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Mentre tutti dormono…

Nella notte del 17 novembre verso le 2 ;15 di notte, un carico con il codice rosso di massima allerta è sbarcato nel porto di Cagliari dalla stiva della nave STENA  FREIGHTER battente bandiera danese. Il trasporto su gomma è effettuato dalla ditta GEODIS WILSON s.p.a. e si è diretto dal capoluogo al poligono di Quirra ed è stato scortato dai nucleo dei pompieri NBCR, un corpo speciale dei vigili del fuoco specializzato nelle situazioni in cui i pericoli sono quelli da contagio da sostanze nucleari, biologiche,chimiche o radiologiche tutte altamente pericolose, si notano facilmente poichè hanno , sopra la divisa regolamentare, una tenuta scafandrata con respiratori autonomi. Il codice del trasporto ha riportato il codice Zeffiro 40. Sia i dispacci dalla capitale che i regolamenti imporrebbero , per trasporti di questo tipo, avvisare personale civile e popolazione del tipo di trasporto e dei rischi che ne conseguono.

Ovviamente siamo di fronte all’ennesimo trasporto di sostanze , probabilmente secretate, che attraversa mari e strade della Sardegna,considerata evidentemente tutt’ora una regione da sfruttare ulteriormente per tutto ciò che riguada le sperimentazioni e la preparazione alla guerra. Non bastava il traffico di convogli militari, non bastava il traffico di bombe per l’Arabia saudita ora si aggiungono convogli segreti con materiali pericolosi.

Non sarà nè la prima nè l’ultima volta che convogli del genere passano per le nostre strade,evidenziando sempre di piu’ che bloccare chi fa della guerra un business va bloccato.

Dai F.lli Rubino alla RWM non lasciamo in pace chi vive di guerra.

Geodis

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Gli aguzzini del mare e del deserto

 

 

da rompere le righe00010002000300040005000600070008

BOTTE DA ORBI

Al carcere di Uta, un detenuto ha colpito al volto con un pugno un secondino.

Il SAPPE sindacato di polizia penitenziaria grida all’allarme e al fatto gravissimo ricordando che il detenuto era lo stesso che durante un processo ha distribuito pugni a destra e a manca per cercare di scappare.

Il basso quoziente intellettivo del sindacalista non gli consente un collegamento diretto tra la detenzione e la voglia di libertà e quindi reclama per il detenuto delle cure in appositi istituti. Sarebbe quindi la malattia mentale a far balenare nei prigionieri la voglia di evasione, non le angherie delle guardie, non la reclusione,non la tortura di Stato.

Per noi ogni evasione è un bellissimo fulmine nel cielo sereno dell’esistente.

FUOCO ALLE GALERE.

USIAMO LA TESTA

Al carcere di Bad’e Carros a Nuoro un detenuto in regime di sorveglianza speciale sferra una testata ad un secondino mandandolo al tappeto prima ed all’ospedale poi.

Un altro episodio che scatena le reazioni dei servi dei sindacati di categoria della polizia penitenziaria che annunciano scioperi.

Per noi un episodio sintomatico di chi stanco dei soprusi e delle torture di Stato, alza la testa e in questo caso la usa in maniera adeguata.

Fuoco alle galere.

 

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OTTO PER MILLE

Qualche notte fa qualcun* è entrato a casa del vescovo Pillolla ed ha rubato oggetti e contanti per un valore di duemila euro.  Doni del suo mandato vescovile dice il prelato.

Che stiano restituendo l’otto per mille?

 

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Comunicato sul presidio antifascista a Nuoro

Sabato primo aprile diverse decine di persone hanno dato vita ad un presidio antifascista davanti all’EuroHotel (ex Motel Agip) di Nuoro.
Grande la costanza e la motivazione dimostrate: quasi 5 ore di fianco al traffico cittadino di viale Trieste, sotto la pioggia e il vento freddo, respinti per strada con la motivazione “è un convegno privato”, filmati e fotografati continuamente dalla polizia.
L’occasione era imprescindibile: la doppia presentazione del ben noto libro di Edda Negri Mussolini “Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini” e quella del testo di Gabriele Leccisi “Con Mussolini prima e dopo piazzale Loreto”.
Complice il silenzio istituzionale e sociale i fascisti del circolo Domenico Leccisi si sono potuti permettere uno spazio in cui propagandare la loro visione distorta della storia ben protetti da un numero spropositato di poliziotti, carabinieri, digossini, con caschi, scudi, manganelli, un blindato, un numero impressionante di volanti che facevano la ronda per poter arginare antifascisti e antifasciste armati invece di striscioni, risate, bambini e bambine, cori, pazienza e determinazione.
Per tutto il pomeriggio il presidio ha animato viale Trieste senza poter entrare dentro il parcheggio dell’EuroHotel ed ha perfino subito qualche provocazione come quella di Edda Negri Mussolini che si è prodigata in un inchino davanti ai cori antifascisti ben protetta da decine di poliziotti. Dopo ore di attesa finalmente verso le 18.00 i fascisti sono usciti dall’EuroHotel scortati da un blindato della polizia e da un cordone di antisommossa, ben due auto e nemmeno dieci persone dentro. La signora Negri Mussolini invece ha preferito non uscire affatto e restare al sicuro dentro l’hotel.
Il presidio ha rotto il mutismo assordante sul circolo Domenico Leccisi che per due volte in poco tempo ha potuto srotolare striscioni e fare presidi nella città di Nuoro. Già il 12 febbraio infatti erano presenti in via Don Bosco con uno striscione sulle foibe mentre il giorno 25 marzo, mentre ci si preparava alla manifestazione antifascista a Sassari, occupavano i giardini Vittorio Emanuele con uno striscione contro l’immigrazione, anche lì totalmente blindati dalla polizia.
Va sottolineato l’ingente dispiegamento di forze messo in atto dalla questura per salvaguardare l’incolumità di 6 fascisti rinchiusi in un hotel. Non bisogna far passare sotto silenzio ciò che sta accadendo in città e nel resto dell’isola, quello che è accaduto sabato primo aprile ha dimostrato che Nuoro è antifascista ed ha gli anticorpi per affrontare le merde fasciste.
Memori della nostra storia riteniamo necessario contrastare attivamente la presenza fascista nel territorio e per questo andremo avanti fino a che l’agibilità politica di questi personaggi non venga contrastata in maniera effettiva.
State poco sereni, a piazzale Loreto c’è ancora posto, ci rivedremo per le strade..

