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La Bahri Yanbu non attracca a Genova. Sabotare la guerra è possibile.

Quello che in questi giorni sta avvenendo al porto di Genova è molto interessante, non solo come esempio di una pratica per rallentare la guerra e chi ci guadagna sopra, ma anche perché si tratta di una questione tremendamente vicina a noi anche geograficamente. La connessione non è difficile immaginarla, è con la RWM di Domusbombas, il paese delle bombe sulcitane.

Riportiamo qui di seguito il comunicato del CALP che spiega i motivi dell’agitazione portuale per impedire l’attracco della Bahri Yanbu al porto di Genova, che sia d’esempio per i portuali del Porto Canale di Cagliari, o del porto di Sant’Antioco o i dipendenti dell’aeroporto civile di Elmas. Se è vero che la guerra è ovunque, ovunque possiamo fermarla.NON LASCIAMO IN PACE CHI VIVE DI GUERRA!

Contro la guerra, senza ipocrisie

Una nave carica di armi, la Bahri Yambu, è in arrivo nel porto di Genova. Grazie all’impegno e all’impulso di alcuni lavoratori del porto che hanno sollevato la gravità dei fatti, è in corso una mobilitazione contro l’arrivo della nave saudita e il suo carico. Una mobilitazione giusta e doverosa che dovrà porsi fino in fondo, e non solo a parole o a mezzo stampa, con quali mezzi raggiungere il proprio obiettivo: non far attraccare quella nave a Genova, bloccare il suo carico di morte! Continua a leggere

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Bruciata la macchina di un allievo carabiniere a Iglesias

I giornali riportano la notizia di un incendio doloso che avrebbe distrutto l’auto di un allievo carabieniere della caserma Trieste di Iglesias. Vergognoso come al solito il coro istituzionale che si è levato a difesa dell’arma, ma alcuni in modo non troppo velato hanno ammesso che il grande attaccamento di Iglesias alla caserma è in gran parte legato all’indotto che questa crea. Continua a leggere

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                  Il 9 gennaio alle 18:00 a Su Tzirculu, Cagliari via Molise 58. Sarà presentata la rivista “Nc’at Murigu”. A seguire dibattito e aperitivo benefit per sostenere le spese editoriali.

facciata murigu

Dall’editoriale: “Questa rivista nasce per provare a rispondere ad alcune esigenze maturate nel corso degli ultimi anni nell’ambito delle lotte svoltesi in Sardegna. Continua a leggere

Lascia o raddoppia

Mentre la RWM amplia il suo potenziale produttivo grazie al beneplacito delle istituzioni, anche l’Arabia Saudita, sua piu’ grande committente, allarga la sua influenza.

Mentre la fame di risorse dell’occidente aumenta di continuo e di conseguenza anche la corsa ad un neo colonialismo sfrenato, i Sauditi piazzano un punto nel Corno d’Africa facendosi garanti di un accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea in conflitto tra loro da circa vent’anni.

Il 16 Settembre infatti davanti alle maggiori cariche saudite è stato firmato un accordo tra i primi ministri dei due stati africani, cosa che garantisce un sicuro ingresso nel controllo nella regione del Mar Rosso dove i Sauditi hanno una costa di 1800 Km rendendoli così ben posizionati nella “corsa all’Africa” rispetto ai grandi imperi occidentali.

La posizione dell’Arabia Saudita si consolida quindi anche nei confronti del nemico Iran visto che il 10 per cento del traffico commerciale si svolge proprio in quel mare, in quei porti, in quelle coste.

Si crea così un effetto domino nel Corno d’Africa che potrebbe pacificare gli attriti anche tra il Gibuti e l’Eritrea , sempre con la benedizione dei Sauditi che aumenterebbero il loro prestigio, tanto che gli osservatori internazionali, in quel di Cambridge, parlano di una pace semplicemente formalizzata appunto perchè i Sauditi volevano far pesare il loro intervento attribuendosene il merito.

Etiopia ed Eritrea sono dal canto loro ben contente di questa pace : la prima potrebbe riavere accesso ai porti dopo 25 anni e l’Eritrea è convinta che Arabia Saudita, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti saranno degli ottimi partners commerciali in ambito finanziario, energetico ed agricolo.

