Archivi del mese: marzo 2012

Agrigento – Protesta nel Cara, trattenuto un operatore

I migranti richiedenti asilo, contenuti nel Cara di Agrigento stanno protestando in modo determinato contro la condizione di sequestro-abbandono a cui sono sottoposti. Hanno deciso di trattenere un operatore e si sono rifiutati di rilasciarlo. In attesa di aggiornamenti e solidarietà, riportiamo quanto segue dai media di regime:

fonte: repubblica palermo

Un gruppo di 18 nigeriani, tutti uomini e maggiorenni, richiedenti asilo, si è asserragliato all’interno del centro di accoglienza situato a Palma di Montechiaro, lungo la Strada Statale 115, trattenendo all’interno anche uno degli addetti alla gestione della comunità, Luigi Tannorella, un italiano di 33 anni.

Sul posto si sono recati i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro e i vigili del fuoco di Agrigento perché si teme che i manifestanti possano dare fuoco alle suppellettili in segno di protesta. La tensione è comunque altissima e una segnalazione è già stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Agrigento dove si ipotizzano anche i reati di violenza privata e sequestro di persona.

L’addetto della comunità tenuto in ostaggio sta comunque bene e non sarebbe stato sottoposto ad alcun maltrattamento. I profughi sono giunti da Lampedusa nel giugno scorso e da ormai dieci mesi sono trattenuti nel centro. Protestano perché vogliono essere trasferiti nel centro di Mineo a Catania dove molti di loro hanno parenti e amici. Il centro di Palma ospita in tutto 24 persone, ma sei di loro si sono dissociati dalla protesta.
I nigeriani non hanno raccolto i ripetuti inviti della polizia a rilasciare l’uomo.

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Un’altra battaglia in corso Brunelleschi

Dopo due mesi di relativa tranquillità si riaprono le danze dentro al Cie di corso Brunelleschi a Torino. Questa sera, poco prima delle nove, un bel po’ di prigionieri dell’area rossa hanno tentato la fuga, uscendo dall’area e provando a raggiungere il muro. Intercettati dalla polizia, sono stati riportati nell’area. Da lì in poi, il casino: anche nelle altre sezioni è iniziata la rivolta, con la gente che spingeva sulle reti e le danneggiava nella speranza di guadagnarsi la libertà. In mezzo alla confusione sono stati appiccati anche degli incendi. Ottenuti i rinforzi, la polizia ha circondato il Centro con le volanti e una qurantina di agenti in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell’area blu, per tranquillizzare gli animi a forza di manganelli e lacrimogeni.

Ascoltate questa ascoltatrice di Radio Blackout, che racconta in diretta i tentativi di fuga che continuano oltre un’ora e mezza dopo l’inizio della rivolta, tentativi in parte vanificati dalle indicazioni date alla polizia da alcuni dei vicini di casa ai balconi:

La tensione, in realtà, era già cominciata a salire nella notte tra venerdì e sabato e nella mattinata di sabato, quando in due momenti diversi due reclusi avevano tentato il suicidio e per lunghe ore nessuno dei loro compagni aveva ottenuto notizie riguardanti la loro salute.

Aggiornamento ore 23. Non riuscendo a scavalcare il muro uno dei ribelli si è arrampicato su di un’alta struttura lungo il perimetro del Centro. I poliziotti sono sotto e tentano di convincerlo a scendere; lui, per contro, li sbeffeggia.

Aggiornamento ore 23,30. Il recluso è sceso ed è stato messo in isolamento, almeno sino a domani.

Aggiornamento 5 marzo. La situazione dentro al Centro è ritornata ad una relativa calma. Nessuno dei protagonisti del tentativo di fuga è in isolamento e nessuno è stato arrestato; in molti però sono ammaccati per le botte.

Ascolta qui il racconto di un compagno torinese ai microfoni di Radio Onda d’Urto, che rimette ordine nei racconti su questa serata di “guerra” dentro a corso Brunelleschi…

http://www.autistici.org/macerie/wp-content/plugins/audio-player/player.swf

…e ascolta pure la testimonianza di un recluso:

Aggiornamento 6 marzo, ore 23. Nuovo tentativo di fuga, questa volta dall’area gialla. In una decina riescono ad uscire dall’area, ma vengono ripresi poco prima del muro.

Leggi una piccola rassegna stampa su queste due serate nel Centro.
Torino, 5 marzo
«Sassi contro la Polizia e lacrimogeni: disordini al Cie in corso Brunelleschi
E’ stata una serata di disordini quella appena passata. All’interno del Cie di corso Brunelleschi alcuni immigrati hanno dato vita ad una sassaiola contro la Polizia, seguita da un incendio alla sala mensa

Era da Capodanno che non scoppiavano disordini all’interno del Cie di corso Brunelleschi e ieri sera è tornato il caos. Alcuni immigrati – si apprende dalla Questura – hanno lanciato calcinacci e altri oggetti contro gli agenti di Polizia che hanno risposto con il lancio di lacrimogeni. Inoltre alcuni immigrati hanno divelto alcune grate del Cie e hanno tentato di fuggire, ma sono stati fermati dalla Polizia prima che riuscissero a lasciare le strutture del centro.
Dopo l’inizio dei disordini nella “area blu” del Cie, i disordini si sono estesi nei locali della mensa, dove alcuni immigrati hanno fatto scoppiare un incendio. Sul posto sono infatti intervenuti i Vigili del fuoco per spegnere le fiamme, mentre la Polizia lanciava lacrimogeni per riportare l’ordine.
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TorinoToday

Torino, 7 marzo
«Immigrati: in 12 tentano fuga da Cie Torino, bloccati

Bloccato dalla polizia un nuovo tentativo di fuga dal Centro di identificazione ed espulsione di Torino. Ieri sera intorno alle 22 dodici ospiti dell’area gialla della struttura hanno divelto un pannello e tentato di scavalcare il muro di cinta ma sono stati fermati dagli agenti. La situazione e’ poi tornata alla normalita’ poco prima delle 23,30.»

La Repubblica Torino

NUOVO NUMERO DI SA TIRIA

NUOVO NUMERO DI SA TIRIA – SCARICABILE ANCHE DALLA SEZIONE LINK UTILI

http://www.mediafire.com/?kcelnq4rbm8ax7x     FRONTE

http://www.mediafire.com/?zewmvfwxa8qrdrg    RETRO

Claudio D’Orazi, il processo va avanti

Aggiornamento:

ANSA) – BOLOGNA, 23 FEB – Dimezzata in secondo grado la pena per il poliziotto Claudio D’Orazi, accusato, come assistente capo all’epoca in servizio all’ufficio immigrazione della Questura di Bologna, di aver ottenuto favori sessuali da donne straniere in cambio di una corsia preferenziale sulle pratiche per il rilascio del permesso di soggiorno. Il Gup Bruno Perla lo aveva condannato nel 2013 a sei anni e otto mesi, mentre i giudici della terza sezione penale della Corte di Appello hanno deciso per una pena di tre anni e mezzo. E hanno riqualificato l’accusa, accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato Gabriele Bordoni: da concussione sessuale ad induzione a dare o promettere utilità, reato di più recente introduzione.
D’Orazi, 49 anni, cesenate, venne arrestato il 13 marzo 2012.
Era emerso dalle indagini che il poliziotto aveva contattato e fatto visita alle donne immigrate nelle loro case promettendo aiuti in cambio di prestazioni: erano due i casi contestati. Continua a leggere