Continua l’estate di tensioni all’interno delle carceri sarde

Qualche giorno prima di ferragosto è uscita la notizia che una prigioniera di Uta avrebbe dato fuoco a vari suppellettili all’interno della sua cella e – sempre i giornali – parlano del provvidenziale intervento delle guardie per scongiurare il peggio. Ovviamente non si trova traccia dei motivi che avrebbero spinto la donna ha compiere il gesto.

Di ieri invece la notizia di una rissa tra detenuta, sempre al carcere di Uta quindi sempre la stessa sezione, dalla quale a uscirne malconcia è stata la guardia che è intervenuta per separarle, pare addirittura che sia dovuta andare all’ospedale.

Da questo clima di tensione del carcere cagliaritano escono purtroppo quasi solo le lamentele dei sindacati di polizia, i prigionieri e le prigioniere tacciono, e anche quelli che non vorrebbero farlo sono messi in silenzio. Infatti è da mesi che a una nostra compagna viene rinnovata trimestralmente e senza motivazioni la censura, che ogni lettere un pò più interessante non le arriva o non arriva a noi. Così come un altro nostro compagno, sempre rinchiuso a Uta,  a cui da mesi stanno provando in ogni modo a spezzare la voglia di non piegarsi alle imposizioni di guardie e direttore; così viene spostato da una sezione all’altra, perquisizioni alla cella, rapporti per qualsiasi cosa, isolamento, problemi ai colloqui, ai pacchi e chi più ne ha ne metta.

Cercheremo di aggiornarvi.

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