Archivi del mese: maggio 2014

SE TURRI E’ INNOCENTE NOI SIAMO I ROLLING STONES…..

La settimana prossima, per la precisione mercoledì 4 Giugno, presso il tribunale di Cagliari, alle 11.30, si terrà l’ultima udienza per i cinque attivisti antipsichiatrici accusati di diffamazione dall’ex primario del reparto di psichiatria dell’ospedale di Is Mirrionis, Giampaolo Turri.
I fatti del processo risalgono al Maggio del 2009 nel reparto di psichiatria del Santissima Trinità: tre anni prima infatti, in quello stesso reparto, era morto in circostanze “misteriose” Giuseppe Casu, ambulante, ricoverato con un TSO e mai uscito vivo dall’ospedale.
Il 18 maggio 2009 il dott. Turri, dopo un anno di sospensione in quanto primario all’epoca della morte di Giuseppe Casu, sarebbe stato reintegrato nello stesso ruolo, così, schifati da quest’ ennesima prepotenza legata a tutta la vicenda, cinque attivisti si recarono fuori dal reparto, volantinando a pazienti, parenti e passanti un breve racconto di cosa era accaduto e cosa stava accadendo quel giorno nel reparto. Usarono per il dottor Turri l’appellativo, forse poco elegante, di ASSASSINO… Mentre volantinavano furono fermati da una volante della polizia che procedette con l’identificazione dalla quale partirono la denuncia e il processo.
Dopo svariate udienze, sempre abbastanza esilaranti, siamo giunti alla fine dell’iter processuale, gli accusati non si sono mai dissociati o pentiti dei fatti e aspettano speranzosi una difficilissima assoluzione.
Per questo è stato organizzato dall’Osservatorio Antipsichiatrico “L’orecchio di Van Gogh” un aperitivo per festeggiare l’ultima tappa di questa incredibile saga(MARTEDì 3 GIUGNO DALLE 19 E 30 IN PIAZZA MARGHINOTTI), che fra quattro processi, appelli, cassazioni, corti d’assise, parti anatomiche sparite, morti, contenzioni e volantinaggi vedrà forse i 5 attivisti come gli unici condannati…

in allegato il manifesto diffuso dall’Osservatorioturri

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Le immagini del CARA di Elmas da un lavoro dell’USB

elmas

 

 

 

 

 

 

http://sardegna.usb.it/index.php?id=85&tx_ttnews%5Btt_news%5D=74756&cHash=7c94282ab9&MP=73-244

Tensioni e disagi a Buoncammino

Due articoli degli ultimi giorni dell’Unione Sarda:

Giovedì 22 Maggio. Detenuto appicca incendio nella clinica
Buoncammino, salvato dagli agenti

Un detenuto con problemi psichici ricoverato nel Centro clinico del carcere Buoncammino appicca un incendio e viene salvato dagli agenti della Polizia penitenziaria che allontanano gli altri detenuti ricoverati nel Centro per evitare che rimangano feriti.

Il detenuto, ha segnalato la segreteria provinciale della Uil Penitenziari di Cagliari, era ricoverato in osservazione nel Centro quando ha appiccato il rogo. “La tempestività e la grande capacità operativa degli agenti in servizio nel turno serale ha permesso di mettere in salvo l’autore dell’incendio – ha sottolineato Raffaele Murtas, coordinatore provinciale della Uil Penitenziari – mettere in sicurezza gli altri detenuti e contrastare le fiamme prima che il fumo potesse rendere l’aria irrespirabile e vani i tentativi di soccorso”.

Secondo quanto affermato dal sindacalista quello di ieri è il quinto incendio che viene appiccato nel reparto. Murtas poi punta il dito contro l’Amministrazione Penitenziaria che “sembra ancora non accorgersi che Buoncammino non abbia la possibilità di gestire detenuti con gravi problemi psichiatrici. Auspichiamo che arrivino nell’immediato risposte concrete per evitare che queste dinamiche non avvengano anche nella nuova struttura di Uta”.

Domenica 25 Maggio: un detenuto aggredisce gli agenti

Il detenuto si è poi ferito con una lametta.

