Mirrionis, sicuramente molte meno di quelle che sfilavano sonnacchiose in Via Sonnino, ma onestamente chissenefrega. Fumogeni, cori, risate e attacchinaggi hanno accompagnato il corteo fino al cuore della città, in Piazza Carlo Alberto, dove sotto un caldo sole primaverile si è concluso il corteo che nel frattempo aveva aumentato le fila con l’arrivo di dormiglioni e ritardatari…

Nel frattempo giunge la notizia ufficiale che alle 18.00 a Quartu si svolgerà la solita commemorzione fascista dei caduti della Repubblica Sociale Italiana, immediatamente si discute la notizia e ci si da appuntamento a Quartu per andare a disturbare i fascisti.

nnn

A Quartu si ritrovano nel tardo pomeriggio diverse decine di persone, il centro della città è completamente militarizzato, camionette della Finanza, dei Carabineiri e della Polizia bloccano le vie di accesso a piazza Sant’Elena dove sono “rinchiusi” i nostalgici, in tutto più di cento uomini delle forze dell’ordine presidiano la zona, sono presenti tutte le alte cariche di DIGOS e polizie varie.

Il corteo antifascista si sposta tutt’intorno alla piazza, trovando davanti a se sempre cordoni di celere già schierati, nel frattempo in piazza davanti a cinquantina braccia tese suona l’inno italiano. In una stradina laterale il corteo tenta un avvicinamento, volano uova di vernice, la polizia carica ritrovandosi però tra le gambe e stesse transenne che aveva disposto per chiudere la strada. Il corteo procede ancora, seguito dalla celere, i fascisti nel frattempo sono stati scortati fuori città dagli sbirri. Vengono lanciate uova su una banca e su una sede elettorale di Podeus. Poco dopo il corteo si scioglie.

Mentre due compagni stanno tornando alla macchina la DIGOS li ferma, ne ammanetta uno e lo carica in macchina, scatta l’allarme, ci si ritrova e si va ad aspettare che il compagno venga rilasciato. Alle 21 circa esce dalla caserma di via Firenze con due denuce. La giornata finisce così. ALLA PROSSIMA

Un cronista improvvisato

nnnkk

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