Archivi del mese: maggio 2011

Lampedusa, ancora barconi Maroni protesta con Malta

Soccorso nella notte un natante che aveva il motore in avaria,  a 50 miglia a sud, in acque di competenza maltese. Salvati sei tunisini al largo di Marettimo. Partita la motonave Flaminia, con 1400 migranti

Lampedusa, ancora barconi Maroni protesta con Malta

E’ partita da Lampedusa la nave Flaminia con a bordo 1.400 migranti sbarcati nelle ultime 48 ore sull’isola. Si dirigerà verso Taranto, dove arriverà martedì mattina. Da lì i migranti saranno trasferiti nel centro di Manduria, dove rimarranno finché non saranno smistati nelle strutture disponibili nelle diverse regioni.

Nella notte era stato soccorso un barcone alla deriva nel Canale di Sicilia con 210 profughi provenienti dalla Libia, tra i quali donne e bambini. L’imbarcazione, che aveva il motore in avaria, era a 50 miglia a Sud di Lampedusa, in acque di competenza maltese. Ma le autorità de La Valletta, come spesso avviene in questi casi, hanno girato la richiesta di aiuto all’Italia. Da Lampedusa sono così partite due motovedette della Guardia Costiera e un pattugliatore della Guardia di Finanza che hanno condotto in salvo i migranti.

“Ancora una volta Malta non è intervenuta la scorsa notte in aiuto ad una imbarcazione con 209 migranti a bordo nelle acque di sua competenza e solo l’intervento della guardia costiera italiana ha evitato una nuova possibile tragedia”. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha protestato e segnalato il caso alla commissaria europea Cecilia Malmstrom.

Un’altra imbarcazione alla deriva, con sei immigrati tunisini a bordo, è stata soccorsa  dalla Guardia costiera a 20 miglia dall’isola di Marettimo, a Punta Bassana. La segnalazione agli uomini della Capitaneria di porto di Trapani era arrivata poco prima di mezzanotte dai colleghi di Pantelleria. I migranti, caduti in acqua per le cattive condizioni del mare, sono stati prima soccorsi dal peschereccio “Twenty Two” della marineria di Cagliari, impegnato in una battuta di pesca nell’area, e successivamente trasbordati sulla motovedetta Cp849. Gli extracomunitari sono stati condotti a Trapani e accompagnati dalla polizia nel centro d’accoglienza “Serraino Vulpitta”.

(29 maggio 2011)

video a cura MINA (Media Indipendenti Napoletani)Video sul CIE di Santa Maria Capua Vetere

http://fortresseurope.blogspot.com/2011/05/caserta-i-primi-video-del-cie-di-santa.html

Guerre ai migranti

E Frontex sbarca a Lampedusa

Frontex schiera unità da guerra ed aerei per dare la caccia ai migranti nordafricani nel Canale di Sicilia. Contro gli sbarchi si potenzia pure il disposito aeronavale italiano di fronte le coste di Lampedusa e della Libia.
26 febbraio 2011 – Antonio Mazzeo

Frontex, l’Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa alle Frontiere, lancia la sua guerra ai migranti nordafricani nel Canale di Sicilia. Quattro aerei, due navi e due elicotteri militari messi a disposizione da sei paesi membri opereranno sin dai prossimi giorni per presidiare le coste di Lampedusa. “A seguito di una richiesta formale da parte del ministro degli Interni italiano, ricevuta lo scorso 15 febbraio, Frontex e l’Italia hanno avviato l’operazione congiuntaHermes 2011 che interesserà l’area centrale del Mediterraneo”, recita il comunicato emesso dal quartier generale Frontex di Varsavia. “Originariamente Hermes 2011 era stata programmata per il mese di giugno, ma è stato deciso di anticiparla a febbraio. La missione dovrebbe concludersi il 31 marzo ma potrebbe essere estesa oltre il termine previsto”. Il costo preventivato per le operazioni è di due milioni di euro e sarà interamente coperto dalla Commissione europea.

Un team di pronto intervento dell’agenzia europea è già stato inviato a Lampedusa per operare a fianco delle autorità militari italiane nel “monitoraggio sul campo di quanto accade” e nel “rafforzamento della sorveglianza dei confini esterni dell’Unione europea”. Sempre secondo Frontex, “l’agenzia è attenta alla situazione migratoria di Lampedusa e il monitoraggio viene effettuato in stretto collegamento con il Frontex Operational Office del Pireo, Grecia”.