Aggredisce un agente della Polizia penitenziaria, poi si ferisce con una lametta e sputa sangue in faccia alla guardie. Ancora momenti di tensione all’interno del carcere cagliaritano di Buoncammino. Un detenuto ha aggredito un agente e si è ferito, mentre un altro – lo stesso individuo dell’incendio di pochi giorni fa – ha allagato la sua cella. Gli episodi sono avvenuti giovedì.

A renderlo noto è il coordinatore provinciale di Cagliari della Uil Penitenziari, Raffaele Murtas. “Dopo pochi giorni dall’incendio appiccato da un detenuto con problemi psichiatrici, dobbiamo segnalare un altro episodio che ha creato tensione. Anche in questo caso gli agenti hanno dimostrato grande professionalità nel gestire la situazione”. Il detenuto bloccato dai poliziotti è stato poi ricoverato nel reparto di psichiatria di un ospedale cittadino. Sempre giovedì lo stesso detenuto che aveva appiccato il rogo ha allagato la propria camera. “Ci stupisce l’immobilismo dell’Amministrazione – spiega Murtas – è stato comunicato che presumibilmente a giugno avverrà il trasferimento nel nuovo istituto di Uta, ci chiediamo come si possa iniziare la sorveglianza dinamica con dei detenuti ingestibili”.

Gli Artificeri si esercitano e una bimba resta ferita

da l’Unione Sarda

San Sperate, bambina ferita a scuola
durante un’esibizione degli artificieri

“L’incidente è avvenuto lunedì mattina nel cortile della Scuola media.

Sono stati assegnati sette giorni di cure alla bambina rimasta ferita durante un’esibizione degli artificieri dei carabinieri nel cortile della scuola. Durante una simulazione gli specialisti hanno fatto esplodere una valigetta. Una scheggia di plastica ha raggiunto al volto la studentessa che ha riportato una ferita sul naso.”

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Da tempo ormai è frequente la presenza delle forze militari al’interno delle scuole. Ricordiamo con il dovuto rigetto l’operazione “la pace si fa a scuola” in cui militi ignoti o meno proponevano una visione idealizzata del lavoro all’interno delle forze armate.

Dalle elementari all’università sono innumerevoli gli interventi di polizia , carabinieri e quant’altro per dare una “chance” alle masse studentesche e neolaureate e farli entrare così nel mondo delle divise e delle armi.

Chiamiamola “Pace”…

Un piano ben congegnato per abituare le persone alla presenza costante delle divise nel territorio rendendo così la loro presenza meno sgradevole ma sempre più invasiva e frequente.

L’esempio sopra riportato dal giornale locale è un esempio dei “benefici “che portano queste operazioni. Meno male che erano specialisti.

Direttamente dai muri di Cagliari e Hinterland

Ieri è uscita la notizia della contestazione da parte del Coordinamento antifascista Cagliaritano alla Destra Sociale Sardegna e alla prossima apertura di una sede a Monserrato. Riportiamo direttamente dai muri il testo del manifesto diffuso a Cagliari e hinterland:

La Destra Sociale Sardegna il 14 Giugno vorrebbe aprire una sede a Monserrato. BISOGNA IMPEDIRLO!Perché? Perché sono fascisti e non è accettabile che nella nostra città i fascisti aprano una sede.

Chi sono? Da dove vengono?

Il promotore è Gianmario Muggiri, candidatosi alle ultime elezioni comunali cagliaritane sotto il simbolo dell’M.S.I (Movimento Sociale Italiano), successivamente riciclato come coordinatore regionale di Fiamma Tricolore e ora esponente della Destra Socialea riprova del fatto che nonostante le varie sigle, le radici sono sempre le stesse: quelle della destra storica direttamente derivante dal fascismo che continua a portare avanti una politica razzista, maschilista, autoritaria e liberticida.

Ancora una volta i fascisti si inventano un nuovo nome per mascherarsi e approfittare del disagio sociale dilagante per i propri scopi. Non possiamo permettere che a Monserrato (in Via dei Gracchi 28), Cagliari e in tutta la Sardegna apra una sede fascista con i suoi seguaci locali e i loro squallidi contenuti e “valori”.

