Archivi del mese: ottobre 2013

VIRILITA’ A RISCHIO

Nel carcere di Bancali durante una rissa tra detenuti , un secondino ha preso un calcio nei genitali mentre cercava di sedare la lite. Il sindacato di polizia penitenziaria, nella figura del suo segretario, ci tiene a far uscire la notizia rimarcando che le situazioni critiche dell’organico sono tali da favorire episodi di questo tipo. La guardia che ha messo in gioco la sua virilità ora puo’ diventare un simbolo di una categoria letteralmente presa per le palle. Chissà se nei corsi di addestramento qualcuno, insegnante illuminato, gli avrà mai detto che tra moglie e marito è meglio non mettere il dito. Al di fuori di calci nei testicoli e’ da rimarcare come i secondini tengano a rimarcare i LORO problemi come al di fuori del contesto carcerario come se si trattasse di un normale posto di lavoro. Il carcere non dimentichiamolo e’ tortura ed un calcio nelle palle è il minimo per chi e’ complice e gestore delle torture.

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Aggiornamento sul processo ai 5 attivisti per la vicenda Turri

Con più di dieci giorni di ritardo ecco un veloce aggiornamento su quanto avvenuto in tribunale il 16 mattina.

Ha testimoniato una delle due persone chiamate dalla difesa, è stata fatta una ricostruzione storica dei fatti e del clima creato dalla situazione e dalla stampa. Ma la nota che vale più la pena segnalare è che a metà udienza il dott. Turri è scattato in piedi rosso di rabbia urlando che non era possibile che questo processo si stesse trasformando in un altro, il quarto, processo contro di lui. Al che il giudice lo ha prontamente fatto allontanare dall’aula…

IL PROCESSO RIPRENDERA’ IL 27 NOVEMBRE ALLE 9.00

IL PROCESSO E’ PUBBLICO E UNA PRESENZA SOLIDALE E’ IMPORTANTE

 

Carcere di Uta, tra conferme e misteri

da Castedduonline:

“E’ prevista per giovedì 31 ottobre la prima consegna al Ministero della Giustizia dei padiglioni del Villaggio Penitenziario di Uta, nell’area industriale di Cagliari-Macchiareddu. Da quel momento il Ministero delle Infrastrutture declinerà le responsabilità sugli edifici sui quali vigilerà la Polizia Penitenziaria. Inizierà così la nuova era della detenzione oltre le mura di Buoncammino”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, sottolineando che “la consegna degli immobili non coincide però con la loro disponibilità”.
“Il Villaggio Penitenziario non è ancora agibile – evidenzia Caligaris – in quanto diverse strutture, come la caserma e la mensa degli Agenti, non sono ancora  completati e saranno necessari ancora alcuni mesi di lavoro prima di poterlo considerare terminato. Non si comprende quindi perché il Ministero delle Infrastrutture abbia consegnato solo una parte degli edifici peraltro privi di collaudo”.
“E’ tuttavia ragionevole ritenere che il passaggio di consegne sia soprattutto legato – rileva la presidente di SdR  – all’esigenza di garantire una costante sicurezza. Gli Agenti infatti dovranno assicurare giorno e notte il controllo effettuando i turni di guardia sulle mura di cinta. Nelle scorse settimane del resto sono stati assegnati al nuovo carcere di Cagliari una quarantina di Agenti per rafforzare l’organico che nel Villaggio Penitenziario saranno circa 350, 150 in più rispetto a quelli attualmente a Buoncammino. L’organizzazione del lavoro determinerà anche la necessità di disporre di un Comandante e di due Vice. Resterà invece immutato il numero degli educatori nonostante quello dei detenuti sia destinato ad aumentare”.
“Il trasferimento nel “Villaggio Penitenziario” dei  cittadini privati della libertà avverrà probabilmente nella prossima primavera anche se nel frattempo dovrà essere chiarito quale sarà il destino dei detenuti dell’alta sicurezza che rischiano da un giorno all’altro di dover lasciare Buoncammino nonostante stiano seguendo terapie prenotate da molto tempo o abbiano necessità di effettuare visite per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità o infine stiano seguendo percorsi rieducativi importanti. Il trasferimento metterà a dura prova anche la continuità dell’impegno dei volontari. La distanza da Cagliari comporterà un dispendio di tempo, energie e denaro che non tutti saranno in grado di sostenere annullando in molti casi la possibilità per i detenuti di effettuare colloqui o ottenere un aiuto per impellenti necessità. L’impegno dei volontari abbraccia anche i familiari in occasione dei colloqui che, per decisione del DAP, saranno quotidiani, ai quali viene fornita assistenza prima dell’ingresso al “Villaggio” ancora ubicato in una landa deserta e di non facile raggiungimento dal centro della città.

