Reti tagliate, Trident juncture bloccata, giornata storica.

Ieri si è svolta quella che per molti è e sarà una giornata storica nelle lotte antimilitariste della Sardegna e non solo. E’ stata bloccata un’esercitazione militare della NATO, non una qualsiasi però, quella che la Nato stessa ha definito come la più grande dal 2002, e forse addirittura dal 1990. Per non trarre in inganno i lettori è giusto specificare che vista l’imponenza, l’esercitazione si è svolta in tre nazioni diverse, qui in Sardegna ne abbiamo avuto come al solito una discreta fetta.

Da mesi la rete No basi né qui né altrove aveva lanciato una mobilitazione per il blocco della TJ. La scelta della data del 3 Novembre per il grande corteo è stata presa durante il campeggio antimilitarista svoltosi a Cagliari il 9 10 e 11 Ottobre. Da quel momento l’unione di nuove forze alla costruzione della giornata ha dato una forte spinta, in particolare il Comitato Studentesco contro l’occupazione militare. Sono state fatte presentazioni in tutta la Sardegna, attacchinati migliaia di manifesti e fatte tante e lunghe assemblee, in un crescendo di partecipazione e entusiasmo.

In tutto questo la questura di Cagliari, con il suo neo-capo Danilo Gagliardi, non è stata a guardare. Prima e durante il campeggio si sono visti atteggiamenti e violenze sbirresche fuori dal comune, sono stati emanati 12 fogli di via per ragazzi e ragazze del continente, alcuni dei quali non erano mai venuti in Sardegna. Le attenzioni del questore sono continuate con l’avvicinarsi del corteo.

Il 28 ottobre sono stati notificati 3 fogli di via a tre compagn* cagliaritani, per tre anni da Teulada e Sant’Anna Arresi e per qualcuno anche da Decimomannu e Arbus. Il giorno successivo altri 6. La motivazione citata nel provvedimento era l’aver identificato queste persone nei dintorni del poligono di Teulada con “fare sospetto”. In realtà tutte queste persone sono state identificate dalla polizia militare (specifico corpo dei carabinieri) nei pressi della spiaggia di Porto Pino mentre studiavano i luoghi dove si sarebbe svolto il corteo, regolarmente comunicato… I colpiti promettono immediatamente la violazione collettiva dei fogli di via.

Ma non è finita, tre giorni prima del corteo il prode questore Gagliardi decide di vietare il corteo, lo comunica solo a mezzo stampa, e si dice disponibile a concedere un sit-in in un luogo da concordare. Questa decisione si trasforma in una scintilla che innesca un incendio di indignazione e solidarietà, che poi diventerà partecipazione.

Tutto il mondo dell’opposizione alle basi militari chiede a gran voce la concessione della manifestazione, e rivendica la violazione dei fogli di via. Il questore non torna sui suoi passi, concede solo un sit-in nel parcheggio di Porto Pino con tre pagine di prescrizioni. La sera del 2 viene indetta una fiaccolata contro la Trident di fronte all’ingresso della base di Teulada e contro le decisoni questurili. Gagliardi vieta anche quella, ma giustamente viene fatta lo stesso, e si trasforma in veglia, in attesa del corteo della mattina dopo.

Il 3 Novembre per qualcuno inizia molto presto, alle 6 e 30 carabineiri e polizia si presentano in una casa per notificare altri tre fogli di via, tre anni da Teulada e Sant’Anna Arresi e per uno anche da Decimomannu e Arbus.

Alle otto e mezzo partono tre pullman da Piazza Matteotti, macchine e macchinate convergono a Porto Pino da tutta la Sardegna. La s.p. 73 è presidiata dagli sbirri come se conducesse a Gaza. Quasi tutti vengono fermati e identificati, alcuni anche perquisiti, con la sola motivazione di recarsi in direzione del concentramento. I pullman vengono fermati sul limite amministrativo del comune di Sant’Anna Arresi, DIGOS e celere li accerchiano e iniziano a cercare i titolari dei fogli di via. Nel frattempo le persone giunte a Porto Pino dopo rapide consultazioni decidono di partire incorteo verso i pullman bloccati. Dopo lunghe discussioni i compagn* con il foglio di via vengono portati alla caserma di Giba, e vi rimarranno fino alle 17, avendo in omaggio la denuncia per violazione. Gli altri possono così proseguire, decidono di partire in corteo dal blocco e andare verso l’altro corteo che si era mosso verso la loro direzione.

Da qui in poi la cronaca non è scritta dalle stesse mani perchè i redattori di questo blog erano tutti fra “i ragazzi di Giba”. Scorrendo gli articoli sottostanti troverete i comunicati di solidarietà e articoli vari inerenti la giornata del tre il prima e il dopo. Alla prossima..

Ore 12.30. dai pullman parte il corteo.

Ore 13.00. il corteo viene più volte provato a fermare da schieramenti di celerini, che a volte decidono poi di spostarsi dopo le afone grida dei confusi dirigigenti di piazza, altre vengono semplicemte aggirati dai campi.

Ore 14.00 il corteo entra nella strada che conduce a Porto Pino.

Ore 14.45. Il corteo devia su una strada sterrata prima del bivio di Porto Pino in località is Brebeis, lungo lo stagno. La polizia nervosissima carica alle spalle. Vengono lanciati dei lacrimogeni, i manifestanti resistono. Diversi feriti. Ora il corteo spezzato. Il vice questore Rossi fuori di sé sbraita e minaccia arresti ma i manifestanti non rinunciano a proseguire

Ore 15.00. Alcuni gruppi proseguono verso il poligono, un folto gruppo resta nella strada sterrata mentre un altro troncone è fermo sulla strada asfaltata. La polizia ha difficoltà a controllare la situazione.

Ore 15.15. Almeno 20 manifestanti sono riusciti a tagliare le reti e a introdursi nel poligono! Altri gruppi li seguono. L’esercitazione è bloccata! Il grosso del corteo resta bloccato sulla strada asfaltata con la polizia massicciamente disposta sul bivio sterrato.

3 novembre striscione

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