Monserrato, scritte e volantini contro la sede della Destra Sociale E’ scontro aperto

Da Castedduonline.it:

“Nessuno spazio ai fascisti”, scontro politico a Monserrato. Ingresso tappezzato di volantini nella nuova sede della Destra Sociale, in via Gracchi 28, che sarà inaugurata il prossimo 14 giugno. E scritte nei muri della strada a firma del Coordinamento antifascista cagliaritano. La denuncia viene fatta da Cristiano Meloni, coordinatore cittadino di Monserrato. “Questa è la democrazia della sinistra – spiega – quella estrema fuori dai partiti politici”.merde

“La Destra Sociale vorrebbe aprire una sede a Monserrato – si legge nei volantini – Bisogna impedirlo, perché sono fascisti e non è accettabile che nella nostra città aprano una sede con loro seguaci locali e i loro squallidi contenuti e valori”. “Il circolo di via dei Gracchi 28 – spiega il coordinatore Meloni – è un punto di ritrovo per la politica, per il volontariato e le famiglie: gli abitanti della via ci stanno dando la loro solidarietà sapendo ciò che facciamo. Sporgeremo denuncia ai carabinieri per questo atto vandalico e diffamatorio nei nostri confronti”.

NO TAVLa cassazione annulla gli articoli 280 e 280 bis, cioè la finalità di terrorismo e rimanda gli atti al Tribunale della libertà

Da Lastampa.it:

Per la Cassazione il terrorismo non c’entra con gli attacchi al cantiere dell’Alta Velocità in Val di Susa. Un punto a favore per i quattro attivisti No Tav, Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, legati all’area anarchica, in carcere da cinque mesi per aver lanciato petardi e bombe molotov durante un attacco messo a segno nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013.

Le motivazioni non sono ancora note, ma la Cassazione, ieri sera, ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame di Torino, che lo scorso gennaio aveva confermato le accuse della procura e respinto le istanze di scarcerazione dei difensori. «Questa è una piccola vittoria, per lo più sul piano giuridico, ma è uno spiraglio importante in vista del processo che si aprirà il 22 maggio di fronte alla corte d’Assise di Torino» dice Claudio Novaro, uno degli avvocati dei quattro No Tav, insieme ai colleghi Eugenio Losco, Giuseppe Pelazza. «Per ottenere la loro scarcerazione – aggiunge il legale – bisognerà attendere ancora un po’: la questione è complessa e dobbiamo prima esaminare le motivazioni. Intanto ci godiamo il risultato. Era importante sottolineare che è stato commesso un errore nell’applicare la legge. Finalmente qualcuno ci dà ragione». Adesso dovrà essere lo stesso tribunale del Riesame, in una nuova composizione, differente da quella precedente, a decidere sulla scarcerazione dei quattro imputati. Ma seguendo i criteri di diritto fissati dalla Cassazione, appena saranno noti.

La questione di fondo, in questo caso, è il terrorismo. O meglio la «veste» attribuita agli attacchi condotti contro il cantiere in quella notte di maggio. Secondo l’accusa furono lanciate dieci bombe molotov: nell’attacco un compressore prese fuoco e il fumo si propagò all’interno del tunnel esplorativo, dove stavano lavorando 11 operai. I legali dei No Tav, a prescindere dalla responsabilità individuali che saranno valutate dalla corte d’Assise, non hanno mai negato l’attacco, né l’intenzione dei manifestanti di sabotare il cantiere. Ma hanno sempre respinto con forza le finalità terroristiche delle loro proteste, la volontà di mettere in pericolo la vita di operatori e personale delle forze dell’ordine, e il tentativo di legare una lunga serie di attacchi alle condotte contestate ai quattro No Tav. «La violenza non è sinonimo di terrorismo». I giudici del riesame, invece, avevano confermato l’ordinanza del Gip, ritenendo «ravvisabile la finalità di terrorismo tenuto conto che: l’azione è idonea, per contesto e natura, a cagionare grave danno al Paese, è stata posta in essere allo scopo di costringere i pubblici poteri ad astenersi dalla realizzazione dell’opera». Da Notav.info:

E’ arrivata da pochi minuti la sentenza della Corte di Cassazione che annulla la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. Cade quindi il reato di terrorismo e il tentativo spregiudicato della procura di Torino che tiene in carcere dallo scorso dicembre Chiara, Claudio,Mattia e Niccolò.