Sarà comunque l’Italia a guidare Hermes 2011 e a fornire tutte le unità navali e gli equipaggi che pattuglieranno il Canale di Sicilia per “individuare e prevenire l’attraversamento illegale delle frontiere per le isole Pelagie, la Sicilia e la penisola italiana”. Gli aerei e gli elicotteri per “accrescere la sorveglianza delle frontiere e le capacità di ricerca e salvataggio” saranno messi a disposizione da Francia, Germania, Italia, Malta, Spagna e Olanda. È inoltre prevista una “seconda linea” di controllo grazie al trasferimento a Lampedusa di una trentina di super esperti di Frontex nell’“identificazione delle nazionalità di provenienza dei migranti” e delle eventuali “reti dei trafficanti di persone”. Il passo successivo dello staff Ue sarà quello di dare assistenza all’Italia “nell’organizzazione delle attività di rimpatrio verso i Paesi di origine”. Gli esperti Frontex di Lampedusa forniranno – su richiesta dalle autorità italiane – le “analisi dei rischi specifici” relativi ai possibili scenari “sull’accresciuta pressione migratoria nella regione alla luce dei recenti sviluppi politici in nord Africa e sulla possibilità che si apra un ulteriore fronte migratorio nell’area centrale mediterranee” (vedi Libia n.d.a.). Il team d’intelligence sarà composto da 007 provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Malta, Olanda, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Svizzera, paese quest’ultimo “extracomunitario”.

A Lampedusa sarà pure installato un ufficio mobile di Europol che fornirà il proprio supporto tecnico alla Hermes 2011 Joint Operation. Dall’ottobre 2009, l’agenzia anti-crimine dell’Unione europea è divenuta una dei principali partner di Frontex nel campo della sicurezza e dello screening-migrazioni. Al rafforzamento del dispositivo militare concorrono inoltre un centinaio di militari dell’esercito (trasferiti nell’isola grazie al “decreto d’emergenza immigrati” del presidente del Consiglio dei ministri), due corvette della classe “Minerva” (Chimera e Fenice) con 226 membri d’equipaggio e la nuova nave di “supporto logistico ed elettronico interforze” Elettra. Le unità sono dotate di sofisticati sistemi d’arma: cannoni da 76/62 mm. compatti, lanciamissili “Albatros” a otto celle, lanciasiluri A/S MK 32, lanciarazzi multipli “Barricade” e mitragliere Alenia OtoBreda-Oerlikon KBA 25/80. In posizione più avanzata, di fronte alle coste libiche, opereranno il cacciatorpediniere lanciamissili Mimbelli che terrà i collegamenti elettronici con i Comandi della Marina militare e i cacciabombardieri Eurofighter ed F-16 in “massima allerta operativa” nelle basi di Trapani-Birgi e Gioia del Colle e le unità anfibie San Giorgio e San Marco, con a bordo i marines del Reggimento San Marco e gli incursori del gruppo “Comsubin”.

Imponente anche lo schieramento della Guardia costiera. Secondo quanto annunciato dal comandante Alessandro Nicastro, sono state dirottate a Lampedusa due motovedette classe 800, specializzate nella ricerca e soccorso costiero, e due della classe 300 “realizzate per le emergenze connesse al fenomeno migratorio e dedicate al soccorso in alto mare”. Il dispositivo è integrato dagli aerei Piaggio P-166 ed ATR 42-MP operativi dalla base aeromobili di Catania Fontanarossa. A largo delle isole Pelagie sono inoltre presenti le motovedette classe 2000 eclasse 200, impegnate nel pattugliamento costiero e d’altura, e i pattugliatori della classe 900, con un’autonomia di diversi giorni. Complessivamente il personale della Guardia costiera impegnato nell’emergenza-sbarchi è di un centinaio di uomini di equipaggio, una cinquantina a terra e una decina per il supporto aereo. Secondo il quotidiano la Repubblica, il ministero della difesa avrebbe autorizzato lo spostamento in Sicilia di elicotteri dell’Aeronautica e della Marina “da utilizzare in supporto al lavoro delle navi della Guardia costiera e della Guardia di finanza”.

Intanto il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha comunicato che si recherà a Catania lunedì 28 febbraio per incontrare il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e alcuni sindaci siciliani per illustrare il piano di utilizzo del Residence degli Aranci di Mineo (proprietà della società di costruzioni Pizzarotti Parma) come “sede temporanea” dei richiedenti asilo politico. Secondo quanto anticipato dal sindaco del piccolo comune etneo, Giuseppe Castania, di ritorno da un incontro al Viminale, nella struttura saranno trasferiti “un massimo di 2.000 rifugiati, sopratutto famiglie con donne e bambini”. I richiedenti asilo “rimarranno all’interno del villaggio per sei mesi; trascorso questo tempo sarà lo stesso governo e le organizzazioni umanitarie ad adoperarsi per trovare un lavoro in Italia ed in Europa”. La conversione dell’ex villaggio dei militari USA di Sigonella a centro semi-detentivo per rifugiati sarà formalizzata con un contratto a tempo indeterminato tra il ministero degli Interni e la Pizzarotti S.p.A..

