Un contributo sul saluto al carcere di Uta del 22 agosto

Riceviamo e pubblichiamo:

Squarciare il silenzio che cinge le mura del carcere di Uta. Mostrare a chi affronta le pene della galera che non è da solo, che fuori dalle sbarre il mondo non scorre abbandonandolo alla sua sorte.

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Quale orgoglio? Lotta frocia contro fasci, sbirri e i loro alleati

Da macerie.org pubblichiamo un interessante comunicato sul Piemonte pride, che integra l’analisi di eterossesulità è potere testo diffuso all’ultimo Pride cagliaritano.

LOTTA FROCIA CONTRO FASCI, SBIRRI E I LORO ALLEATI

L’estate sta arrivando, e con essa, anche quest’anno la parata dei diritti LGBTTIQ, anche chiamata Piemonte Pride. Questo allegro e colorato “carnevale” (così come rivendicato nel manifesto del Pride 2018) vedrà sfilare un’accozzaglia variegata di soggetti: sbirri, elite della giunta pentastellata, promoter di saune gay e feste commerciali nonché sponsor di ogni tipo. Il tutto annacquato in una retorica pubblicitaria di supposta lotta. Continua a leggere

Inaugurazione della Caserma di Pratosardo

Domani a Nuoro verrà inaugurata la caserma di Pratosardo. Vi si accomoderanno 250 militari della Brigata Sassari, comandati dal generale Claudio Graziano. L’ennesimo avanzamento dell’occupazione militare della Sardegna è servito, ci sono voluti anni, e purtroppo non per l’opposizione di qualcuno, ma solo perchè i lavori sono sempre andati a rilento, ma da domani la mega caserma della periferia nuorese sarà lì, bella e attiva. Il motivo di un distaccamento così imponente di militari, in una zona totalmente priva ai fini strategici (apparenti) o addestrativi, va a confermare la mai troppo celata intenzione dello stato italiano di militarizzare tutte le zone della Sardegna, con un occhio particolare verso quelle dell’interno. Continua a leggere

Bruciate macchine di un finanziere

Apprendiamo dall’Unione Sarda che nei giorni scorsi un finanziere, residente a Sant’Elia, ha subito il secondo attacco incendiario a danno delle sue automobili nel giro di una settimana. Ora andrà al lavoro in pullman!

Nuovi sbirri nascono

A Monserrato un ragazzo riesce a rubare due paia di occhiali all’ottica Borriello ma mentre è in fuga alle sue spalle non trova le scontate guardie ma bensì dei clienti del negozio che lo fermano e lo consegnano nelle mani dei Carabinieri.

I giornali titolano con un tono di elogio l’intervento degli onesti cittadini.

Di questi tempi in cui la legalità è diventata un valore di cui rendersi fieri non resta che guardarsi le spalle non solo dalle guardie ma anche dagli aspiranti giustizieri.

SALUTO AL CARCERE

Il 22 Agosto, nonostante le intemperie e la pioggia di fulmini, un gruppo di circa trenta persone ha portato un colorito saluto ai detenuti e alle detenute del carcere di Uta, vicino Cagliari. Fuochi d’artificio, cori, materiale rumoroso hanno fatto da cornice ai brevi ma intensi momenti mirati ad accorciare, per almeno un attimo, la distanza tra dentro e fuori le mura detentive.

Qualche risposta da parte dei prigionieri è arrivata sino a noi con qualche grido.

Un piccolo segnale in un momento in cui qualche scintilla di fermento anima le carceri sarde.

Continua l’estate di tensioni all’interno delle carceri sarde

Qualche giorno prima di ferragosto è uscita la notizia che una prigioniera di Uta avrebbe dato fuoco a vari suppellettili all’interno della sua cella e – sempre i giornali – parlano del provvidenziale intervento delle guardie per scongiurare il peggio. Ovviamente non si trova traccia dei motivi che avrebbero spinto la donna ha compiere il gesto.

Di ieri invece la notizia di una rissa tra detenuta, sempre al carcere di Uta quindi sempre la stessa sezione, dalla quale a uscirne malconcia è stata la guardia che è intervenuta per separarle, pare addirittura che sia dovuta andare all’ospedale.