Antifasciste e antifascisti – NuoroManifestazione_antifascista

Ciao Donatello

Comunicato per Donatello Dedoni
La mattina del 20 marzo 2017, l’amico e compagno Donatello Dedoni è morto
precipitando dal tetto di un capannone in disuso nella zona industriale di Elmas (CA),
per una tragica fatalità il tetto ha ceduto ed è caduto da diversi metri d’altezza.
La persona che lo accompagnava ha tentato di rianimarlo e dato l’allarme al 118,
nonostante il loro intervento non c’è stato niente da fare.
Chi ha conosciuto Donatello sapeva quanto fosse prezioso come amico e compagno,
sempre pronto a mettersi in gioco con coraggio ed entusiasmo.
La sua propensione all’azione gli è costata diverse detenzioni, da cui è uscito sempre a testa alta e senza rimorsi.
Ci mancherà tantissimo, abbiamo perso una parte di noi, della nostra vita e della nostra storia.
Il suo esempio ci fa riflettere su quanto troppo teniamo alla nostra pellaccia,
mentre molto di più dovremmo fare in termini di rischi e azione, perchè senza ciò ogni discorso ogni teoria perde significato.
Non sarà facile ma cercheremo di andare avanti nella lotta contro lo stato, il capitale e i suoi forzieri.
                                              Is kumpanjus e is kumpanjas de su Fraria

Nuove telecamere a Nuoro

i giornali parlano di nuove telecamere a Nuoro per donare maggiore sicurezza ai cittadini.

Sarebbero ottanta le telecamere ad alta definizione (4 k) inserite nel circuito cittadino, : ingressi alla città,piazze, scuole etc.

L’occhio della repressione è sempre piu’ lungo e le telecamere fanno da ausilio con il benestare delle amministrazioni locali.

il sindaco Zedda, a Cagliari, ad esempio, firmò un accordo a nome “Mille occhi sulla città” per l’installazione di telecamere in tutti i luoghi sensibili : dalle gioiellerie alle vie simbolo della gentrificazione passando dai pullman e dalle pensiline con video accessibili alle forze dell’ordine con effetto immediato. il sindaco di Nuoro, a quanto pare, non vuol essere da meno.

La ricerca disperata alla soddisfazione del bisogno di sicurezza della non ben delineata categoria dei cittadini è sempre piu’ morbosa e i video diffusi dalla sbirraglia circa i cosiddetti reati ha sempre piu’ uno scopo autocelebrativo e mediatico a curare l’immagine limpida che sbirri e militari vogliono mantenere. Non saranno un paio di video sui quotidiani on line a farci dimenticare chi sono gli oppressori e gli oppressi.

Non resta che seguire un consiglio di un adesivo che circolava . “Apriamo gli occhi, spegniamo i loro”

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locandina_corteo rwm_3 aprile

STOP ALLA FABBRICA DI MORTE RWM

LUNEDÌ 3 APRILE 2017 A DOMUNOVAS

PRESIDIO AL PIAZZALE DELLA RWM
DALLE 11.00 ALLE 16.00
CORTEO DAL PIAZZALE DELLA FABBRICA
AL PAESE – PARTENZA ALLE 16.00

Ormai è un dato di fatto: la RWM Italia spa produce bombe, lo stabilimento di Domusnovas fabbrica ed esporta gli ordigni che devastano lo Yemen e tanti altri paesi, per alcune centinaia di posti di lavoro e decine di milioni di fatturato.
In nome del profitto si uccidono centinaia di migliaia di civili, si coprono le complicità delle istituzioni e in nome del ricatto occupazionale si giustifica chi lavora e contribuisce manualmente alla costruzione di strumenti di morte.
Fermiamo la filiera di questa produzione di morte, dal padrone all’operaio, dai trasporti dei materiali a chi li prende in carico.
La produzione di bombe deve cessare qui e ovunque, produrre e vendere morte non può essere un’attività da svolgere serenamente né ora né mai.
Per questi motivi ci ritroviamo il 3 aprile nel piazzale dello stabilimento RWM a Domusnovas per un presidio dalle 11:00 alle 16:00, cui seguirà un corteo verso il paese.
Vi invitiamo a partecipare per provare tutti insieme ad inceppare anche se per poche ore questo macchinario e rimarcare che chi contribuisce ai suoi ingranaggi “per quanto si creda assolto è lo stesso coinvolto”

Non lasciamo in pace chi vive di guerra!

Non c’è due senza tre

Il 13 Marzo sono stati recapitati 7 nuovi decreti penali di condanna per alcuni compagni e compagne fermati durante il campeggio antimilitarista dell’ottobre 2016. Durante il fermo erano stati loro sequestrati degli oggetti, identificati ora come “atti ad offendere”.

Non ci stanchiamo di ribadire la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne colpite dalla repressione e rinnoviamo il nostro odio nei confronti di sbirri, galere, giudici e militari.

Da https://nobasi.noblogs.org