 

Frontex, l’Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa alle Frontiere, lancia la sua guerra ai migranti nordafricani nel Canale di Sicilia. Quattro aerei, due navi e due elicotteri militari messi a disposizione da sei paesi membri opereranno sin dai prossimi giorni per presidiare le coste di Lampedusa. “A seguito di una richiesta formale da parte del ministro degli Interni italiano, ricevuta lo scorso 15 febbraio, Frontex e l’Italia hanno avviato l’operazione congiuntaHermes 2011 che interesserà l’area centrale del Mediterraneo”, recita il comunicato emesso dal quartier generale Frontex di Varsavia. “Originariamente Hermes 2011 era stata programmata per il mese di giugno, ma è stato deciso di anticiparla a febbraio. La missione dovrebbe concludersi il 31 marzo ma potrebbe essere estesa oltre il termine previsto”. Il costo preventivato per le operazioni è di due milioni di euro e sarà interamente coperto dalla Commissione europea.

Un team di pronto intervento dell’agenzia europea è già stato inviato a Lampedusa per operare a fianco delle autorità militari italiane nel “monitoraggio sul campo di quanto accade” e nel “rafforzamento della sorveglianza dei confini esterni dell’Unione europea”. Sempre secondo Frontex, “l’agenzia è attenta alla situazione migratoria di Lampedusa e il monitoraggio viene effettuato in stretto collegamento con il Frontex Operational Office del Pireo, Grecia”.

Sarà comunque l’Italia a guidare Hermes 2011 e a fornire tutte le unità navali e gli equipaggi che pattuglieranno il Canale di Sicilia per “individuare e prevenire l’attraversamento illegale delle frontiere per le isole Pelagie, la Sicilia e la penisola italiana”. Gli aerei e gli elicotteri per “accrescere la sorveglianza delle frontiere e le capacità di ricerca e salvataggio” saranno messi a disposizione da Francia, Germania, Italia, Malta, Spagna e Olanda. È inoltre prevista una “seconda linea” di controllo grazie al trasferimento a Lampedusa di una trentina di super esperti di Frontex nell’“identificazione delle nazionalità di provenienza dei migranti” e delle eventuali “reti dei trafficanti di persone”. Il passo successivo dello staff Ue sarà quello di dare assistenza all’Italia “nell’organizzazione delle attività di rimpatrio verso i Paesi di origine”. Gli esperti Frontex di Lampedusa forniranno – su richiesta dalle autorità italiane – le “analisi dei rischi specifici” relativi ai possibili scenari “sull’accresciuta pressione migratoria nella regione alla luce dei recenti sviluppi politici in nord Africa e sulla possibilità che si apra un ulteriore fronte migratorio nell’area centrale mediterranee” (vedi Libia n.d.a.). Il team d’intelligence sarà composto da 007 provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Malta, Olanda, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Svizzera, paese quest’ultimo “extracomunitario”.

A Lampedusa sarà pure installato un ufficio mobile di Europol che fornirà il proprio supporto tecnico alla Hermes 2011 Joint Operation. Dall’ottobre 2009, l’agenzia anti-crimine dell’Unione europea è divenuta una dei principali partner di Frontex nel campo della sicurezza e dello screening-migrazioni. Al rafforzamento del dispositivo militare concorrono inoltre un centinaio di militari dell’esercito (trasferiti nell’isola grazie al “decreto d’emergenza immigrati” del presidente del Consiglio dei ministri), due corvette della classe “Minerva” (Chimera e Fenice) con 226 membri d’equipaggio e la nuova nave di “supporto logistico ed elettronico interforze” Elettra. Le unità sono dotate di sofisticati sistemi d’arma: cannoni da 76/62 mm. compatti, lanciamissili “Albatros” a otto celle, lanciasiluri A/S MK 32, lanciarazzi multipli “Barricade” e mitragliere Alenia OtoBreda-Oerlikon KBA 25/80. In posizione più avanzata, di fronte alle coste libiche, opereranno il cacciatorpediniere lanciamissili Mimbelli che terrà i collegamenti elettronici con i Comandi della Marina militare e i cacciabombardieri Eurofighter ed F-16 in “massima allerta operativa” nelle basi di Trapani-Birgi e Gioia del Colle e le unità anfibie San Giorgio e San Marco, con a bordo i marines del Reggimento San Marco e gli incursori del gruppo “Comsubin”.

