Archivi categoria: RWM

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KUNTRA SA PREPOTENTZIA DE S’ISTADU, FEUS KUMENTE S’ORTIGU

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Formato stampa: S’ortigu

Rimuovere il rimosso – Comunicato di solidarietà dal Trentino

Riceviamo e pubblichiamo:

Rimuovere il rimosso

Cominciamo decisamente a perdere il conto. Le operazioni repressive contro gli anarchici si susseguono senza sosta: “Scripta manent”, “Panico”, “Scintilla”, “Renata”, “Prometeo”, “Lince”…

Più l’arresto di Juan e Manu, di Amma, Uzzo e Patrick. Senza scordare l’“ordinaria amministrazione” di processi e condanne per singoli episodi di lotta, le perquisizioni e lo stillicidio di misure cautelari, di detenzione domiciliare e di “misure di prevenzione”. Un sistema articolato di strumenti giudiziari e polizieschi finalizzato a togliere dalle scatole quanti più compagni possibile e di isolarli anche all’interno del carcere. Se diamo una lettura complessiva, la natura sia “reattiva” sia “preventiva” della repressione emerge chiaramente.

Di più, siamo di fronte a un processo di normalizzazione, in cui l’aspetto strettamente repressivo è solo una parte. L’obiettivo è quello di togliere alla ribellione ogni dimensione storica e sociale, trasformando tanto le pratiche quanto gli individui in “figure di reato” prive di qualunque sfondo in cui possano essere collocate. È come se, mentre la società è attraversata da un sentimento inconfessato da finale di partita – con la percezione diffusa di qualcosa che incombe –, lo Stato compendiasse tutte le forme di repressione che ha accumulato nella storia. Ci sono singole azioni che danno indubbiamente fastidio, a cui l’apparato reagisce con la solerzia di attribuirle a tutti i costi a qualcuno, forzando se del caso la realtà all’interno delle ipotesi di Digos e Ros. Ci sono interi percorsi di lotta, di cui scompare l’ingiustizia che li genera, per diventare mera realizzazione di un “progetto criminoso” di un pugno di sovversivi. Continua a leggere

Adesione e chiamata di A FORAS al corteo del 30 novembre

Riceviamo e pubblichiamo:

A Foras, movimento contro l’occupazione militare della Sardegna, aderisce ed invita militanti, associazioni, organizzazioni politiche e tutti i cittadini e le cittadine sarde a partecipare al corteo del 30 novembre “DALLA PARTE DI CHI LOTTA”, con partenza alle 15 da piazza Giovanni XXIII a Cagliari. L’operazione Lince, promossa dalla procura di Cagliari poco prima della manifestazione di Capo Frasca, ha lanciato accuse pesantissime contro tutto il movimento. Queste accuse sono state restituite al mittente il 12 ottobre da una moltitudine che non si è fatta intimorire regalando un’altra giornata di lotta popolare e determinata. 45 indagati, 5 dei quali sono accusati di terrorismo e hanno ricevuto una richiesta di sorveglianza speciale, misura disponibile a PM e giudici che punta a distruggere la vita di chi la subisce con limitazioni fortissime alla libertà personale.

La migliore solidarietà è continuare a lottare”. L’appuntamento del 30 novembre di Cagliari sarà un momento importante per lanciare una serie di proposte e restituire dignità a tutti e tutte coloro che in questi anni hanno generosamente lottato per la nostra terra e per questo sono represse dalle forze dell’ordine.

“SARDIGNA 2020 L’UNICA GRANDE OPERA #stopesercitazioni #bonifiche #giustiziasociale” recita lo striscione che accompagnerà lo spezzone indetto da A Foras per il 30 novembre. E’ in corso in questo momento la campagna muraria “Stop Invasione, un manifesto per paese”, che sta attraversando l’isola per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle esercitazioni militari nell’isola; parallelamente abbiamo avviato un dialogo con i comuni sardi interessati dall’attracco delle navi militari pronte alle esercitazioni e dallo sbarco dei mezzi corazzati, per attivare delibere e mozioni comunali utili a tutelare sicurezza e viabilità cittadina davanti alla ingombrante presenza militare. Dal punto di vista accademico sia a Sassari che a Cagliari si sta attivando una campagna volta a far finanziare nel minor tempo possibile un corso specialistico in bonifiche, dedicato al futuro dei siti industriali e militari che una volta dismessi saranno lavoro e sviluppo per la nostra terra. Nel 2020 torneremo nelle strade, ci sporcheremo le mani, proveremo ad avviare una serie di “bonifiche, simboliche e autogestite”. Da una parte portando alla luce una serie di siti militari dismessi e lasciati a marcire sul territorio sardo, dall’altra testando un modo di coinvolgimento popolare e inclusivo, alternativo a cortei e manifestazioni di piazza.

