Archivi del mese: ottobre 2016

Occhi al cielo

Il 6° stormo Tornado di Ghedi si è distinto per un’operazione antidroga nella zona di Quinzano, vicino Brescia.

I Carabinieri non capivano l’eccessivo andirivieni in un terreno gestito da due persone e, come si chiama il cugino cattivo per picchiare il bullo di turno, hanno passato la palla ai Tornado dell’Aereonautica, proprio gli stessi che si eserciteranno a Capo Frasca questo Novembre. I Tornado con apparecchiature sofisticate e macchine fotografiche hanno così individuato una piantagione di Marijuana e fatto arrestare i due. Oltre che potenziali assassini i piloti si sono rivelati particolarmente infami.

Ma la situazione andrebbe guardata con una prospettiva a più ampio raggio. Le notizie fatte passare dalla stampa, che riguardano l’utilizzo dei Tornado per fotografare le zone sismiche o per osservare spacciatori, hanno proprio l’aspetto di notizie ad hoc per continuare a far passare l’immagine lustrata dei militari e per evidenziare lo sbocco al civile dei mezzi da guerra, magari indicandoli come indispensabili per alcune operazioni.

Le stesse operazioni che prima venivano eseguite dalle classiche forze dell’ordine ora vengono condivise con altri mezzi, sempre più potenti e sempre più invadenti per turbare la tranquillità degli ignari.

In questo momento è da rimarcare come tra una presentazione e l’altra, una serata di orientamento qui ed un’operazione là, i militari stiano investendo molto nella loro immagine e nel crearsi un intorno solidale.

Ostacolarli e far apparire i militari per quello che sono realmente è il minimo.

Nel frattempo occhi al cielo…151327614-10c1c49e-323b-457b-a39a-4ff8fc8e515d

Annunci

Condannati i cinque attivisti denunciati per diffamazione dal “Dott. Turri”

Il 26 Ottobre si è svolto il secondo grado del processo ai cinque attivisti denunciati dal “dottor” Turri per diffamazione. I fatti risalgono a 8 anni fa, quando dopo due anni di sospensione Gianpaolo Turri veniva reintegrato al ruolo di primario del reparto di psichiatria dell’ospedale di Is Mirrionis di Cagliari. Era stato sospeso in quanto sotto la sua guida era morto in circostanze a dir poco sospette Giuseppe Casu, un ambulante che era stato ricoverato con un TSO e dopo 7 giorni di sedazioni, sempre legato al letto era morto. Quel giorno di 8 anni fa alcuni pensarono che il reintegro di Turri non potesse passare sotto silenzio, così si recarono fuori dal reparto di psichiatria a denunciare pubblicamente cosa stava accadendo, lo fecero con un volantino che descriveva Turri come un ASSASSINO,  fu proprio questa parola a sconvolgere tanto il dottorino spingendolo a chiamare la polizia che identificò cinque volantinatori, i quali furono poi denunciati.

In primo grado arrivò un’assoluzione, ma Turri non ne voleva sapere di uscire sconfitto da un processo (tutta la vicenda legata alla morte di Giuseppe Casu gli è costata sei processi, di cui due per omicidio e uno per sequestro di persona, da tutti i procedimenti è uscito innocente, anche a costo di far sparire le parti anatomiche di Casu e sostituirle con quelle di un’altra persona…), così si è appellato e il giudice del secondo grado gli ha dato ragione, condannando i cinque al minimo della pena e a 1000 € di risarcimento per il “dottore”, che ha giurato che li devolverà in beneficenza…

Non si possono nascondere la rabbia e la delusione per una sentenza così, ma non bisogna neanche stupirsi, lo stato difende se stesso e i suoi uomini usando ogni mezzo. Non bisogna spaventarsi né mollare, anzi trarre forza da queste esperienze per rilanciare le lotte con sempre più forza.

