5 novembre – Presidio all’Unione Sarda

Riceviamo e pubblichiamo:

GIU’ LE MANI DAI NOSTRI FIGLI
In riferimento all’articolo pubblicato dall’Unione Sarda in data 19 Settembre 2019 intitolato “Antimilitaristi? No. Terroristi”.
RISPONDIAMO:
Siamo persone, siamo o siamo stati lavoratrici, lavoratori. Siamo madri, siamo padri o tali ci sentiamo.
Siamo antimilitaristi.
Ci unisce il ripudio alla guerra, alle basi militari, alla fabbrica di bombe, alla distruzione dell’ambiente, alle diseguaglianze sociali e allo sfruttamento.
Abbiamo trasmesso questi valori ai nostri figli e alle nuove generazioni. Essi li hanno recepiti e affinati con la loro cultura, intelligenza ed esperienze personali.
Con loro portiamo avanti il nostro impegno politico e sociale utilizzando come strumento di lotta l’esercizio del diritto a manifestare il nostro dissenso.
Questo fondamentale diritto è continuamente eroso dal potere politico-economico che per vanificarlo utilizza tutti gli strumenti; dal divieto a manifestare nei luoghi contestati e comunicati dai dimostranti, alle prescrizioni assurde, sino ALLE DIFFAMAZIONI ed accuse infondate. Ci chiamano facinorosi, delinquenti, persone pericolose per la collettività. Contro di noi vengono emessi o minacciati provvedimenti limitativi della libertà applicando a loro discrezione “pene preventive” basate sui loro assurdi sospetti o piani di repressione. Le nostre manifestazioni contro la guerra, le basi e la fabbrica di bombe sono blindate con polizia schierata in tenuta antisommossa, con fastidiosi elicotteri che ronzano sopra le nostre teste; siamo fastidiosamente fotografati in lungo e largo, siamo provocati e alcune volte manganellati. E’ vero, ci è toccato assistere a tante scene di violenza, ed abbiamo constatato che essa proveniva DALL’ALTRA PARTE.
Negli ultimi anni hanno inasprito il loro operato, I LORO METODI REPRESSIVI, accanendosi in particolare verso le nuove generazioni nel tentativo di eliminare qualsiasi opposizione alle loro scelte scellerate. Apprendiamo dall’Unione Sarda del 19 settembre 2019 che l’ultima indagine sulle manifestazioni si è conclusa con l’individuazione di circa 50 indagati con accuse varie fino all’accusa di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico per 5 indagati.
L’obbediente stampa, in dispregio della presunzione di innocenza, ha diffuso ed amplificato la notizia inserendo in un articolo a tutta pagina nomi, età e residenza degli indagati.
Nei giorni successivi abbiamo appreso inoltre che per gli indagati di terrorismo ed eversione è stata richiesta la sorveglianza speciale.
Siamo turbati, indignati e fortemente preoccupati per la pericolosa deriva verso uno stato di polizia.
Ancora una volta esprimiamo solidarietà agli antimilitaristi indagati convinti che colpendo loro si voglia in realtà colpire tutto il movimento antimilitarista. Si è sicuri di essere nel giusto e, quindi, il nostro impegno continuerà con più vigore.
Per questo, COME PRIMO APPUNTAMENTO , TERREMO UN PRESIDIO, IL GIORNO 5 NOVEMBRE A PARTIRE DALLE ORE 16.00 DAVANTI ALLA SEDE DELL’UNIONE SARDA IN CAGLIARI.
Cagliari social Forum. Novembre 2019

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