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La questura scrive sopratutto d’Estate

La questura cagliaritana ha ormai da anni un oscuro rituale : all’inizio della stagione estiva inizia a mandare provvedimenti o letterine di vario tipo alle compagne ed ai compagni.

Gli argomenti sono ogni anno i piu’ disparati : dagli avvisi orali, alle richieste di sorveglianza , ai fogli di via piu’ denunce e amenità varie.

Anche quest’anno per non smentirsi arrivano le letterine. A circa una decina tra compagne e compagni è arrivata o e’ in arrivo l’avviso di conclusione indagini per l’ingresso arbitrario all’interno dei confini militari del poligono di Teulada del 3 Novembre 2015.

Nell’occasione l’ingresso cosiddetto arbitrario fece interrompere le esercitazioni della piu’ grande esercitazione NATO considerando i vent’anni precedenti : la TRIDENT JUNCTURE.

Una grande esercitazione congiunta tra le forze armate nazionali e del blocco NATO comprensiva di aspetti puramente pratici di guerra simulata e di tempi di reazione nelle situazioni di conflitto.

A rovinare i giochi di guerra però si mobilitò un grande numero di persone che riusci’ con astuzia e determinazione ad entrare nel poligono.

Nonostante il periodo poco proficuo da un punto di vista delle lotte, non possiamo che auspicare altre 10,100,1000 giornate come quella o come altre in passato dall’11 giugno a Decimomannu o ai cortei a Capo Frasca.

Per le lettere questurili seguiranno aggiornamenti, per le lotte non resta che guardarsi dentro e scoprire quanta rabbia possiamo ancora dare.

NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA

 

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OCCHI SULLE CITTA’

Siglato a Cagliari il patto per l’utilizzo dei fondi statali sull’installazione di telcamere in 256 comuni sardi su 377.

I sindaci di Cagliari,Quartu, Sanluri, Settimo, Portoscuso, Nuraminis, Pauli Arbarei e Villamar insieme al Prefetto ed alle forze dell’ordine hanno firmato il patto che prevede 37 milioni dallo Stato e 20 milioni dalla Regione Sardegna.

Le nuove telecamere saranno installate dal prossimo Autunno e saranno direttamente collegate con le FF.OO. che avranno delle password di accesso per il controllo anche in tempo reale.

L’intervista al prefetto Tiziana Giovanna Costantino è interessante : parla di un calo della criminalità ma lamenta la percezione d’insicurezza dei cittadini disquisendo sul controllo e la repressione come dei vantaggi per il vivere comune.

La giunta Zedda non è nuova alla passione per gli occhi elettronici, già dal primo mandato il Sindaco firmò il patto “mille occhi sulla città” per l’installazione di nuove telecamere e ne ha favorito e incentivato l’utilizzo per tutti gli atti cosiddetti vandalici nelle vie della città.

L’aumento di controllo e repressione incarna perfettamente la spinta legalitaria che proviene dalle politiche nazionali, Minniti disse “sicurezza è libertà”, e dai cittadini sempre piu’ protesi alla denuncia e alle infamate specie per la salvaguardia dal cosiddetto degrado e per questa percezione di insicurezza che non ha nessun nemico preciso ma resta appunto una percezione, quasi una paranoia.

Ora per resistere ai freddi occhi elettronici non resta che coprirsi bene.

 

PERLE RARE

Dai giornali arriva una notizia a dir poco strana,nei tempi in cui viviamo.

Un abitante di Mamoiada ,possessore di alcune telecamere, rifiuta di fornire alle forze dell’ordine le immagini che avrebbero ripreso due ragazzi mentre svaligiavano una casa. La polizia lo accusa di favoreggiamento.

Al giorno d’oggi in cui sicurezza viene confusa con libertà e in cui le telecamere sono ad ogni angolo di strada, suona strano sentire un rifiuto del genere e fa tornare un pò di fiducia nelle persone.

Il pericoloso ricorso alla legalità come valore fa si che le infamie siano sdoganate come un atto di giustizia e vengano così premiate e incensate da istituzioni e mass media.

La non accettazione dell’illegalità come pratica consona alle condizioni di disagio risuona sempre piu’ spesso, specie tra i giovani che, formati dalle scuole del capitale,  vedono nell’inosservanza delle regole una vera e propria minaccia sociale.

