Archivi del mese: maggio 2017

La RWM si allarga ancora

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Nuove cattive notizie arrivano da Iglesias. E confermano più che mai la “vocazione guerrafondaia del sulcis”, l’industria della guerra -pubblica e privata- sembra l’unica in grado di attecchire e espandersi.

La RWM sta provando a insediarsi anche oltre lo stabilimento di Domusnovas, gli industriali tedeschi hanno messo gli occhi su un capannone attualmente inutilizzato nella zona industriale si Iglesisas, Sa Stoia.

L’uso finale del capannone è poco chiaro, tra le varie voci presenti nel documento recapitato al comune di Iglesias, spicca quella di un deposito di materiali infiammabili. Il via libera per iniziare i lavori di messa in sicurezza potrebbe arrivare entro la fine di giugno. Cercheremo di tenervi aggiornati, benché la direzione della RWM si impegni sempre moltissimo a non far uscire notizie riguardati il suo funereo operato, nel frattempo consigliamo la lettura di questo link di Sardiniapost sito dal quale abbiamo appreso la notizia.

http://www.sardiniapost.it/cronaca/rwm-ci-prova-bombe-domusnovas-deposito-liquidi-infiammabili-iglesias/

PRIMO MAGGIO D’ ATTACCO PER L’ AUTOLIBERAZIONE DAL CARCERE DI BRUGOLI

Obbiettivo: Evadere

Esito: Evasione non conclusa (che non è un fallimento!)

Causa: Il fortissimo vento bastardo!

Progetto: Riscattarmi allargando lo sguardo sovversivo della vendetta e lanciare una campagna di atti per l’autoliberazione.

Braccato in ogni spiraglio di movimento, con tutte le conseguenze maniacali di controllo che questo implica nel vissuto quotidiano carcerario che mi mette in cella 21 ore al giorno, per agire ho aspettato l’ultima perquisizione del 30 maggio, burlandomi dei carcerieri anche durante le battiture che fecero durante la giornata. Le ore d’aria che trascorro si fondono tra l’elaborazione teorica e pratica che mi ha portato a raggiungere un perfetto piano di fuga giacchè viene individuato un limite del controllo nella sua sofisticata complessità del meccanismo di controllo, delle falle, che si posso rintracciare in qualsiasi galera e che ne rivelano le sue intime debolezze.

Nonostante la soggezione che vorrebbero imporre sull’infallibilità che si costruiscono dal totalitarismo e perfezione del sistema carcerario, in realtà vi sono sempre degli spazi. Uno spazio del carcere che ho occupato e liberato dal momento in cui è iniziata l’azione.

Era una giornata di vento molto forte e la scelta del primo maggio derivò da un concreto calcolo tattico, in cui ci fu una consistente mancanza di personale, tanto da utilizzare la guardia addetta al monitoraggio diretto delle telecamere dei passeggi per aprire e chiudere quest’ultimi.

Che poi abbia combaciato con questa giornata di lotta, che si rinvigorisca allora la quotidianità delle azioni dirette anarchiche, che purtroppo è a livelli molto bassi… eludendo dunque il controllo visivo della guardia dal passeggio mi arrampico sul tetto come una scimmia pronto a tutto e corro come un fulmine per tutto l’edificio, arrivando nel punto in cui sono saltato giù da un’altezza di 4 metri, dirigendomi sotto la finestra della cella dove stavo io , per recuperare i 7 bastoni nastrati, legati e incollati di lungo, alla cui sommità vi era legato un gancio di ferro (che si trova all’interno di tutte le celle di tutte le galere, basta un’osservazione attenta) e alla base di quest’ultimo vi era collocata saldamente la lunga “corda” intrecciata. Il tutto era stato lanciato la notte dalla finestra della cella facendo un buco nella dura e snervante griglia di ferro.

Prendo quindi la mia lancia di libertà e inizio ad arrampicarmi velocemente sulla ringhiera interna per portarmi davanti al muro di cinta. Sapevo che le telecamere della perimetrale registravano senza visione diretta, come pure sapevo che il sistema antievasione, cioè la rete antiscavalcamento coi relativi sensori d’allarme non fossero in funzione. Inizio subito con gli occhi scintillanti a sollevare i 7 bastoni funzionali ad appoggiare il gancio nel muro di cinta o direttamente nella trave della rete, ma un’ infame raffica di vento fortissima mi trancia in due la mia lunga asse, avvertendo un colpo al cuore per la merdosa sfiga, venendo giù tutto il materiale meticolosamente preparato. Non perdendomi mai d’animo mi adopero nel riassemblare la parte danneggiata con delle cordicelle che mi sono portato dietro e slegando e strappando il punto di giuntura in prossimità del danno, facendomi perdere minuti preziosi.