L’Arabia Saudita inoltre puo’ contare sulla sicurezza del traffico delle merci e delle petroliere, avendo nel Corno d’Africa un’alternativa valida. Ricordiamo come il loro traffico navale sia messo in discussione, a Sud, dai ribelli Huthi nello Yemen , che continuano a portare attacchi alle navi saudite. Il porto di Bab al Mandeb nel Mar Rosso consente anche un punto strategico militare molto importante nell’offensiva contro lo Yemen e il suo alleato Iran.

Dalle grandi potenze arrivano sorrisi rispetto a questi accordi di pace : gli Stati Uniti sfrutteranno sicuramente la messa in sicurezza di una così importante rotta commerciale ed avranno tutta per loro l’Etiopia nella lotta al terrorismo, L’Europa si auspicherà una riduzione delle partenze dei migranti dai due stati in guerra, Cina e Giappone avranno un Gibuti pacificato con la tranquillità delle loro basi.

Ovviamente per tutti questi attori in gioco sarà importante che la pace duri, e visti i trascorsi storici non sarà una certezza.

Resta il fatto che l’Arabia saudita si porta avanti negli scacchieri internazionali.

Tenere d’occhio i Sauditi e le loro mosse puo’ fornire nuove chiavi di lettura circa i loro partners fabbricanti d’armi, RWM su tutte.

Non è un caso che con la crescita di paesi guerrafondai crescano, anzi, raddoppino impianti di produzione come quello della RWM in Sardegna.

Cartina-CORNO-AFRICA

Concessi gli ampliamenti alla RWM

Apprendiamo dai media locali che la fabbrica di bombe di Domusnovas, la ben nota RWM, ha ottenuto pochi giorni fa le concessioni, da parte del Comune di Iglesias, necessarie per attuare i due progetti di ampliamento.

Con la costruzione dei reparti R200 e R210, si prospetta un raddoppiamento della produzione, se non addirittura triplicarla. Secondo alcune statistiche, dalle 8 mila bombe annuali, si arriverebbe a 20 mila grazie alle future strutture.

Non ci stupiscono né la complicità delle istituzioni all’incremento della produzione né l’incremento stesso, al posto di una fantomatica riconversione dello stabilimento. Il mercato bellico non conosce né limiti, né etica, né presunte leggi di pace, ma conosce un solo sovrano: il denaro.

Resta evidente che la RWM è sinonimo di morte e che i suoi complici hanno tutti sangue sulle mani.

Nessuna pace per chi vive di guerre.

 

E’ uscito il numero 2 di NurKuntra

Dall’indice:

  • De sas galeras ne ‘eten sos baratros
  • complici e solidali
  • sabato 15 settembre la digos di Nuoro
  • la peste e i maiali
  • su porchittu orgolesu
  • lotta per la casa
  • storie di classe e di razzismo
  • il bracconaggio in Sardegna
  • eterosessualità è potere
  • interferometri e potere
  • la medicina popolare in Sardegna
  • c’era una volta una nazione
  • il singhiozzo
  • lezittima difesa

Per contatti e copie: nurkuntra@inventati.org Continua a leggere

La guerra non si ferma mai

Sabato 6 ottobre, ore 6 e 50, s.s. 131, una motrice di Lucianu trasporta un container DSV, è la guerra che si muove sulle strade sarde, anche un sabato mattina.

Per chi non lo sapesse DSV è la multinazionale dei trasporti danese proprietaria della Saima Avandero, titolare dell’appalto del ministero della difesa per il trasporto di armi e esplosivi per l’esercito italiano e industrie private, Lucianu è l’unica ditta di trasporti presente in Sardegna ad avere le autorizzazioni per il trasporto di materiali pericolosi quali gli esplosivi.

Il tir con tutta probabilità era diretto nel sulcis a Domusbombas, purtroppo continuano ad arrivare in ritardo le notizie dei trasporti delle bombe o dei materiali che servono per assemblarle. Non per questo ci arrenderemo all’idea che fermare chi vive di guerra è non solo possibile ma necessario.

ATTACCHIAMO TUTTI I COMPLICI DELLA GUERRA

STOP RWM

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E’ uscito il primo numero di Nc’at Murigu

presentazione di ncat Murigupresentazione di ncat Murigu