“E’ prevista per giovedì 31 ottobre la prima consegna al Ministero della Giustizia dei padiglioni del Villaggio Penitenziario di Uta, nell’area industriale di Cagliari-Macchiareddu. Da quel momento il Ministero delle Infrastrutture declinerà le responsabilità sugli edifici sui quali vigilerà la Polizia Penitenziaria. Inizierà così la nuova era della detenzione oltre le mura di Buoncammino”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, sottolineando che “la consegna degli immobili non coincide però con la loro disponibilità”.

“Il Villaggio Penitenziario non è ancora agibile – evidenzia Caligaris – in quanto diverse strutture, come la caserma e la mensa degli Agenti, non sono ancora  completati e saranno necessari ancora alcuni mesi di lavoro prima di poterlo considerare terminato. Non si comprende quindi perché il Ministero delle Infrastrutture abbia consegnato solo una parte degli edifici peraltro privi di collaudo”.

“E’ tuttavia ragionevole ritenere che il passaggio di consegne sia soprattutto legato – rileva la presidente di SdR  – all’esigenza di garantire una costante sicurezza. Gli Agenti infatti dovranno assicurare giorno e notte il controllo effettuando i turni di guardia sulle mura di cinta. Nelle scorse settimane del resto sono stati assegnati al nuovo carcere di Cagliari una quarantina di Agenti per rafforzare l’organico che nel Villaggio Penitenziario saranno circa 350, 150 in più rispetto a quelli attualmente a Buoncammino. L’organizzazione del lavoro determinerà anche la necessità di disporre di un Comandante e di due Vice. Resterà invece immutato il numero degli educatori nonostante quello dei detenuti sia destinato ad aumentare”.

“Il trasferimento nel “Villaggio Penitenziario” dei  cittadini privati della libertà avverrà probabilmente nella prossima primavera anche se nel frattempo dovrà essere chiarito quale sarà il destino dei detenuti dell’alta sicurezza che rischiano da un giorno all’altro di dover lasciare Buoncammino nonostante stiano seguendo terapie prenotate da molto tempo o abbiano necessità di effettuare visite per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità o infine stiano seguendo percorsi rieducativi importanti. Il trasferimento metterà a dura prova anche la continuità dell’impegno dei volontari. La distanza da Cagliari comporterà un dispendio di tempo, energie e denaro che non tutti saranno in grado di sostenere annullando in molti casi la possibilità per i detenuti di effettuare colloqui o ottenere un aiuto per impellenti necessità. L’impegno dei volontari abbraccia anche i familiari in occasione dei colloqui che, per decisione del DAP, saranno quotidiani, ai quali viene fornita assistenza prima dell’ingresso al “Villaggio” ancora ubicato in una landa deserta e di non facile raggiungimento dal centro della città.

– See more at: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/10316/carcere-uta-prima-consegna-ma-e-polemica-edifici-senza-collaudo.html#sthash.vLCFNFw2.dpuf

“E’ prevista per giovedì 31 ottobre la prima consegna al Ministero della Giustizia dei padiglioni del Villaggio Penitenziario di Uta, nell’area industriale di Cagliari-Macchiareddu. Da quel momento il Ministero delle Infrastrutture declinerà le responsabilità sugli edifici sui quali vigilerà la Polizia Penitenziaria. Inizierà così la nuova era della detenzione oltre le mura di Buoncammino”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, sottolineando che “la consegna degli immobili non coincide però con la loro disponibilità”.