Terminato il lavoro rialzo immediatamente il mio lungo bastone armato e mentre stavo sul punto di agganciare, delle raffiche di vento più forti di prima mi sballottano da una parte all’altra per cercare di sostenere l’equilibrio spaccando di lungo un’ intero bastone e spezzandone un altro! Porci maledetti! Non posso credere a tutta questa sfiga! Non dandomi per vinto, riprendo il lavoro di aggiustamento, eliminando il bastone inutilizzabile e il pezzo spaccato con cordicelle e materiale delle giunture. Sono già passati dieci minuti e tra altri dieci si accorgeranno della mia assenza. Quando per la terza volta, sbavando di rabbia, rialzo l’artefatto artigianale contro l’opprimente muro di cinta, come avevo già previsto, con la perdita di quasi due metri di bastone, quelli rimasti non furono sufficienti per poter agganciare e anche cercare di lanciarlo è stata impresa inutile. Cazzo!

Non può finire così e allora corro nella parte interna del carcere in direzione dello scarico-carico merci e mi porto dietro un bidone grande della spazzatura, lo colloco ai piedi dell’infame muro e ci salgo sopra insieme a quello che ne resta della mia unica arma di fuga che tiro su, ma ancora non arriva, però manca poco.

Riesco,alla fine ad agganciare con ripetuti lanci. Finalmente!

Ma intanto sono passati circa venti minuti e quando mi arrampico nella corda per raggiungere la cima, dall’altra parte del muro c’era una sentinella pronta a spararmi mentre gli altri mi circondavano da sopra il muro e da sotto.

Questa operazione era stata calcolata nel portarla a termine in 45 secondi dove già mi vedevo correre nei boschi circostanti!

Per niente sconfitto, ma in collera con tutta questa mala sorte mi conducono in cella liscia e dopo 11 giorni mi viene di nuovo applicato per 6 mesi il 14bis.

La liberazione passa anche dalla libertà dei corpi da dentro le gabbie che ci rinchiudono e nessun isolamento totale può castrare la passione di sentirmi più vivo, più libero, per un presente d’attacco che meriti di esser vissuto per un’anarchia da realizzare ora.

Oltre all’appropriazione del tempo del tempo per evadere, colpendo l’ordine costituito, senza riuscire nel mio intento per cause non dipendenti dalla mia volontà, l’azione voleva anche essere un mio contributo alla campagna di atti di auto liberazione lanciata da me, per gli impazienti, i nemici dell’autorità, per chi vuole mettersi in discussione senza freni di automatismo.

Sociopatico, per lanciarsi nella cospirazione.

Ricordiamoci che le scelte che facciamo oggi dettano il presente e quello che avverrà poi.

Ovviamente mai domo, anche perché non si è conclusa la vicenda, saluto tutti i refrattari che hanno deciso ora di agire.

Un abbraccio per l’anarchia ai compagni imprigionati e a quelli non sottomessi.

Davide Delogu.

I poligoni diventano monumenti..

Il poligono militare di Capo Frasca apre al pubblico in occasione della manifestazione “Monumenti Aperti” che domenica 28 maggio interesserà vari comuni fra cui quello di Arbus entro il quale ricade il poligono.

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Questa triste novità non ci stupisce, segna però un ulteriore passo avanti verso lo sdoganamento delle forze militari. Così dopo aver sentito che i militari grazie ai poligoni hanno preservato zone vergini della Sardegna, che le guerre in realtà sono operazioni umanitarie, che fare l’assassino in divisa è un lavoro come tanti altri, ci tocca anche sentire che un pezzo di terra, martoriato da decenni, completamente inquinato è un monumento…e quasi quasi vien da dire bene così che aprono i poligoni, almeno la gente vede lo scempio che ci fanno dentro, anche se sarà molto difficile che i militari mostrino le zone più compromesse, infatti pare che sarà visitabile solo la Torre Nuova.

