Due passi a Macomer

Sabato primo Febbraio si è svolto a Macomer un corteo contro la neo apertura del CPR, lager per migranti, avvenuta il 20 gennaio scorso.

Una cinquantina di persone ha percorso le vie centrali del paese dopo essere state “rimbalzate” da un folto schieramento di forze dell’ordine poste all’ingresso della strada di accesso alla struttura. Nei giorni precedenti il corteo sono stati tanti gli allarmismi alimentati dai giornali e da comitati contrari non al CPR in se ma alla presenza dei migranti visti come una minaccia per il quieto vivere del paese.

Dopo la chiusura del carcere l’attuale sindaco di Macomer, ora agli arresti per posti di lavoro pilotati, decise di investire tanto nel progetto del CPR, cercando di trasformare la carcerazione e la detenzione dei migranti in una svolta economica per il paese. L’assurdità di questa teoria sta proprio nel fatto che rispecchia la società attuale in cui la prigionia è vista come un punto di ripartenza economica e non come un’aberrazione da cancellare.

Vorremmo dire che le persone hanno risposto con calore alla presenza dei manifestanti , ma in realtà quello che c’è stata è tanta apatia, tanti sbirri e solo poche persone si fermavano incuriosite dai volantini.

Dopo la lunga passeggiata sicuramente resta la voglia di riprovarci e di prendere questa giornata come un primo passo verso una lotta di lungo respiro come quella che riguarda i CPR.

Fuoco alle galere, ed anche ai lager.

 

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