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Giovedì 30 marzo alle 18:30 presso la Biblioteca Autogetita B.A.Z.

PRESENTAZIONE E DIBATTITO
su “Repressione e Resistenze attuali”
con
Paola Staccioli (centro documentazione lotta rosso 17)
Italo Di Sabato (osservatorio sulla repressione)

MONOLOGO “LA MIA ORA DI LIBERTA'”
con Carlo Valle (Attore)

La serata inizierà alle 18:30
con il monologo “La mia ora di libertà”
di Carlo Valle

Il monologo parla della condiziona carceraria dei detenuti sottoposti al carcere duro 41 bis; ispirato dai regolamenti carcerari vigenti e dalla raccolta di materiale sul carcere fornito dal Collettivo sassarere S’Idea Libera (https://sidealibera.noblogs.org/) e dalle lettere dei tetenuti raccolte negli opuscoli pubblicati da Olga di Milano, (http://www.autprol.org/olga/).

Presentazione e dibattito “Repressione e Resistenze attuali”

Paola Staccioli (centro documentazione lotta rosso 17)
Italo Di Sabato (osservatorio sulla repressione)

Negli ultimi anni le manifestazioni di conflittualità sociale e politica sono oggetto di attacchi sempre più duri, in Italia come nel resto d’Europa. Ogni espressione radicale di conflitto viene colpita in modo sempre più duro.
Lottare contro la repressione per noi è un dovere. Come è importante, nello specifico, denunciare le torture, le condizioni di carcere duro, condurre campagne contro l’art. 41 bis, ecc.
Negli ultimi anni la devastazione di interi territori in nome del profitto, la mancanza di case e di lavoro, la decadenza della scuola e del sistema sanitario, ovvero un generale peggioramento delle condizioni di vita provocato dall’acuirsi della crisi, ha spinto di nuovo sul terreno della lotta settori popolari più vasti . Lavoratori, in particolare della logistica, cittadini che si oppongono a discariche, basi militari, grandi opere, migranti, disoccupati, studenti, occupanti di case… si sono trovati a fare i conti con pestaggi, denunce, fogli di via, schedature di massa e misure restrittive varie, o con nuove forme di repressione subdole quali le multe pecuniarie, volte a indebolire il sostegno popolare ai movimenti . Vari sono infatti gli strumenti utilizzati, da quelli più apertamente militari e polizieschi (carcerazioni, arresti, denunce, fogli di via, Daspo, ecc.), a quelli amministrativi (in particolare le sanzioni pecuniarie) fino a forme più soft, mediatiche e culturali. La denuncia e la corretta informazione sull’apparato di prevenzione/repressione statale sono necessarie. Così come le campagne di solidarietà nei confronti dei prigionieri politici, “vecchi” e “nuovi”, e di tutti i compagni e le compagne colpiti dalle differenti forme di repressione (licenziamenti, multe, denunce, carcerazione).
Occupazioni abitative, iniziative antifasciste, blocchi stradali, sabotaggi, scontri di piazza… Mai cadere nella trappola di distinguere “buoni” e “cattivi” di fronte al nemico di classe. Si parte e si torna insieme… ci insegna il movimento No Tav, quando rivendica collettivamente anche le azioni maggiormente criminalizzate .

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