In merito a questo fatto possono essere interessanti le seguenti dichiarazioni: “Questa è la dimostrazione pratica di come attività militari e interessi civili possano coesistere insieme. Questo importante evento – dichiara il delegato del Cocer interforze Antonsergio Belfiori – voluto dal comune di Arbus e sostenuto dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica si aggiunge ad altri tasselli importanti come la sospensione delle maggiori interdizioni dall’1 giugno all’1 ottobre in quanto non ci saranno attività esercitative, e la recente vertenza sugli indennizzi dei pescatori con procedure già operative. Tutto ciò si aggiunge all’attuale confronto tra la Difesa e la Regione”.

“Domenica visiterò personalmente il sito aperto al pubblico – ha precisato Belfiori – per sottolineare che militari e civili possono e devono coesistere insieme trovando, laddove necessario, nuove forme di comunicazione e più celeri procedure che permettano un modo più snello e veloce per accedere a questi siti naturalistici di pregio rimasti intatti proprio grazie alla presenza militare e sottratti alla cementificazione selvaggia che ha negativamente caratterizzato il nostro paese”.

Rassegna cinematografica antimilitarista

ANTIMILITARISMO rassegna cinematografica

Biblioteca Autogestita Zarmu (B.A.Z.) – via San Giacomo 177, Cagliari  Ingresso libero

 il Resoconto, la Memoria, la Lotta – raccontare, raccontarsi, conservare la memoria

 La RASSEGNA nasce dall’esigenza di elaborare un discorso autonomo relativo alle lotte portate avanti in Sardegna e fuori dalla Sardegna. L’intento è dare spazio e mettere a confronto differenti modi di raccontarsi e raccontare, di costruire e conservare memoria.

 Venerdì 26 maggio 2017 Ore 18.30 Sa Lota – Pratobello 1969 di Francesca Ziccheddu e Maria Bassu

Produzione: Cinema dei Poveri  Anno:2005

“Sa Lota” è il racconto della resistenza di tutto il paese di Orgosolo, nel 1969, alla militarizzazione del territorio di Pratobello destinato al pascolo. Uomini e donne raccontano in prima persona di quando si opposero con la forza della solidarietà e della partecipazione collettiva ad una usurpazione che non teneva conto della volontà della comunità di Orgosolo.

Un intero paese, “il popolo si è mosso compatto”, ed in particolare le donne, “la forza maggiore”, hanno respinto l’occupazione militare di un poligono di tiro che sarebbe diventato permanente nei terreni utilizzati per il pascolo. L’azione assembleare e la resistenza hanno reso possibile la cacciata del contingente dell’esercito, dei carabinieri, poliziotti e baschi blu.

L’importanza di un evento storico come questo sta anche nella sua trasmissibilità; per questo il Cinema dei Poveri, piccola realtà indipendente di autoproduzioni, ha scelto di sostenere la realizzazione di questo documentario.

Le riprese sono state effettuate nel 2002-2003 e il montaggio nel 2004. Il documentario è stato presentato al pubblico solo due volte, nel maggio del 2005, a Orgosolo e Cagliari.

Alla proiezione seguirà un dibattito a cui parteciperà Francesca Zicheddu, una delle realizzatrici del film.

 Venerdì 09 giugno 2017 Ore 18.30 

  • Un’antologia – Trident Juncture Teulada 3 Novembre 2015 di Tifiamo Rivolta e Rete NO Basi

Punti di svolta – Memorie del 3 novembre – Quando i limiti vengono valicati – Il giorno in cui non distruggemmo nulla – Ringraziamenti per la giornata di lotta storica

  • Liberi dalle bombe di Lorenzo Sibiriu

Salutiamo l’alba, fermiamo le bombe – Domusnovas 29/07/2016

Capo Frasca 23/11/2016

Corteo funebre per lo Yemen – Domusnovas 03/04/2017

Autoproduzioni di recenti lotte antimilitariste in Sardegna.

 Venerdì 23 giugno 2017 In collaborazione con Funivie Veloci nell’ambito della mostra “Disarmante”

Ore 18.30: Video impressionista in un montaggio di contrappunto tra spiagge, coste, mare di Sardegna e poligoni militari, presenta il cineasta Tomaso Mannoni, Italia 2017.

Ore 19.30: “Oltre l’Aporìa”. Esperimento audiovisivo di autorappresentazione dal basso della lotta antimilitarista in Sardegna, di Cladinè Curreli, Italia 2017.

Ore 20.00: “De l’autre côté des montagnes” (Sott. ITA), di Fatima Bianchi, Francia 2017.

