Archivi categoria: Convogli militari

Brescia, blocco dei binari contro la famiglia Beretta. Blocchiamo tutto!

La notte tra il 17 e 18 giugno sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo ignoti hanno ostacolato la linea con tronchi, i quali hanno rallentato la circolazione per alcune ore. L’azione è stata rivendicata con uno striscione con su scritto “Beretta complice della guerra e del suo mondo. Frontiere e deportazioni, sabotiamo tutto”. I treni quella notte avevano il compito di portare i turisti alla manifestazione The Floating Piers, la passerella dell’artista Christo. Manifestazione lautamente finanziata dalla famiglia Beretta, multinazionale delle armi, la quale è anche proprietaria dell’isola su cui si è svolta la manifestazione.

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Mappa sulla distribuzione della presenza militare in Italia

Come sono distribuiti i militari all’interno dello stivale? Quali porti, strade e aeroporti usano più frequentemente? Continua a leggere

Contro la guerra in Libia, presìdi a Cagliari venerdì 1 aprile

riceviamo e diffondiamo

Il governo Renzi si sta preparando ad aggredire la Libia con l’obiettivo di schierare la fanteria a difesa dei giacimenti petroliferi e dei metanodotti dell’ENI. A breve un contingente di 500 soldati tornerà in Iraq per presidiare i lavori di ristrutturazione della diga di Mosul.

Nei poligoni militari sardi i soldati continuano ad esercitarsi e le ditte complici della macchina bellica non smettono di fornire i loro servizi in cambio di denaro, sporcandosi le mani del sangue delle vittime dei bombardamenti in Libia come nel resto del mondo.

Nell’ambito della settimana di mobilitazione contro la logistica della guerra, invitiamo tutte e tutti a partecipare ai presidi che si terranno a Cagliari venerdì 1 aprile alle 16:00 in piazza Costituzione e alle 18:00 presso l’Autorità Portuale al Porto.

Rete No Basi né Qui né Altrove
Cagliari Social Forum
Comitato Studentesco Contro l’Occupazione Militare della Sardegna

La Maior di nuovo diretta a Sant’Antioco.

Dopo aver attraversato tutto il mediterraneo la Maior è ripartita oggi da Monfalcone in direzione di Sant’Antioco. Teniamola d’occhio…l’arrivo è previsto per domenica 3 alle 18

La Maior a oriente – AGGIORNATO

La Maior che era arrivata da poco a Beirut è ripartita alle  13 di oggi in direzione di Monfalcone, l’arrivo è previsto per il 28 marzo alle 06.00.

—NEWS—Nonostante alla partenza da Beirut, la destinazione finale dichiarata fosse Monfalcone, la Maior stanotte (23/3) si è fermata a Cipro (Lanarka), forse condizioni meteo sfavorevoli o altri loschi affari. Stamattina (24/3) è ripartita con destinazione Monfalcone, l’arrivo è previsto per il 29 mattina.

Non c’è festività per i movimenti di guerra.

La Maior carica di mezzi militari in direzione di Civitavecchia

La Maior che era stata per un paio di giorni ferma al largo di Cagliari è entrata lunedì mattina al porto canale, ieri ha caricato dei mezzi militari e in serata è partita in direzione di Civitavecchia, dove l’arrivo è previsto per oggi alle 14.00. Non si sa quali mezzi siano stati imbarcati, ieri la nave è stata vista nel pomeriggio con il portellone chiuso e container militari sul ponte, come da foto.

maior

Movimenti e manifesti al porto di Cagliari

Martedì mattina al porto di Cagliari è arrivata la Maior, sembrava dovesse avere con se il solito carico di morte a tinte mimetiche, e invece no. Sono saliti e scesi mezzi civili, da martedì sera è stata ferma al porto con il portellone alzato fino a stamattina. Ora è in rada davanti alla Sella del Diavolo. Potrebbe essere in attesa di riattraccare a Cagliari o andare a Sant’Antioco per caricare mezzi provenienti da Teulada. Vedremo.

Sempre al porto sono apparsi diversi manifesti contro la complicità fra Tirrenia e militari. Probabilmente legati al fatto che questi ultimi spesso e volentieri usano sia le navi civili che i cargo commerciali della ditta di Onorato per i loro spostamenti. Il mese scorso decine di mezzi gommati e di soldati sono sbarcati a cagliari dalla Tirrenia proveniente da Civitavecchia.

 

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banner campagna antimilitarista

 

 

Clicca sul link per leggere la chiamata:

https://nobordersard.wordpress.com/2016/03/10/contro-la-guerra-in-libia-inceppiamo-la-macchina-militare/

 

CONTRO LA GUERRA IN LIBIA INCEPPIAMO LA MACCHINA MILITARE

La guerra non è più dichiarata: essa semplicemente è. Dal 1991 Lo Stato italiano è in guerra, con le sue truppe schierate in più di 20 paesi e la partecipazione a tutte le principali “missioni internazionali”.

Adesso il governo Renzi si sta preparando ad aggredire la Libia, con l’obiettivo di schierare la fanteria a difesa dei giacimenti petroliferi e dei metanodotti dell’ENI.

Come se non bastasse, lo Stato italiano tornerà presto in Iraq con un contingente di circa 500 soldati, che presidieranno i lavori di ristrutturazione della diga di Mosul, affidata all’impresa di costruzione Trevi di Cesena.

La guerra è da sempre utilizzata da Stati e classi dominanti per affermare i propri interessi. Dall’accaparramento delle risorse all’arrivo di manodopera a basso costo in fuga dai conflitti, la guerra è l’ossigeno dell’impresa.