La sicurezza e il suo macchinario di repressione e controllo sono il vero pericolo.

 

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garituttattornoWEB

Bancali – un detenuto ferisce due secondini

Nel carcere di Bancali un detenuto di origini algerine ha aggredito con la gamba di un tavolo che aveva rotto in precedenza due guardie carcerarie.

Le guardie hanno riportato diverse ferite, uno dei due in particolare ha avuto qualche costola fratturata.

I sindacati di polizia si sono spesi immediatamente con le solite dichiarazioni circa la condizione di disagio delle guardie.

Per noi il problema non è il disagio delle guardie ma la galera stessa, i gesti di ribellione dei detenuti sono doverosi verso chi li sottopone ogni giorno sotto costrizione.

Le galere sono tortura di Stato.

Fuoco alle galere.

Gap – 3 maggio udienza per l’istanza di scarcerazione. Appello alla solidarietà con gli/le arrestatx

Riceviamo da Defend Solidarity

APPELLO DI SOLIDARIETÀ CON GLI ARRESTATI

Il 22 aprile centinaia di persone hanno marciato insieme da Clavière a Briançon, attraversando la frontiera italo-francese in risposta alla crescente militarizzazione e all’infame presenza di Generazione Identitaria, organizzazione fascista che oggi collabora con la polizia per pattugliare i sentieri. In quella giornata nessuno è stato obbligato a nascondersi e a rischiare la propria incolumità per passare la frontiera.

Al termine della manifestazione sei persone sono state fermate da gendarmi e polizia. Tre di loro, Eleonora, Théo e Bastien, sono detenuti nel carcere di Marsiglia con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina in banda organizzata, in attesa dell’inizio del processo, il 31 maggio a Gap.

Giovedì 3 maggio ci sarà l’udienza in cui il giudice si esprimerà sull’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati.

In vista di quel giorno e dell’inizio del processo, chiamiamo a mobilitarsi in solidarietà agli arrestati e contro le frontiere. Invitiamo tutti e tutte ad agire nei propri quartieri e territori, ognuna e ognuno con i propri mezzi e pratiche.

Quest’appello ribadisce con forza che se ci accusano di solidarietà, dobbiamo rispondere che siamo tutte e tutti colpevoli!

Ele, Théo, Bastien

Liberi subito!

Tutti e tutte libere!

Indirizzi per scrivere ai detenuti:

Theo Buckmaster, n° d’ecrou 188398

Bastien Stauffer, n° d’ecrou 188399

Eleonora Laterza, n° d’ecrou 188381

Centre pénitentiaire de Marseille-Baumettes, 239 Chemin de Morgiou, 13009 Marseille.

LA DUE GIORNI E’ INIZIATA

LA DUE GIORNI E’ INIZIATA CON UNA SERA DI ANTICIPO!!

VISTO L’AFFLUSSO DI COMPAGNI E COMPAGNE DA FUORI CAGLIARI ABBIAMO OCCUPATO POCHE ORA FA L’EX CAVA DI MONTE URPINU.

CHI VOLESSE ARRIVARE GIA’ DA STASERA E’ IL BENVENUTO. ALLE NOVE CI SARA’ LA CENA.

L’INGRESSO DELLA CAVA SI TROVA IN VIA RAFFA GARZIA, PER ARRIVARCI CON I MEZZI PUBBLICI BISOGNA PRENDERE IL PULLMAN NUMERO 10 IN DIREZIONE OSPEDALE BINAGHI E SCENDERE IN VIA GARZIA, VEDRETE UN GRANDE STRISCIONE E TROVERETE SEMPRE QUALCUNO CHE  VI INDICHERA’ DOVE PASSARE.

DOMANI LA PRIMA ASSEMBLEA INIZIERA’ ALLE 10 E 30, POI PRANZO E POI SECONDA ASSEMBLEA ALLE 16.00, IN SERATA SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SARDEGNA ANARCHISMO E LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE.

IMPORTANTE IMPORTANTE CHI AVESSE TENDA O ALTRE ATTREZZATURE DA CAMPEGGIO IN PIU’ LE PORTI IN MODO DA POTERLE PRESTARE A CHI VIENE DA LONTANO CON MEZZI SCOMODI COME GLI AEREI.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI, FATE GIRARE LA VOCE.