A Briançon, due comunità si incontrano: quella dei migranti provenienti dall’Africa, arrivati in Francia dopo mesi di cammino e fatica, e quella di un gruppo di volontari della città. Si instaurano nuove relazioni dall’equilibrio sottile attraverso un approccio umanistico e politico. Implicitamente, emerge una terza faccia, quella della città di Briançon, dominata dalle montagne, dove il paesaggio sembra rivelare una dimensione onirica.

Ore 20.30: “Parole De Bandit, Cédric Herrou, condannato per delitto di solidarietà” di Jean Boiron Lajous, Francia 2017.

Breve racconto di chi sono quelli che non rispettano la legge, mentre le autorità francesi portano minori in Italia?

 Venerdì 07 luglio 2017 Ore 18.30 Il grano e la volpe di Vincenzo Guerrizio e Raffaele Manco

Prodotto da: Raquel Garcìa Álavarez, Francesco Deplano, Vincenzo Guerrizio, Raffaele Manco. Anno: 2015

Documentario che ricostruisce gli ultimi momenti dell’elicottero della Guardia di Finanza “Volpe 132”, scomparso nel nulla il 2 marzo del 1994 durante una missione di pattugliamento lungo la costa sudorientale della Sardegna. A bordo del velivolo il maresciallo Gianfranco Deriu e un giovane ufficiale, Fabrizio Sedda. Due giorni dopo l’avvio delle ricerche vengono ripescati alcuni frammenti del velivolo. Poi più nulla. Manca il relitto. Mancano i corpi. La vicenda che, vista la velocità con cui le forze armate hanno cercato di insabbiare tutto e i possibili depistaggi, viene chiamata l “Ustica sarda“, parla di nastri muti, servizi segreti e un pentito. La ricostruzione mette in luce un elemento inquietante: chi ha abbattuto l’elicottero doveva coprire un traffico d’armi.

Parteciperanno alla proiezione e al dibattito i registi del film.

 Venerdì 21 luglio 2017 Ore 18.30 I Ragazzi del Salvemini – Casalecchio di Reno (6-12-1990) di Giuliano Bugani e Emilio Guizzetti

Produzione: Associazione Culturale Ondanomala

Anno: 2006

Il 6 dicembre del 1990 un aereo militare precipita sull’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno causando la morte di 12 studenti. Il documentario, attraverso la voce degli studenti sopravvissuti, genitori dei ragazzi scomparsi, amministratori pubblici, avvocati e soccorritori, ricostruisce la vicenda anche con fatti inediti e mai scoperti dalla stampa dell’epoca.

Aggiornamenti sull’ampliamento della RWM

Giovedì 18 Maggio si è svolta a Iglesias la Conferenza di Servizi concernente la richiesta di ampliamento della RWM spa. Continua a essere spessa la coltre di incertezze intorno a questo, ormai fantomatico, Campo prove 140; non si riesce a capire cosa servirà.

Il tavolo è stato coordinato dal dirigente responsabile Dott.Ing. Lamberto Tomasi, era presente il sindaco Gariazzo.

Il responsabile ha fatto presente che non è pervenuta da parte del SAVI della regione Sardegna la VIA-Valutazione di Impatto Ambientale (Legge n°34 -7 agosto 2012- All. A1 che stabilisce che sono da sottoporre a VIA gli impianti industriali) problema posto anche dalla provincia di Carbonia-Iglesias.

Il rappresentante della RWM ha sostenuto che l’intervento non è assoggettabile a VIA né a verifica di assoggettabilità trattandosi di una traslazione degli impianti

Parere favorevole all’istanza di ampliamento è stata espressa solo dal rappresentante dei vigili del fuoco. Questo parere è stato vincolato al parere della Soprintendenza e dell’Ufficio Tutela Paesaggistica.

Nessuna risposta è pervenuta da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, della ASL7 e del Parco Geominerario.

Il dirigente ha confermato la necessità di un pronunciamento da parte degli organi competenti della Regione Sardegna e propone una nuova convocazione della conferenza, a scadenza 30 giorni. La proposta è stata accolta dai convocati presenti.

Le informazioni qui riportate sono state tratte da un verbale della conferenza.

 

Rinviata l’udienza di Davide

Stamattina di fronte al tribunale di Cagliari si è svolto il presidio in solidarietà a Davide. Qualche decina di compagni e compagne si sono ritrovati dalle 9 dentro e fuori dall’aula del tribunale dove si sarebbe dovuta svolgere l’udienza. Udienza che non si è svolta per assenza dei testimoni ed è stata rinviata al 26 ottobre.

