Archivi del mese: gennaio 2016

News dal fronte interno

I giornali di questi ultimi giorni riportano notizie molto interessanti circa una sempre più probabile dipartita definitiva dei tedeschi dall’aeroporto di Decimomannu. La Luftwaffe sembrerebbe seriamente intenzionata a non rinnovare il contratto di gestione con l’AMI per l’aeroporto militare, le cause a detta dei giornali sono di natura tecnica (la riduzione dei periodi di fuoco per la pausa estiva) e ambientale (le mobilitazioni antimilitariste degli ultimi due anni hanno infastidito non poco il regolare svolgimento delle esercitazioni, su tutte l’annullamento della STAREX e lo spostamento della TJ2015 da Decimo a Trapani).

In questo ipotetico nuovo scenario non si capisce cosa intendono fare l’AMI e il ministero, se cercare un nuovo partner (cosa per niente facile), utilizzare l’aeroporto da soli (sobbarcandosi tutti i costi gestionali assai elevati, forse addirittura non sostenibili) o addirittura rinunciare alla struttura e chiuderla. Dopo tanti anni, quasi 60, quest’ultimo scenario finalmente prende almeno in minima parte forma, tocca anche a noi aiutarlo a diventare sempre più concreto.

Chi invece non vive neanche un giorno di crisi è la RWM di Domusnovas, che dieci giorni fa ha consegnato l’ennesimo carico di bombe all’Arabia Saudita. Il 16 Gennaio sulle piste dell’aeroporto civile di Elmas è di nuovo atterrato il Boeing 787 della Silk Ways per caricare le MK. Questa volta le operazioni si sono svolte di notte ma sono comunque state scoperte.

 

 

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Febbraio, Lecce. TRE GIORNI CONTRO LE FRONTIERE.

tre giorni lecce

Oltre alle navi gialle occhio alla nave rossa .

da il minatore rosso

Oltre alle note navi gialle Maior e Altinia che trasportano armi e morte in tutto il mondo e soprattutto traportano mezzi militari che fanno la spola tra il porto di Sant’Antioco e il poligono di Teulada . Occorre tenere sotto controllo la Jolly Cobalto la nave ro-ro che il 12 maggio 2015 ha trasportato un carico di bombe prodotte a Domusnovas , dal porto di Genova a Dubai . Le bombe sono servite all’Arabia Saudita per bombardare civili inermi in Yemen . La stessa cosa doveva avvenire verso metà novembre 2015 dal porto di Sant’Antioco , poi si è preferito il trasporto aereo dall’aeroporto civile di Elmas .

La Jolly Cobalto ha preso per la prima volta  il mare il 25 febbraio 2015, è  la più grande nave ro-ro (roll on – roll off) porta container del mondo, costruita, come la gemella Jolly Titanio  nel cantiere coreano STX Offshore and Shipbuilding di Jinhae per conto della Ignazio Messina & C. di Genova. Entrambi battono bandiera italiana , è stata  immediatamente inserita nei servizi regolari di linea gestiti dal Gruppo armatoriale genovese, dai porti del Mediterraneo a quelli del Mar Rosso e del Medio Oriente. la Jolly Cobalto, è il traghetto porta container , che ha trasportato un carico di bombe prodotte a Domusnovas in Sardegna e dirette in Arabia Saudita che le ha usate per bombardare civili in Yemen . La Jolly Cobalto  è partita da Genova il 12 maggio ed è arrivata a Dubai il 5 giugno. Le informazioni sul contenuto del carico parlano di sei container da 12 metri con all’interno componenti delle bombe MK82 e MK84 prodotte da RWM Italia. Il comunicato stampa dice che il carico conteneva componenti per bombe, e non ordigni veri e propri.
Burkan promuove le sua serie di bombe MK80 – di cui fanno parte le MK 82, 83 e 84 – come “perfette per situazioni in cui è necessaria la massima esplosione e deflagrazione”. Mark Hiznay, esperto di armi di Human Rights Watch, ha spiegato a Reported.ly che la bomba MK83 da 450 chilogrammi trovata in Yemen è stata realizzata “per causare danni, morti e lesioni grazie alla deflagrazione e all’effetto di frammentazione”.