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Presentazione di: “Sardegna, anarchismo e lotta di liberazione nazionale”

presentazione kosta

Protesta ad Abbanoa

Martedì 20 marzo una trentina di persone del Movimento di lotta per la casa entra nel distretto 1 di Abbanoa a Cagliari, via is Cornalias ed occupa gli uffici tecnici esponendo striscioni contro gli slacci dell’acqua e volantinando.

Dopo che il dirigente del distretto e i dipendenti cercano di intavolare una trattativa invitando gli occupanti a recarsi in “altre sedi piu’ adatte” e ascoltando un fermo rifiuto iniziano ad arrivare le forze dell’ordine.

Prima due pattuglie dei carabinieri cercano invano di identificare i manifestanti poi arrivano di seguito Digos e celere.

Gli impiegati vengono fatti uscire dagli uffici per ragioni di sicurezza e quindi il lavoro negli uffici tecnici viene interrotto.

Gli occupanti resistono alle insistenze e dichiarano di non andarsene sinchè non arriverà il direttore di Abbanoa. Nel frattempo altri solidali volantinano agli sportelli ed alle persone presenti nel complesso e si attaccano adesivi di vario tipo.

Il direttore ovviamente preferisce non venire e gli occupanti decidono di smobilitare il presidio spontaneamente senza dare ascolto agli ultimatum della Digos.

L’occupazione degli uffici è stata una risposta al tentativo di slaccio dell’acqua all’occupazione alle palazzine ex-Telecom occupate e contro la politica di interruzione delle condotte portata avanti da Abbanoa contro i cosidetti “abusivi”,

Durante l’iniziativa e’ stato distribuito il seguente volantino:

Abbanoa s.p.a. è il gestore dell’acqua che ogni giorno esce dai nostri rubinetti.

Non tutti però hanno la possibilità di avere questo “privilegio”e trovano una soluzione alternativa.

E’ il caso dell’occupazione popolare il paguro dove risiedono svariate persone :single ,famiglie , coppie , bambini e bambine. Persone alle quali venerdì 16 marzo l’azienda idrica insieme alla polizia ha cercato di chiudere quei famosi rubinetti.

Si dirà è tutto nella norma, il gioco delle parti prevede che ci siano allacci “abusivi” e qualcuno che cerca di chiuderli, la differenza sta nell’accettare questo gioco o provare a resistere.

Noi resistiamo.

Per questo oggi siamo qui negli uffici di Abbanoa, perchè vogliamo creare un disagio a questa azienda con grossi buchi nelle condotte e nei conti che si arroga la gestione di un bene comune decidendo tra chi ha diritto e chi no ad avere l’acqua.

Nella società attuale in cui tutto diventa merce ,anche un bene primario come l’acqua ha il suo valore, un valore bello alto stando alle bollette di Abbanoa, un valore inestimabile se chi occupa una casa per diverse ragioni si trova a non avere l’acqua per lavarsi o per cucinare, significa abbandonare un posto e cercarne un altro in una giostra continua.

Noi siamo stanchi di questa giostra, abbiamo occupato le palazzine ex telecom perchè crediamo in una lotta per cui occupare una casa sia una prassi che rispecchi la necessita’ di chi semplicemente l’abita al di fuori delle leggi e dei decreti .

Togliere l’acqua a chi occupa , a chi non puo’ pagarla, a chi semplicemente non vuole pagarla per scelta politica sa tanto di assedio ai castelli medievali , in cui per stanare gli avversari li si prendeva per sete o per fame.

Non non siamo abitanti di chissà quali castelli ma sicuramente abbiamo fame di lotta e sete di vendetta verso chi cerca di toglierci un bene fondamentale.

Contestiamo Abbanoa s.p.a. In quanto cerca di prendere per sete in accordo con comune ed istituzioni chi occupa le case e chi non si può permettere le sue bollette.

Contestiamo Abbanoa ed il suo imminente “villaggio dell’acqua” con cui cercherà di ripulirsi la faccia.

Contestiamo Abbanoa perchè l’acqua è un bene comune e non servono aziende o Stato a regolamentarla.

Contestiamo Abbanoa perchè creargli un disagio che gli fa perdere soldi è l’unica cosa che capisce.

Noi resistiamo ad Abbanoa perchè crediamo che il dialogo giusto sia quello della lotta.

Resisti agli slacci, non farti mettere la testa… sott’acqua.

Movimento di lotta per la casa – Cagliari.