OLTRE L’ORIZZONTE

Si è data da fare la questura cagliaritana negli ultimi mesi.

Tre richieste di sorveglianza speciale, fogli di via, avvisi orali e tante visite poco simpatiche ai domicili dei compagni e delle compagne per notifiche e denunce.

Una lunga estate calda ha preceduto la dipartita del questore Filippo Dispenza salpato non verso i verdi pascoli, ahinoi, ma verso la sua carriera da inquisitore su livelli piu’ alti.

Ci si confronta sul tema della repressione, si organizzano feste e presidi solidali e si continua a lottare contro un’esistente che non ci piace e che riteniamo ingiusto e disuguale. Questo continuare a lottare è la risposta migliore anche al di là di sentenze positive di giudici che non riconosciamo senz’altro come “amici” o paladini della democrazia fasulla dei tribunali.

Il quadro che danno questi tentativi di repressione è però tutt’altro che roseo. In una situazione di palese impotenza delle forze di polizia nell’arginare la rabbia e il disagio, il ministero degli interni cerca una via comoda e parsimoniosa per congelare chi gli sta in qualche modo scomodo. Così si inaspriscono e si allargano le applicazioni di misure previste per criminali organizzati, si intensifica il controllo e si cerca un tribunale compiacente per avviare un nuovo corso della repressione mirato all’auto controllo con osservanza di tutta una serie di limitazioni che sviliscono l’essere umano rendendolo carceriere di se stesso.

Teramo, Trento, Cremona per citare altre delle città in cui questa pratica questurina si è diffusa cercando, con i mezzi subdoli del potere, di dettare una condotta per assopire in qualche modo le lotte e farle arenare, magari sulle derive democratiche che tanto piacciono ai politicanti.

Un tentativo tra i tanti per limitare l’orizzonte di chi vede, anche se a volte troppo lontano, il tramonto del potere e l’alba di un esistente migliore.

Ma senza l’oste, si sa, i conti sono sempre sbagliati, e se il tentativo è limitare i nostri orizzonti con barriere e filo spinato, con frontiere e CIE, con punizioni e galere forse si sono dimenticati che noi guardiamo sempre oltre quell’orizzonte e che oltre c’è sempre la libertà per tutte e tutti.

Quindi “cari”inquisitori noi continuiamo a macinare strada verso quell’orizzonte, e non sarete certo voi e la vostra carta straccia a fermarci.

Sorveglianze speciali, avvisi orali e fogli di via non fermeranno le lotte.

Sorvegliarne qualcun* è attaccare tutt*!

22 SETTEMBRE ORE 9:00 PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PIAZZA REPUBBLICA A CAGLIARI PER SOSTENERE IL NOSTRO COMPAGNO COLPITO DALLA RICHIESTA DI SORVEGLIANZA.

NON LASCIAMO SOLO NESSUNO!!!

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