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LA DUE GIORNI E’ INIZIATA

LA DUE GIORNI E’ INIZIATA CON UNA SERA DI ANTICIPO!!

VISTO L’AFFLUSSO DI COMPAGNI E COMPAGNE DA FUORI CAGLIARI ABBIAMO OCCUPATO POCHE ORA FA L’EX CAVA DI MONTE URPINU.

CHI VOLESSE ARRIVARE GIA’ DA STASERA E’ IL BENVENUTO. ALLE NOVE CI SARA’ LA CENA.

L’INGRESSO DELLA CAVA SI TROVA IN VIA RAFFA GARZIA, PER ARRIVARCI CON I MEZZI PUBBLICI BISOGNA PRENDERE IL PULLMAN NUMERO 10 IN DIREZIONE OSPEDALE BINAGHI E SCENDERE IN VIA GARZIA, VEDRETE UN GRANDE STRISCIONE E TROVERETE SEMPRE QUALCUNO CHE  VI INDICHERA’ DOVE PASSARE.

DOMANI LA PRIMA ASSEMBLEA INIZIERA’ ALLE 10 E 30, POI PRANZO E POI SECONDA ASSEMBLEA ALLE 16.00, IN SERATA SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SARDEGNA ANARCHISMO E LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE.

IMPORTANTE IMPORTANTE CHI AVESSE TENDA O ALTRE ATTREZZATURE DA CAMPEGGIO IN PIU’ LE PORTI IN MODO DA POTERLE PRESTARE A CHI VIENE DA LONTANO CON MEZZI SCOMODI COME GLI AEREI.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI, FATE GIRARE LA VOCE.

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Presentazione di: “Sardegna, anarchismo e lotta di liberazione nazionale”

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Protesta ad Abbanoa

Martedì 20 marzo una trentina di persone del Movimento di lotta per la casa entra nel distretto 1 di Abbanoa a Cagliari, via is Cornalias ed occupa gli uffici tecnici esponendo striscioni contro gli slacci dell’acqua e volantinando.

Dopo che il dirigente del distretto e i dipendenti cercano di intavolare una trattativa invitando gli occupanti a recarsi in “altre sedi piu’ adatte” e ascoltando un fermo rifiuto iniziano ad arrivare le forze dell’ordine.

Prima due pattuglie dei carabinieri cercano invano di identificare i manifestanti poi arrivano di seguito Digos e celere.

Gli impiegati vengono fatti uscire dagli uffici per ragioni di sicurezza e quindi il lavoro negli uffici tecnici viene interrotto.

Gli occupanti resistono alle insistenze e dichiarano di non andarsene sinchè non arriverà il direttore di Abbanoa. Nel frattempo altri solidali volantinano agli sportelli ed alle persone presenti nel complesso e si attaccano adesivi di vario tipo.

Il direttore ovviamente preferisce non venire e gli occupanti decidono di smobilitare il presidio spontaneamente senza dare ascolto agli ultimatum della Digos.

L’occupazione degli uffici è stata una risposta al tentativo di slaccio dell’acqua all’occupazione alle palazzine ex-Telecom occupate e contro la politica di interruzione delle condotte portata avanti da Abbanoa contro i cosidetti “abusivi”,

Durante l’iniziativa e’ stato distribuito il seguente volantino:

Abbanoa s.p.a. è il gestore dell’acqua che ogni giorno esce dai nostri rubinetti.

Non tutti però hanno la possibilità di avere questo “privilegio”e trovano una soluzione alternativa.

E’ il caso dell’occupazione popolare il paguro dove risiedono svariate persone :single ,famiglie , coppie , bambini e bambine. Persone alle quali venerdì 16 marzo l’azienda idrica insieme alla polizia ha cercato di chiudere quei famosi rubinetti.

Si dirà è tutto nella norma, il gioco delle parti prevede che ci siano allacci “abusivi” e qualcuno che cerca di chiuderli, la differenza sta nell’accettare questo gioco o provare a resistere.

Noi resistiamo.

Per questo oggi siamo qui negli uffici di Abbanoa, perchè vogliamo creare un disagio a questa azienda con grossi buchi nelle condotte e nei conti che si arroga la gestione di un bene comune decidendo tra chi ha diritto e chi no ad avere l’acqua.

Nella società attuale in cui tutto diventa merce ,anche un bene primario come l’acqua ha il suo valore, un valore bello alto stando alle bollette di Abbanoa, un valore inestimabile se chi occupa una casa per diverse ragioni si trova a non avere l’acqua per lavarsi o per cucinare, significa abbandonare un posto e cercarne un altro in una giostra continua.

