Archivi del mese: febbraio 2012

ASSEMBLEA – URGENTE LUNEDI’ 27 FEBBRAIO

Da informa-azione.info:

“Questa mattina sono partiti i lavori di sgombero e demolizione della Cascina Clarea, iniseme al trasporto di materiale e all’esproprio dei terreni. Luca Abbà, resistente No Tav, alle 8.30 circa è salito su un traliccio per cercare di rallentare l’operazione industrial-militare. Un sbirro ha provato a farlo scendere, manovra assolutamente assassina, senza reti o altri strumenti di protezione. Luca dopo aver comunicato che non avrebbe desistito e anzi sarebbe salito più in alto ha preso una forte scarica elettrica ed è precipitato da diversi metri. La responsabilità delle forze dell’ordine è inconfutabile. Sbirri assassini!
Mentre Luca è stato elitrasportato al CTO di Torino, dopo quasi un’ora dall'”incidente” provocato dalle forze repressive, in Valle i lavori proseguono, partendo proprio dall’esproprio dei suoi terreni, circondati da muri di Jersey.”

 

 

Luca è ancora molto grave al cto di Torino, giungono voci di 105 blindati diretti in valle, e pare che le ruspe abbiano iniziato a lavorare.

vediamoci stasera per fare il punto della situazione.

 

PIAZZETTA SAN GIACOMO h 19 E 30.  PUNTUALI.


ORA E SEMPRE NOTAV

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Evasione di massa dal Cie di Trapani

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Venerdì 23 febbraio  c’è stata una grossa evasione dal Cie di Trapani. Da quel poco che siamo riusciti a sapere, tutto è cominciato con una sommossa. La polizia, dopo aver inizialmente tentato di sedare i rivoltosi con botte, idranti e lacrimogeni, si è infine ritirata. Da quel momento, i primi reclusi che sono usciti dalle sezioni hanno aperto le porte agli altri. Alla fine, pare che a scavalcare quelle orrende sbarre gialle ce l’abbiano fatta in sessanta.

La delegazione delle famiglie dei dispersi davanti all’ambasciata a Roma

Un articolo del Manifesto (18/02/2012) aggiorna sulle attività a Roma della delegazione della famiglie dei migranti tunisini dispersi.

Per una rassegna stampa completa, vai alla pagina della campagna Da una sponda all’altra: vite che contano

La delegazione delle famiglie dei migranti tunisini dispersi, in Italia ormai da 15 giorni, arriverà a Roma venerdì.

  • Venerdi 17 ore 14 presidio davanti all’ambasciata tunisina in Via Asmara 7 e incontro con l’Ambasciatore.
  • Sabato mattina CIE di Ponte Galeria e conferenza stampa.

Continua in Italia e in Tunisia la mobilitazione delle mamme e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi. La loro richiesta alle istituzioni italiane e tunisine rimane invariata: uno scambio delle impronte digitali dei loro figli, per sapere se siano arrivati in Italia.
E’ da circa un anno, ormai, che le famiglie chiedono di conoscere qualcosa sulla sorte dei loto figli, partiti verso l’Europa subito dopo la rivoluzione, e da tre mesi che si rivolgono a entrambi i paesi per chiedere lo scambio delle impronte, unico modo per sapere se siano arrivati in Italia e se siano all’interno di un sistema detentivo previsto dalle politiche di governo delle migrazioni dell’Italia e dell’Unione Europea. Ognuno frappone ostacoli burocratici e non può non venire il dubbio che dietro ci sia una trattativa più ampia tra italia e tunisia nel dopo ben ali.

Dall’Africa e dall’Europa ci sono donne e uomini che reagiscono al dolore chiedendo con forza che nessuno possa più scomparire così, in mare come nei Cie.

Come collettivo di donne italiane e tunisine che sostengono l’appello delle famiglie con la campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano” chiediamo a tutti e tutte di far sentire la propria solidarietà e di partecipare alle mobiltazioni.

Per ulteriori  info e aggiornamenti visita la pagina della campagna “da una sponda all’altra: vite che contano”

MONTI. RIAPRE IL CIE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

Il governo Monti riapre il Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Santa Maria Capua Vetere. L’ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio scorso, prevede la riattivazione del Centro nella ex caserma “Andolfato” fino al 31 dicembre 2012 con una capienza di 200 posti.
La struttura, che nello scorso anno trattenne gli immigrati provenienti dalla Tunisia e dalla Libia, fu aperta il 4 aprile e realizzata dalla protezione civile in soli tre giorni. Cento tende da sei e otto posti su un’area di quindicimila metri quadrati. Il campo venne trasformato in Cie il 21 aprile 2011, ma fu costretto a chiudere perché reso inagibile nella notte tra il 7 e 8 giugno 2011 in seguito ad una rivolta scoppiata all’interno della struttura.
Furono incendiate una diecina di tende. Negli scontri violenti rimasero feriti una ventina di persone tra poliziotti e immigrati. Il giorno dopo la rivolta, la Procura di Santa Maria Capua Vetere dispose il sequestro dei luoghi dove avvennero gli incidenti. Gli ultimi 90 immigrati ancora nel campo, vennero trasferiti verso altri centri del Sud Italia.