Imponente anche lo schieramento della Guardia costiera. Secondo quanto annunciato dal comandante Alessandro Nicastro, sono state dirottate a Lampedusa due motovedette classe 800, specializzate nella ricerca e soccorso costiero, e due della classe 300 “realizzate per le emergenze connesse al fenomeno migratorio e dedicate al soccorso in alto mare”. Il dispositivo è integrato dagli aerei Piaggio P-166 ed ATR 42-MP operativi dalla base aeromobili di Catania Fontanarossa. A largo delle isole Pelagie sono inoltre presenti le motovedette classe 2000 eclasse 200, impegnate nel pattugliamento costiero e d’altura, e i pattugliatori della classe 900, con un’autonomia di diversi giorni. Complessivamente il personale della Guardia costiera impegnato nell’emergenza-sbarchi è di un centinaio di uomini di equipaggio, una cinquantina a terra e una decina per il supporto aereo. Secondo il quotidiano la Repubblica, il ministero della difesa avrebbe autorizzato lo spostamento in Sicilia di elicotteri dell’Aeronautica e della Marina “da utilizzare in supporto al lavoro delle navi della Guardia costiera e della Guardia di finanza”.

Intanto il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha comunicato che si recherà a Catania lunedì 28 febbraio per incontrare il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e alcuni sindaci siciliani per illustrare il piano di utilizzo del Residence degli Aranci di Mineo (proprietà della società di costruzioni Pizzarotti Parma) come “sede temporanea” dei richiedenti asilo politico. Secondo quanto anticipato dal sindaco del piccolo comune etneo, Giuseppe Castania, di ritorno da un incontro al Viminale, nella struttura saranno trasferiti “un massimo di 2.000 rifugiati, sopratutto famiglie con donne e bambini”. I richiedenti asilo “rimarranno all’interno del villaggio per sei mesi; trascorso questo tempo sarà lo stesso governo e le organizzazioni umanitarie ad adoperarsi per trovare un lavoro in Italia ed in Europa”. La conversione dell’ex villaggio dei militari USA di Sigonella a centro semi-detentivo per rifugiati sarà formalizzata con un contratto a tempo indeterminato tra il ministero degli Interni e la Pizzarotti S.p.A

 

Braccialetti identificativi agli ambulanti sul blitz dei vigili scoppia la polemica

E’ scontro sul metodo usato dalla polizia municipale per riconoscere i venditori abusivi di merce contraffatta a piazza di Spagna. Pambianchi: “Un’operazione utile a debellare il commercio illegale”. La Cgil: “Evoca i rastrellamenti”

Braccialetti identificativi agli ambulanti sul blitz dei vigili scoppia la polemica

“Ben vengano tutti i provvedimenti utili a debellare il fenomeno della vendita illecita di merce contraffatta in tutte le sue forme, e dunque anche il ricorso al braccialetto numerico, se necessario”. Lo afferma il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi a proposito dei metodi utilizzati ieri durante un’operazione dei vigili del I Gruppo che a piazza di Spagna hanno fatto indossare un braccialetto di carta con impressi cinque numeri agli ambulanti abusivi per identificarli e abbinarli alla merce sequestrata. “Quello che dovrebbe essere l’interesse di tutti – aggiunge – è porre un freno all’escalation della contraffazione e mi sembra che l’azione delle forze dell’ordine, sollecitata da Roma Capitale ed in particolare dal delegato alla sicurezza Ciardi, vada esattamente in questa direzione”.

L’OPERAZIONE DEGLI AGENTI 

Per Pambianchi “l’uso del braccialetto non è altro che uno strumento per agevolare le operazioni di riconoscimento dei venditori abusivi, che altrimenti, come spesso è accaduto in passato, sfuggirebbero alle azioni di controllo e repressione.

Il successo dell’operazione condotta dagli agenti della polizia municipale – aggiunge Pambianchi – è sotto gli occhi di tutti ed è un’ottima notizia per tutto il commercio romano, poiché ha significato un’importante battuta d’arresto ad un fenomeno vasto e ramificato che comporta da anni un danno enorme all’erario ma anche al decoro e all’immagine di Roma”.

“Ci auguriamo quindi – conclude – che, come annunciato, questo sia solo l’avvio di un programma molto più ampio e sistematico di monitoraggio e sequestro di merce contraffatta, che siamo pronti a sostenere con ogni mezzo e in cui riponiamo la massima fiducia”.