Contestati militari fuori dal Siotto

Il 25 Ottobre graduati dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica sono stati contestati da un gruppo di antimilitaristi di tutte le età fuori dal Siotto, uno dei più importanti istituti  di scuole superiori di Cagliari. Continua a leggere

Per poco…

Sarebbe potuto essere un massacro, qui abbiamo tutti il fucile, siamo tutti cacciatori…Così descrive quello che ha vissuto due giorni fa (il 25/10) un abitante di Ota, un paesino nelle montagne del sud della Corsica. Gli abitanti di Ota, qualche centinaio, si sono risvegliati nel bel mezzo di un’esercitazione militare, ritrovandosi i militari armati di tutto punto per le vie del paese. Oltre lo stupore e la rabbia per non essere stati informati che l’esercito francese avrebbe utilizzato il loro paesino come zona addestrativa, colpisce la reazione-minaccia di un abitante che dopo aver scoperto che anche la gendarmerie non era stata avvisata stava per imbracciare il fucile contro l’invasore…

 

Pesca miracolosa

L’accordo tra pescatori ,regione e ministero della difesa è stato raggiunto, si sono infatti incontrati il presidente della regione con delegati del ministero per raggiungere l’accordo. Dopo i pescatori di Teulada anche quelli della marineria di Capo Frasca sono tra i vincitori del concorso, noi ti portiamo la guerra in casa e tu vinci un indennizzo.

Le proteste dei pescatori di Capo frasca hanno messo in luce come la macchina bellica sia in bilico nel non potersi permettere intoppi. Dimostrare ai propri investitori la sicurezza e la tranquillità del poligono e del territorio circostante è troppo importante in questo momento in cui è annunciata la dipartita dell’aeronautica tedesca. Mantenere un equilibrio con i mezzi a disposizione era troppo importante per mettere a tacere l’ennesima voce di protesta contro la presenza militare in Sardegna ,farlo con gli indennizzi era la strada piu’ semplice.

La regione dal canto suo ha colto la palla al balzo. Una patata bollente come le servitu’ militari va mollata in fretta per non scottarsi. Pigliaru si è schierato subito accanto ai pescatori proprio per mettere a segno un doppio punto : da una parte mantenere la facciata con la popolazione che si vede difesa nei propri interessi, dall’altro far si che le proteste si quietino tenendo il poligono in una situazione di tranquillità, perchè protestare se ci sono gli indennizzi?poco importa se i pescatori aumenteranno magicamente di numero come a Teulada, tanto il mercato delle armi è fiorente e si puo’ ben permettere delle spese.

La lingua biforcuta delle istituzioni sarde che da un lato mettono in scena un teatrino contro le servitu’ e dall’altro fanno passare ogni porcata del ministero della difesa va messa in evidenza e smascherata perchè ha una grossa responsabilità nel pompieraggio delle lotte in corso.

Il servilismo dei pescatori ad accordi con la difesa lascia l’amaro in bocca, svendere un territorio in cambio di due spiccioli sarà un funesto lascito a chi si immagina una terra libera in un futuro magari non troppo lontano.

Sta a tutte e tutti noi continuare a far si che chi vive di guerra non sia lasciato in pace. Mai.

pesca

Di degrado e di scritte sui muri

In questi giorni si è consumata a livello mediatico una grande campagna contro la scritta sul muro dell’Exma, l’ex mattatoio cittadino. La scritta recita “6-10 OTTOBRE, BLOCCHIAMO LA GUERRA”. Continua a leggere

BLOCCHIAMO LE ESERCITAZIONI, corteo il 23 Novembre a Capo Frasca

E’ POSSIBILE INIZIARE A PRENOTARE I POSTI SUI PULLMAN PER IL 23. VIENI E FAI GIRARE.

14900347_1825892301027803_2541435126634631846_n

14657530_1818203308463369_167175350729201482_n

 

 

 

 

Sassari, interrotto seminario dei militari all’università.