Noi siamo stanchi di questa giostra, abbiamo occupato le palazzine ex telecom perchè crediamo in una lotta per cui occupare una casa sia una prassi che rispecchi la necessita’ di chi semplicemente l’abita al di fuori delle leggi e dei decreti .

Togliere l’acqua a chi occupa , a chi non puo’ pagarla, a chi semplicemente non vuole pagarla per scelta politica sa tanto di assedio ai castelli medievali , in cui per stanare gli avversari li si prendeva per sete o per fame.

Non non siamo abitanti di chissà quali castelli ma sicuramente abbiamo fame di lotta e sete di vendetta verso chi cerca di toglierci un bene fondamentale.

Contestiamo Abbanoa s.p.a. In quanto cerca di prendere per sete in accordo con comune ed istituzioni chi occupa le case e chi non si può permettere le sue bollette.

Contestiamo Abbanoa ed il suo imminente “villaggio dell’acqua” con cui cercherà di ripulirsi la faccia.

Contestiamo Abbanoa perchè l’acqua è un bene comune e non servono aziende o Stato a regolamentarla.

Contestiamo Abbanoa perchè creargli un disagio che gli fa perdere soldi è l’unica cosa che capisce.

Noi resistiamo ad Abbanoa perchè crediamo che il dialogo giusto sia quello della lotta.

Resisti agli slacci, non farti mettere la testa… sott’acqua.

Movimento di lotta per la casa – Cagliari.

PRESIDI E VOALANTINAGGI CONTRO DI STEFANO E CASA POUND.

Oggi 02/03/2018 il leader di Casapound si è palesato all’hotel Regina Margherita per l’ultimo incontro elettorale nell’isola.

Un ingente spiegamento delle forze dell’ordine spiccava per le vie della città ed in particolare nella zona nei pressi dell’hotel e attorno alla sede dei fascistelli del III millennio.

Un gruppo di antifascist* si è trovato nella piazza piu’ vicina all’evento ed ha volantinato per poi iniziare una serie di blocchi del traffico nelle zone piu’ trafficate.

Un altro gurppo di antifascist* si è trovato nei pressi della sede,nel quartiere di is Mirrionis, per un attacchinaggio diurno e un volantinaggio,interrotto solo brevemente dagli sbirri che provavano con scarso successo a sequestrare delle scope.

Da notare che le FF.OO. hanno fermato ed identificato oltre a qualche compagno, anche ignari passanti, così,per alleggerire il clima.

La scorsa notte ignoti hanno appeso un manichino a testa in giu’ negli alberi attorno all’hotel che ospita Di Stefano, un ottimo auspicio per i fascisti.

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AGGIORNAMENTO SUL PROCESSO PER IL PRESIDIO AL CARCERE

Oggi 28/02/2018 si è tenuta una delle udienze che vede imputati 17 compagn* per un presidio sotto le mura del carcere di Buoncamino a Cagliari risalente al maggio del 2013.

Sono stati sentiti agenti della Digos e l’udienza è stata rinviata aL 27 aprile 2018 alle ore 12:00.

Un discreto numero di solidali ha avuto la possibilità di salutare Paolo un nostro compagno detenuto.

seguiranno aggiornamenti

FUOCO ALLE GALERE

Aggiornamento sul processo d’appello contro il compagno anarchico Carlo da Genova

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Il compagno anarchico Carlo di Marco ci fa sapere che oggi, 26/02/2018, al processo d’appello per apologia (in relazione al testo “A chi non si dissocia” come risposta ai “Puntini sulle i”, ovvero alle dissociazioni che alcuni genovesi presero nei confronti di compagni Alfredo e Nicola, che attaccarono Adinolfi) è stato assolto perché il fatto non sussiste (il P.M. aveva chiesto 3 anni e 2 mesi).

Entro 90 giorni la procura deve decidere se ricorrere in cassazione o meno.

Solidarietà con compagno Carlo e con chi non si dissocia!

ALTRO GIRO ALTRA CORSA

Apprendiamo dai media che la sede di Casa Pound è stata nuovamente imbrattata,questa volta con vernice rossa. A distanza di due settimane dal precedente attacco alla sede in cui furono imbrattate le serrande e rotte le telecamere, le tartarughine dovranno rinnovare il corso di fai da te e riverniciare i muri e l’insegna.

