Archivi del mese: luglio 2017

SOLIDARIETA’ CON DAVIDE: 27 luglio Cagliari

Passeggiando per Cagliari.

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DAVIDE DELOGU DETENUTO AL CARCERE DI AUGUSTA
HA INIZIATO LO SCIOPERO DELLA FAME!

Tortura, tentato omicidio, istigazione al suicidio: storia di ordinaria detenzione.

A seguito di un reclamo presso il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari veniamo a sapere delle condizioni e vessazioni a cui è sottoposto un nostro amico e compagno, Davide Delogu, detenuto nel carcere di Augusta (SR). Sono parecchi anni che Davide lamenta che gli venga riservato un trattamento carcerario ascrivibile alla tortura piuttosto che alla detenzione.

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Davide è in sciopero della fame

Apprendiamo ora che oggi Davide ha iniziato uno sciopero della fame.

Il motivo scatenante dovrebbe essere la mancata consegna da parte dei secondini di una foto di un caro compagno scomparso da poco a cui Davide era molto legato.

Non abbiamo altri dettagli, non ci resta che rilanciare con sempre più forza l’appello alla solidarietà con Davide e alla lotta che sta portando avanti contro le condizioni disumane in cui lo stanno facendo vivere.

Oggi è anche arrivato il responso del reclamo di Davide al Giudice di sorveglianza, per cui si è tenuta l’udienza la settimana scorsa (il 18 Luglio). Il reclamo è stato accolto in piccolissima parte, gli è stato concesso di non fare più le due ore d’aria da solo, rompendo così l’isolamento totale nel quale era stato chiuso negli ultimi due mesi.

Seguiranno news.

SOLIDARIETA’ CON DAVIDE: 26 Luglio Milano

Milano 24-07-2017 Campagna contro l’isolamento, solidarietà a Davide e a tutti i prigionieri ribelli!

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SOLIDARIETA’ CON DAVIDE: 25 Luglio Bologna

Ci arrivano delle foto di scritte apparse a Bologna in solidariertà con Davide:

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SOLIDARIETA’ CON DAVIDE: 23 Luglio Cagliari

Avvistato in zona Poetto:

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SARDEGNA ESTATE 2017: DI CARCERE SI MUORE.

Riceviamo e inoltriamo:
Mercoledi 5 luglio è morto nell’ospedale di “Is mirrionis” a Cagliari l’indipendentista Salvatore Meloni (per tutti Doddore) all’età di 74 anni.
Era entrato per l’ennesima volta in carcere il 28 aprile scorso, arrestato dai carabinieri della compagnia di Oristano (per scontare una serie di condanne diventate definitive), mentre andava a costituirsi nel carcere di Massama (OR), dove per lui sarebbe stato più semplice mantenere i contatti con familiari , compagni e avvocati, essendo più vicino al suo paese: Terralba (OR). Invece i solerti carabinieri con un blitz lo arrestano a poche centinaia di metri dal carcere, traducendolo prima a Massama per poi trasferirlo nel supercarcere di Uta (CA) quando il prigioniero inizia lo sciopero della fame e della sete. Sciopero che aveva iniziato appena varcate le soglie del carcere, tra l’altro precedentemente annunciato in una intervista estemporanea fatta da Doddore mentre andava a costituirsi. In questa intervista Doddore preannunciava la sua scelta fino alle estreme conseguenze, tra l’altro mostrando alle telecamere il libro che portava con se in carcere: la biografia del prigioniero I.R.A, Bobby Sands; stralcio dell’intervista che verrà resa pubblica dall’emittente televisiva “Videolina”, colpevolmente, solo dopo la sua morte.
A niente sono servite le richieste di arresti domiciliari avanzate dall’avvocato, i medici del carcere di Uta ed il giudice di sorveglianza hanno ribadito la compatibilità del carcere col suo stato di salute. Cercando di salvare la faccia solo nelle ultime ore disponendo il trasferimento in ospedale, solo tre giorni prima dell’esito fatale dello sciopero.
Doddore era stato arrestato una prima volta nel 1979, con le inchieste del PM Mario Marchetti (forcaiolo riciclato nella politica col P.D) nel cosidetto “Complotto separatista”, dopo una serie di azioni, talvolta ecclatanti, come l’attentato contro la “Banca d’italia” o contro gli uffici della “Tirrenia” a Cagliari, con un piano strategico e di propaganda per ottenere l’indipendenza della Sardegna dallo stato colonialista italiano. Per questa inchiesta Doddore scontò 9 anni di carcere senza sconti di pena da parte della magistratura. L’unico dal dopoguerra ad essere condannato per “Cospirazione contro lo stato”.
Le sue ultime peripezie giudiziarie sono la vendetta dello stato italiano da quando Doddore con altre e altri indipendentisti occuparono l’isola di “Malu Entu” creando la “Repubblica indipendente de Malu Entu”, chiedendo il suo riconoscimento internazionale.
Pensiamo che il silenzio assordante su questa vicenda da parte di tutte (o quasi) le componenti politiche anche sedicenti rivoluzionarie, la dice lunga su quanti ancora solidarizzano coi prigionieri “in su corru de sa furca” e non spendono una parola su un omicidio in carcere, su uno sciopero della fame sino alla morte portato a compimento, quì da noi, in un carcere sul nostro territorio, in Sardegna.
A poco servono i distinguo politici e/o le divergenze ideologiche, un fatto è certo: Doddore Meloni è morto di carcere, assassinato dallo stato colonialista italiano!

Kumpanjas e Kumpanjus de Kastedhu – Sardinnia

SOLIDARIETA’ CON DAVIDE: 21 Luglio Cremona

21 LUGLIO 2017 – Cremona

Un saluto caloroso ravviva la nottata dei prigionieri di Ca’ Del Ferro. Un fumo denso sale dalla base di quelle maledette mura. Nella notte, in una stradona vicina al carcere per oscurare un po’ la vista da venerdì sera in qualsiasi squallida discoteca, appeso anche uno striscione malandrino che recita: “Solidarietà e Evasione per Davide. Libertà per gli arrestati di Amburgo. No G20 Riots. Daje Ric”.

28 LUGLIO ORE 15.30 PIAZZA UNIONE SARDA – CAGLIARI PRESIDIO CONTRO LA TORTURA CARCERARIA

Appello alla solidarietà diffusa contro l’isolamento punitivo di Davide

Il 18 Luglio si è svolta un’udienza per un reclamo presso il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari fatto da Davide contro le condizioni cui è sottoposto al carcere di Augusta.

Attraverso la descrizione riportata nel reclamo abbiamo scoperto che Davide, già sottoposto al regime 14 bis, sta subendo una pesantissima tortura: è stato “condannato” a sei mesi di isolamento punitivo. Continua a leggere

Stamattina presidio al tribunale in solidarietà con Davide

Purtroppo organizzato all’ultimo, per un difetto nella catena di comunicazione, stamattina si è svolto un presidio fuori dal tribunale di Cagliari in solidarietà con Davide Delogu, che da due mesi sta subendo un trattamento punitivo disumano che si può descrivere con un’unica parola TORTURA. Continua a leggere