Archivi categoria: A foras

Antimilitarismo, qualche novità

Se anche l’autunno non sembra essere arrivato per le temperature estive che avvolgono la Sardegna, l’attività militare invece ha ripreso a girare a pieno regime.

La settimana scorsa un’importante esercitazione è stata svolta da vari corpi di militari nei cieli di Ales, l’obiettivo era la simulazione di recuperi di civili da contesti di alta insicurezza causata da insorgenze improvvise e violente. La consueta MareAperto svolge le sue operazioni nel quadrante meridionale del mare sardo e anche nei poligoni a terra si spara quasi ogni giorno, insomma se anche un pò più celata rispetto a qualche anno fa’, l’attività addestrativa non si ferma mai. Continua a leggere

Annunci

E’ uscito il numero 2 di NurKuntra

Dall’indice:

  • De sas galeras ne ‘eten sos baratros
  • complici e solidali
  • sabato 15 settembre la digos di Nuoro
  • la peste e i maiali
  • su porchittu orgolesu
  • lotta per la casa
  • storie di classe e di razzismo
  • il bracconaggio in Sardegna
  • eterosessualità è potere
  • interferometri e potere
  • la medicina popolare in Sardegna
  • c’era una volta una nazione
  • il singhiozzo
  • lezittima difesa

Per contatti e copie: nurkuntra@inventati.org Continua a leggere

Notizie dalla Trident Juncture 2018, 7 militari italiani feriti

Nel 2015 la Sardegna ebbe “l’onore” di ospitare l’importante esercitazione NATO, il 3 novembre un corteo a Teulada riuscì a bloccarla, superando le reti del poligono e invadendolo. Una delle più belle pagine dell’antimilitarismo sardo, o addirittura di quello europeo, degli ultimi decenni, purtroppo molto avari di grandi giornate di lotta. In questo momento la TJ18 si sta svolgendo in Norvegia. Ecco un pò di notizie: Continua a leggere

Comunicato di uno degli inquisiti di 270 bis

Sabato 15 Settembre 2018 la digos di Nuoro si é presentata a casa mia con un decreto di perquisizione locale e personale per il reato di cui all’art.270 bis c.p., commesso a Nuoro e in Siria dall’Agosto 2017 a tutt’oggi. Mi son stati portati via computer, pen drive, un quaderno di appunti, tre libri, cd e foto.

Ad oggi non ho particolari notizie, se non che questa inchiesta andava avanti da diverso tempo, con intercettazioni ambientali e pedinamenti.

Perchè questo intervento della magistratura avviene in Sardegna e perchè ora?

Si vuole colpire la solidarietà internazionale? I movimenti sociali in Sardegna?

Non sono ancora chiare quali, dicibili o indicibili, siano le motivazioni del p.m. Danilo Tronci.

Alla base della tesi accusatoria vi è l’accusa di aver in qualche modo fatto parte delle Ypg, che sarebbero una costola del Pkk, considerata organizzazione terroristica dagli stati occidentali.

Chiaramente è un interpretazione grossolana e ignorante, o semplicemente di comodo, pare copiata pari pari da qualche dichiarazione del governo turco.

In medio oriente è da anni in corso una lotta brutale, in cui sono inseriti a pieno titolo gli interessi geopolitici ed economici dello stato italiano e degli alleati.

Le popolazioni della Siria del Nord esposte all’attacco delle milizie Jihadiste e di diversi eserciti “regolari”, hanno due scelte, fuggire in un qualche campo profughi in attesa di tentare di arrivare in Europa o resistere. Nascono cosi le YPG unità di difesa del popolo, dall’auto organizzazione delle popolazioni e dalla volontà di difendere le conquiste sociali della rivoluzione. Rivoluzione sempre minacciata dai suoi vicini autoritari, che la soffocherebbero volentieri nel sangue. Alimentando poi quel flusso di profughi che in Europa viene cavalcato per produrre svolte sempre piu’ autoritarie.

Secondo il ragionamento di questo magistrato difendere le proprie case e la popolazione civile dagli attacchi dei peggiori tagliagole del medio oriente è terrorismo, per me è resistenza nel senso più nobile del termine. E’ dovere e interesse nostro, nonostante tutti i nostri e i loro limiti, sostenere questa resistenza.

Sottostare a dittature fascistoidi, laiche o integraliste che siano, o liberare le energie sociali e prendere in mano il proprio destino, questa è la sfida che stanno affrontando le popolazioni della Siria del Nord e di tutto il medio oriente, pensare che tutto questo non ci riguardi è miope e pericoloso.

Scontato da parte mia risulta esprimere piena e incondizionata solidarietà alle popolazioni colpite dalla guerra, ai migranti, a chi è in lotta contro tutto questo e chiaramente agli altri inquisiti in questa inchiesta.

E’ da sempre legittima la lotta di chi cerca di liberare se stesso e la società in cui vive, sia essa in medio oriente o al centro del mediterraneo, le scelte dei mezzi sono dettate dalle necessità della lotta. Le distinzioni tra buoni e cattivi elaborate dal potere di turno e da chi lo sostiene, sono funzionali solo a coprire ipocrisie e colpire i nemici.

Non dimentichiamolo mai

Terrorista è da sempre lo stato.

Uno degli inquisiti

La guerra non si ferma mai

Sabato 6 ottobre, ore 6 e 50, s.s. 131, una motrice di Lucianu trasporta un container DSV, è la guerra che si muove sulle strade sarde, anche un sabato mattina.