“Il Villaggio Penitenziario non è ancora agibile – evidenzia Caligaris – in quanto diverse strutture, come la caserma e la mensa degli Agenti, non sono ancora  completati e saranno necessari ancora alcuni mesi di lavoro prima di poterlo considerare terminato. Non si comprende quindi perché il Ministero delle Infrastrutture abbia consegnato solo una parte degli edifici peraltro privi di collaudo”.

“E’ tuttavia ragionevole ritenere che il passaggio di consegne sia soprattutto legato – rileva la presidente di SdR  – all’esigenza di garantire una costante sicurezza. Gli Agenti infatti dovranno assicurare giorno e notte il controllo effettuando i turni di guardia sulle mura di cinta. Nelle scorse settimane del resto sono stati assegnati al nuovo carcere di Cagliari una quarantina di Agenti per rafforzare l’organico che nel Villaggio Penitenziario saranno circa 350, 150 in più rispetto a quelli attualmente a Buoncammino. L’organizzazione del lavoro determinerà anche la necessità di disporre di un Comandante e di due Vice. Resterà invece immutato il numero degli educatori nonostante quello dei detenuti sia destinato ad aumentare”.

“Il trasferimento nel “Villaggio Penitenziario” dei  cittadini privati della libertà avverrà probabilmente nella prossima primavera anche se nel frattempo dovrà essere chiarito quale sarà il destino dei detenuti dell’alta sicurezza che rischiano da un giorno all’altro di dover lasciare Buoncammino nonostante stiano seguendo terapie prenotate da molto tempo o abbiano necessità di effettuare visite per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità o infine stiano seguendo percorsi rieducativi importanti. Il trasferimento metterà a dura prova anche la continuità dell’impegno dei volontari. La distanza da Cagliari comporterà un dispendio di tempo, energie e denaro che non tutti saranno in grado di sostenere annullando in molti casi la possibilità per i detenuti di effettuare colloqui o ottenere un aiuto per impellenti necessità. L’impegno dei volontari abbraccia anche i familiari in occasione dei colloqui che, per decisione del DAP, saranno quotidiani, ai quali viene fornita assistenza prima dell’ingresso al “Villaggio” ancora ubicato in una landa deserta e di non facile raggiungimento dal centro della città.

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“Il Villaggio Penitenziario non è ancora agibile – evidenzia Caligaris – in quanto diverse strutture, come la caserma e la mensa degli Agenti, non sono ancora  completati e saranno necessari ancora alcuni mesi di lavoro prima di poterlo considerare terminato. Non si comprende quindi perché il Ministero delle Infrastrutture abbia consegnato solo una parte degli edifici peraltro privi di collaudo”.

“E’ tuttavia ragionevole ritenere che il passaggio di consegne sia soprattutto legato – rileva la presidente di SdR  – all’esigenza di garantire una costante sicurezza. Gli Agenti infatti dovranno assicurare giorno e notte il controllo effettuando i turni di guardia sulle mura di cinta. Nelle scorse settimane del resto sono stati assegnati al nuovo carcere di Cagliari una quarantina di Agenti per rafforzare l’organico che nel Villaggio Penitenziario saranno circa 350, 150 in più rispetto a quelli attualmente a Buoncammino. L’organizzazione del lavoro determinerà anche la necessità di disporre di un Comandante e di due Vice. Resterà invece immutato il numero degli educatori nonostante quello dei detenuti sia destinato ad aumentare”.