Da ieri sera avevamo saputo che Davide era stato portato in Sardegna per l’udienza, per fortuna niente videoconferenza; questo ci ha permesso di vederlo e salutarlo.

Rilanciamo l’appello lanciato da lui stesso a scrivergli prima che gli blocchino la corrispondenza:

DAVIDE DELOGU – Contrada Ippolito, 1 – 96011 Augusta (SR)

DAVIDE LIBERO — TUTTE LIBERI —- FUOCO ALLE GALERE—

Cassa antirepressione Sarda

Campo prove 140

A proposito dell’imminente allargamento della RWM:

Campo prove 140

In vista del presidio del 17 una lettera di Davide e un testo di alcun* compagn*

Diffondiamo qui di seguito alcuni stralci di una lettera scritta da Davide, imprigionato nel carcere di Augusta, Siracusa. 
 
Il 1° di maggio Davide ha tentato di evadere dall’infame lager di stato ove si trova, rinchiuso da mesi con un trattamento di “particolare osservazione”, giustificato dalla direzione con la motivazione dei suoi legami con i compagni anarchici e rivoluzionari. Non abbiamo ricevuto ad ora un racconto dettagliato di quanto successo, quindi ci limitiamo a dare notizia della, purtroppo non riuscita, evasione. Sappiamo dal colloquio avvenuto oggi con l’avvocato che Davide si trova in isolamento punitivo per 15 giorni, nonostante ciò sta bene e il suo morale è alto!
 
Il 17 di maggio ci sarà l’udienza a Cagliari, dove Davide è imputato per le rivolte avvenute nel carcere di Buoncammino nella primavera-estate del 2013. Come altri, Davide non si è mai rassegnato a tutti i “particolari” trattamenti che gli sono stati riservati dalle varie direzioni carcerarie e dal DAP: nonostante i trasferimenti continui, la reiterazione dell’isolamento punitivo con il provvedimento del 14 bis per quasi due anni, l’esclusione dalle banali attività quotidiane come l’accesso alla palestra, alle aule studio e alle attività, Davide ha continuato a lottare e a tentare in ogni modo di sottrarsi ai continui abusi riservatigli, senza mai arretrare rispetto alle sue convinzioni, anzi, ricercando in ogni modo e a qualsiasi costo la libertà. 
 
Siamo solidali con Davide e con tutti i carcerati di tutte le galere che scelgono di lottare contro il carcere e il sistema che lo permette e alimenta. 
 
Davide ci fa sapere di scrivergli e inviargli libri! Dice di farlo subito, prima che gli venga applicato, nuovamente, il 14 bis con la censura della posta.
 
Qui l’indirizzo: DAVIDE DELOGU – Contrada Ippolito, 1 – 96011 Augusta (SR)
 
 
Galera di Augusta, timbro postale del 14.4.17
 
… ho letto quel che è accaduto e sta accadendo nel carcere di Opera: avendo già vissuto anche situazioni analoghe, avverto quella necessità da parte dei detenuti di essere coinvolti nella partecipazione alle lotte collettive non statiche (i consueti scioperi di gruppo di vario genere) e di trovare dei metodi più appropriati da utilizzare. Se anche fuori si riuscisse ad attivare quella solidarietà che possa permettere loro di usare/osare di mettere in campo certi metodi che sconvolgano l’assetto punitivo e di isolamento brutale dei 14bis, da farlo almeno diventare un’arma a doppio taglio… 
Ormai è già passato un mese dal processo svoltosi a Cagliari (che è stato rinviato al 17 maggio…), con gioia ho visto la presenza solidale di numerosissimi compagn* con striscioni e con un volantinaggio in solidarietà: mi auguro che anche il fuoco refrattario possa riscaldare questa perenne lotta “sempre ainnantis” come nemici dell’autorità e delle sue sbarre.
Nei miei ultimi reclami al magistrato (di sorveglianza ndr), che faccio appositamente per sapere le ufficiali motivazioni ostative della mia detenzione, vengo a sapere che rientro nella retorica/ideologica misura emergenziale dell’antiterrorismo, che continua ad insidiarsi nei codici della repressione; e gli oppressori sono pure felici che gli attentati frequenti, che loro identificano di matrice religiosa, diano occasione alle interforze della sbirrocrazia eurologica di scatenare (ovviamente contro tutti i rivoluzionari e di tutto il “terrorismo” in generale) e applicare, alle individualità coinvolte e al sociale tutto, la somma dell’armamentario (che è in continua evoluzione come la tecno-scienza) a loro disposizione. Quindi non solo sono sottoposto a misure eccezionali quotidiane di “ordine e sicurezza”, in quanto detenuto in lotta anarchico non-sottomesso, ma anche “appartenente a organizzazioni terroristiche, giusta circolare del DAP 2013”, proprio nell’anno in cui furono le lotte collettive e la rivolta, nella galera Buoncammino di Cagliari e la tanto famosa “tentata evasione” e la successiva deportazione a Palermo nel primo isolamento del regime di tortura bianca del 14 bis (evadere è giusto e basta volerlo per poterlo fare, non vi è bisogno di tentare, lo si fa e lo si può fare, in tutte le galere!)
(…) 
Ai compagni in AS2 mando un saluto carico e solidale alla lotta che si continua a portare avanti nella quotidianità galeotta.
A tutt* i compagn* a cui ho scritto numerose volte, in relazione all’operazione “scripta manent” e di cui solo con due ho avuto riscontro.
E ovviamente un grido di guerra per tutti gli anarchici imprigionati nelle galere italiane. Siete tutti nei miei pensieri.
Un abbraccio nikilista e di fratellanza e sorellanza.
Davide

