Sgombero all’Asilo occupato

Da stamattina prima dell’alba L’Asilo occupato di Torino di via Alessandria 12 è sotto sgombero, decine di cellulari della celere chiudono tutte le vie intorno.

Cinque compagni sono riusciti a salire sul tetto e resistono, insieme allo sgombero la procura di Torino sta notificando anche un 270bis per le lotte contro i CIE e i CPR, per adesso ci sono stati tre arresti (non si sa se eseguiti all’asilo o in altre abitazioni) e non si sa quanti altri mandati di cattura debbano essere portati a termine.

Perquisita anche l’occupazione di Corso Giulio Cesare e fermati gli occupanti trovati all’interno.

Caricato il presidio di solidarietà, fermati vari solidali.

Le notizie sono raccolte principalmente da radioblackout, connettetevi allo streaming per altri aggiornamenti.

Ecco il  tweet della sindaca Chiara Appendino: “In queste ore le forze dell’ordine stanno portando a termine un’operazione di pubblica sicurezza nei locali dell’Asilo occupato. Intervento più volte richiesto nel corso degli anni e lungamente atteso dalla Città e dai residenti di Aurora, un quartiere che chiede semplicemente un po’ di normalità. Ringrazio la questura e gli agenti”. Non merita commenti…ma lunga memoria, specialmente per quelli che credono ancora che i pentastellati siano molto diversi dai loro amici della Lega.

 

Per chi è interessato appuntamento alle 11 al magistero

Annunci

PUGNI ALLA FINANZA

Domenica 03/02/2019 durante uno dei controlli della Guardia di Finanza al mercato domenicale di piazza Trento un venditore non ci sta ad abbassare la testa e prende a pugni uno degli agenti intervenuti a sequestrare la merce.

Nelle ultime settimane diversi controlli della municipale e delle altre forze dell’ordine hanno dispensato sanzioni salate e sequestri delle merci ai danni di commercianti senza licenza.

Dietro la facciata della lotta all’abusivismo si cela però un aspetto figlio dei tempi.

Negli articoli di giornale si citano i commercianti “regolari” del mercato e della loro gioia rispetto al lavoro delle forze dell’ordine contro “abusivi e merce contraffatta”. L’aspetto triste di questa situazione è la guerra tra poveri che si scatena anche in situazioni come quelle dei mercati. Parlare di lotta tra lavoratori regolari o meno è quantomeno falso. Il mercato di piazza Trento ha una gestione tutta sua ed a nessuno vengono chieste licenze per vendere i propri oggetti, è solo una situazione in cui persone diverse cercano di svoltare una giornata e guadagnare qualche soldo, così ci sono i venditori paganti all’interno del piazzale e quelli che,non avendo trovato spazio o piu’ facilmente senza voglia di pagare chissa’ chi , preferiscono stare nelle vie circostanti.

Avvallato dal clima che si respira il razzismo si fa strada e scatena una guerra tra poveri, tra persone che si vivono lo stesso disagio in uno Stato che ti affama e che incentiva la delazione, mettendo uno contro l’altro gli sfruttati.

Piu’ volte sono arrivate le rimostranze di commecianti in “regola”contro chi vende senza licenza e senza pagare tasse, dagli esempi del mercato di via Quirra, al mercato di San Benedetto e così tra gli ambulanti agli angoli di strada si respira il disagio e la voglia di prevalere sugli altri, mors tua vita mea. Il problema di questa rabbia è che viene indirizzata male. Lo Stato è molto bravo a mettere gli uni contro gli altri, preferendo incatenare a regimi burocratici i cittadini e reprimendo chi non riesce a seguire le terribili trafile burocratiche per stare tra “i giusti”.

In un clima forcaiolo e legalitario quindi si scatena facilmente la delazione e l’attacco a chi ti fanno credere essere il nemico : migranti, cosiddetti abusivi insomma gli ultimi di questa società.

Sarebbe importante portare la rabbia contro il vero nemico e non affidarsi agli sbirri per risolvere i propri problemi ma fare fronte comune perchè gli sfruttatori abbiano vita breve

Il vero nemico è lo Stato che ci affama e reprime.

 

.8021ff45-c9d7-4202-8e25-6183de2d916d_large

 

Immagine

manifesto 12last

Immagine

INIZIATIVA CONTRO IL FASCIO-LEGHISMO

manifesto2(1)

SULLA RIVOLTA NEL CARCERE DI SPINI DI GARDOLO (TRENTO)

Qui sotto due testi, diffusi in città e fuori dal carcere durante i colloqui, sulla rivolta nel carcere di Spini di Gardolo (Trento).