Il 18 novembre 2015 un carico di ordigni fabbricati dalla RWM Italia S.p.a. di Domusnovas, nel Sulcis, era decollato sempre da Cagliari lo scorso  alla volta della base aera saudita di Taif.

Inizialmente la consegna era prevista via mare a bordo della portacontainer Jolly Cobalto attesa al porto di Sant’Antioco, è stata velocizzata per l’urgenza di rifornimento del committente saudita”.

Urgenza più che comprensibile, vista la valanga di bombe che da otto mesi i cacciabombardieri Sauditi stanno sganciando quotidianamente contro i ribelli sciiti in Yemen, senza alcun riguardo per i danni collaterali inflitti alla popolazione civile: le Nazioni Unite denunciano che da fine marzo sono almeno 2.600 i morti civili, due terzi dei quali uccisi nei raid aerei  a guida saudita.

Un’inchiesta esclusiva di Reported.ly ha ricostruito e documentato la costruzione e la spedizione dei componenti di alcune bombe prodotte da costruttori europei e destinate agli Emirati Arabi Uniti, uno degli stati che fanno parte della coalizione che sta bombardando lo Yemen. L’inchiesta ha scoperto che le bombe costruite con questi componenti sono state usate in Yemen, dove potrebbero anche essere stati compiuti attacchi contrari alle norme del diritto internazionale

Reported.ly ha verificato in maniera indipendente la notizia, incrociando i dati a disposizione con quelli di un video di un bombardamento avvenuto nello stesso posto in aprile.

Affari con le esportazioni
Reported.ly ha studiato i permessi per l’esportazione dal valore di più di 100 milioni di euro che sono stati concessi a RWM Italia dal 2012: i permessi riguardano l’esportazione di bombe MK82, 83 e 84 e di altre munizioni. Armi dal valore di diversi milioni di euro sono state spedite in Australia e Arabia Saudita nel 2012. I documenti in possesso di Reported.ly provano anche una fornitura d’armi per gli Emirati Arabi Uniti. Nel 2013 e nel 2014 l’Italia ha concesso licenze per l’esportazione di grandi quantità di componenti per bombe MK83, alcune delle quali sono state poi trovate da Human Rights Watch sul terreno in Yemen. Tra le licenze c’è anche un contratto di 62 milioni di euro per 3.650 bombe. Nelle licenze del 2013 e del 2014 la destinazione non è specificata.

PRESENTAZIONE NUOVO NUMERO DI SA TIRIA

AVETE CHIESTO QUANDO, AD ATTONITI ED IMBARAZZATI AMICI.

AVETE CHIESTO DOVE, NEL FREDDO DELLE VOSTRE STANZE O NEL TEPORE DELLE COPERTE LA MATTINA PRESTO.
AVETE CHIESTO COME, MENTRE GUARDATE LE RICETTE DI MASTERCHEF FATTE CON UN GAMBO DI SEDANO ED UN PEZZETTO DI AGLIO STANTIO.
AVETE CHIESTO PERCHE’, MENTRE LEGGETE PIPPONI LUNGHI QUANTO L’ELENCO DELLA P2.
MENTRE LE MENTI SI AFFOLLAVANO DI SILENZIO E’ARRIVATO IL MOMENTO DELLE RISPOSTE E DELLE RIFLESSIONI
ED INFINE E’ ARRIVATO, DALLE SAPIENTI MANI DI UN GRUPPO DI GIOVANI E DALLA LORO PIGRIZIA E STATICITA’ SU SEDIE SCOMODE ECCOVI ,FINALMENTE, IL NUOVO NUMERO DI SA TIRIA, APERIODICO ANTIMILITARISTA.
IN QUESTO NUMERO :
-Editoriale “Disertare”
-Cronaca del campeggio antimilitarista di Cagliari
-Racconto del corteo del 3 Novembre
-La repressione degli ultimi sei mesi
-RWM, una fabbrica di bombe in Sardegna
-Complici quindi colpevoli, complicità e collusioni con il mondo della guerra.
SE GIA’ LA CURIOSITA’ VI SOLLETICA LE NARICI COME IL RAFANO O SE NON RIUSCITE A TRATTENERE UN PRURITO NELL’ATTESA DI SAPERNE DI PIU’, ORA POTRETE SODDISFARE LA VOSTRA CURIOSITA’ E VOGLIA DI DISCUSSIONE
  VENERDI’ 22 GENNAIO 2016 DALLE ORE 19 PRESSO L’ORMAI LEGGENDARIO BARRACCA ROSSA O PER ALTR* IL TOTALE IN VIA PRINCIPE AMEDEO 33 A CAGLIARI
 