17 Maggio ore 9 presidio al tribunale di Cagliari in solidarietà con Davide

Mercoledì 17 si terrà al tribunale di Cagliari l’ennesima udienza della vicenda processuale-repressiva contro Davide Delogu.

Davide da tanti anni ormai è prigioniero, ma nonostante la lunga detenzione il suo spirito ribelle e la sua voglia di libertà non si sono mai spenti, anzi. Poco più di una settimana fa’, precisamente il primo Maggio, è stato fermato dagli agenti della polizia penitenziaria mentre tentava l’evasione dal carcere di Augusta nel quale è recluso (https://nobordersard.wordpress.com/2017/05/03/tentativo-di-evasione-di-davide-delogu-dal-carcere-di-augusta/). Il tentativo di evasione gli è costato lo spostamento in isolamento punitivo, questo potrebbe causare la richiesta al DAP della misura della videoconferenza per l’udienza del 17 (che però a quel punto forse verrebbe rinviata), cioè il prigioniero non viene più trasferito dal carcere al tribunale per assistere all’udienza, ma viene portato in una cella del carcere adibita a centro di comunicazione dove attraverso un monitor, un microfono e una telecamera segue e può interagire con il processo che si svolge a 1 o 1000 km da lui. Questa misura che aumenta notevolmente l’aspetto repressivo del carcere e della detenzione, si rivela anche un’ottima forma di ricatto nei confronti dei prigionieri (specialmente di quelli che scontano la pena lontano dai loro cari) che vedono nelle udienze uno dei pochi momenti di rottura della monotonia del carcere e la possibilità di intravedere volti amici e il mondo esterno alle mura. A oggi i processi in videoconferenza non sono ancora diffusissimi, non tutti i tribunali e tutte le carceri sono già sufficientemente attrezzate per soddisfare tutte le esigenze, ma sembra che l’intenzione sia proprio quella di diffonderli il più possibile, sia per risparmiare denari sui trasferimenti, ma specialmente per dare un ulteriore sterzata repressiva ai prigionieri.

Lottare contro la videoconferenza non è facile, alcuni prigionieri si rifiutano di utilizzarla non seguendo quindi neanche il processo dallo stanzino del carcere, in questo modo i processi vanno avanti senza di loro. In alcuni casi questa pratica ha portato a qualche piccolo risultato, non sappiamo se Davide verrà trasferito a Cagliari per il processo o se useranno la videoconferenza, e in questo caso non sappiamo se l’accetterà o meno.

Il nostro invito quindi è quello di partecipare numerosi al presidio del 17, per portare la massima solidarietà a Davide e alle lotte che nonostante anni di trasferimenti punitivi e regimi speciali continua a portare avanti; e anche per dimostrare a chi lo vuole isolare che Davide non è solo, che i suoi compagni e le sue compagne sono con lui.

MERCOLEDì 17 MAGGIO ORE 9 PRESIDIO AL TRIBUNALE DI PIAZZA REPUBBLICA A CAGLIARI.

DAVIDE LIBERO — NO ALLA VIDEOCONFERENZA — TUTTE LIBERI —

Cassa Antirepressione Sarda

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Serata benefit Cassa Antirep

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