“Il trasferimento nel “Villaggio Penitenziario” dei  cittadini privati della libertà avverrà probabilmente nella prossima primavera anche se nel frattempo dovrà essere chiarito quale sarà il destino dei detenuti dell’alta sicurezza che rischiano da un giorno all’altro di dover lasciare Buoncammino nonostante stiano seguendo terapie prenotate da molto tempo o abbiano necessità di effettuare visite per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità o infine stiano seguendo percorsi rieducativi importanti. Il trasferimento metterà a dura prova anche la continuità dell’impegno dei volontari. La distanza da Cagliari comporterà un dispendio di tempo, energie e denaro che non tutti saranno in grado di sostenere annullando in molti casi la possibilità per i detenuti di effettuare colloqui o ottenere un aiuto per impellenti necessità. L’impegno dei volontari abbraccia anche i familiari in occasione dei colloqui che, per decisione del DAP, saranno quotidiani, ai quali viene fornita assistenza prima dell’ingresso al “Villaggio” ancora ubicato in una landa deserta e di non facile raggiungimento dal centro della città.

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“Il Villaggio Penitenziario non è ancora agibile – evidenzia Caligaris – in quanto diverse strutture, come la caserma e la mensa degli Agenti, non sono ancora  completati e saranno necessari ancora alcuni mesi di lavoro prima di poterlo considerare terminato. Non si comprende quindi perché il Ministero delle Infrastrutture abbia consegnato solo una parte degli edifici peraltro privi di collaudo”.

“E’ tuttavia ragionevole ritenere che il passaggio di consegne sia soprattutto legato – rileva la presidente di SdR  – all’esigenza di garantire una costante sicurezza. Gli Agenti infatti dovranno assicurare giorno e notte il controllo effettuando i turni di guardia sulle mura di cinta. Nelle scorse settimane del resto sono stati assegnati al nuovo carcere di Cagliari una quarantina di Agenti per rafforzare l’organico che nel Villaggio Penitenziario saranno circa 350, 150 in più rispetto a quelli attualmente a Buoncammino. L’organizzazione del lavoro determinerà anche la necessità di disporre di un Comandante e di due Vice. Resterà invece immutato il numero degli educatori nonostante quello dei detenuti sia destinato ad aumentare”.

“Il trasferimento nel “Villaggio Penitenziario” dei  cittadini privati della libertà avverrà probabilmente nella prossima primavera anche se nel frattempo dovrà essere chiarito quale sarà il destino dei detenuti dell’alta sicurezza che rischiano da un giorno all’altro di dover lasciare Buoncammino nonostante stiano seguendo terapie prenotate da molto tempo o abbiano necessità di effettuare visite per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità o infine stiano seguendo percorsi rieducativi importanti. Il trasferimento metterà a dura prova anche la continuità dell’impegno dei volontari. La distanza da Cagliari comporterà un dispendio di tempo, energie e denaro che non tutti saranno in grado di sostenere annullando in molti casi la possibilità per i detenuti di effettuare colloqui o ottenere un aiuto per impellenti necessità. L’impegno dei volontari abbraccia anche i familiari in occasione dei colloqui che, per decisione del DAP, saranno quotidiani, ai quali viene fornita assistenza prima dell’ingresso al “Villaggio” ancora ubicato in una landa deserta e di non facile raggiungimento dal centro della città.

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“Il Villaggio Penitenziario non è ancora agibile – evidenzia Caligaris – in quanto diverse strutture, come la caserma e la mensa degli Agenti, non sono ancora  completati e saranno necessari ancora alcuni mesi di lavoro prima di poterlo considerare terminato. Non si comprende quindi perché il Ministero delle Infrastrutture abbia consegnato solo una parte degli edifici peraltro privi di collaudo”.

“E’ tuttavia ragionevole ritenere che il passaggio di consegne sia soprattutto legato – rileva la presidente di SdR  – all’esigenza di garantire una costante sicurezza. Gli Agenti infatti dovranno assicurare giorno e notte il controllo effettuando i turni di guardia sulle mura di cinta. Nelle scorse settimane del resto sono stati assegnati al nuovo carcere di Cagliari una quarantina di Agenti per rafforzare l’organico che nel Villaggio Penitenziario saranno circa 350, 150 in più rispetto a quelli attualmente a Buoncammino. L’organizzazione del lavoro determinerà anche la necessità di disporre di un Comandante e di due Vice. Resterà invece immutato il numero degli educatori nonostante quello dei detenuti sia destinato ad aumentare”.