Dalle scuole ai poligoni, dai porti alle università A FORAS SA NATO DAE SA SARDIGNA!.

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Manifesto in formato stampa: A Foras – Dalla parte di chi lotta

Un trucco in cui non cadiamo

Tratto da Rompere le righe

Un trucco in cui non cadiamo

Qualche mese fa il Parlamento italiano ha dato lo stop all’esportazione di armi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti rispetto alla vendita di bombe costruite a Domusnovas in Sardegna dall’azienda tedesca Rwm. Tale scelta, dovuta alla guerra contro lo Yemen, vale solo per gli armamenti “pesanti” e non per le armi “leggere”.

Ora per i lavoratori sardi si prospettano 1600 posti di lavoro a rischio (di questo argomento, e della presa di posizione degli operai in merito alla produzione bellica, abbiamo già parlato su questo blog Lettera dei lavoratori RWM, qualcuno ha ancora voglia di chiamarli vittime?.)

Vogliamo soffermarci sulla posizione ipocrita dell’Italia in campo internazionale. Continua a leggere

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CAGLIARI – TRE GIORNATE ANTIMILITARISTE

TRE GIORNATE ANTIMILITARISTE def(1)

Versione in formato stampa: TRE GIORNATE ANTIMILITARISTE

5 novembre – Presidio all’Unione Sarda

Riceviamo e pubblichiamo:

GIU’ LE MANI DAI NOSTRI FIGLI
In riferimento all’articolo pubblicato dall’Unione Sarda in data 19 Settembre 2019 intitolato “Antimilitaristi? No. Terroristi”.
RISPONDIAMO:
Siamo persone, siamo o siamo stati lavoratrici, lavoratori. Siamo madri, siamo padri o tali ci sentiamo.
Siamo antimilitaristi.
Ci unisce il ripudio alla guerra, alle basi militari, alla fabbrica di bombe, alla distruzione dell’ambiente, alle diseguaglianze sociali e allo sfruttamento.
Abbiamo trasmesso questi valori ai nostri figli e alle nuove generazioni. Essi li hanno recepiti e affinati con la loro cultura, intelligenza ed esperienze personali.
Con loro portiamo avanti il nostro impegno politico e sociale utilizzando come strumento di lotta l’esercizio del diritto a manifestare il nostro dissenso.
Questo fondamentale diritto è continuamente eroso dal potere politico-economico che per vanificarlo utilizza tutti gli strumenti; dal divieto a manifestare nei luoghi contestati e comunicati dai dimostranti, alle prescrizioni assurde, sino ALLE DIFFAMAZIONI ed accuse infondate. Ci chiamano facinorosi, delinquenti, persone pericolose per la collettività. Contro di noi vengono emessi o minacciati provvedimenti limitativi della libertà applicando a loro discrezione “pene preventive” basate sui loro assurdi sospetti o piani di repressione. Le nostre manifestazioni contro la guerra, le basi e la fabbrica di bombe sono blindate con polizia schierata in tenuta antisommossa, con fastidiosi elicotteri che ronzano sopra le nostre teste; siamo fastidiosamente fotografati in lungo e largo, siamo provocati e alcune volte manganellati. E’ vero, ci è toccato assistere a tante scene di violenza, ed abbiamo constatato che essa proveniva DALL’ALTRA PARTE.
Negli ultimi anni hanno inasprito il loro operato, I LORO METODI REPRESSIVI, accanendosi in particolare verso le nuove generazioni nel tentativo di eliminare qualsiasi opposizione alle loro scelte scellerate. Apprendiamo dall’Unione Sarda del 19 settembre 2019 che l’ultima indagine sulle manifestazioni si è conclusa con l’individuazione di circa 50 indagati con accuse varie fino all’accusa di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico per 5 indagati.
L’obbediente stampa, in dispregio della presunzione di innocenza, ha diffuso ed amplificato la notizia inserendo in un articolo a tutta pagina nomi, età e residenza degli indagati.
Nei giorni successivi abbiamo appreso inoltre che per gli indagati di terrorismo ed eversione è stata richiesta la sorveglianza speciale.
Siamo turbati, indignati e fortemente preoccupati per la pericolosa deriva verso uno stato di polizia.
Ancora una volta esprimiamo solidarietà agli antimilitaristi indagati convinti che colpendo loro si voglia in realtà colpire tutto il movimento antimilitarista. Si è sicuri di essere nel giusto e, quindi, il nostro impegno continuerà con più vigore.
Per questo, COME PRIMO APPUNTAMENTO , TERREMO UN PRESIDIO, IL GIORNO 5 NOVEMBRE A PARTIRE DALLE ORE 16.00 DAVANTI ALLA SEDE DELL’UNIONE SARDA IN CAGLIARI.
Cagliari social Forum. Novembre 2019

