Fenosu privatizzato

La notizia era nell’aria ormai da più di un anno, da ieri invece è ufficiale: l’aeroporto di Fenosu è stato privatizzato, i nuovi proprietari sono la Aeronike e il DASS.

I nuovi gestori proclamo intenti comuni per l’utilizzo dell’aeroporto oristanese, ma sappiamo bene che non sarà così, parlano di manutenzione dei velivoli (settore in cui Aronike già opera,) creazione di una scuola di volo e apertura della struttura agli appassionati di paracadutismo, poi sibillini nominano anche i test di velivoli senza pilota. Proprio quest’ultima attività sarà probabilmente l’attività principale dell’aeroporto, anche perchè altrimenti non si spiegherebbe l’investimento di milioni di euro per salvare Fenosu dal fallimento e la lunghissima trattiva per appropriarsene.

Questo comportamento non stupisce affatto, da sempre Giacomo Cao (presidente del DASS) cela la natura militare del distretto, ha provato a indorare la pillola promettendo test sui droni ad uso delle poste italiane, ma non ci crede nessuno, specialmente non ci crede Vitrociset (facente parte del DASS) i cui ingegneri difficilmente li vedremo a disposizione di Raccomandate o telegrammi…non ci crediamo noi dopo aver visto gli investimenti del DASS al PISQ.

Lo sforzo enorme che Cao e il DASS stanno facendo è quello di risultare come minimo un attività civile-militare, in modo da poter operare in serenità in tutto il territorio, avendo a disposizione infrastrutture altrimenti negate e specialmente i fondi pubblici, su tutti il tesoro di milioni di euro del POR.

Che poi a Fenosu decolleranno i CanadAir dei vigili fuoco sarà probabilmente vero, ma non dobbiamo farci fregare da questi parolai, che pur di muovere i loro interessi venderebbero l’anima al diavolo.

Il DASS, come tutte le altre collaborazioni tra militare e civile, va ostacolato in ogni modo e con ogni mezzo, bisogna fermare o almeno rallentare l’intrusione nelle nostre vite dei dispositivi militari.

In nome della sicurezza ci stanno dando solo controllo, che frutta un sacco di soldi, pacificazione sociale, repressione e militarizzazione della società.

NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA

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