Archivi del mese: gennaio 2017

Vuoi vedere che…

Che siti e blog di compagni, dei movimenti e delle lotte in generale, vedessero in primafila tra i visitatori sbirri di ogni risma è cosa nota e assodata. Più volte è successo che in piazza i vari digossini si lascino andare a commenti riferendosi ad articoli apparsi sui vari blog. Così come succede di tanto in tanto che dalle pagine di gestione di questi siti si notino visite di account non protetti della questura. Non mancano neanche i commenti, questo blog ad esempio è spesso visitato da militari che lavorano in Sardegna e che si sentono di dover dire la loro, specialmente sugli articoli di cronaca. E’ successo anche che la digos riuscisse a iscriversi alle mailing list dei compagni in modo da non dover neanche entrare nelle caselle altrui per tenersi aggiornata.

La storia che stiamo per riportare però ci giunge nuova.  Da più di un anno si è ripreso a parlare con insistenza e interesse della fabbrica di bombe di Domusnovas, ci sono state iniziative, ed è in corso da più parti un lavoro di indagine e ricerca su quali siano le attività che si svolgono aldilà dei muri alti tre metri che circondano i capannoni a Matt’e conti. Questo lavoro ha prodotto dossier e articoli, e proprio da uno di questi articoli giunge la curiosa novità; e cioè che la RWM ha rintracciato l’autore di un articolo che riportava una lettera di una dipendente della fabbrica e gli ha inviato una mail correggendo il ruolo di una donna citata nel titolo dell’articolo. Una mail educata e pacata firmata RWM Italia Spa. Vuoi vedere che si scopre un’ulteriore similitudine tra sbirri e mercanti di guerra? Che oltre ad essere fondamentalmente dei pezzi di merda sono anche tutti dei gran curiosoni?

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Solidarietà ai ragazzi del CASC, domani presidio al tribunale.

Domani mattina dalle 9 presidio fuori dal tribunale in Piazza repubblica.

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Maior ferma fuori dal porto di Sant’antioco

La Maior qualche giorno fa ha caricato dei mezzi militari per partire verso Savona, dev’essere però succeso qualcosa che non era previsto…

Infatti dopo aver mollato gli ormeggi ha gettato l’ancora a poche miglia dal porto di Sant’antioco, e lì è rimasta. Un guasto? Speriamo…Altre ipotesi potrebbero essere che sta aspettando altri mezzi da caricare. Nel dubbio non ci resta che sperare che tutto l’equipaggio soffra di un terribile mal di mare in questi giorni di scirocco intenso.

Capodanno, saluto al minorile

Riceviamo e pubblichiamo:

 

 

Nella notte dei festeggiamenti per eccellenza, mentre tutti, ma proprio tutti sono in strada a fare baldoria per dare il benvenuto all’anno che viene, c’è qualcuno che è chiuso fra quattro mura, costretto a passare la notte di San Silvestro lontano dai propri affetti . Per chi è detenuto in un carcere, infatti, il Capodanno non è un giorno speciale, è solo un altro giorno di prigionia. Per questo c’è chi sceglie di dedicare un pezzetto di questa notte ai reclusi, nel tentativo di spezzare la monotonia carceraria e farli sentire meno soli.

Quest’anno il saluto è stato fatto all’istituto penale per minori di Quartucciu (Cagliari). Una combriccola non troppo numerosa, ma con tanta buona volontà, si porta fuori dai cancelli della prigione e attacca con urla, cori e qualche botto. I ragazzi dentro rispondono, anche se la struttura non aiuta a sentirli bene, e si va avanti così per un po’. Passa qualche minuto, ed ecco che sbucano, inizialmente un po’ timide, due guardie in borghese che, da dietro la recinzione, provano a spiegare ai presenti che tanto rumore non fosse necessario. Per tutta risposta vengono sparati altri botti e si continua a comunicare con i ragazzi finché si è soddisfatti. Finito il saluto, si torna alle macchine e si fa per andare via.

Ma una Fiat Punto bianca a passo lento blocca le auto con ancora la prima marcia inserita e la situazione si fa più tesa del previsto. Uno sbirro, dopo aver convinto i presenti a scendere dalle macchine con il distintivo in una mano, persuade gli stessi a fornire le proprie generalità sventolando la sua Beretta d’ordinanza. Per essere più chiari, sventolando una pistola Beretta 98FS in dotazione alla Polizia di Stato, agitandola ossessivamente, poi nascondendola goffamente dietro la schiena ed infine infilandola nella tasca dei di davanti dei pantaloni in bella mostra, senza mai togliere il dito dal grilletto.

Lo show prosegue con i due zelanti tutori dell’ordine che si cimentano nel più classico lancio della minaccia alternandolo a delle davvero poco convincenti spiegazioni sulla legittimità democratica di questa loro del tutto proporzionata reazione. Ma ecco che, quando ormai nessuno se lo sarebbe aspettato, di punto in bianco i documenti vengono restituiti e i presenti sono avvisati di essere liberi di andare per la propria strada.

Non sappiamo con precisione che cosa sia successo, che cosa li abbia convinti prima a sfoderare una pistola e poi a questo improvviso dietrofront. Forse la notte di Capodanno anche gli sbirri brindano e uno ha esagerato con lo spumante…

 

 

Carcere di Bancali, materasso in fiamme

Dopo la tumultuosa notte del 28 dicembre ecco di nuovo un’altro atto di rivolta proveniente dal carcere sassarese. Ecco quanto riporta l’Unione di oggi:

“Un detenuto dà fuoco al materasso in cella e scatena il caos, nel carcere di Bancali a Sassari.E’ successo alle due di notte, il materasso ha preso subito fuoco e la sezione e’ stata invasa da fumo tossico. L’allarme è stato immediato e i locali sono stati evacuati. L’operazione ha coinvolto 31 detenuti, tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo dei materassi e dal materiale sparato dagli estintori.”

Cercheremo di avere aggiornamenti.