Resistenza ad uno slaccio dell’acqua alle palazzine ex -Telecom occupate

Venerdì 16 marzo due pattuglie delle polizia, la Digos e due auto di Abbanoa si sono presentate davanti alle palazzine occupate dell’ex-Telecom in via Bainsizza a Cagliari con l’intento di slacciare l’acqua allacciata “abusivamente”.

Gli abitanti sono scesi in strada con l’intenzione di impedire lo slaccio dell’acqua.

Mentre gli occupanti attendevano l’arrivo dei solidali la polizia è rimasta ad aggirarsi attorno all’occupazione cercando le condotte incriminate e magari cercando di intrufolarsi all’interno del cortile (senza successo)visto che gli era stato impedito l’ingresso dal cancello principale.

Nel frattempo il numero dei solidali è cresciuto e la polizia ha preferito andare via lasciando soli gli operai di Abbanoa che si sono trovati così faccia a faccia con gli occupanti con discussioni di rito e giustificazioni altrettanto di rito da parte loro.

La permanenza degli operatori della società idrica si è poi spiegata con l’arrivo di due camion di una ditta esterna, senza insegne, uno che trasportava una ruspa e l’altro con l’attrezzatura per i lavori di scavo. Gli occupanti ed i solidali hanno quindi improvvisato delle barricate con i cassonetti in mezzo alla strada mentre qualcuno inseguiva i camion per invitarli ad andarsene.

In questo tira e molla e con i camion che tornavano da dove erano venuti, i tecnici di Abbanoa hanno deciso di riattivare l’acqua riaprendo i chiusini e tornando a testa bassa in azienda. La Digos ha preferito osservare la situazione da lontano,annunciando tramite i quotidiani , una serie di denunce per interruzione di pubblico servizio.

Abbanoa s.p.a. è la società sarda che gestisce l’acqua e la rete idrica, la sua politica di slaccio dell’acqua la vede spesso collaborare con istituzioni e forze dell’ordine per fare gli interventi. Sempre piu’ spesso la cosiddetta lotta all’abusivismo viene portata avanti con tecniche di assedio medievali prendendo per sete le occupazioni e costringendo gli abitanti ad andarsene.

Le politiche dell’azienda hanno però trovato diversi inceppi sulla loro strada come ricorda questa breve cronologia :

•             23 luglio 2012

Nella notte vengono incendiati un autospurgo e un autobotte nel deposito di via Is Cornalias, sede del Distretto 1 di Cagliari.

•             24 maggio 2013

Raid nel deposito del depuratore di Muravera. Squarciate le gomme di cinque Panda e di un furgone, frantumati alcuni vetri e forzato le portiere con un grimaldello. E’ stata cosparsa benzina, ma  non è stato appiccato il fuoco.

•             24 giugno 2013

Danneggiamento della condotta fognaria che porta i reflui della fascia costiera di Chia verso il depuratore più a monte.

•             26 giugno 2013

Nuovamente in via Is Cornalias a Cagliari, nella notte viene incendiato il nuovo autospurgo: era stato acquistato da appena un mese in sostituzione di quello distrutto l’anno precedente.

•             9 luglio 2013

Incendio appiccato all’auto privata di uno dei capi zona del Distretto 1 di Cagliari.

•             29 agosto 2013

Incendio appiccato al deposito del potabilizzatore di Corongiu a Sinnai

•             31 marzo 2014

Terralba: incendio appiccato in un cantiere di un’impresa appaltatrice

•             5 maggio 2014

Cagliari, terzo autospurgo incendiato nella sede di via Is Cornalias

•             26 giugno 2015

Incendio al deposito di Sestu: danni per oltre un milione di euro

•             31 maggio 2016

Incendio al depuratore di Olbia

•             29 ottobre 2016

Primo incendio nella sede di viale Diaz 116 a Cagliari

•             13 dicembre 2016

Secondo incendio nella sede di viale Diaz 116 a Cagliari.

L’occupazione “il paguro”continuerà a resistere,finchè possibile agli slacci dell’acqua.

Seguiranno aggiornamenti

 

 

 

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