Archivi del mese: luglio 2015

RIGETTATA LA PRIMA RICHIESTA DI SORVEGLIANZA SPECIALE

E’ notizia di stamattina il rigetto della richiesta di sorveglianza speciale per l’unica udienza finora tenutasi a carico di un compagno.

Seguiranno aggiornamenti sulle motivazioni..

e dajeeee!!!

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Comunicato di solidarietà con il compagno colpito dalla nuova richiesta di sorveglianza speciale

NON C’è DUE SENZA TRE…

Il 23 luglio la questura di Cagliari ha notificato un’altra richiesta di sorveglianza speciale per un compagno che verrà discussa il 22 settembre : La terza nel giro di poco piu’ di un mese.

Sono tante le letture che si danno alle manovre repressive : intimidazione, carrierismo di qualche questurino, punizione a costo zero e tante altre. L’unica cosa che però unisce queste letture è la rabbia che tracima per l’ennesimo tentativo di bloccare le lotte in corso, la voglia di lottare che ci unisce contro i nostri nemici in qualsiasi forma si manifestino (siano essi basi militari, fascio – leghisti, razzismo e sfruttamento), l’odio che ci accomuna contro un esistente che non vogliamo.

Di fronte a quest’altra richiesta la risposta è continuare a lottare, giorno per giorno perchè la nostra sete di libertà sia un sorso amaro e quotidiano per la repressione ed i suoi sgherri.

Al nostro compagno va la nostra incondizionata solidarietà, se ci vogliono isolare hanno sbagliato strada perchè noi non lasciamo solo nessuno.

Se sorvegliarne uno era pericoloso, sorvegliarne due era dannoso, sorvegliarne tre ci fa proprio incazzare.

SORVEGLIARE QUALCUN* E’ ATTACCARE TUTT*.antimilitarismo

compagne e compagni

NUOVA RICHIESTA DI SORVEGLIANZA SPECIALE PER UN COMPAGNO

OGGI E’ STATA RICHIESTA UN’ ALTRA SORVEGLIANZA SPECIALE PER UN COMPAGNO, ORMAI IL TERZO NEL GIRO DI POCO TEMPO.

LE RICHIESTE DI RESTRIZIONE SONO ALL’INCIRCA LE STESSE DELLE PRECEDENTI.

SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI.

RAT-ATTACK

Un nuovo nemico si staglia all’orizzonte contro il carcere di Uta, i topi.

Un attacco organizzato e premeditato contro la mensa dei secondini è stato lanciato il 13 luglio, ma alcune avvisaglie erano già state date nei giorni scorsi. Nessuno ci aveva fatto caso, nuovi colleghi, avranno pensato le guardie. Invece i topi, probabilmente musulmani integralisti,alieni invasori,ucraini impazziti o anarco -insurrezionalisti  sciolgono le prospettive di evasione di alcuni camerati che pensavano ad un commando di liberazione(sempre di topi di fogna si tratta)e si sono introdotti nella mensa impedendo alle guardie carcerarie di consumare il loro lauto pasto. Chissà forse sono topi addestratisi in Afghanistan dicono alcuni testimoni che “non capivano la loro lingua”.

Le guardie prese dal panico si rifiutano di entrare in mensa, il sindacato lamenta che serve personale adatto a gestire una simile struttura e simili attacchi.

Purtroppo un membro del commando è stato ucciso davanti alla porta carraia ma per ora non c’è nessuna traccia del corpo.

Non risulta pervenuto nessun comunicato di rivendicazione ma non finisce qui!

RATS RULES!!!!846860-0

INIZIATIVA ANTIMILITARISTA A SA DOMU

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CI VEDIAMO A SETTEMBRE

L’udienza per la seconda richiesta di sorveglianza speciale è stata rinviata al 15 settembre perchè la notifica è stata presentata al compagno dopo i termini di legge.

restiamo in attesa, appostati, per nuovi aggiornamenti.settembre-nero-interna

FESTA CONTRO LA SORVEGLIANZA SPECIALE

LE SORVEGLIANZE NON FERMERANNO LE LOTTE
MADNelle ultime settimane la questura di Cagliari ha recapitato a casa di due compagni la richiesta di sorveglianza speciale, la peggiore fra le misure di prevenzione prevista dal codice penale.
Le misure di prevenzione sono delle limitazioni delle libertà personali basate sulla presunta pericolosità sociale dei prescelti.
Le richieste della questura sono di due anni di sorveglianza. Fatta di rientri notturni, firme, divieto di soggiorno in provincia di Cagliari, ma anche limitazioni nel lavoro, non poter frequentare luoghi pubblici (quali bar, locali, stadi..), manifestazioni, assemblee e pregiudicati.
Queste richieste si stanno diffondendo in tutt’Italia, per adesso però non stanno avendo successo, tutte le ultime richieste di sorveglianza sono state rigettate dai giudici.
In queste settimane una bellissima solidarietà è stata vicina ai compagni colpiti e a tutte le realtà indirettamente minacciate.

Giovedì 9 alle 9.00 si terrà l’udienza per uno dei due compagni, allo stesso orario è previsto un sit-in solidale fuori dal tribunale.

VENERDì 10 DALLE 22.00 SERATA BENEFIT ANTIREPRESSIONE,
LE SORVEGLIANZE NON FERMERANNO LE LOTTE
TERRAPIENO – CAGLIARI


MUSICA E BIRRETTE FINCHE’ NE ABBIAMO VOGLIA

Cassa antirepressione sarda

Deliri di Sorveglianza

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Deliri di Sorveglianza

Come anticipato qualche giorno fa, il 2 luglio la questura di Cagliari ha notificato una nuova richiesta per la sorveglianza speciale per un altro compagno.