CI SARA’ DEL CIBO ED UNA RICHIESTA DI DENARO SOTTO FORMA DI VELATE MINACCE PER RIPAGARCI DELLE SPESE SOSTENUTE E ,PERCHE’ NO?, SOSTENERNE DI ALTRE ED ALTRE ANCORA PER IL GIORNALINO E PER LA NOSTRA AMICA LOTTA SEMPRE BISOGNOSA.
 
VI ASPETTIAMO NUMEROSI, PUNTUALI E CI ASPETTIAMO CHE FACCIATE GIRARE LA VOCE A CHIUNQUE PREFERIATE.
NON LASCIAMO IN PACE CHI VIVE DI GUERRA MA COME VEDETE NON LASCIAMO IN PACE NEANCHE VOI.
sa tiria volantino

Blocco di mezzi militari a Sant’Antioco

Da informa-azione.info:

La mattina del 13 gennaio convogli di mezzi militari venivano spostati dal poligono di Capo Teulada verso il porto di Sant’Antioco per essere caricati sulla nave gialla Maior.
Alcune persone hanno teso un cordino d’acciaio su cui era appeso lo striscione “via i militari” in località Is Pabis. Il traffico è rimasto bloccato per qualche tempo, e con le macchine anche il camion della ditta Fratelli Rubino che trasportava un container militare.

Blocchiamo i convogli, inceppiamo la macchina bellica!

Calendario delle esercitazioni militari in Sardegna I° semestre 2016

Anno nuovo abitudini vecchie, dal 7 gennaio i militari hanno ripreso a sparare nei vari poligoni della sardegna. In allegato troverete un’elaborazione sintetica delle 53 pagine di documento sulle esercitazioni in sardegna di questo primo semestre del 2016.

Differentemente dagli scorsi anni non sono più nominate le brigate che si esercitano ma solo la tipologia a cui appartengono (quindi se meccanizzata, corazzata ecc), è quindi un pò più difficile capire chi e quando spara.

Come si può notare anche con uno sguardo veloce, la guerra in sardegna non ha un attimo di tregua, infatti eccezion fatta (e non è comunque detto) per le festività non c’è un giorno di pausa da gennaio a giugno.

La brigata Sassari come al solito è la più presente, specialmente a S’Ena Ruggia e a Teulada, ma probabilmente non mancheranno anche la Garibaldi, l’Aosta e l’Ariete. Teniamoci aggiornati e condividiamo le informazioni di cui ognuno entra in possesso riguardanti la presenza, le esercitazioni e gli spostamenti dei militari in sardegna e non solo.

Calendario_1sem2016

Tedeschi Raus?

http://www.videolina.it/video/servizi/92192/base-decimomannu-i-sindacati-i-tedeschi-via-l-anticamera-della-chiusura.html

secondo indiscrezioni anche riportate nel servizio di Videolina,non è stata aperta nessuna trattativa per la permanenza dei militari alemanni in suolo sardo stabilita sino a dicembre 2016, questo metterebbe a “rischio”i poligoni di Capo Frasca, Quirra e l’aereoporto di Decimomannu.

