Sabato 30 Novembre – Corteo: Dalla parte di chi lotta!

Sabato 30 novembre ore 15
Corteo dalla parte di chi lotta!
Piazza Giovanni XXIII

Dalla parte di chi lotta perché ciò che ci circonda continua a non andarci giù: guerre imperialiste, governi sempre più follemente securitari, proteste soppresse con la violenza dagli Stati, poveri sempre più emarginati nei quartieri e nelle carceri, arricchimento di pochi a discapito di molti, politiche di sfruttamento del pianeta che fanno i primi passi verso il punto di non ritorno, omologazione forzata della popolazione alle leggi di Stato e mercato.
In varie parti del pianeta queste imposizioni stanno trovando filo da torcere: sono numerosi i casi di ribellione, più o meno generalizzata. Dai combattenti del Kurdistan, che dopo aver dato vita all’esperienza rivoluzionaria del confederalismo democratico si trovano a difendersi dall’invasione turca, ai giovani di Hong Kong che si sono rivoltati contro la legge sull’estradizione, ai cileni che in questi giorni affrontano i militari strada per strada, fino alle barricate in Catalunya per la liberazione dei prigionieri politici,
passando per la Palestina dove da tanto tempo si difende il proprio territorio dall’invasione israeliana.
Tutti questi episodi, seppur diversi e geograficamente lontani tra loro, ci insegnano che  lottare contro le ingiustizie è possibile, e che solo da una rottura della sanguinosa  “normalità” può nascere qualcosa di diverso.

Anche la Sardegna è carica di esempi, nella sua storia il ruolo di colonia delle varie potenze che ne hanno devastato i territori e represso o comprato le genti che l’abitano ha lasciato delle tracce indelebili. Intere comunità spopolate, monti, pianure e mari devastati e inquinati, intere coste assalite dal turismo di massa, enormi porzioni di terra occupate da militari che si esercitano a uccidere e distruggere lasciando in cambio solo tumori e devastazione.
Sentirsi antimilitaristi, ora più che mai, significa perciò questo: lottare per un mondo libero da imposizioni, senza oppressori, potendo scegliere per la propria vita, comunità e territorio, senza dover subire prepotenze da chi vuole comandare.
Per questo ci sembra fondamentale ritrovare la gioia di lottare assieme, dando forza a ciò che ci accomuna nei percorsi di lotta, dando spazio alle varie pratiche che ci rappresentano, cercando complicità con chi subisce le angherie dei più forti.
Ed è per questo che ci sembra importante lottare nei territori in cui viviamo, perchè sono stracolmi di contraddizioni e violenze specifiche: liberandoci da esse daremo importanti contributi a tutta quella fetta di mondo che si batte per i medesimi obiettivi.

Per questo motivo in una giornata come questa vogliamo sentirci tutti e tutte  rivoluzionari curdi, giovani palestinesi, ribelli cileni e antimilitaristi sardi…
Vogliamo stare a fianco di tutti i 45 indagati nell’operazione Lince, che hanno   accompagnato tanti di noi nelle recenti lotte contro l’occupazione militare della  Sardegna dimostrando come “tanti modi, un’unica lotta” sia non solo uno slogan, ma una prassi incisiva e arricchente.
Vogliamo portare solidarietà ai 5 indagati per 270bis, già giudicati dai giornali nostrani come terroristi, sui quali pende la spada di Damocle della sorveglianza speciale in quanto persone desiderose di lottare per la libertà.

Le loro accuse non ci fermeranno, le sorveglianze non hanno nulla di speciale, noi dobbiamo essere più forti e la solidarietà è l’arma migliore per dimostrarlo.
Urliamo a gran voce da che parte stiamo.

Il 3 dicembre alle 9 inoltre invitiamo tutti e tutte ad essere presenti davanti al Tribunale in occasione dell’udienza per la sorveglianza speciale, per far sentire a chi ci vuole a testa china che nessuno di noi sarà mai solo.

Assemblea per l’Autodeterminazione
Kasteddu, autunno 2019

 

Chiamata in formato stampa: Dalla parte di chi lotta

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