Per chi non lo sapesse DSV è la multinazionale dei trasporti danese proprietaria della Saima Avandero, titolare dell’appalto del ministero della difesa per il trasporto di armi e esplosivi per l’esercito italiano e industrie private, Lucianu è l’unica ditta di trasporti presente in Sardegna ad avere le autorizzazioni per il trasporto di materiali pericolosi quali gli esplosivi.

Il tir con tutta probabilità era diretto nel sulcis a Domusbombas, purtroppo continuano ad arrivare in ritardo le notizie dei trasporti delle bombe o dei materiali che servono per assemblarle. Non per questo ci arrenderemo all’idea che fermare chi vive di guerra è non solo possibile ma necessario.

ATTACCHIAMO TUTTI I COMPLICI DELLA GUERRA

STOP RWM

SOLIDARIETA’ CON I COMPAGNI ACCUSATI DI 270 BIS

Il 15 Settembre il DDAT del tribunale di Cagliari ha fatto scattatare un’operazione di “antiterrorismo” fra Cagliari e Nuoro.

Perquisizioni e sequestri di passaporti e materiale vario per chi a detta degli sbirri sarebbe un cosiddetto foreign fighter e coloro che sono indagati come complici.

L’accusa è quella di essere andati a combattere in Kurdistan nelle file dell’YPG, le unità di protezione del popolo curdo, poco importa se il nemico principale contro cui queste combattono sia l’ISIS, il problema per sbirri e magistrati nostrani è che il PKK è inserito nella lista nera dei gruppi terroristici e l’YPG venga visto come una costola di esso. Quindi terroristi.

Al di fuori delle accuse e delle speculazioni intellettuali della repressione, quello che ci interessa notare è che in seguito a questa indagine si sia palesata la volontà di accusare i compagni indagati secondo l’articolo 270-bis del codice penale: associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Una vecchia conoscenza per i compagni sardi e non.

Le costruzioni degli organi repressivi sono sempre altisonanti e fantasiose ma la pesantezza di un’accusa del genere significa ben altro.

La lotta che da anni viene portata avanti in Kurdistan è una delle esperienze più interessanti esistenti al mondo, seppur fra mille difficoltà e contraddizioni è un tentativo reale di opposizione al capitalismo e alle logiche di potere e mercato degli stati occidentali e mediorientali, fatto di guerriglia e autogestione.

Un’indagine fatta con questi presupposti è palesemente un deterrente per chi volesse intraprendere la stessa strada, un’intimidazione verso chi si stava organizzando per partire, un chiaro attacco alla solidarietà internazionale che da sempre è un nemico scomodo per gli sfruttatori.

Una volta di più si conferma come non conta tanto quello che fai, ma quello che pensi. La guerra al terrorismo dell’ISIS va bene solo se la fai con una mimetica di un esercito regolare, se fai parte di una milizia autorganizzata di una nazione non riconosciuta sei anche tu un terrorista, un nemico da reprimere, questo è il significato delle indagini di ieri.

Un simile attacco a chi porta la solidarietà, non solo con parole, ad una causa che ritiene giusta, mettendo a rischio la propria vita e mettendo in discussione gli aspetti della propria vita, non puo’ che suscitare la nostra rabbia.

Rispondere a questi attacchi significa far sentire la nostra vicinanza a chi viene colpito dalla repressione e costruire una solidarietà sempre più forte.

Solidarietà ai compagni accusati di 270-bis. Odio contro la repressione e lo sfruttamento in ogni loro forma.

    Cassa antirepressione sarda

Tre perquisizioni e indagine per 270 bis per tre compagni sardi accusati di aver militato nelle file dell’YPG

Ieri mattina sono scattate le perquisizioni nelle abitazioni di due compagni, un terzo pare che sia stato raggiunto solo in serata, l’obbiettivo di tale manovra era il sequestro dei passaporti, dei telefoni e la notifica di un indagine a loro carico di 270bis, cioè associazione sovversiva con finalità di terrorismo.  Continua a leggere

Dieci giorni di mobilitazione contro le frontiere

Appello a dieci giorni di mobilitazione contro frontiere e razzismo di Stato in occasione del processo per i fatti del Brennero

Il 12 ottobre, presso il tribunale di Bolzano, comincerà il processo contro 63 imputati e imputate per la manifestazione Abbattere le frontiere tenutasi al Brennero il 7 maggio 2016. Si tratta del primo troncone giudiziario, a cui ne seguirà un altro con altrettanti imputati. Nel frattempo, gli arrestati durante il corteo del 2016 a cui è stato fatto il processo d’appello si sono visti confermare la condanna a un anno e due mesi. Continua a leggere

Fincantieri compra Vitrociset !!!AGGIORNATO!!! VITROCISET PASSA A LEONARDO

Qualche settimana fa è stato perfezionato l’acquisto da parte di Fincantieri della Vitrociset. Negli ambiti della finanza si parlava da mesi di questo possibile scenario, una trattativa complessa in concorrenza con altri colossi dell’industria duale, che si è conclusa vittoriosamente per la società dell’ad Giuseppe Bono in compartecipazione con Mer Mec. Continua a leggere

NUOVE PROPOSTE, VECCHI INTERESSI

La regione Sardegna annuncia di aver presentato una proposta al nuovo governo circa la creazione, preferibilmente nell’aeroporto militare di Decimomannu orfano dei tedeschi, di una International Flight Training School per addestrare i piloti militari con sistemi tecnologicamente innovativi. Continua a leggere