L’estrema forzatura dei pm con l’elmetto che hanno basato tutta l’accusa sul reato del “270 sexies’(connesso al 280 ):, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti” va in pezzi se giudicata fuori dalle mura amiche della città di Torino.

Esiste un ‘caso Torino’ perchè di fatto la Cassazione è da 13 anni annulla le fantasie della procura

2001: la cassazione annulla le sentenze di Torino che condannavano Edo, Sole e Baleno per associazione sovversiva.
2012: la cassazione annulla l’ordinanza del tribunale del riesame di Torino che ha tenuto in carcere per mesi due no tav accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale
2014: la cassazione annulla l’ordinanza del tribunale del riesame di Torino che aveva confermato l’accusa di terrorismo contro 4 no tav, tenendoli in carcere per 6 mesi.
Tutte misure richieste dalla procura di Torino, oggi come 13 anni fa e tutte puntualmente smentite dalla cassazione di Roma.

Tutte richieste che sembravano e sembrano smisurate, sproporzionate, assurde, gonfiate, senza bisogno di essere giuristi.

Sarebbe ora di prendere atto dell’anomalia in corso nella procura torinese e nel pool di pm con l’emetto che oggi, dopo il dossier sulle strane amicizie del pm Rinaudo, la bufala dell’aggressione all’autista (montata poi da pm e media)e la sentenza odierna, ha perso definitivamente credibilità.

 

Da informa-azione.info:

Brutta giornata per i pm torinesi…

Apprendiamo in nottata che la Corte di Cassazione di Roma ha annullato la sentenza del tribunale della libertà di Torino in merito alle accuse di terrorismo contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, in carcere dallo scorso 9 dicembre.
Viene quindi respinta la legittimità degli art. 280 e 280 bis (attentato con finalità di terrorismo e attentato terroristico con ordigni micidiali ed esplosivi), mentre il 270 sexies e gli altri reati di cui sono accusati i compagni e la compagna, non sono stati contestati da questa sentenza.
Questo comporta che il tribunale della libertà di Torino dovrà tornare a esprimersi sulle misure cautelari disposte, ma non interviene direttamente sulle imputazioni che i pm continueranno a utilizzare in sede processuale.
Pur nella tristezza e sterilità delle aule dei palazzi della Giustizia, questa piccola notizia rappresenta comunque un primo vacillare del piano accusatorio e segnala le falle del teorema orchestrato dal duo Rinaudo-Padalino sotto l’egida del pensionando Caselli.

A margine si apprende anche di come l’autista del pm Rinaudo, che ad aprile aveva lamentato un aggressione effettuata da tre incappucciati armati di taglierini, si fosse inventato tutto. Subito la balla, smascherata da evidenti incongruenze nella ricostruzione proposta dall’autista, era stata utilizzata per vittimizzare la magistratura torinese e la propria servitù, puntando il dito contro gli anarchici. Viene da chiedersi se questa messa in scena, giustificabile con lo stress solo dal collega Massimo Numa – un altro contaballe di professione, non mini la credibilità di chi aveva subito colto l’occasione per giocare a fare l’eroe minacciato, ma sempre pronto al sacrificio.
Certi del momento stressante per la magistratura torinese non ci resta che dire… compagna gastrite pensaci tu!