Ansia militante

Riceviamo e pubblichiamo:

Ansia militante

Ho bisogno di dire la mia, sono la madre di uno dei cinque giovani indagati e per cui è stata richiesta la sorveglianza speciale .

E’ molto complicato per me vivere la giornata di questi tempi, non solo per cosa accade al movimento antimilitarista in Sardegna ma per il tanto altro che sta accadendo. Continua a leggere

La repressione non fermerà le lotte!

La solidarietà è un arma, usiamola!

Il 28 gennaio si terrà l’udienza per le sorveglianze speciali dei nostri compagni, dopo il rinvio ottenuto a causa dello sciopero del 3 dicembre. Abbiamo un altro mese e mezzo per organizzare la solidarietà nelle più svariate forme che ci possiamo immaginare, per non lasciarli da soli.

In questo post raccoglieremo tutte le iniziative che verranno organizzate, i momenti in cui si porterà solidarietà e tutti i materiali che verranno prodotti.

Aiutateci in questo lavoro inviandoci i vostri contributi o segnalandoci ciò che ci sfugge.

Scriveteci a: nobordersard2016@gmail.com

Materiali:

Cos’è la sorveglianza speciale?

Manifesto stampabile di solidarietà agli indagati: immagina 2019

Manifesto Indagati&Solidali dell’Op. Lince: Manifesto Indagati e Solidali

Contributo radiofonico su Radio Cane: https://radiocane.info/operazione-lince/

Manifesto Tre Giornate Antimilitariste: TRE GIORNATE ANTIMILITARISTE

Chiamata al corteo del 30 novembre: Dalla parte di chi lotta

Manifesto di A Foras per il corteo del 30 novembre: Dalla parte di chi lotta – A Foras

Comunicati di solidarietà.

In una tenace ricerca dell’orizzonte

Comunicato di solidarietà A’Foras

Comunicato – volantino assemblea per l’autodeterminazione

Solidarietà e benefit da Giulianova

Cagliari – Tagliate reti militari

Iniziativa del Postaz di Feltre – 22 Novembre

Cagliari – Danneggiato veicolo di Nurjana Technologies

Adesione e chiamata di A FORAS al corteo del 30 novembre

Rimuovere il rimosso

Comunicato di solidarietà dalla Cantoniera Occupata

Comunicato di A’Foras sul corteo di Capo Frasca

A CAPO FRASCA UNA GIORNATA BELLISSIMA CON TANTI SIGNIFICATI. 

ASSEMBLEA GENERALE DI A FORAS DOMENICA 27 OTTOBRE A BAULADU

Dopo la splendida giornata di sabato, proviamo a mettere in ordine i pensieri ed evidenziare alcuni spunti usciti dalla bella manifestazione di Capo Frasca. Continua a leggere

Cagliari – Richieste cinque sorveglianze speciali

Ieri sera è arrivata la notizia che il PM Guido Pani ha fatto richiesta di cinque sorveglianze speciali. I destinatari di tale richiesta sono gli stessi cinque compagni a cui Pani, meno di un mese fa, aveva fatto notificare le accuse di 270bis, associazione sovversiva con finalità di terrorismo.

Le udienze dovrebbero svolgersi i primi di Dicembre, ma su questo non abbiamo ancora notizie certe. Vi terremo aggiornati, seguite il blog anche per scoprire quali saranno le iniziative di solidarietà. A seguire il manifesto in solidarietà ai compagni, versione web e versione stampabile. Diffondiamolo!

immagina-2019

immagina 2019   Versione stampabile

Per approfondire sulla sorveglianza speciale:

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