Comunicati solidali a S’idea libera attaccata dai fascisti(in aggiornamento)

15/03/2017

Immaginate uno spazio sociale in cui è appena finita un’iniziativa antifascista, dentro ancora si chiacchiera. Da fuori si sentono dei rumori, un militante va verso la porta del circolo e la apre, arriva una bastonata.

No, non si tratta di un mero esercizio di immaginazione, è un fatto accaduto realmente e no, non decenni fa, è accaduto sabato scorso, a Sassari
Un’ aggressione fascista in piena regola, condita con bastoni e cinghie, ai danni dei compagni e delle compagne del circolo autogestito S’Idea Libera.

Non ci interessa che CasaPound abbia negato il suo coinvolgimento in quest’episodio, conosciamo bene il loro continuo impegno nel cercare di rendersi presentabili attraverso attività di “promozione sociale” quali raccolte vestiti, ridicole campagne di pulizia cittadina e strumentalizzazioni di malcontenti di varia natura. Una facciata da “bravi ragazzi” ben studiata per nascondere quello che sono realmente: dei fascisti che di nuovo hanno solo l’apparenza patinata che si confa a questo terzo millennio.

Quello che ci interessa è sottolineare come questo grave episodio non possa essere preso come un “caso isolato”. Da tempo le realtà neofasciste stanno cercando di riprendersi spazi d’azione attraverso i più disparati strumenti, dalle vie istituzionali alle minacce personali passando per l’aggregazione sociale. Basta farsi una passeggiata per le vie delle città aguzzando la vista per notare continue scritte di chiara matrice fascista e miriadi di adesivi con grafiche accattivanti ma di contenuto non fraintendibile.

I fascisti non sono delle creature mitologiche che vivono nella fantasia di alcuni, né delle figure che rimangono ormai solo nei libri di storia: per i più scettici la riprova è proprio quanto accaduto sabato a Sassari.

Pensiamo sia compito di tutte e tutti agire in modo che i gruppi neofascisti non abbiano più spazio d’azione. È necessario difendersi attivamente dalle loro logiche, dall’amnesia storica che sembra attanagliare i più, ma soprattutto dalla loro presenza nelle nostre città.

Per questo la nostra piena solidarietà va alle compagne e ai compagni di S’Idea Libera.

Per questo saremo al loro fianco in piazza sabato 25 marzo a Sassari, insieme a tutte le realtà e le individualità convinte che l’antifascismo non sia anacronistico, che non possa essere delegato, che vada diffuso e praticato.

Coordinamento antifascista cagliaritano

 

13 – 3 – 2017

Ancora Fogne, ancora topi..

Sabato notte a Sassari un gruppo di merde fasciste ha attaccato i compagni del circolo autogestito S’Idea Libera, mentre era in programma una serata di solidarietà e autofinanziamento per la carovana antifascista nel Donbass, ferendone alcuni in modo serio.

Ormai anche in Sardegna si moltiplicano i segnali della loro presenza, con scritte e aggressioni, probabilmente lasciati per troppo tempo liberi nel loro agire, ben protetti nelle loro scorribande, sottovautati, troppo e ovunque.

Ancora una volta assistiamo all’ennesimo attacco di gruppi neofascisti a compagni e a spazi politico-sociali dove si esprimono punti di vista non asserviti alla marea montante reazionaria e che criticano il sistema di potere dominante, il suo modello capitalistico-razzista.

Ancora una volta abbiamo di fronte il problema sul che fare per difendere ogni processo antagonista, di comunicazione, di aggregazione emerso in questi anni dalle lotte contro la militarizzazione e la guerra, il razzismo, lo sciovinismo, i progetti di saccheggio della terra dove viviamo, contro la criminalizzazione dell’antagonismo, il carcere e la tortura del 41bis.

D’ora in poi il che fare non può che essere difesa attiva dei nostri spazi di agibilità politico-sociale-culturale.

Difesa attiva per noi non significa solo richiamare alla memoria i significati dell’antifascismo e della Resistenza, che sono già patrimonio acquisito della nostra identità e prassi.

Difesa attiva significa impedire con ogni mezzo il diffondersi della reazione, istituzionale e non, nelle città e nei quartieri, gestita dal neofascismo, che col suo agire cerca capillarmente di inserirsi nelle maglie sempre più deboli di questa società.

Difesa attiva significa allargare il campo della costruzione di ulteriori spazi di agibilità politica-sociale-culturale, perché questi sono i veri presidi di resistenza al neofascismo attuale, figlio infame della brutalità capitalista-razzista di questo periodo storico.

Ai nostri compagni e compagne di S’Idea Libera va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ma aggiungiamo che l’attacco da loro subito è un attacco a tutt* quell* che in questi anni stanno cercando di costruire resistenza e lotta per l’autodeterminazione, contro la guerra, la militarizzazione e le ingiustizie sociali.

Solidarietà e/é lotta antifascista

 

http://www.moras.noblogs.org


12 – 3 – 2017

Stanotte c’è stato un attacco fascista alla sede di S’Idealibera a Sassari durante un’iniziativa di solidarietà del Coordinamento Ucraina Antifascista. I fascisti di Casa Pound di Sassari e Cagliari hanno aggredito i presenti con cinghie e bastoni: per fortuna i bambini del quartiere di Sant’Apollinare che sono soliti frequentare la sede, in quel momento non erano presenti. Esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne di S’Idealibera. Teniamo alta l’attenzione su questi soggetti che, coperti dal silenzio mediatico, si spacciano per benefattori e “bravi ragazzi” mentre altro non sono che fascisti violenti. Il “fascismo del Terzo Millennio” resta fascismo e non cambia mai volto: FASCI AL ROGO!
A Piazzale Loreto c’è ancora posto!

Antifasciste/e solidali – Nuoro.


Esprimo la mia piena solidarietà ai compagni e alle compagne del Collettivo S’idea libera, per la vile aggressione subita da parte dei fascisti sabato notte. Conosco molto bene le compagne e i compagni di Sassari e l’impegno e le importanti iniziative che hanno organizzato in questi mesi . Oltre la loro presenza assidua nelle manifestazioni antimilitariste e importanti per la Sardegna .

L’espandersi e il dilagare delle aggressioni neofasciste richiede sempre di più il coordinamento delle forze politiche e sociali che individuano in questi fenomeni non una manifestazione di ribellismo giovanilista bensì il rafforzamento di un tessuto culturale e politico intriso di sopraffazione, di razzismo, di sessismo e violenza.

L’unità antifascista è l’unica risposta per per prevenire e difendere gli spazi di libertà e di partecipazione che riusciamo a costruire nelle nostre città contro la barbarie e l’ignoranza della destra.

Le forze “dell’ordine” come al solito si accaniscono contro i compagni, gli operai e gli studenti e non muovono un dito contro i fascisti tollerati se non foraggiati dalle istituzioni e dalla politica. Non siamo nati ieri e tutto questo non ci stupisce affatto. Quando i padroni e i loro servi della politica o delle istituzioni non reggono più il peso delle proteste arrivano i fascisti sempre pronti ad intervenire contro chi si ribella. E’ questo il loro ruolo storico, quello dei cani da guardia dei padroni.

La nostra solidarietà deve essere attiva: in Sardegna gli antifascisti sono attenti e risponderanno sempre ai fascisti, ai razzisti e a chi prova ad alimentare l’odio verso i più deboli. Il fascismo non avrà da noi un minimo di agibilità politica. Non un passo indietro!

Antonello Tiddia

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