“Il trasferimento nel “Villaggio Penitenziario” dei  cittadini privati della libertà avverrà probabilmente nella prossima primavera anche se nel frattempo dovrà essere chiarito quale sarà il destino dei detenuti dell’alta sicurezza che rischiano da un giorno all’altro di dover lasciare Buoncammino nonostante stiano seguendo terapie prenotate da molto tempo o abbiano necessità di effettuare visite per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità o infine stiano seguendo percorsi rieducativi importanti. Il trasferimento metterà a dura prova anche la continuità dell’impegno dei volontari. La distanza da Cagliari comporterà un dispendio di tempo, energie e denaro che non tutti saranno in grado di sostenere annullando in molti casi la possibilità per i detenuti di effettuare colloqui o ottenere un aiuto per impellenti necessità. L’impegno dei volontari abbraccia anche i familiari in occasione dei colloqui che, per decisione del DAP, saranno quotidiani, ai quali viene fornita assistenza prima dell’ingresso al “Villaggio” ancora ubicato in una landa deserta e di non facile raggiungimento dal centro della città.

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ping pong e una fetta di salame

da Cagliaripad:

Ottavio Crobeddu, 38enne di Nuxis è stato arrestato ieri a mezzanotte. I  carabinieri della stazione del paese, lo hanno tratto in arresto in flagranza del reato di danneggiamento. Crobeddu, poco prima, in via Cagliari, nei pressi della stazione dei carabinieri, aveva squarciato con un coltello la gomma anteriore sinistra di una Nissan Quasquai, di proprietà di un carabiniere.

L’uomo nella circostanza resta ferito ad un dito, lasciando evidenti tracce di sangue sul posto. E viene così incastrato proprio grazie al sangue e alle immagini registrate dalle telecamere. A casa sua veniva rinvenuto un coltello “a scatto”, macchiato di sangue, arma sottoposta a sequestro. Trattenuto presso le camere di sicurezza della compagnia di Carbonia, oggi sarà sottoposto a giudizio direttissimo presso il tribunale ordinario di Cagliari

Arrestato il proff complice delle evasioni?

Alghero, tentativo di evasione da carcere

Un docente complice dei tre albanesi

Approfittando della sua professione all’interno del carcere di Alghero avrebbe fornito a tre detenuti albanesi gli attrezzi per tentare di evadere.

Per questo un docente algherese, Giovanni Pirisi, di 42 anni, è stato arrestato dagli agenti del Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale e del Commissariato della città catalana, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.

Le accuse sono quelle di aver tentato di procurare l’evasione e di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il 14 gennaio 2013 tre albanesi, di 30, di 26 e di 47, erano stati sorpresi dalla Polizia Penitenziaria durante un tentativo di evasione dall’istituto di Alghero.

I tre erano stati bloccati sulle mura di cinta della struttura carceraria mentre si accingevano a scendere con l’ausilio di una corda di fortuna. Dopo il tentativo di evasione gli inquirenti, con il coordinamento del pm Elisa Loris, avevano avviato le indagini. I detenuti erano riusciti a forzare le sbarre di sicurezza della cella avvalendosi di arnesi da scasso ed acidi.

Varcate le mura dell’istituto un complice li avrebbe trasportati con un’auto. Nella ricerca dell’anello di congiunzione fra gli strumenti usati per il tentativo di fuga ed il suo fornitore, le indagini hanno consentito di risalire a Pirisi, docente in un istituto scolastico cittadino e nella struttura carceraria.

L’insegnante, sfruttando la propria posizione, dietro compenso pattuito con un complice esterno alla struttura penitenziaria, aveva introdotto in carcere gli strumenti necessari per mettere in atto l’evasione. Il docente questa mattina è stato accompagnato nel carcere di Sassari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Martedì 22 ottobre 2013 13:04

Da L’unione Sarda

“Oristano? Cayenna di Stato” In arrivo nel carcere mafiosi e camorristi

Giovedì arriveranno altri 60 detenuti in regime di alta sicurezza, 43 sono già arrivati nei giorni scorsi.

