Chiamata per una campagna contro la logistica militare e le complicità tra militare e civile.

Pubblichiamo qui di seguito la campagna lanciata da A Foras:

Durante il campeggio contro l’occupazione militare della Sardegna organizzato da A Foras dal 5 al 10 settembre a Tertenia, è nato un gruppo che si occupa di studiare e intervenire sugli apporti che il mondo delle imprese e ditte locali danno all’apparato militare della Sardegna.

Vogliamo creare un cortocircuito nella rete che collega la logistica civile e le ditte private alla macchina bellica; tutti servizi e appoggi che senza l’esternalizzazione e il subappalto sarebbero compromessi, ponendo l’esercito in seria difficoltà sul territorio sardo e non solo.

Lanciamo quindi una campagna contro la logistica militare dandoci due obiettivi diversi ma fortemente connessi fra loro. Un lavoro di ricerca e approfondimento sul funzionamento e l’entità degli accordi commerciali tra privati e esercito, e la creazione di una serie di azioni volte al disturbo concreto di queste attività.
– vogliamo denunciare innanzitutto le complicità tra le ditte private e il ministero della difesa. Evidenziare il nesso tra la singola ditta e le operazioni di guerra, ad esempio che in Sardegna senza i trasporti nessuno spara. Tra volantinaggi, adesivi e manifesti vorremmo che si creasse un clima ostile contro le ditte e propedeutico alla mobilitazione di più persone possibile.
– ci immaginiamo poi di poter agire sul campo nel breve periodo, con dei presidi fuori dalle ditte implicate in questi affari e col tempo, con un previo lavoro di monitoraggio, effettuare dei blocchi stradali per impedire le operazioni di sbarco nei porti e arrivo ai poligoni.

Tra i protagonisti di queste collaborazioni privato-militare abbiamo individuato ad esempio la ditta di trasporti dei Fratelli Rubino. Avendo il parco mezzi più grande in Sardegna viene utilizzata per trasportare i mezzi corazzati e i munizionamenti verso tutti i poligoni sardi.
L’11 ottobre saremo quindi ad Assemini, luogo nel quale è presente sede e parco mezzi della stessa, per dimostrare la nostra contrarietà alla loro complicità con gli eserciti.

L’esercito non è più un’istituzione autosufficiente. Per un efficiente funzionamento si serve di una serie di ditte multinazionali, nazionali e locali per svolgere una miriade di mansioni. Ampliare la nostra azione dalle reti dei poligoni fino alle città, strade e paesi ci rende meno prevedibili e in alcuni casi più efficaci.
Complicare i rapporti tra guerra e privati significa costringere gli eserciti a muoversi con difficoltà e in maniera più lenta.

Nel panorama della lotta contro l’occupazione militare il blocco della logistica e dei movimenti militari costituisce un parte importante del nostro agire, necessaria per porre fine allo sfruttamento dell’isola da parte dei militari.
Non chiediamo la chiusura delle ditte complici, ma chiediamo che cessino qualsiasi collaborazione con l’apparato bellico italiano e non.

In conclusione lanciamo un appello per:
– una campagna muraria/artistica volta alla denuncia di tutte le complicità tra privati e militari
– una campagna pratica volta al disturbo dei movimenti e delle attività delle ditte complici, lasciando libertà d’azione a individui e gruppi.

Ricordiamo l’appuntamento indetto da A Foras l’11 ottobre alle 10.00 ad Assemini di fronte alla sede dei Fratelli Rubino e la manifestiazione del 14 ottobre alle 15 in Piazza D’Arsena contro la Joint Stars.

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