Continua a leggere

Mandiamo via Salvini e polizia

 
riceviamo e diffondiamo :

Mercoledì 16 Gennaio Matteo Salvini ha tenuto un comizio elettorale al mercato cittadino di via della Musica a Quartu, in mezzo ad una folla numerosa e protetto dalle sue servizievoli guardie del corpo, rigorosamente in borghese per non farle sembrare tali.

Continua a leggere

AGGIORNAMENTI SUL NOSTRO COMPAGNO PASKA

“Confermo quanto detto, ma voglio un medico adeguato per quello che mi è
successo. Quando sono uscito dalla cella, è vero ho spinto l’agente che
era presente sul piano. Poi sceso all’ingresso ho spinto l’altro agente
che mi aspettava e che faceva parte della scorta.

Continua a leggere

Di Maio, bairindi tui puru!

Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 12 Gennaio il vice premier Luigi Di Maio ha tenuto a Cagliari, in piazza San Cosimo, un comizio in vista delle elezioni suppletive di domenica 20 Gennaio e le Regionali del 24 Febbraio. La notte prima qualche anonimo ha vergato per terra, proprio davanti a dove è stato montato il palco, una grossa scritta di colore bianco che recitava “Di Maio bairindi tui puru” e diverse altre scritte contro il governo giallo-verde e contro lo Stato. La notizia è stata resa pubblica dalla deputata pentastellata Manuela Corda, la quale ha definito gli autori delle scritte “ignobili delinquenti” e oltre ad aver invitato questi ultimi ad un dibattito democratico ha auspicato la loro individuazione da parte della polizia.

Ma che dibattito ci può essere con chi è complice della morte di centinaia di persone in mezzo al mare? 
Che dibattito ci può essere con chi ci promette una sicurezza fatta di poliziotti e telecamere ad ogni angolo?
Che dibattito ci può essere con chi governa ogni giorno le nostre vite?
Che Cagliari diventi una città sempre più ostile per i politici di ogni colore.
di-maio-bairindi-372x221

IL BRACCIO VIOLENTO DELLA LEGGE

La sera del giovedì 17 Gennaio, un trentenne di origine tunisina entra in un money transfer per spedire del denaro, venti euro, ma che vengono considerati falsi dal gestore che, dopo una discussione, chiama la polizia.

Il tunisino Arafette Arfaoui all’arrivo delle forze dell’ordine da in escandescenze, viene messo a terra ammanettato e gli vengono legati i piedi con una fune per non farlo scalciare, morirà poco dopo per arresto cardiaco.

Non puo’ che riaccendersi il ricordo di quanto successo poco tempo fa a Cagliari quando un ragazzo in stato confusionale si aggirava nel quartiere di Sant’avendrace e che all’arrivo dei carabinieri, allertati dagli abitanti, fuggiva senza successo e moriva dopo un attacco cardiaco tra le braccia delle divise.

Non ci interessano le ragioni per cui una persona spacciasse o no banconote false o o per cui un’altro fuggisse davanti agli sbirri, nè vogliamo premere sulla violenza poliziesca, il loro infame lavoro è già una dimostrazione di violenza di per se e non ha senso dilungarci oltre. L’accento sta nel fatto che le forze dell’ordine non siano certo un sinonimo di sicurezza quanto un pericolo.

La loro fama è ben nota e la loro presenza non puo’ che essere una fonte d’ansia si abbiano o no dei sensi di colpa.

Interpellare la ps per questo o per quello non è una pratica vincente ma al contrario molto pericolosa. La propensione all’infamia ed alla delazione a cui lo Stato cerca di abituarci non sono valori a cui rifarsi ma pratiche ignobili ed a farne le spese in questi casi sono state due persone che per rabbia ,spavento o paura ci hanno rimesso la pelle.

Delegare ai servi dello Stato la risoluzione di un problema gestibilissimo in prima persona serve solo a dar loro sempre piu’ carta bianca nel loro lavoro, assecondare le forze dell’ordine e legittimarne i comportamenti di fronte a chi non è omologato a questa società infame significa rendersi complice della morte di due persone anche se avvenuta per semplice paura. La violenza dello Stato non è solo nei manganelli ma nelle galere, nelle loro limitazioni alle nostre libertà e nella loro gestione dell’ordine pubblico.

Non possiamo continuare ad accettare questo nelle nostre strade, se non vogliamo che diventino le loro strade.

 

Tolta la censura a Madda

Abbiamo saputo solo oggi che il 20 dicembre dopo moltissimo tempo è stata finalmente tolta la censura epistolare a Madda, rimane una limitazione sul materiale di “editoria non ufficiale”…ciò che le sarà inviato sarà controllato dall’autorità competente che deciderà se farlo passare o meno.

Vabbè almeno è un passo.

Per chi volesse scriverle:

MADDALENA CALORE, C/O C.C. “E. SCALAS”, II STRADA OVEST Z.I. MACCHIAREDDU, 09010 UTA (CA)