A Massama, vicino a Oristano, ci sono già 165 persone rinchiuse nel nuovo carcere. Il numero è destinato a crescere.

“Centotrentadue tra camorristi, mafiosi, trafficanti internazionali di droga sono sbarcati nelle ultime ore da un volo charter Blue Panorama atterrato all’aeroporto di Cagliari Elmas diretti ad Oristano, Nuoro e Tempio”, ha denunciato Mauro Pili, ex Pdl ora gruppo Misto, in una interrogazione al ministro della Giustizia in cui ribadisce che la Sardegna non può trasformarsi in “cayenna di Stato” e rilancia l’allarme per gli organici già al collasso degli agenti penitenziari.

“Un nuovo blitz – sottolinea il parlamentare sardo – è previsto per giovedì, con altri 30 detenuti in arrivo, provenienti dalle carceri delle altre regioni italiane”. “Per la Sardegna – insiste Pili – è un rischio senza precedenti di infiltrazioni delle più pericolose organizzazioni malavitose, da quelle mafiose a quelle camorristiche, sino alle organizzazioni internazionali di traffico di droga. Bisogna fermare questo nefasto utilizzo delle carceri sarde con le buone o con le cattive. Non si può pensare al sistema carcerario dell’Isola come contenitore delle criminalità più pericolose e fare della Sardegna una vera e propria discarica delinquenziale”.

Da L’Unione Sarda di oggi 21 ottobre

Decreto penale di condanna per chi denuncia i maltrattamenti e lo sfruttamento sugli animali

Nell’estate di due anni fa, in pieno centro a Cagliari, ha cominciato a farsi notare una “carrozza” che porta fino a 20 turisti in giro per una città tutta salite e discese ripidissime, carrozzone trainato da due cavalli sull’asfalto (il che è già un maltrattamento di per sé) per ore e ore su è giù, e in più facendo avanti e indietro da Quartu S. Elena, dove la premiata ditta “Carrozza Service snc” risiede.
Alcune antispeciste e attiviste per la liberazione animale sono intervenute alla “stazione di posta” con dei volantini che denunciavano la situazione invitando i turisti a non farsi complici dello sfruttamento e a visitare la città a piedi e con altri mezzi.
Le attiviste, fermate e identificate almeno 5 volte in un paio d’ore da tutte le forze dell’ordine esistenti e dopo un maldestro tentativo della titolare di strappar loro i volantini di mano, con insulti sessisti pesantissimi da parte di un altro componente della cricca, sono state denunciate per diffamazione.
Dopo due anni arriva ora l’ormai usuale “decreto penale di condanna” che ingiunge loro di pagare 300 euro a testa!

Non avranno un centesimo e non sarà certo a colpi di decreti penali che chiuderanno la bocca a chi denuncia lo sfruttamento e l’abuso nei confronti dei più deboli, siano essi animali umani o non umani.

carrozza

Ma non c’era il fascino della divisa?

“Disoccupato perchè sbirro” questo il titolo di un articolo speciale di Repubblica.  In poche parole, riassumendo all’osso, in Italia ci sarebbero circa 7000 ex ausiliari dei carabinbieri che non trovano più lavoro per la loro appartenenza al corpo. L’articolo mira ovviamente alla compassione ed alla risoluzione del problema, si sa, i giornali democratici non cedono facilmente all’ironia. Ma torniamo al servizio, gli ex aiuto sbirro raccontano le risposte ricevute durante i colloqui di lavoro: “sei fascista o sbirro?” oppure “guardie non ne vogliamo” ed inoltre un ex ausiliario dice “ho avuto paura a girare senza divisa addosso” per il timore di incontrare qualche persona magari da lui arrestata e in cerca di giusta vendetta. Il corpo degli ausiliari dei carabinieri fu istituito nel 1917 e poi annullato attorno al 2005 per la leva solo facoltativa e quindi la formazione del cosiddetto esercito di professionisti. Quindi gli ex sbirri sono ora per strada alla disperata ricerca di un posto di lavoro che nessuno gli da. Poverini, si dirà. In una società mediatica come questa in cui gli sbirri fanno le vittime in ogni occasione oppure gli eroi in tutte le altre, il disprezzo per le divise di chi ha servito lo Stato nei modi peggiori non può che essere una nota positiva. Dovrebbe far riflettere come la divisa sia solo un involucro che contiene persone che altrimenti non avrebbero il loro status che li mette al di sopra della quotidianità delle persone comuni. Uno degli intervistati dice : “IO DISARMAI LA MANO DI PLACANICA” dire solamente che avrebbe dovuto farlo prima sarebbe troppo facile. Quelle mani non dovrebbero mai essere armate ma gli ex ausialiari erano felici di avere pistole e manganelli, ora invece implorano per un picco ed una pala che comunque nessuno gli cede facilmente. Brutta la vita.

