Di degrado e di scritte sui muri

In questi giorni si è consumata a livello mediatico una grande campagna contro la scritta sul muro dell’Exma, l’ex mattatoio cittadino. La scritta recita “6-10 OTTOBRE, BLOCCHIAMO LA GUERRA”.

Le voci che si sono alzate contro “l’atto vandalico” sono state tante, dai gestori dello spazio Exma sino ad assessori et similaria. Ad unirsi allo sbiadito coro contro le scritte si ritrova anche il sito/blog AdMajora che parla di scritte di inaudita violenza nella casetta del parco di Piscin’ortu a San sperate dove si è svolto il campeggio antimilitarista.

Da queste scritte sono partite richieste di dissociazione del movimento antimilitarista sardo dall’insano gesto sino a polemiche a tutto tondo sul degrado e proclami di comitati ad hoc per cancellare le scritte.

Le scritte sui muri rappresentano dei frammenti di storia che sono difficili da recuperare da altre fonti, non è così strano che un quartiere o intere città siano caratterizzate da commenti politici, inviti e schieramenti ideologici che diano una traccia del sentimento che anima le città stesse.

In un’epoca in cui tutto si svolge in supporti telematici o si affidano pensieri e commenti a twitter o facebook le scritte murali sono uno dei pochi contributi genuini di commento pubblico ormai rimaste. Ci sono state e ci sono tutt’ora numerose mostre, libri, articoli, ricerche, tesi dedicate alle scritte murarie perché spesso queste superano per fantasia e creatività le massime di grandi intellettuali o semplicemente rappresentano un sentimento o una sensazione difficilmente esprimibile in altri canali, che le persone riconoscono, e che affidate ai muri hanno la possibilità di durare nel tempo, tenendo poi presente che le scritte sono anche veicolo di messaggi e contenuti a vario titolo molto importanti.

Da condannare le scritte, al discorso degrado il passo è però breve nelle bocche della cosiddetta opinione pubblica. Con la scusa del degradohanno affollato le piazze di polizia e militari, si creano truppe di vigilantes a salvaguardia dei quartieri, si istituiscono assedi temporanei manu militari di intere zone della città ,vedi Is mirrionis e San Michele, con la scusa di restituirle ai cittadini onesti.

La lotta al degrado, e la ricerca del decoro sono diventati sinonimi di sicurezza, controllo e repressione. Non si tratta piu’ di qualche balcone scalcinato o di facciate lasciate all’abbandono ma è un discorso che travalica le piccolezze e aggredisce la libertà. Le campagne anti degrado, le mozioni al decoro urbano sono le stesse che fanno si che i migranti siano scacciati in posti sempre piu’ isolati; sono le stesse che fomentano l’uso smodato di telecamere, che facilitano il consumo di alcool solo nei canali commerciali in modo da avere meno persone da gestire in giro ma solo locali pieni, piazzette occupate da tavolini e consumismo garantito.

Le nuove piazze senza panchine sono degrado, la polizia perennemente nelle strade è degrado, continuare ad avere aerei da guerra che volano sopra la testa e navi militari ormeggiate in porto  e stare a guardare è il vero degrado, non delle città che vorrebbero diventare vetrine, ma della nostra libertà.

scritte-muri-16Stare a guardare le scritte sui muri e mettere in discussione un movimento di lotta è quantomeno ridicolo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...