Aspettiamo fiduciosi che nessun tavolo venga imbandito per nessun compromesso,

via le basi dalla Sardegna e dal mondo.

La Maior è a Sant’Antioco – AGGIORNATO

 

Da martedì sera la Maior è di nuovo al porto di Sant’Antioco, è arrivata vuota. Ieri mattina sono partiti i primi  convogli dal poligono di Teulada verso il porto, fino a tarda sera nel piazzale del porto erano in corso le operazione di caricamento della nave gialla.

Non sappiamo con precisione di che brigata si tratti, a breve dovremmo avere informazioni al riguardo. Nel frattempo ieri pomeriggio molti soldati (probabilmente della stessa brigata che stava caricando i mezzi a Sant’Antioco) affollavano la piazza antistante il porto di Cagliari, forse pronti ad imbarcarsi su una nave civile della Tirrenia con direzione Civitavecchia.

Stamattina la nave era ancora ferma.

LA NAVE E’ PARTITA IERI GIOVEDì 14 GENNAIO CON DESTINAZIONE MONFALCONE, A BORDO CI SONO MEZZI CORAZZATI LEGGERI, L’ARRIVO E’ PREVISTO PER LUNEDì 18 ALLE 11.

 

Nuovo numero di sa tiria

Ciao a tutte e tutti,

con molto piacere, e molto tempo dopo vi alleghiamo il nuovo numero (11) di Sa Tiria, aperiodico antimilitarista.
In questo numero:
Editoriale “Disertare”
Cronaca del campeggio antimilitarista di Cagliari
Racconto del corteo del 3 Novembre
La repressione degli ultimi sei mesi
RWM, una fabbrica di bombe in Sardegna
Complici quindi colpevoli, complicità e collusioni con il mondo della guerra
L’allegato in pdf è pronto da stampare in F/R A3.
Nei prossimi giorni verrà organizzata la presentazione con dibattito e aperitivo benefit a Cagliari, vi faremo avere presto notizie.
La redazione

Incontro antimilitarista a Pinerolo, città degli alpini

Viviamo in un Occidente capace, per i propri interessi politici ed economici, di sganciare tonnellate di bombe e di uccidere milioni di persone, un Occidente che tiene gli occhi ben chiusi di fronte alle proprie responsabilità, al proprio silenzio.

È la guerra, guerre pensate a tavolino per accaparrarsi ogni risorsa, per eliminare chi non è più così collaborativo, guerre per ‘esportare democrazia’, per sopprimere i ‘nemici’, guerre per riconquistare consensi. Quel consenso politico e quella docilità sociale ottenuti plasmando individui svuotati di una capacità critica che vada al di là della scelta di un nuovo modello di smartphone; accecati da una propaganda così articolata da far ripetere a pappagalloJe suis Paris, incapaci di gettare uno sguardo oltre al nostro mondo privilegiato, volto al consumo, alla paura del diverso, al “terrore che ci rubino l’argenteria”, imboccati da un potere che, nel suo insieme, è bastone e carota, è autorità che concede. Sempre meno, ma si sa “son tempi duri…”. Troppo impegnati nella guerra tra poveri, di tutti contro tutti, sfuggenti all’individuazione di chi sono i nemici, quelli che ci avvelenano l’esistenza e che ci vogliono inerti di fronte alle loro scorrerie, fatte di leggi, di privazioni, di furberie. E di massacri.

Anche se gli echi della guerra appaiono pur sempre molto lontani, in realtà è proprio accanto a noi che si prepara e si rende possibile: fabbriche di armamenti, aziende e università che sviluppano nuove tecnologie per l’industria bellica, basi NATO, caserme, esercitazioni militari…

La città di Pinerolo è una città militare, ospita infatti il 3° reggimento alpini, uno dei reparti della Brigata Alpina Taurinense. Un corpo, quello degli alpini, che riveste un ruolo importante nella struttura bellica della penisola italiana; divenuto famoso nel ‘primo macello mondiale’, passò poi durante il ventennio fascista allo sterminio imperialista nella terribile campagna d’ Africa, e durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato nella campagna di Grecia.