Ma subito esplode la polemica. Per Andrea Alzetta, capogruppo di Roma in Action in consiglio comunale, i braccialetti sono “una trovata di pura propaganda nazista anni 30, è solo questo l’idea di mettere i bracciali identificativi ai venditori abusivi. Parlando seriamente, qualora fosse possibile, vorrei sapere quale norma giuridica consente di mettere collare e guinzaglio  a chi commette un atto amministrativo. L’assessorato allo Politiche sociali farebbe bene a riconoscere e dichiarare il fallimento della sua gestione piuttosto che scimmiottare Tex Willer, e rendersi conto che Roma è una città dall’emergenza sociale altissima che non inizia dai venditori abusivi, ma dal basso reddito, dall’emergenza abitativa, dalla precarietà lavorativa”.

Per Fabio Alberti, portavoce romano della Federazione della Sinistra, “l’immagine di 64 persone etichettate come merci avariate durante il rastrellamento operato ieri dai vigili urbani del primo gruppo a piazza di Spagna desta stupore ed indignazione”. “E’ un segno dell’ordinario razzismo che pervade questa amministrazione – continua – Non vi sono spiegazioni tecniche accettabili e sicuramente il braccialetto non sarebbe stato apposto se si fosse trattato di una retata contro ‘padroni in doppiopetto’ che utilizzano lavoro nero. La violazione della dignità e dei diritti umani di queste persone è palese”.

“Il minimo che ci si possa attendere sono le immediate dimissioni dei responsabili di questa odiosa trovata, che si tratti del comandante del primo gruppo dei vigili urbani Stefano Napoli, del comandante del Gruppo sicurezza sociale e urbana, Carlo Buttarelli, o dei loro mandanti. Auspichiamo – conclude Alberti – che la magistratura accerti rapidamente le responsabilità penali di quanto accaduto”.

Durissima la Cgil con il segretario del Lazio Claudio Di Berardino: “Se quanto apprendiamo dalla stampa sui braccialetti messi ad alcuni immigrati fermati a Roma fosse vero, ci troveremmo di fronte ad un grave ‘esperimento’. E’ un’immagine che rievoca rastrellamenti che non fanno onore alla storia di una città aperta come la nostra”. “L’immigrazione non va affrontata con la repressione e con le cacciate – ha proseguito – ma con una politica di sicurezze. Invitiamo pertanto il sindaco e le prefetture ad accertare se ci troviamo di fronte ad una irregolarità e a una lesione della dignità umana”.

Ribatte il comandante dei vigili Angelo Giuliani: “Respingiamo al mittente il tentativo di strumentalizzare la vicenda del cosiddetto braccialetto. Nessun venditore abusivo è mai stato identificato con questo mezzo che, quindi, contrariamente a quanto alcuni cercano di affermare, non è un mezzo di identificazione della persona. Si tratta, invece, di un semplice tagliando che, emesso a tutela dello stesso venditore abusivo, prima delle procedure per l’identificazione personale, abbina la merce sequestrata al soggetto fermato da identificare. Si precisa che tutti venditori abusivi fermati, dopo le opportune spiegazioni, hanno volontariamente aderito a questa pratica a loro tutela e garanzia”.

Cadaveri nell’auto in fiamme sono di due extracomunitari

Macerata, la vettura era sul greto di un fiume. La scoperta dei vigili del fuoco intervenuti per spegnere le fiamme. Indagini in corso, tutte le piste sono possibili

MACERATA – Due corpi carbonizzati, probabilmente appartenenti a due extracomunitari, sono stati trovati all’interno di un bagagliaio di un’auto andata in fiamme questa notte, sul greto di un fiume nel territorio di Cingoli, in provincia di Macerata. A scoprire i due cadaveri sono stati i vigili del fuoco della zona, intervenuti per spegnere l’incendio del mezzo. Sul posto anche i carabinieri di Cingoli. Indagini sull’episodio, che potrebbe avere risvolti ancora da verificare, sono tuttora in corso.