Giovedì 13 ottobre un gruppo di studenti e militanti dei movimenti contro l’occupazione militare della Sardegna ha interrotto un seminario tenuto da graduati della Marina Militare de La Maddalena presso l’aula Mossa della facoltà di giurisprudenza di Sassari.
Continua a leggere

Campeggio antimilitarista, RACCOLTA SCRITTI

AGGIORNATO
QUESTO BLOG COME AL SOLITO E’ LIETO DI RACCOGLIERE   RACCONTI, PROMEMORIA, TESTAMENTI, MEMORIALI, CORI E BARZELLETTE SUL CAMPEGGIO ANTIMILITARISTA, QUI SOTTO IL NOSTRO. SCATENATEVI. (per mandarceli scrivete a nobordersard2016@gmail.com)

Continua a leggere

PROGRAMMA CAMPEGGIO

PROGRAMMA DEL CAMPEGGIO

GIOVEDÌ 6 OTTOBRE

ACCOGLIENZA giovedì 6 ottobre dalle 10:00 alle 12:00 nel parco di Santa Greca a Decimomannu.

  • mattina: montaggio del campeggio
  • dalle 16:00: presentazione del campeggio e delle iniziative che si terranno nei cinque giorni
  • a seguire: assemblea su militarizzazione della Sardegna e strategie di lotta

VENERDI’ 7 OTTOBRE

  • pomeriggio (orario da definire): assemblea

Frontiere e militarizzazione della società: racconti, valutazioni e pratiche dal resto d’Italia.

7 maggio, corteo al Brennero: centinaia di compagne e compagni arrivano sul cucuzzolo d’Italia per provare a fermare i lavori di costruzione della frontiera tra Austria e Italia. Ultimi sei mesi del 2016: in tutt’Italia decine di sedi di Poste Italiane vengono colpite contro la responsabilità di Mistral Air nelle deportazioni di migranti.

Quali sono gli intrecci tra guerra, militarizzazione della società e deportazioni?

SABATO 8 OTTOBRE

mattina

  • spazio per interventi di confronto su percorsi ed esperienze di lotta che i partecipanti al campeggio desiderano raccontare ed approfondire.
  • Dalle 10.00 laboratori di murales per le strade di san sperate

pomeriggio e sera al Parco Megalitico di San Sperate

  • Artisti e illustratori a sostegno della rete no basi né qui né altrove
  • Alle 18:00 No Triv di Maria Assunta Locarmine, spettacolo teatrale che narra di ecologia, di impegno personale e di cambiamenti
  • A seguire assemblea/dibattito e presentazione del corteo di lunedì 10 ottobre
  • Zuppata in piazza

DOMENICA 9 OTTOBRE

  • mattina: assemblea

Partendo dall’esperienza delle violazioni dei fogli di via notificati a compagni in Sardegna nell’autunno del 2015, proponiamo una riflessione sul percorso di lotta e di violazione delle misure restrittive lanciato dai compagni di Torino nella scorsa primavera e raccolto da alcuni compagni delle vallate piemontesi. Come, quando e perchè violare una misura restrittiva o di prevenzione è necessario o diventa una lotta, come organizzare una solidarietà che non lasci soli i compagni nelle loro scelte.

  • pomeriggio: assemblea di chiusura del campeggio

LUNEDÌ 10 OTTOBRE

ORE 10:00 CORTEO all’AEROPORTO DI DECIMOMANNU

Concentramento Parco Megalitico di San Sperate

Il campeggio sarà autofinanziato e autogestito. Porta tenda (se ne hai due portale che qualcuno disorganizzato non manca mai), sacco a pelo e, se ce l’hai, una sacca per la doccia da campeggio; scarpe comode e pantaloni lunghi; lascia a casa il cane. Onde evitare spiacevoli situazioni, durante il campeggio non saranno venduti alcolici; chiediamo di conseguenza che il consumo di questi si limiti alla piacevole convivialità e non al totale obnubilamento delle menti.