Da Repubblica.it:

Attesa per ore, la sentenza della sesta sezione della Corte di Cassazione è arrivata pochi minuti prima della mezzanotte: annullata la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. I ricorsi sono stati presentati dai legali di Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, i quattro attivisti in carcere da cinque mesi con l’accusa di terrorismo. Soddisfatto uno dei legali degli attivisti, Claudio Novaro, che afferma: “Era un’accusa che non stava in piedi in alcun modo. Non stiamo parlando di una manifestazione di piazza e quello che accadde non ha nulla a che vedere con fatti di terrorismo”. Nella vicenda sotto la lente della Suprema Corte per la prima volta è stato applicato il reato del ‘270 sexies’, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti”.
L’accusa della Procura è stata appoggiata anche dal Tribunale della libertà di Torino lo scorso 9 gennaio. “E’ ravvisabile la finalità di terrorismo – ha scritto il riesame – L’azione è idonea, per contesto e natura, a cagionare grave danno al Paese. E’ stata posta in essere allo scopo di costringere i pubblici poteri ad astenersi dalla realizzazione di un’opera pubblica di rilevanza internazionale”. Ma quella sentenza è stata annullata dai giudici della Suprema corte e ora andrà riformulata.

 

Carcere – Il prigioniero in lotta Davide Delogu trasferito da Palermo a Caltanissetta

da informa-azione

riceviamo e diffondiamo:

Davide Delogu è stato trasferito a Caltanissetta, al momento non abbiamo molte informazioni, sappiamo è che è stato tradotto velocemente senza dargli il tempo di preparare le sue cose. Seguiranno aggiornamenti appena si saprà qualcosa in più. Facciamogli sentire la nostra solidarietà mandandogli lettere e cartoline.

Davide Delogu
Via Messina 94
93100 Caltanissetta

La Regione chiude i rubinetti al Galsi Verso nuovo tavolo Governo-Sardegna

Da L’Unione Sarda:

L’esecutivo guidato da Pigliaru ha deciso di rinunciare alla società nata per la realizzazione del metanodotto. Si cercano nuove soluzioni per l’approvvigionamento energetico.

Marcia indietro della Sardegna sul Galsi, progetto da cui prende il nome anche la società nata per la realizzazione del metanodotto Algeria-Italia passando dall’Isola, il Galsi appunto. La Giunta, nella seduta di questa mattina ha infatti deliberato l’uscita della Sfirs, la finanziaria regionale, dal Consorzio. La Regione, svincolandosi dalle quote della società (11,5% del capitale), riscatterebbe così gli 11 milioni di euro investiti nella Spa.

ASSE CAGLIARI-ROMA – Lunedì 19, alle 13, l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, sarà al Mise per un tavolo specifico con il sottosegretario Claudio De Vincenti. Lo hanno annunciato la stessa esponente della Giunta insieme all’assessore della Programmazione, Raffaele Paci.

“Anche noi pretendiamo di avere il metano come in tutte le altre regioni italiane – ha spiegato Paci – Pretendiamo che Snam rete gas costruisca la dorsale. La tecnologia è andata molto avanti: oggi si parla di shale gas dagli Stati Uniti (con la frantumazione del sottosuolo), rigassificatori costieri e depositi per il gas compresso non liquefatto che viene trasportato con alcune navi. Ecco con l’uscita da Galsi – ha aggiunto l’assessore – studieremo con un advisor la situazione e il modo migliore per avere la metanizzazione della Sardegna”. Giovedì 15, intanto, ci sarà un incontro con i gestori delle reti comunali che stanno realizzando i 37 bacini nell’Isola.

Lampedusa, affonda barcone Recuperati diciassette corpi

Da L’Unione Sarda:

Ennesimo, drammatico naufragio nel Canale di Sicilia. In azione le imbarcazioni della Guardia Costiera. Alfano: “Chi ci attacca perché li soccorriamo si metta una mano sulla coscienza”. L’Ue: “Siamo choccati”.

E’ salito a 17 il numero dei corpi recuperati dopo l’ennesima strage di migranti avvenuta ieri a 40 miglia dalle coste della Libia. Le salme sono su nave Grecale, assieme a 206 sopravvissuti, che sta facendo rotta verso Catania dove il suo arrivo è previsto per le 13.

La notizia è stata confermata dalla sala operativa della Capitaneria di porto e da altre fonti investigative. La Procura distrettuale di Catania ha già disposto l’avvio di un’inchiesta e assegnate deleghe per le indagini alle forze dell’ordine. Nel capoluogo etneo si stanno approntando i sistemi di accoglienza per i superstiti al naufragio, con interventi coordinati dalla Prefettura. Sono stati già preallertati la Protezione civile e le associazioni di volontariato di diversi settori.