Tentativo di fuga a Roma

«Proteste nel pomeriggio al Cie di Ponte Galeria, a Roma, dove alcuni immigrati sono saliti sul tetto e hanno bruciato materassi e coperte. Qualcuno ha approfittato della confusione per fuggire e un ragazzo marocchino e’ rimasto lievemente ferito mentre provava a scavalcare le barriere che separano la sezione donne. Soccorso, e’ stato medicato.»

da Adnkronos

Va in scena lo spettacolo dell’emergenza

Tratto da:  cenere

Mentre in Libia le proteste e la repressione si avvitano sprofondando verso la guerra civile, questo diventa il momento propizio per cominciare un ennesimo show da parte di un governo abituato alle leggi dello spettacolo e del branding pubblicitario e di un opposizione che relega al prudente tacito assenso l’incremento del proprio consenso elettorale. Si susseguono dichiarazioni-spot che parlano di esodi biblici e catastrofi umanitarie, “caduta la diga Libia verremo presto inondati da una marea di migranti…”

Così dopo aver strillato sulla sciagura imminente il governo, fingendo impreparazione, fa scelte atte a surriscaldare gli animi e a creare una finta emergenza, in cui estendere incontrastato il proprio dominio. E’ il caso di Lampedusa dove i ponti aerei e i trasferimenti via nave improvvisamente smettono di funzionare,  circa 19.000 migranti transitano in  più di due mesi sull’isola portando all’esasperazione una comunità di 5000 anime con tutto quello che ne comporta.

Appare chiaro che aizzare l’animo nero della folla e istituzionalizzare il razzismo a pratica e sentimento quotidiano siano il tributo di sangue che lo Stato chiede  alla società, per dimostrare all’Europa che non riesce a sostenere la pressione dei flussi migratori. Il movente è altrettanto indubbio, sarebbero i fondi che l’Europa potrebbe elargire all’Italia per fronteggiare la presunta emergenza (è lo stesso ministro dell’interno ad ammettere tutto senza provocare nessun sussulto ad una popolare trasmissione politica).

Nulla di nuovo da una politica che ormai si nutre di emergenze e solo grazie ad esse riesce a mantenere saldo il controllo sociale, d’altronde la popolazione è esausta e le normali leggi non bastano a gestire il malcontento. Nulla di nuovo da un sistema disumano che tratta esseri, idee e dignità come merci da vendere e comprare… il vero problema è sito nell’assuefazione e nella compenetrazione che il sistema politico e mediatico ha sulla società, rendendo i telecittadini sempre più disponibili a guerre tra poveri, tra etnie, tra religioni, culture… Ed è in questa cornice che ritroviamo ronde di cittadini pronti ad acciuffare clandestini in fuga dalla tendopoli di Manduria per poi  ricacciarceli dentro con la forza. Invece alcuni  lampedusani sono pronti ad applaudire la sfilata del politico di turno mentre impediscono lo sbarco ai migranti reduci della  perigliosa traversata. Per non parlare di tutte le autorità politiche che hanno giocato al rimpiattino trattando le persone come pacchi indesiderati da rimandare al mittente, laddove come a Genova non si è risolto il problema, dando direttamente fuoco alle strutture per evitare di ospitare i tunisini, quasi come fossero portatori di peste bubbonica. Pregiudizi e paure si alimentano tramutandosi in razzismo anche laddove era impensabile. L’infantilità del meccanismo è palese la MIA terra, la MIA casa, il MIO lavoro… frasi che starebbero bene solo in bocca a poppanti, diventano una giustificazione accettata e ripetuta da una popolazione ignorante e servile. Di che proprietà vanta diritto chi ha permesso supinamente che il territorio in cui vive sia ricettacolo di nocività, petrolchimici e raffinerie, discariche ed inceneritori, che possesso si reclama sui campi che  qualcuno ha avvelenato con radar, trivelle, piloni d’alta tensione e ripetitori, che esclusività si gode su mari trasformati in fogne e depositi di scorie chimiche.  Di quali case si parla? Forse di quei cubi di cemento in cui è stata tolta la possibilità di guardare l’orizzonte, forse quelle gabbie con 4 alberi, oasi in un deserto di asfalto, acciaio e gas di scarico. Mentre pochi uomini guadagnano quanto intere popolazioni, di che lavoro si ciancia? Di quel “nobile” ricatto che frutta malattie e morte in cambio di 4 soldi, parlano di quel lavoro che perderanno se non accetteranno di essere sfruttati per più ore possibili e con minor ricavo possibile?

Nessuno si è lamentato più di tanto, nessuno ha combattuto ma ha anzi accettato con il proprio voto di rimettere nelle mani altrui tutto ciò che aveva, parcellizzando e delegando la propria salute, la propria socialità, il proprio benessere.

Certo è difficile capire che la proprietà esiste solo perchè pochissime persone verticisticamente possano comandare tutte le altre, ma il cittadino illuso, abbagliato dallo Stato e dal luccichiò delle ricchezze, che il capitalismo finge di offrire, crede come proprio qualcosa che non lo è e su cui non si ha nessun diritto decisionale.  Così vittime silenti, e spesso ignare, di continue imposizioni si trasformano in infanti soldatini pronti a difendere gli averi di cui ci si è sempre disinteressati, solo adesso che sono minacciati dal pericoloso barbaro.