“…ma senza la divisa sai che uomo è? ” a voi la conclusione.

Sono nato per essere veloce

Silenziose presenze si susseguono sul litorale di Quartu. Hanno un occhio elettronico e registrano la velocità degli automobilisti che malcapitati si trovano sul loro campo visivo a velocità eccessiva. Sono gli autovelox. I crash box, un gruppo punk, cantavano “sono nato per essere veloce”, una canzone di critica ad una società sempre piu’ di fretta, nei tempi di lavoro, nella vita quotidiana. Ora i comuni hanno imparato che da quella velocità si puo’ trarre profitto, d’altronde è una grande caratteristica del capitale saper trarre soldi dalle abitudini che crea. Le amministrazioni utilizzano gli autovelox per fare cassa. Mentre le strade si sfaldano sotto i pneumatici, mentre i tempi umani diventano sempre piu’ ristretti un occhio ci sorveglia. Le leggende metropolitane si susseguono. Località a cui nessuno avrebbe fatto caso diventano simboli dell’andar piano, basti pensare ad una frase ormai comune e sentita mille volte “rallenta, siamo a Villa greca” che quasi costringe a girarsi verso il paese e scrutare tra la macchia mediterranea alla ricerca di poliziotti nascosti con il loro caro macchinario. Quartu, città tra le piu’ grandi della Saregna, non poteva essere da meno. Con un occhio alla sicurezza installa una quantità abnorme di autovelox pronti a coglierci in fallo. La scusante è che sono posizionati in zone di passaggio anche turistico e quindi la prudenza e’ d’obbligo. Ma si saranno interrogati davvero sulla sicurezza della guida? Le strade sono piene di buche diranno alcuni, incentivare l’uso delle auto per poi trarne guadagno è nonsense diranno altri, ma in mezzo a noi dei silenziosi ed attenti giustizieri notturni hanno trovato negli occhi elettronici il loro nemico e armati di bombolette, come riportano i giornali, hanno oscurato le telecamerine rendendole inutili. La velocità è salva per ora, possiamo correre e sfrecciare indisturbati sul litorale di Quartu con l’impunità sotto braccio. Che gli altri continuino ad interrogarsi sul bene e il male degli autovelox, nel frattempo i nostri eroi han preso di petto il problema e come Ulisse contro Polifemo hanno oscurato l’unico occhio di questi aggeggi. Ora non resta che spostare l’attenzione sulla morale di tutto questo. Gli autovelox, le telecamere sono solo mezzi per dare una sicurezza fasulla e per trarre il giusto profitto. Quindi ben vengano gesti di critica come questi ed auspichiamoci un ritorno alla critica diretta, non con petizioni o simili, ma con azioni che siano efficaci e perchè no, divertenti.

Digressione

CONTRO LA VIOLENZA PSICHIATRICA ATTIVISTI SOTTO PROCESSO   Brutta storia quella della psichiatria, storia di violenza, reclusione e sevizie spacciate come “terapie”: lobotomia, prodotti neurotossici, elettroshock, contenzione fisica, reclusione manicomiale. Una storia ormai conclusa? No. Se è giusto ricordare i … Continua a leggere