Da un anno le questure di tutta Italia provano ad imporre questo provvedimento, fino ad ora con scarsi risultati: tutte le udienze svolte ad oggi si sono concluse negativamente, per loro. E positivamente per noi.

Purtroppo non demordono nell’intento, sperando di trovare un giudice compiacente che assecondi questo delirio, perché di delirio si tratta: per sua natura, la sorveglianza speciale è un escamotage giuridico che mira a reprimere la persona non perché colpevole di qualche reato specifico, ma per il modo in cui conduce la sua vita.

E’ un delirio, perché i fondamenti di tale richiesta poggiano sulla stesura di un profilo psicologico che comprende le attitudini e le scelte di vita, anche quando queste non sono contestabili come reati.

E’ un delirio, perché agli stessi comportamenti contestati corrispondono differenti richieste di restrizioni, costruite ad arte di modo da colpire ciascuno nelle proprie abitudini.

Il concetto di ”soggetto socialmente pericoloso”, su queste basi, sarebbe applicabile a chiunque provi a costruirsi una dimensione vivibile in un mondo di merda.

La nostra risposta è continuare a lottare, perché se sorvegliarne uno è attaccarci tutt*, figuratevi due!

APPUNTAMENTO IL 9 LUGLIO ALLE ORE 09.00 DI FRONTE AL TRIBUNALE DI CAGLIARI PER LA PROSSIMA UDIENZA.

 

In Sardegna i test del primo drone d’attacco europeo

Nella base aerea sarda di Decimomannu è giunto nei giorni scorsi il primo prototipo di robot-killer volante nEUROn, l’aereo senza pilota da combattimento (Ucav – Unmanned combat aerial vehicle) coprodotto da Italia, Francia, Svezia, Spagna, Svizzera e Grecia. Il velivolo è stato trasferito in Sardegna direttamente da Istres, la base militare francese utilizzata dal gennaio 2012 per i test di volo del nuovo drone europeo. A Istres sono stati messi a punto i sensori ottici e i sofisticati sistemi a infrarossi del nEUROn e sono stati rilevati e analizzati i segnali elettromagnetici rilasciati dal drone in modalità stealth (scarsa visibilità ai radar). Adesso le attività sperimentali per il raggiungimento della piena operatività del velivolo proseguiranno nel grande poligono militare di Perdasdefogu (Ogliastra).

Il nEUROn è il primo aereo europeo da combattimento a pilotaggio remoto dotato di materiali con accentuate caratteristiche stealth che gli consentiranno di penetrare nello spazio aereo nemico senza essere individuato. Il drone è più grande di un normale aeromobile Ucav e possiede capacità di carico, autonomia e capacità di volo quasi simili a quelle di un qualsiasi caccia pilotato. Con un costo unitario superiore ai 25 milioni di euro, il nEUROn è lungo 9,2 metri e ha un’apertura alare di 12,5 metri. Il velivolo può raggiungere la velocità di 980 chilometri l’ora e volare per più di otto ore consecutive. Opererà a tutti gli effetti come una spietata macchina-killer per colpire e uccidere a distanza grazie agli ordigni di precisione per gli attacchi aria-suolo a guida laser da 250 kg, che saranno trasportati in volo nel vano bombe interno.
Il drone verrà controllato da terra attraverso il datalink ad alta capacità STANAG 7085, con standard Nato. “Tramite questo datalink vengono inviati al velivolo i dati della missione, da lì in poi sarà l’intelligenza artificiale del nEUROn ad intraprendere tutte le necessarie azioni che permetteranno il raggiungimento dell’obiettivo”, spiegano le aziende produttrici. “Non vi sarà quindi un controllo diretto e continuo da terra e questo permetterà di mantenere un quasi assoluto silenzio radio, necessario per evitare l’intercettazione”. Il drone avrà inoltre le capacità di controllare a distanza, in modo automatico, le operazioni dei cacciabombardieri di ultima generazione prodotti in Europa, come il “Rafale” e il JAS 39 “Gripen”, consentendo così ai piloti d’intraprendere diverse azioni di combattimento contemporaneamente.
Per il programma nEUROn sono già stati investiti 400 milioni di euro. Ad esso partecipa in qualità di capofila con una quota del 50% il consorzio francese composto da Dassault Aviation, Thales e EADS-France. Ci sono poi l’italiana Alenia Aermacchi (Finmeccanica) che contribuisce da sola al 25% dei costi del pòrogetto, la svedese SAAB, la spagnola EADS-CASA, la greca EAB e la svizzera RUAG. Alenia Aeronautica, nello specifico, cura la progettazione e la costruzione dell’impianto di generazione e distribuzione elettrica, del sistema dei dati aria e del sistema automatico d’individuazione e ricognizione dei target da colpire (Smart Integratd Weapon Bay – SIWB).Tale sistema consente automaticamente l’individuazione ed il riconoscimento del bersaglio, la trasmissione della richiesta di approvazione al comandante della stazione di terra e il lancio dell’armamento. Un’altra controllata Finmeccanica, Selex Galileo, fornirà i sensori ottici integrati “IOH”. Da Decimomannu i tecnici di Alenia parteciperanno alle prove di volo del dimostratore e all’uso delle armi aria-terra nel poligono di Perdasdefogu.

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dal blog di Antonio Mazzeo

Flambe’

Il due Luglio all’interno del poligono di Teulada è divampato un incendio che ha richiesto l’intervento esterno del corpo forestale, le fiamme sono state domate.

Non è la prima volta che un incendio si innesca nelle basi militari,a volte con danni estesi per il territorio e la macchia mediterranea.

Un altro esempio dello scempio che ci viene imposto con le servitù militari.

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