Mentre vengono allestite tendopoli, instaurati Super Cara* , riempiti Cpa e Cie, si profila una nuova vittoria per i padroni della democrazia da televoto e della cultura delle soubrette. Il governo riesce perfettamente, anche nell’obiettivo di indurre confusione, e così capita di vedere le scialbe e sinistre opposizioni antirazziste manifestare insieme a  gruppi neonazisti come Forza Nuova o a sfilare con sindaci opportunisti che non vogliono stranieri** ma che mascherano la loro intolleranza con motivi umanitari***. Chi in tutto questo gran ciarlare caritatevole, ha mai discusso sui metodi in cui la comunità internazionale come ad esempio HCNUR smista i migranti bollandoli come rifugiati o clandestini, o come il governo divide i regolari dagli irregolari? Per capire cosa si cela dietro dichiarati intenti umanitari ad esempio basta vedere che son dei patti bilaterali ed economici a stabilire gli afflussi nel nostro paese. La Tunisia teatro di continue rivolte e repressioni è un paese politicamente instabile e in grave crisi economica, dove la vita dei giovani è continuamente in repentaglio allora perchè chi proviene da lì viene classificato come clandestino e non come rifugiato? Che fine hanno fatto le roboanti dichiarazione dei governanti UE che invocano a gran voce il rispetto dei diritti civili sulle popolazioni dei paesi africani sotto dittatura? La pietistica maschera indossata dallo Stato cede per rivelare gli affari che il suo ripulito lessico nasconde. A far da padrone nascosti da “interventi umanitari” e “villaggi solidali”, sono sempre i vecchi e cari soldi, pronti a stabilire la rispettabilità di una persona dove le appartenenze alle nazioni servono a garantirle.

E se non hai le carte in regola sei un criminale, che conviene internare o cacciare, anzi bisogna ringraziare l’uso moderato della forza perchè alcuni eminenti onorevoli, se avessero carta bianca, ti  vorrebbero anche fucilato sul posto, è così, ammettono, che funziona nei paesi civili…(Come fanno gli spagnoli a Ceuta e Melilla)

Chi in tutto questo bailamme di dichiarazioni contrastanti, soluzioni “finali” e (in)differenti posizioni si è mai chiesto con che diritto si punisce una persona rea solamente di essersi spostata dal luogo in cui è nata ad un altro. Ah già ma è l’indiscutibile diritto dello stato, la cosiddetta giustizia, quella che propugnano coloro che sono fedeli ad oltranza ad un sistema fallimentare. Ossequiosi vigliacchi si riempiono la bocca di leggi, decreti e regolamenti infallibili, riuscendo ridicoli idioti, mentre ci viene in mente, che le loro giusta fondamenta sono state promulgate dalle peggiori canaglie in circolazione.

Mineo, Villaggio degli Aranci.

*Il Villaggio degli Aranci, ex base alloggio per i militari di Sigonella della parmense Pizzarotti è adesso il Villaggio della Solidarietà modello di accoglienza per tutta l’Europa. Il campo che ospita fino a 2000 richiedenti asilo politico è  recintato, monitorato e telesorvegliato 24 ore su 24, molto distante dal tessuto cittadino, privo di qualsiasi servizio per i migranti conta 200 forze dell’ordine e 100 militari schierati secondo un patto per la sicurezza stipulato tra il governo e le autorità dei comuni limitrofi. La retorica governativa parla di solidarietà mentre  sono già centinaia ad essere scappati da quello che sembra più un moderno campo di prigionia che un esempio di  integrazione.
**  Come ad esempio il sindaco di Mineo, che appena ricevuta notizia che nel Villaggio degli Aranci, ex base alloggio per i militari di Sigonella della parmense Pizzarotti, sareberro arrivati qualche migliaio di richiedenti asilo politico, ha mostrato subito la sua preoccupazione per la possibilità che i suoi cittadini venissero derubati delle arance, preziosa risorsa del territorio. Per non parlare del presidente delle regione Sicilia Raffaele Lombardo che preoccupato per un casale che ha in zona ha chiesto retoricamente se bisognasse armare di fucili gli abitanti del luogo.
***Stupisce poi l’apprensione delle autorità trapanesi per la tendopoli che posta in località Kinisia sarebbe stata dannosa alla salute dei migranti perchè posta in vicinanza di terreni contaminati da amianto, quando prima non si sono mai fatti problemi per avvelenare la loro stessa popolazione.