Dal dopoguerra sarà uno stillicidio di interventi nei conflitti che l’Occidente muoverà in varie parti del mondo, con particolare attenzione alle zone dove le risorse sono più consistenti, in primis il Medio Oriente con il suo carico di petrolio e di gas. Senza dimenticare i vicini Balcani, luoghi di massacri indicibili dove gli armamenti utilizzati, ancora oggi mietono vittime.

Proprio la Brigata Alpina Taurinense è intervenuta militarmente in Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Afghanistan, Iraq e Mozambico, parte attiva in quelle missioni ‘di pace’ che sappiamo essere guerre di conquista con tutto ciò che la guerra comporta: bombardamenti, rappresaglie sui civili, uso di armi chimiche, distruzione, torture, stupri.

Da qualche anno gli alpini sono utilizzati anche nelle strade di molte città per compiti di controllo del territorio assieme a Polizia e Carabinieri e per reprimere lotte in difesa del territorio, come in Campania quando la popolazione si oppose alla costruzione di discariche o tutt’oggi in Valsusa nell’opposizione al treno ad alta velocità.

Un quadro, quindi, che non deve lasciare indifferenti.

Si aggiungono a tutto questo le esercitazioni che i militari fanno nei territori nei quali viviamo, nella zona del pinerolese e in Val Chisone dove gli alpini si preparano per l’intervento in scenari di guerra in montagna.

Da sottolineare poi che proprio in Val Chisone da lunedì 25 a venerdì 29 gennaio si terranno i Ca.STA (Campionati Sciistici delle Truppe Alpine), una vera e propria esercitazione internazionale, in parte camuffata da evento sportivo, in parte candidamente presentata così: “In effetti, il termine ‘Campionato’ tradisce il significato dei Ca.STA in quanto i valori sportivi interessano solo marginalmente. Scopo primario è invece la verifica del livello addestrativo raggiunto dai reparti nel corso dell’attività invernale, con particolare riguardo alla capacità di sopravvivenza, alla mobilità ed efficienza operativa in ambiente innevato. […] l’agonismo è la molla fondamentale per formare il combattente individuale e renderlo idoneo ad operare nelle più avverse condizioni ambientali” (dal sito internet dei Ca.STA).

Parole che non hanno bisogno di ulteriori commenti, non un evento sportivo ma una vera e propria preparazione alla guerra.

Per fare il punto sugli attuali contesti di guerra interna ed esterna e su alcune esperienze di lotta, invitiamo a partecipare ad un incontro pubblico che si terrà a Pinerolo (TO) domenica 24 gennaio 2016, alle ore 15.30 (Sala dei Cavalieri, Viale Giolitti 7/9).

Interventi:

* La disintegrazione dell’Iraq e della Siria, il dilagare di scontri settari, guerre civili, pulizie etniche, la minaccia dello Stato islamico… Lo stato di guerra permanente in cui, ogni giorno di più, stiamo precipitando è la diretta conseguenza delle politiche coloniali che le potenze occidentali hanno condotto e conducono in giro per il mondo, nel Medio Oriente in particolare, a cura di Daniele Pepino;

* Intervento di alcuni compagni francesi circa lo Stato d’emergenza decretato in Francia all’indomani dei fatti di Parigi (intervento da confermare);

* Presentazione di un opuscolo sulla presenza militare nelle valli del pinerolese, a cura di Alpi Libere;

* Panoramica delle servitù militari in Sardegna e aggiornamenti sulla lotta antimilitarista sarda, a cura della Rete No basi, né qui né altrove;

* Resoconto delle lotte in Trentino contro il progetto di costruzione di una base militare e contro la presenza all’Università di Trento di laboratori di ricerca finanziati dallo stato di israele, a cura dei redattori del blog rompere le righe.

Alpi Libere