Il capetto Sardara, è convinto,stando alle sue dichiarazioni, che questi gesti daranno loro piu’ spinta e che , con un grande senso investigativo, le modalità sono le stesse di un corteo antimilitarista non autorizzato del 2015.

 

In attesa di una sua chiamata come profiler dell’FBI speriamo ci siano sempre piu’ “spinte” contro i fascisti del III millennio.

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IL COLORE NON BASTA

Al carcere minorile di Quartucciu è in corso un progetto promosso da tre giovani laureate in architettura che prevede una presunta “riabilitazione con il colore”.

Illuminazione e mura colorate come agevolazione a far sentire il carcere meno tetro e punitivo. “un grande progetto di inclusività” sostiene la rettrice dell’Universita’ di Cagliari.

All’interno delle carceri,sia minorili che no, si articolano tanti progetti dal teatro alla pittura e tanti progetti di una presunta inclusione. Molto spesso per quanto ci possa essere una motivazione solidale dietro alcuni di questi progetti,è innegabile il carattere di ricatto che si cela dietro queste attività che tendono a dividere i detenuti e le detenute in buoni e cattivi,meritevoli e no.

Il tempo in carcere scorre lento, la reclusione è tra le altre cose isolamento e noia e trovare dei modi per passare il tempo ed uscire dal grigiore delle celle non è certo un bisogno da sottovalutare. Chiamare le cose con il loro nome però è altrettanto corretto. Non si possono identificare dei progetti per indorare la pillola con la parola inclusività, per una struttura che è esclusiva ed isolante per definizione. Le nuove carceri non a caso sorgono in centri poco abitati e fuori dalle città, non basta qualche progetto “colorato” a trasformarle in centri di inclusione, tutt’al piu’ se dietro la partecipazione a queste attività si nasconde il ricatto a chinare la testa per potervi partecipare, a non protestare per avere un pò di svago al di fuori della noia.

La riabilitazione, la motivazione “filantropica” con cui le carceri vengono legittimate è solo un’illusione ed un menzogna per giustificare l’isolamento e la tortura. Incentivare un processo di controllo dell’individuo che media tutte le routine quotidiane tramite regolamenti e umori dell’amministrazione penitenziaria è solo coercizione ed è inutile pensarla diversamente.

Al carcere minorile di Quartucciu i suicidi sono una realtà assodata, rispetto al numero esiguo dei detenuti se ne contano 2 sino a novembre( a fronte di 13 detenuti presenti ad Ottobre 2017), 4 nell’anno precedente, poi si aggiungono atti di autolesionismo ed altro, quindi possiamo dire che sicuramente non è il colore delle mura il problema, ma la reclusione stessa.

L’unica riforma sensata per le galere, l’unico progetto valido è buttarle giù e lasciarne solo macerie.

fuoco alle galere, anche se colorate.

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PARENTI SERPENTI

Sarebbero sei gli attacchi incendiari contro diverse imprese metalmeccaniche e di spostamento terra.

Nei mesi scorsi scaldava il cuore sapere che una gru dei Fratelli Rubino,complici della logistica militare, fosse andata a fuoco.

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“Il primo attentato risale al 6 settembre del 2017 nel mirino la ditta “Icom spa” a Macchiareddu, distrutta una gru del valore di circa 3milioni di euro. Il 15 settembre il secondo attentato ad Assemini distrutta un’altra gru. Il 30 settembre nel mirino finisce la ditta del cugino dell’arrestato sempre ad Assemini, distrutti quattro mezzi pesanti. Il quarto attentato il 28 novembre a Nuraminis, danneggiata la gru della ditta “Rago green power” di Potenza. L’ultimo incendio risale al 30 novembre dello scorso anno a Senorbì nel mirino la “No.Va. Service”, distrutte un’autogru e un furgone.”

Così scrivono i giornali ,dando notizia dell’arresto di Davide Rubino, cugino dei piu’ famosi fratelli con il medesimo cognome, che pronto pronto stava per partire in Thailandia vista la mala parata. Sarebbe lui quindi il responsabile dell’incendio alla gru e a qualche mezzo pesante dei Rubino e  artefice di un metodo spiccio per sbaragliare la concorrenza.

Un colpo di scena quindi che fa sgranare gli occhi e solleticare il cervello come il piu’ banale dei romanzi gialli.

In questo caso diciamo che chi vive di guerra non resta in pace, neanche nel caldo delle mura domestiche.

 

 

 

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PROIEZIONE BENEFIT CASSA ANTIREPRESSIONE

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