URGENTE

OPERAI E RUSPA A FLUMINIMAGGIORE. CHI PUO’ VADA.(H 10 :40)

SARDEGNA -BLOCCATI CANTIERI PER L’INSTALLAZIONE DI RADAR MILITARI

Da qualche giorno 4 cantieri militari per l’installazione di Radar sono stati occupati e bloccati.
Presidi 24 h su 24 impediscono la ripresa dei lavori che in entrambi i casi sono durati solo un giorno o due. Le installazioni dovrebbero essere 4 in Sardegna più altre 14 sparse nel resto d’Italia e fanno parte del progetto dell’Unione Europea di potenziamento delle frontiere esterne della “Fortezza Europa” in difesa dai flussi migratori provenienti dal Nord Africa.

I siti sono tutti sulla costa occidentale dell’isola, da Sud a Nord nei comuni di Sant’antioco, Fluminimaggiore, Tresnuraghes e Sassari.

La ditta appaltatrice è ALMAVIVA del gruppo FINMECCANICA mentre l’opera nel complesso è affidata alla GUARDIA DI FINANZA.

CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DI TERRITORI E I DANNI AMBIENTALI E SANITARI DA ESSA CAUSATI LE POPOLAZIONI HANNO DECISO DI OPPORSI A QUESTO PROGETTO BELLICO.

I PRESIDI SONO TUTT’ORA IN CORSO.
PER LA SOLIDARIETA’  CON I MIGRANTI, CONTRO  LA MILITARIZZAZIONE DEI TERRITORI

IL GRUPPO NOBORDER SARD DA LA PIENA SOLIDARIETA’ AI PRESIDI DEI COMITATI NORADAR ED ALLE OCCUPAZIONI CONTRO LA COSTRUZIONE DEI RADAR ANTI-MIGRANTI
Per info, adesioni e partecipazioni ai presidi:

noradarcaposperone.blogspot.com

In otto ore approdati 1250 profughi ma nessuna traccia dei migranti in difficoltà

Le motovedette della guardia di finanza e della capitaneria hanno soccorso cinque imbarcazioni con  profughi in gran parte provenienti dalla Libia. La staffetta dei mezzi italiani per portare in salvo 500 persone a bordo di un peschereccio-relitto col timone in avaria. Non si hanno notizie della “carretta” che ieri sera ha lanciato l’Sos

In otto ore approdati 1250 profughi ma nessuna traccia dei migranti in difficoltà

Non è ancora stato rintracciato il barcone con 220 profughi, tra i quali molte donne e bambini, che ieri sera ha lanciato l’Sos mentre si trovava a circa 80 miglia dalle coste libiche, al confine con le acque di competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso. Il telefono satellitare con il quale i migranti ieri avevano chiesto aiuto “all’Italia e a Malta”, sostenendo di imbarcare acqua e di essere in difficoltà continua a squillare a vuoto.

FOTO I migranti soccorsi oggi

Non è possibile, quindi, stabilire l’esatta posizione del barcone attraverso il Gps dell’apparecchio. In un primo momento si era pensato che il barcone fosse uno dei sei avvistati nel Canale di Sicilia, poi scortato da una nave militare. Ma successivamente è stato accertato che si trattava di un’altra imbarcazione. Le autorità maltesi hanno diramato una segnalazione a tutte le navi in transito nella zona, comprese quelle della Nato impegnate nelle operazioni militari in Libia, e la Guardia costiera ha inviato nell’area una motovedetta.

Nelle ultime otto ore sono stati soccorsi dalle motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza cinque barconi per un numero complessivo di oltre 1250 migranti. Dopo la prima “carretta” con 166 profughi, approdata all’alba di stamani, sono sbarcati sull’isola altri 265, 191 e 142 profughi, tra i quali numerose donne e bambini.

Le immagini delle imbarcazioni a largo dell’isola

Ed è arrivato in porto il primo gruppo di una ottantina dei circa 500 migranti che erano su un barcone alla deriva con il timone in avaria. Gli extracomunitari sono stati soccorsi e trasbordati su unità della guardia di finanza e della guardia costiera che hanno fatto da staffetta per il trasbordo dei profughi. “L’imbarcazione era in avaria per la rottura del timone e del motore e c’era anche una falla da cui entrava acqua – spiega il comandante della capitaneria di porto di Lampedusa Antonio Morana – Così abbiamo deciso di fare una ‘staffetta’ per soccorrere i profughi”.

Un sesto barcone, anche questo alla deriva a circa 25 miglia da Lampedusa, è stato infine soccorso da altre motovedette della guardia costiera. I profughi stanno tutti bene e non presentano particolari problemi di salute. Tra loro anche donne in stato di gravidanza.