Ma non solo: la guerra è essa stessa un’impresa, assicurando ingenti profitti ai padroni delle armi – in testa il colosso di Stato Finmeccanica – e agli speculatori che si spartiscono gli appalti di “ricostruzione”, passando per gli imprenditori della logistica necessaria alle manovre.

Mentre i padroni banchettano sul mondo, la guerra la vediamo anche qui vicino a noi, sotto forma di un’umanità braccata: milioni di profughi si accalcano alle frontiere esterne degli stessi Stati che li hanno bombardati, ma si trovano di fronte solo chilometri di muri, filo spinato, acciaio, campi di internamento e militari che li sorvegliano. I confini, apparentemente scomparsi, ritornano a farsi materiali.

Da questa parte della frontiera, la popolazione viene fatta vivere nel terrore che la guerra possa tornare indietro sotto forma di attacchi indiscriminati. Si restringono gli spazi di dissenso, peggiorano le condizioni di vita e le città vengono militarizzate. Tutto ciò viene fatto con il tacito assenso di chi a queste scelte non oppone resistenza.

Ma qui vicino a noi, possiamo trovare anche i responsabili di questi orrori. Non sono infatti solo i militari che fanno la guerra. Essi hanno bisogno anche di altri che li sostengano nel loro compito: le industrie che producono gli armamenti, le università che sviluppano i ritrovati tecnici e le dottrine strategiche d’intervento, i vettori commerciali per il trasporto logistico di armi e soldati.

Un carro armato che non viene imbarcato su una nave non può andare a sparare oltremare; una bomba che non viene portata fuori dalla fabbrica non può essere sganciata su un villaggio libico o siriano. Per questo Moby Lines, Tirrenia, FS Logistica, Saima Avandero, Ter Roma e tante altre sono complici della guerra. FS Logistica guadagna oltre 10 milioni di euro l’anno per il trasporto su rotaia dei mezzi militari. Moby Lines trasporta le bombe della RVM dalla Sardegna al Continente, per permetterne l’arrivo sugli scenari di guerra.

Contro la logistica bellica, l’imminente attacco militare alla Libia e tutti i complici del militarismo, occorre quindi agire. Per questo dal 28 marzo al 2 aprile invitiamo alla mobilitazione tutti i nemici della macchina militare, realizzando azioni di disturbo e contrasto contro coloro che permettono l’arrivo di mezzi e rifornimenti al fronte, secondo i desideri e le capacità di ognuno.

Per Sabato 2 Aprile invitiamo a manifestare nelle piazze, di fronte a università, centri di ricerca, industrie belliche, in quante più città possibili.

Perché alla guerra tra gli stati e i popoli opponiamo la guerra sociale, per l’abbattimento di ogni frontiera e contro ogni sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano e sulla natura.

Anarchici e antimilitaristi

Navi gialle, transponder spento e Sento lancieri. Una strana storia…

Da mesi è attivo un monitoraggio dei movimenti dei convogli militari in giro per l’Italia. Il 2 Febbraio è scattato l’allarme, la Maior partiva da Gioia Tauro con destinazione Palermo, dove è giunta la sera stessa. Arrivata a Palermo la mattina del 3 ha caricato il Sesto Lancieri Aosta, ed è immediatamente partita con una nuova destinazione, Salerno. A Salerno le ultime notizie avute dai siti di tracciamento navale la davano prima in porto, poi in rada (4/2). Da lì in poi il trasponder della Maior è stato spento, la destinazione falsata (l’arrivo previsto era per Sant’Antioco il 2 Giugno) e le notizie finite.

Dopo un giorno di silenzio ecco che il 6 mattina la nave approda al porto di Sant’Antioco, e nel pomeriggio iniziano le operazioni di sbarco e trasporto verso il poligono di Teulada. I mezzi sono quelli imbarcati a Palermo, mezzi gommati che si muovono veloci e agili sulle strade provinciali, senza bisogno di tir, rimorchi eccetera. I trasporti si concludono senza fastidi. La Maior si parcheggia con il ponte chiuso in uno dei moli del porto di Sant’Antioco. Finita? No…

Lunedì mattina la nave civile in arrivo da Civitavecchia sbarca al porto di Cagliari altri mezzi militari e tutti gli uomini appartenenti al Sesto Lancieri, di nuovo per tutto il giorno lungo la s.s.130 e poi la s.s. 195 si muovono decine di mezzi militari. I carabinieri locali sorvegliano attentamente le strade e fermano chi gli sembra un po’ troppo curioso, anche se sta solo raccogliendo asparagi a bordo strada.

A oggi la Maior dovrebbe essere ancora ferma al porto, sicuramente ha ancora il trasponder spento perché dai siti risulta essere al largo di Salerno. Strana storia questa, di un trasponder che si spegne proprio quando la nave sta andando a scaricare il suo mortifero contenuto… Sempre di più i professionisti della guerra, siano essi privati (RWM) o pubblici (l’esercito), cercano ogni modo per nascondere i loro traffici e affari sporchi, per nascondere le loro nefande attività.

Le notizie riportate in questo articolo sono il frutto di indagini indipendenti, passibili quindi di imprecisioni o errori. Se ne scovate avvisateci… ci scusiamo in anticipo.

Per chi non si ricordasse come è fatta ecco una foto della Maior ferma al porto di Cagliari con i mezzi militari sul ponte, quando la vedete dentro o vicino a un porto mandate una segnalazione a: disertarelaguerra@canaglie.org oppure scrivete un commento a uno degli articoli categorizzati CONVOGLI MILITARI.MAIOR a cagliari con mezzi