Da questo clima di tensione del carcere cagliaritano escono purtroppo quasi solo le lamentele dei sindacati di polizia, i prigionieri e le prigioniere tacciono, e anche quelli che non vorrebbero farlo sono messi in silenzio. Infatti è da mesi che a una nostra compagna viene rinnovata trimestralmente e senza motivazioni la censura, che ogni lettere un pò più interessante non le arriva o non arriva a noi. Così come un altro nostro compagno, sempre rinchiuso a Uta,  a cui da mesi stanno provando in ogni modo a spezzare la voglia di non piegarsi alle imposizioni di guardie e direttore; così viene spostato da una sezione all’altra, perquisizioni alla cella, rapporti per qualsiasi cosa, isolamento, problemi ai colloqui, ai pacchi e chi più ne ha ne metta.

Cercheremo di aggiornarvi.

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E’ uscito il primo numero di Nc’at Murigu

presentazione di ncat Murigupresentazione di ncat Murigu

Pubblicato l’opuscolo sulla RWM ‘Nessuno Scrupolo’

L’antimilitarismo non è solo uno dei modi più sinceri e diretti per esprimere solidarietà con chi viene massacrato in Paesi lontani. Lottare contro il comparto bellico-industriale è lottare contro i nostri stessi nemici, contro chi ci sfrutta, chi ci controlla e tenta di decidere delle nostre vite, chi distrugge il territorio in cui viviamo, chi cerca di creare un mondo a misura dei ricchi e dei potenti. Non stiamo parlando solo di remote organizzazioni internazionali, ma di aziende, basi militari, università, reti, muri, mezzi, persone con cui spesso condividiamo lo stesso territorio.

Provare a ostacolare la fabbricazione di ordigni non è impossibile. Secondo noi l’angolo di attacco più efficace è quello del profitto, nel senso di rendere la produzione meno agevole e quindi più costosa.

Peraltro agire sull’indotto della fabbrica permette ad ognuno di scegliere il tipo di intervento che più gli è congeniale. L’azione diretta in tanti o in pochi, di giorno o di notte, costituisce sempre e comunque un piccolo passo verso la liberazione dall’industria di guerra.

I nostri nemici, siano essi una fabbrica di morte o le ditte con essa complici, hanno sedi fatte di reti e cemento, possiedono veicoli e macchinari, impiegano decine di persone e vorrebbero salvaguardare un’immagine pubblica il più possibile edulcorata dagli orrori di cui sono responsabili.

Attaccarli è possibile, in molti modi, tanti quanti la fantasia di ognuno può immaginare.

Scarica l’opuscolo Nessuno Scrupolo, a cura di compagne e compagni di Cagliari.

Tensione nelle carceri sarde – AGGIORNATO –

Dai quotidiani locali apprendiamo due notizie relative ai due carceri maggiori sardi, ossia quello di Uta e quella di Bancali.

Da Uta abbiamo saputo di un prigioniero richiuso con l’accusa di terrorismo islamico che ha ingerito delle lame per farsi ricoverare e poi tentare la fuga, fuga che purtroppo è stata sventata dagli agenti di polizia penitenziaria che lo avevano in custodia.

A Bancali invece un detenuto ha sferrato un pugno a un secondino che addirittura si è fatto fare un tac per scongiurare gravi traumi cranici. Non si conoscono le cause di questa carezza, ma non dubitiamo che la guardia se la sia ampiamente meritata.

AGGIORNAMENTO:

da dentro ci giunge voce che la notizia riportata dall’Unione sarda e da noi ripresa circa il tentativo di evasione di un prigioniero tunisino sia falsa. Non tanto perchè il prigioniero non abbia provato a evadere, quanto perchè pare che prima e dopo il ricovero sia stato pestato selvaggiamente dalle guardie. Chi lo ha visto sia in ospedale sia al rientro in carcere non aveva dubbi sulla natura delle ferite, addirittura pare che avesse il volto ancora sanguinante. Ora è stato sottoposto al regime di 14 bis. Speriamo di avere altri aggiornamenti al più presto.