Suicidio al carcere di Bancali

riceviamo e pubblichiamo:

BANCALI.

Bancali, ancora una volta, luogo di morte: dopo le denunce di pestaggi avvenute a più riprese negli ultimi mesi, oggi il suicidio di una donna tra le mura del carcere.

Ancora una volta le pagine dei giornali danno spazio alla voce di chi, ogni giorno, sceglie di chiudere il chiavistello di una cella e di condannare all’isolamento migliaia di uomini e donne, senza chiedersi che forse la causa delle morti in carcere è il carcere in sé.

Venti anni fa le urla dei prigionieri durante il pestaggio di San Sebastiano portarono alla luce ciò che oggi, forse, ci siamo dimenticati: le torture fisiche e psicologiche, gli abusi, l’isolamento, l’uso degli psicofarmaci come sedazione, l’internamento sotto terra dei prigionieri in 41bis, l’annullamento dei detenuti nelle sezioni AS, le celle lisce di punizione. Un tempo era San Sebastiano, oggi è Bancali.

Che la lontananza del carcere dalla città non sia motivo di oblio.

Un carcere a Sassari esiste ancora, si chiama Bancali.

Contro le prigioni,

Nessuno solo.

(il 15 febbraio presidio a Massama, il 7 Marzo a Nuchis-Tempio, il 18 Aprile a Bancali, il 16 Maggio a Uta)

Qui il link alla notizia: https://www.sardiniapost.it/cronaca/dramma-dentro-il-carcere-di-bancali-una-detenuta-si-toglie-la-vita-in-cella/

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