ROSARNO : CARABINIERE UCCIDE MIGRANTE

A Rosarno, nella maxi tendopoli allestita per ospitare i braccianti per la raccolta degli agrumi, durante una rissa tra due abitanti del campo sono intervenuti i carabinieri che hanno sparato allo stomaco ed ucciso un ragazzo di 26 anni.

I giornali parlano di versioni differenti, che sarebbe spuntato un coltello e che alcuni caramba sarebbero stati feriti, alcuni testimoni dicono che il coltello sarebbe spuntato ma a grande distanza dalle fronti acute dei carabinieri. Resta il fatto che un ragazzo è morto, colpito dalle pistole delle forze dell’ordine.

Situazioni diverse ma stesse variabili. Non è la prima volta che le divise sparano con le ragioni ,a posteriori, le piu’ fantasiose e non è la prima volta che in una situazione che coinvolge i migranti si parli della condizione di “ghetto” in cui vivono e non di chi la situazione la crea e la difende.

Migliaia di migranti sfruttati e sottopagati, in un accampamento nelle campagne sono il quadro perfetto della gestione delle migrazioni di cui si riempiono la bocca governanti e associazioni dedite all’accoglienza. Creare forza lavoro a costo quasi zero, un capitale umano sfruttabile e ricattabile dai padroncini delle terre e di cui ci si accorge in situazioni estreme come queste e che diventano un “problema di ordine pubblico”solo quando le condizioni disumane li portano a reazioni fuori dal cosiddetto ordinario.  Ora le soluzioni saranno le stesse di sempre : controllo, polizia , militarizzazione per poter sempre sfruttare, ma sotto l’occhio attento e compiacente dello Stato. Si saranno sfregati le mani i gestori dell’accoglienza a sentire che migliaia di migranti potrebbero essere in cerca di alloggio se il campo venisse smantellato.

Mentre in Sardegna continuano ad arrivare migranti e i vari comuni sventolano la bandiera dell’accoglienza aspettando piogge di contributi, lo Stato perpetua il suo percorso di sfruttamento e repressione contro una categoria ricattabile ed in condizioni di semi schiavitù a partire da quella burocratica. Sarebbe sbagliato pensare che queste situazioni siano diverse o lontane da quelle che si sviluppano nella nostra isola. I migranti sfruttati non esistono solo a Rosarno ma sono anche nelle campagne vicine a noi, nelle fabbrichette dei paesi , nei pascoli sui monti, dentro le serre da cui prendiamo la frutta e la verdura. Se non vediamo tutto questo, o se siamo davvero convinti di stare accogliendo disinteressatamente delle persone sfortunate siamo semplicemente complici di questo sistema ingiusto. Contro tutto questo non ci resta che la rabbia, la stessa che per un motivo o per l’altro aveva quel ragazzo di 26 anni, ucciso da un proiettile nello stomaco da un carabiniere,servo e difensore di questo sistema. Sbirri Assassini, Capitale Assassino.

Morte,sfruttamento, schiavitu’ e repressione, questa è la loro accoglienza.181921915-ea78b970-6ad0-4bb3-b213-8048a7c31fda

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